Tutti gli articoli con tag cesare battisti

Brasile: Silvio Berlusconi non incontra Lula che blocca nel proprio paese Cesare Battisti

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri

Quanto dichiarato ieri da Pierferdinando Casini a la Stampa fa eco ad una considerazione sulla coscienza italiana fatta dalla Mostra del Cinema di Berlino da Francesca Comencini, regista italiana presente alla manifestazione in qualità di giudice.

In quell’occasione l’autrice italiana sottolineò i limiti del nostro cinema costruito secondo lei, sulle classiche storie d’amore più che sulle vicende caratterizzanti la memoria storica che altri paesi hanno già sviluppato.

Dell’ex terrorista Cesare Battisti, e dei quattro omicidi di cui è stato il mandante, ci siamo già dimenticati tanto che dopo il rinvio dell’incontro tra Lula e Silvio Berlusconi (si sarebbe dovuto tenere domani in Brasile) dei giornali locali già sostengono che il criminale italiano non sconterà tutta la sua pena nel paese d’origine.

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Intervista – Ivan Scalfarotto a polisblog: “Con Pierluigi Bersani non finisce l’antiberlusconismo”

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



La posizione del Partito Democratico sul No B-Day è stata piuttosto ambigua tanto che alcuni rappresentati, Rosy Bindi in primis, hanno deciso di aderirvi solo in un secondo momento.

Capire come sia cambiato il progetto avviato da Walter Veltroni dopo l’uscita di scena di Dario Franceschini non è semplice. Anzi. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Ivan Scalfarotto che dopo aver sostenuto la mozione di Ignazio Marino è diventato vice presidente del Pd.

Sei, da poche settimane, il vice presidente del Partito Democratico. Nel concreto cosa farai per la coalizione di Pierluigi Bersani?

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Finalmente la decisione: Cesare Battisti sarà estradato in Italia

pubblicato da Christian De Mattia in: Impresentabili Esteri Interni


Finalmente dopo numerose sedute finite in un rinvio è arrivata la decisione sul caso di Cesare Battisti. L’ex terrorista dei Pac condannato all’ergastolo per 4 omicidi durante gli anni di piombo sarà estradato in Italia. I giudici del Tribunal Supremo Federal si sono espressi per il sì nonostante la forte divisione della corte: 5 sono stati i favorevoli, 4 i contrari. Decisivo è stato il parere del presidente Mendes che nella scorsa udienza non si era espresso.

Mendes ha affermato che certi crimini non si possono definire di stampo politico, chiudendo quindi qualsiasi spazio alle tesi della difesa di Battisti. Il procedimento di estradizione conta però ancora di un passaggio: la firma di Lula. Il presidente brasiliano ha la possibilità di opporsi alla decisione anche se pare improbabile come possibilità visto che proprio in questi giorni aveva dichiarato che non si sarebbe opposto alla scelta della Corte

Notevole la soddisfazione in Italia, per una volta di stampo bipartisan. In aula alla Camera è esploso un applauso da tutto l’emiciclo. In particolare la maggioranza (tramite Italo Bocchino) rivendica il valore di questa decisione

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Bersani cerca di non perdere i pezzi (rutelliani) e si trova alle prese con la solita discussione su (e con) Di Pietro. Gli elettori del Pd invece chiedono di fare opposizione al governo nel merito. Ci sono temi delicati, come l’acqua privata, che necessitano di maggiori energie. Occhio ai ruBinetti

Cosentino al Tg3: “Veramente quelli che, nella maggioranza, vogliono le mie dimissioni sono un pò pochini“. Pochini?!?!? Italo Pochino

I fedelissimi di Fini sono comunque protagonisti di un ‘movimentismo’ quotidiano molto mediatico e brillante. Alcuni di loro sembravano poco più che peones e invece si stanno dimostrando cavalli di razza. E’ (Gra)nata una stella

Torna, torna…sta casa aspiett’a'tte! Il destino di Cesare Battisti ora è appeso alle determinazioni del presidente brasiliano. Ma pare che ci siano poche chance di farla franca per l’ex terrorista italiano. Chiari di Lula

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Caso Cesare Battisti, nuovo rinvio: la farsa continua

pubblicato da Christian De Mattia in: Impresentabili Esteri

battisti no estradizione

La vicenda dell’estradizione del terrorista Cesare Battisti incomincia ad assumere contorni temporali paradossali. Per l’ennesima volta non si è giunti a una decisione definitiva. Il Tribunal Supremo Federal in Brasile ha sospeso il dibattimento perché la corte ha ritenuto impossibile giungere ad una sentenza entro la giornata di ieri (la prossima udienza è fissata a mercoledì).

La giornata è stata vissuta in un crescendo di colpi di scena e speranze per entrambe le parti in causa. A inizio seduta il giudice Toffoli, appena nominato dalla Corte, ha rinunciato al suo diritto di voto. La scelta era stata intesa favorevolmente dalla delegazione italiana che si aspettava che il presidente Mendes (il cui voto considerato il 4-4 degli altri giudici), avendo fatto intendere il suo favore all’estradizione, si sarebbe espresso in tal senso.

Ma Mendes ha deciso il rinvio e ora si discuterà sull’opportunità del presidente di votare tenuto conto che nella prassi interviene solamente su materie costituzionali…

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Cesare Battisti e la patetica cantilena "In Italia la mia vita è in pericolo"

pubblicato da Christian De Mattia in: Impresentabili Esteri


Ci siamo, domani dovrebbe essere finalmente il giorno in cui sarà comunicata la decisione del Supremo Tribunal Federal sul ricorso italiano per l’estradizione di Cesare Battisti. Dall’Italia è già partita una delegazione che cercherà in ogni modo di opporsi alla possibilità che il nuovo giudice nominato dal Presidente Lula possa esprimersi sulla questione (facendo sbilanciare il collegio sul no all’espatrio).

Proveranno a convincere i brasiliani puntando sul fatto che Battisti deve sì scontare l’ergastolo (non previsto dall’ordinamento brasiliano) ma non stara’ in cella il resto dei suoi giorni (e non ci voleva un genio per capirlo). Previsioni non se ne possono fare ma si spera che una volta ottenuta la definitiva risposta si possa finalmente mettere una parola fine alla pietosa sceneggiata di Battisti che in un crescendo di dichiarazioni senza senso ci ha annoiato quotidianamente con il suo patetico mantra ripetuto ossessivamente…

Non riesco a immaginare l’ipotesi di essere estradato in Italia. E certamente temo per la mia vita se fossi rinchiuso in una prigione italiana. Sarebbe una morte annunciata. La mia estradizione significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici. Rimango molto triste pensando che in Italia la storia della mia vita sia stata raccontata con tanta falsità

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Intervista – Giacomo Leso a polisblog: “Nicolas Sarkozy ricorda Silvio Berlusconi”

pubblicato da giovanni molaschi in: Esteri Intervista con...



Su suggerimento di un filosofo francese Silvio Berlusconi avrebbe deciso di affiancare l’attività editoriale a quella politica creando un vero e proprio modo di comunicare che probabilmente sopravvivere alla sua uscita di scena.

Non tanto perché è il migliore. Anzi. Il berlusconismo sopravviverà a Silvio perché già commercializzato all’estero. Non è certo un caso che Nicolas Sarkozy ricordi fin troppo il Presidente del Consiglio italiano.

Di questo e molto altro abbiamo ragionato con Giacomo Leso che gestisce per l’Espresso il blog “Parigi brucia?” .

Partito Democratico. In Italia il dibattito sul partito politico più votato dell’opposizione ha talmente assorbito i rappresentati politici di questa coalizione, che sui problemi del paese non si ragiona. E in Francia? Che fine ha fatto Ségolène Royal? Qual è il ruolo del Partito Socialista, oggi, all’interno del dibattito politico?

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Ora Cesare Battisti chiede il perdono (cristiano) al governo fascista

pubblicato da Luca Landoni in: Esteri E basta

Della vicenda del terrorista (ex, diciamo, per motivi di età) Cesare Battisti ci siamo occupati più volte in maniera approfondita, ma oggi diamo spazio a un nuovo sviluppo per così dire umoristico. Il Battisti ha infatti deciso di scrivere una lettera al Governo italiano per chiedere perdono, anzi più precisamente un perdono “cristiano” (???) per atti che peraltro dice di non aver commesso.

La lettera si apre infatti chiedendosi «se non è giunta l’ora che l’Italia mostri il suo lato cristiano», per il quale «il perdono è un atto di nobiltà ». Ma così prosegue:

“I miei avversari, al contrario di me, sembra che abbiano qualcosa da difendere. Chissà se le proprie miserie o ricchezze, o piuttosto, come nel caso di alcuni attuali ministri del governo italiano, il proprio passato di attivisti di estrema destra (fascista!) responsabile diretta o indirettamente dei massacri con le bombe. Non so che cosa motivi esattamente i miei avversari ad entrare in questa lotta, ma sono certo che non abbia nulla a che fare con la giustizia”

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Parlamento europeo: schierato. Voto + 9. Il Parlamento europeo ha approvato (46 sì, 8 no) la risoluzione sul caso dell’ex terrorista Cesare Battisti “schierandosi”: “Il Brasile tenga conto della sentenza emessa da uno Stato dell’Unione europea nel pieno rispetto dei principi di legalità su cui si fonda l’Ue”. Adesso Battisti non è più un caso tra due Paesi ma tra l’Europa e il Brasile. Qualcosa si muove anche a Strasburgo.

Governo italiano: scaricabarile. Voto – 8. Non terminano le “speculazioni” sul caso Eluana. Berlusconi annuncia che il governo ha pronto un decreto legge per impedire la morte della sfortunata ragazza, proibendo l’interruzione di idratazione e alimentazione. Ovviamente se il Capo dello Stato accetta di firmarlo … Noi avremmo voluto ma … Scaricabarile. Effetti mediatici. Speculazioni. Per un pugno di voti.

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Il terrorista criminale Battisti, il brasiliano Lula, il premier Berlusconi ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

I “compagni” del Pac (Proletari armati per il comunismo) definivano l’ex operaio dell’Alfa Cesare Battisti “Antipatico, scostante, senza scrupoli: un infame”.

Quel gruppo lasciò una scia di sangue per 24 mesi, dal 1979 al 1981.

“Non eravamo politicizzati, né pensavamo alla rivoluzione, del marxismo non sapevamo niente”. Ma dopo aver sparato e ucciso scrivevano: “Siamo i proletari armati per il comunismo, abbiamo colpito gli agenti della controrivoluzione Torregiani e Sabbadin”.

Insomma, schegge impazzite con la maschera dei giustizieri.

Oggi Battisti, coperto dai “compagni” che stanno al potere in Brasile (e forse con inquietanti compiacenze in Francia), si dice innocente e accusa quattro ex compagni di militanza, gente già condannata dalla giustizia italiana.

Al processo, invece, Battisti minacciava il magistrato Carnevali: “Stai sicuro, verremo a prendere anche te” e alla Corte: “Siete solo dei buffoni di merda”. Tutto il resto è cronaca.

Di fronte al “no” brasiliano all’estradizione di Battisti , il governo italiano si è impigliato.

Il ministro degli Esteri Frattini non ha peli sulla lingua: “Non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. Saremo noi a decidere gli anni di piombo, una stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano complici compiacenti”.

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