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Tutti gli articoli con tag centrali nucleari in italia

Fukushima: l'emergenza, il referendum, il nucleare in Italia

pubblicato da V.

centrale fukushima chernobylLa situazione nella centrale nucleare di Fukushima è andata peggiorando lentamente, mentre la tragedia giapponese scivolava in fondo nell’agenda. Ci stavamo dimenticando dello tsunami, del terremoto, delle decine di migliaia di morti e delle città distrutte, spazzate via.

Oggi l’apertura dei maggiori quotidiani è tutta per la centrale nucleare giapponese: “Come Chernobyl” è il refrain

L’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone ha alzato da 5 a 7 il livello di gravità della crisi nell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi, che è ora lo stesso di quello del disastro di Chernobyl del 1986. Fukushima è l’impianto che più ha subito le conseguenze del terremoto, e soprattutto del successivo tsunami, dell’11 marzo scorso

Malgrado il governo italiano abbia fatto un passo indietro - ma la moratoria che ferma tutto per un anno vuol comunque dire poco, spiegava giusto ieri l’AIEA - l’uscita dal nucleare per l’Europa resta lontana come si legge su Ecoblog. Sull’emozione che vince sulla ragione - e non potrebbe essere altrimenti in momenti simili - resta valido quanto vi scrivevo il 16 marzo scorso. Motivi in più per informarsi sul referendum del 12 e 13 giugno: noi ne abbiamo scritto in passato, date un occhio anche al sito del comitato per il sì.

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Dopo Fukushima, nucleare italiano in bilico: facciamo il punto

pubblicato da V.

centrali nucleari in italia

Il terremoto in Giappone, lo tsunami, poi l’emergenza nucleare. Una disastro, una calamità senza precedenti e dal bilancio ancora impreciso - 20mila tra morti e dispersi, ma cresceranno - che ha portato a un ripensamento globale delle strategie nucleari. Anche in Italia, come avrete notato.

Un paio di giorni fa vi ho visto molto appassionati alla discussione sul tema, un tema nel quale è complicato usare la testa, ed è molto più semplice - anche legittimo, in momenti del genere - usare il cuore. Ma forse ci stiamo agitando per niente. Perché tutte le chiacchiere di due-tre anni fa, stanno venendo spazzate via.

Vi ricordate? Quando Scajola era ancora in sella, l’Italia sembrava le avesse già pronte le centrali, sembrava che ci fosse solo da inaugurarle. Non era una vita fa, erano un paio d’anni fa, anche meno, c’era anche una ipotetica lista dei siti: Montalto di Castro, Trino Vercellese, Caorso, Porto Tolle, Termoli, Chioggia, Monfalcone, Borgo Sabotino, Garigliano, Oristano, Palma. E adesso?

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Nucleare: il via libera solo nel 2013 ma le Regioni non potranno opporsi

pubblicato da paganini


Il nostro quotidiano preferito, il progressista Libero (la cui lettura precede di un soffio quella dell’illuminato Giornale), dedica qualche riga e un poco di colore alla questione delle centrali nucleari di cui l’Itali sembra volersi dotare. L’argomento oggi compare su diverse testate, ma i numero di Libero sono piuttosto interessanti.

Pare infatti che l’Enel abbia rinviato a metà 2013 la decisione definitiva sugli investimenti da fare in materia e che, nel frattempo, 500 milioni di euro serviranno solo per gli studi e le ricerche (mentre tutto il giochino atomico costerà 18 miliardi). A quanto pare, quindi, la promessa del nostro Premier diversamente sincero di porre la prima pietra delle nuove centrali entro la fine della legislatura non troverà riscontro alcuno.

C’è poi da aggiungere che l’altro traguardo prefissato, cioè l’attivazione delle centrali nel 2020, sembra allontanarsi ulteriormente mentre entro la fine del 2011 il Governo dovrebbe indicare a Enel almeno 3 siti dove realizzare gli impianti nucleari. E non sarà una scelta facile: stando al sondaggio pubblicato oggi da Repubblica, infatti, l’ostilità verso il nucleare valica i confini elettorali.

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Nucleare in Italia: via libera alla localizzazione dei siti

pubblicato da V.

centrali nucleari in italiaStamane il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legislativo nel quale verranno decisi i siti degli impianti nucleari in Italia. E così, forse si torna al nucleare: Claudio Scajola ne parlava tempo fa, e ora le cose si muovono. Chiaramente, si muovono nella segretezza: i nomi definitivi dei siti, non si sanno, principalmente per due ragioni.

La prima, è che scatenerebbero istantaneamente proteste che farebbero sembrare la lotta No Tav in Val di Susa roba da educande, la seconda, è che il nucleare potrebbe rivelarsi un boomerang elettorale non da poco per le regioni - e chiaramente, per i governatori - che accettano di ospitare una centrale sul proprio territorio.

Malgrado questo, i nomi sono abbastanza noti, la cerchia è ristretta, e comprende anche tutti i siti dei vecchi impianti. I comuni sono: Montalto di Castro, Trino Vercellese, Caorso, Porto Tolle, Termoli, Chioggia, Monfalcone, Borgo Sabotino, Garigliano, Oristano, Palma. Ci vivete vicino? Sareste tranquilli?

Centrali nucleari in Sardegna: forse, ma non dentro i poligoni di tiro!

pubblicato da paganini

Purtroppo la squadra di governo del Pdl, con Mister B in testa, ci ha abituato a tenere conto e a temere le dichiarazioni bislacche ed assurde. Quelle che sembrano delle sparate alla Bossi e che poi invece diventano decreti legge.

In quest’ottica è abbastanza preoccupante la precisazione che il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga, si è sentito in dovere di fare parlando stamattina con alcuni sindaci sardi a Cagliari. Il Cossiga ha infatti specificato che “L’ipotesi di realizzare centrali nucleari all’intero di poligoni militari è impraticabile. E’ impossibile realizzare impianti in un’area dove si svolgono esercitazioni militari e si usano armi”.

Questo ci fa pensare che qualche genio abbia davvero ipotizzato di costruire una centrale nucleare all’interno di un poligono o di una base militare. Magari di una di quelle in cui transitano gli aerei Nato con armamenti nucleari, così si concentrano i rischi in una sola zona. Prima di pensare ad una ipotesi di fanta-scienza, aspettiamo comunque la pubblicazione delle aree che dovranno ospitare le centrali…

Foto | Difesa.it