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Via D'Amelio: fughe di notizie o voglia di scoop?

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega


A volte lo scoop non sta nel contenuto di una notizia. A volte lo scoop nasce dal calibro della testata o dalla fama del giornalista. La cronaca ha memoria corta, i libri di inchiesta sono materia per ristrette nicchie di iniziati. Dunque è facile ri-scoprire qualcosa che dovrebbe già essere noto ai più e inventarsi una notizia-bomba fondata solo sulla labilità del ricordo o sulle cortine fumogene del mainstream mediatico.

E’ ciò che ha fatto pochi giorni fa il valente Guido Ruotolo, cronista giudiziario ed esperto di crimine organizzato in onorato servizio a ‘La Stampa’ di Torino. Il tema è quello scabrosissimo (e attualissimo) della strage di Via D’Amelio, dei depistaggi di Stato, del mostruoso sposalizio di interessi tra mafia, politica e servizi, una pietanza avvelenata condita con un pizzico di massoneria ed estremismo nero.

I magistrati di Caltanissetta sono al lavoro sulle nuove piste giudiziarie che derivano dalle dichiarazioni del pentito Spatuzza, si riaprono i file, si squadernano le carte…

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Intervista – polisblog incontra Nicola Biondo autore de “Il Patto”, tra Stato e Mafia

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.

La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.

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Intervista. Polisblog incontra Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.

Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?

L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.

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Recensione:"Un nuovo contratto per tutti" di Boeri e Garibaldi: come riformare welfare e mercato del lavoro

pubblicato da Giulio Mattioli

Mercato del lavoro e welfare: due ambiti assolutamente centrali per la società e per la vita di ogni singolo individuo. In Italia, due settori in grave affanno, che richiederebbero urgenti riforme: e mentre i politici tendono spesso ad ignorare la questione, i famosi economisti ed editorialisti Tito Boeri e Pietro Garibadi pubblicano “Un nuovo contratto per tutti”, agile pamphlet pieno di proposte concrete.

Nell’Italia degli ultimi 10-15 anni c’è più occupazione e sempre meno disoccupazione. I problemi però non mancano: non c’è stata altrettanta crescita economica, non si è investito in ricerca e innovazione, ed eccoci con i salari più bassi d’Europa. Le forme di flessibilità del lavoro hanno sì creato lavoro, ma hanno finito per instaurare un sistema “duale”: precariato e posto fisso restano mondi paralleli, non comunicanti. Difficilissimo dal primo passare al secondo.

Non si sono colmati poi gli svantaggi dei veri soggetti deboli del nuovo mercato del lavoro: i giovani (non gli anziani!), le donne e i meridionali. Anzi, in molti casi la loro penalizzazione rispetto ai maschi adulti col posto fisso è addirittura aumentata. In particolare, è sempre più difficile per le donne conciliare lavoro e responsabilità familiare, ed ecco che si attiva quella spirale che sta trasformando l’Italia sempre più in un paese per vecchi.

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