
E dimissioni, alla fine, furono. In una lettera pubblica letta dal vicepresidente Esterino Montino, Piero Marrazzo ha ufficializzato ieri, poco dopo le 17.00, la sua uscita di scena dalla vita politica italiana.
“Finché mi è stato possibile – ha fatto sapere Piero Marrazzo - ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo possa essermi riconosciuto al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata”.
Che tale rimarrà. Significativo, e quasi d’esempio, è stato Emilio Fede che in una nota ha fatto sapere che il telegiornale che dirige non si occuperà più dello scandalo rispettando la famiglia che di riflessoo è stata coinvolta nella vicenda.
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Gossip ad uso politico: l’altro giorno fc intervista David Sassoli, volto del TG1 e candidato del PD alle Europee, stamattina sfoglio Chi e chi ti ritrovo? Il bello della sinistra! Micidiale gente, micidiale. Ma non è chiaramente Sassoli il punto focale di quanto vi sto scrivendo, Sassoli nelle pagine dove i protagonisti non hanno niente di naturale, è solo una comparsa.
C’è altro: c’è la continuazione della monografia berlusconiano - signorinica, che a quella di Libero ha solo da invidiare un’impaginazione più curata. Vediamola insieme. Sarà uno scontro tra titani.
Il numero di Chi - sottotitolo della testata: “I protagonisti al naturale” - che abbiamo trovato ieri in edicola è un sontuoso manuale di gossip ad uso politico, una monografia che chiunque dovrebbe possedere per capire l’abisso in cui sprofonda (pardon: è già sprofondato) il Paese in cui viviamo, un bignami della distorsione nelle comunicazioni di massa. E’ qualcosa di cui dovremmo avere paura, o almeno sapere riconoscere.
Si parte con l’editoriale “colto”, di Signorini, che cita la democrazia del pettegolezzo nell’antica Atene, dove a quanto pare le cose non erano poi tanto diverse da oggi, stante l’assenza di InDesign nelle redazioni dei periodici dell’Ellade: forse usavano ancora Quark XPress, o non ritoccavano le immagini nello squallore splendidamente notato da Giglioli, già ieri
Amen: sono vent’anni che il Cavaliere comunica con foto e sondaggi farlocchi, fondali di cartapesta, calze davanti alla telecamera e contratti firmati da Vespa. Agli italiani piace così, digeriranno subito anche queste porcheriole in photoshop
Il sommario di Chi ci prepara ad un viaggio lisergico nel mondo dove Camera e Senato contano quanto Porta a Porta, dove la Corte Costituzionale è sostituita dalla carta del foglio scandalistico, nel pianeta dove la verità si misura nella quantità di clone stamp che sei riuscito a utilizzare.
Divorzio Berlusconi - Veronica Lario? Pestiamo duro, partiamo dal pezzo di De Bortoli di oggi sul Corriere. De Bortoli, l’uomo più affascinante della via Lattea, incontra Silvio Berlusconi, e gli chiede delle “veline” in lista. E il senso è: non è che devi essere una “velina” in senso stretto per essere indegna di essere candidata. La Carfagna non era una velina, ed era - ed è - indegna della posizione che occupa. Ma ecco che SB ha la spiegazione adatta, almeno su Barbara Matera:
l’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli la stima molto, va due volte l’anno in Bangladesh. Barbara Matera è laureata in scienze politiche, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinieri 7 su Canale 5, ma mai la velina
Un curriculum di tutto rispetto, essere la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico (ma non vi viene da bestemmiare quando sentite roba del genere?) se penso agli anni di anticamera che mi sono fatto - insieme a centinaia di altri/e - per arrivare a scrivere pagato. Potevo e potevamo farci un prefetto, e via, in quegli anni. Gli stessi anni che vi siete fatti voi (uomini e donne) per fare quello che fate ora. Sia che siate operai, impiegati di concetto, dirigenti, amm.ri delegati, qualunque cosa. Oh, non avete l’occhio azzurro e languido e non avete recitato in “Carabinieri 7″, cosa volete? Si continua dopo il salto, non temete.
Veronica Lario: Silvio, addio!




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Mannheimer assicura che la vicenda divorzio tra l’imperatore e la moglie Veronica Lario non sposterà un voto, ma noi non ne saremmo così sicuri. Molto dipenderà da come Berlusconi gestirà la situazione e da quanto si dimostrerà capace di mantenerla nell’alveo privato. Meno clamore si solleverà e meglio sarà.
Ma la domanda è, sarà veramente capace il nostro Silvio di tenere un profilo basso? In passato ben poche sono state le occasioni in cui si sia trattenuto, e anche questa volta i segnali non sono incoraggianti, se dobbiamo dare retta ai titoli di Repubblica che riportano la seguente dichiarazione: “Saremo durissimi. Lei vuol mettermi i figli contro.”
L’ultima cosa di cui ha bisogno il paese in questo momento è di una telenovela intorno alle vicende familiari del premier. Di questo possono occuparsi Novella 2000 o Chi - cui peraltro Silvio ha ceduto tutti i diritti fotografici del festino di Noemi Letizia - noi preferiamo la politica vera. Politica che a volte si estrinseca anche in poche, efficaci parole. Quelle del leader della Lega Umberto Bossi.
«Io non ho le veline. Se avessi una velina non potrei più tornare a casa. Secondo me bisogna stare attenti quando ci sono figli, a non farla star male, una moglie»
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Beffardo, Alfonso Signorini che, nel numero in edicola di Chi dedica tre pagine al leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro sotto il titolo “L’Italia dei calori”. Tonino è intento a baciare una giovane donna mora sul cui nome, ora, si è scatenata una vera e propria caccia. Lui, indispettito, si difende e replica: “Ma quale scandalo! Ero fuori da un ristorante dove abbiamo festeggiato il compleanno di Silvana Mura e bastava allargare l’obiettivo per riprendere altre venti persone intorno a me. Avrò diritto di partecipare a una festa? E comunque io a questo livello non voglio scendere”.
Secondo il leader dell’Idv il servizio di Chi rientra in una vera e propria strategia messa a punto da Berlusconi in persona: “Che il Cavaliere - attacca - invece di far fare falsi scoop ai suoi giornali e usarli come una clava politica si preoccupi d’altro. Fa leggi per non farsi processare, promette di salvare Alitalia e indebita lo Stato, manda a casa i precari per legge. Mi sembra Superciuk che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Questo è il problema, non un casto bacio di saluto”.
Ma secondo voi si può davvero definire “casto” questo bacio? Le vostre amiche le salutate così?
Dopo il salto, le foto …
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