Con riflesso pavloviano il Guardasigilli Angelino Affanno ha mandato a Trani gli ispettori, guidati da Derrick, per capire meglio cosa c’è dietro l’inchiesta Rai-AgCom. Il ministro furioso: “Le talpe vanno trovate e punite”. Il governo pensa a una decina di frustate, alla tortura della ruota, alla goccia d’acqua sulla testa in stile cinese o a supplizi tipo una cena al ristorante con Emanuele Filiberto. Talp Fiction
Intanto il premier è preso dalla sindrome della trappola: “La sinistra e la magistratura insieme lavorano per influenzare il voto”. Falce e tranello
Pedofilia nella Chiesa europea. Anche i vescovi iniziano ad ammettere che un certo ostruzionismo è stato portato avanti nei confronti della ricerca della verità. Insomma, le nomenclature ecclesiastiche avrebbero ficcato la testa nella sabbia. Da Don Sturzo a don struzzo
Talk show banditi: resta il blocco dei programmi Rai dopo il palleggio di responsabilità tra Cda di Viale Mazzini e Vigilanza. Intanto la tv di Stato ci perde qualche milioncino di euro. Masi-chismo
Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.
Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?
L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.
Con l’aria che tira, dopo i fatti drammatici e inquietanti di Rosarno, cade a fagiolo la Giornata dei migranti che la Chiesa celebrerà domenica 17 gennaio.
Mons. Bruno Schettino, presidente della Commissione Cei per le migrazioni, nella odierna conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, non ha avuto peli sulla lingua: “In Italia più che di razzismo, ci sono forme di xenofobia, legati a momenti particolari, all’esplosione di tipici problemi sociali. Gli ultimi episodi di Rosarno hanno messo in evidenza la debolezza del sistema di accoglienza e di integrazione. E’ stata una lotta tra poveri e chi maggiormente è stato sconfitto è stato il più povero: l’immigrato”.
Sembra, quella dell’esponente dei vescovi italiani, un’analisi politica di “sinistra”, una lettura della vecchia … lotta di classe dei tempi andati.
Altro che le ciance della Lega e del Governo sulla “sicurezza”, sugli immigrati, sulla paura distillata ogni giorno solo per creare consenso e portare a casa voti e gestire il potere.
Aveva “ragione” il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbel: una bugia ripetuta tre volte, diventa verità.
L’Italia ha due facce. C’è quella del governo che con il premier e i suoi ministri promettono, comandano e “giocano” a spartirsi la torta. E c’è quella del paese reale che tira la carretta, subisce, e sta sempre peggio.
Così Berlusconi rilancia la vecchia promessa di tagliare l’Irap, così Bossi blinda il Veneto dopo l’accordo a tavolino con il Cav., così La Russa smentisce il Senatur riaprendo i giochi del toto regioni, così Tremonti ritorna alle virtù del posto fisso e viene strigliato dai colonnelli del Pdl. Insomma, questi sono i signori che si specchiano nel loro finto candore, facendo finta di litigare e di … governare.
Dall’altra parte, come fosse un’altra galassia, c’è l’Italia vera. Quale?
Quella denunciata dalla Caritas: in un anno sono aumentate del 20% le persone (cassintegrati con il sussidio in scadenza, operai e impiegati licenziati, titolari di contratti a termine, signore che impegnano pellicce e fedi nuziali, ecc) che per difficoltà economiche chiedono aiuto alla Chiesa: qualcosa come 100 mila persone e oltre 6 mila famiglie, l’iceberg di una moltitudine ben più vasta che non arriva più a fine mese.
Segue poi la “gelata” dei dati Eurostat sul 2008: il debito dell’Italia tocca il 105% del Pil contro il 69,3% della media Ue. Il deficit al 2,7. Le aziende hanno i conti in rosso e chiudono.
Così è, se vi pare.
L’Italia, nel bene e nel male, resta un paese cattolico.
Quindi anche di elettori cattolici. I quali, stando ai dati di Ipsos, non vogliono il “partito della Chiesa”, si allontanano dalla politica, sono delusi del governo Berlusconi ma stanno alla larga dal Pd, beneficiando (in parte) l’Udc e soprattutto incrementando l’area del non voto.
Insomma, un nuovo dato che dimostra che c’è una situazione in movimento che potrebbe innescare l’avvio di nuovi processi politici.
Il nuovo partito di centro di Casini, Pezzotta ecc., le mosse di Francesco Rutelli nel Pd, gli assist di Luca Cordero di Montezemolo, persino l’uscita di Giorgio La Malfa dal Pdl, per non parlare delle fibrillazioni di Fini, sono tasselli “liberi” che cercano una nuova composizione per una nuova sintesi politica.
E’ Rutelli, sornione, in questa fase, il più attivo. L’ex leader della Margherita è già “oltre” il congresso del Pd: addirittura lavora per creare “suoi” gruppi parlamentari alla Camera e al Senato. Non solo.
L’ambizione di Rutelli è alta: (ri)costruire un’area (un partito?) laica, liberale, moderata ma riformista, modellata su molte idee forza di Obama. Abbandonare il Pd, rifare Margherita ex novo, non più con gli “avanzi” della ex DC.
L’idea dell’ex sindaco di Roma trova interlocutori interessati: nel Pd, nelll’Udc ma anche nel Pdl. Rutelli non si accontenta del grande centro di Casini, cerca nuovi spazi. E nuove avventure.
Determinante, per salpare, sarà l’evoluzione della crisi del berlusconismo.

Vittorio Zambardino è un giornalista di Repubblica (questo è il suo blog), è stato direttore di Kataweb, ha contribuito a creare Repubblica.it, sul giornale cartaceo si occupa di tecnologia e internet.
Zambardino ha scritto cose estremamente interessanti sulla vicenda Boffo-Feltri. Eccone alcuni estratti:
“Nelle carte del processo di Boffo, tutte pubblicate dal Giornale, di omosessualità non si parla. Per poterlo fare, è stato necessario pubblicare un documento anonimo - ripeto: anonimo, quindi possiamo dire: “di dubbia origine”? - recapitato nei mesi scorsi alle curie di mezza o tutta Italia. Per poter dire cosa? Che Boffo è omosessuale. Ma si può dire: ti accuso perché sei omosessuale? No, si fustiga “l’incoerenza” del giornalista. E’ un falso, chi lo fa sa bene che al suo pubblico è il sapore forte del sesso che farà effetto.”
Continua a leggere: Zambardino su la querelle Boffo - Feltri: essere omosessuali è una colpa?

Uno a zero per Vittorio Feltri. Dopo qualche giorno di martellante campagna anti-Giornale di tutti gli altri quotidiani, che hanno pubblicato una prima pagina fotocopia dal titolo “Bagnasco: attacco disgustoso”, il direttore passa al contrattacco mostrando il primo (presumibilmente non ultimo) dei documenti in suo possesso.
Dunque Dino Boffo ha patteggiato un atto di molestie verso una donna (ai sensi dell’articolo 660 del codice) avvenuto nel gennaio del 2002, pagando 516 euro. Lo dice nero su bianco il documento del casellario giudiziario che riporta il decreto penale del Gip di Terni esecutivo il 1/10/2004. Ovviamente ciò non prova che sia per forza colpevole, ma solitamente chi è innocente non patteggia un’accusa così infamante.
Si potrebbe ribadire che non era questo il punto cui girava intorno la faccenda, e che deve ancora saltar fuori la famosa informativa in cui si definirebbe il direttore dell’Avvenire “un noto omosessuale attenzionato dalle forze dell’ordine”. In effetti Feltri sostiene di avere altri documenti nel cassetto e di essere in grado di tirarli fuori se necessario, ma per ora si dice anche non tenuto a svelarne il contenuto se non per ribadire che non si tratta di un’informativa della polizia.
Ma c’è davvero oggi in Italia qualcuno convinto che sia possibile “rompere” con la Chiesa di Roma e modificare i Patti lateranensi?
Allora perché la Lega sbraita tanto? Già, perché?
Ma lo ha già detto chiaramente Bossi: “Ognuno fa il proprio mestiere”. E qual è il mestiere del Carroccio?
Di incunearsi su ogni questione infuocata qual è l’immigrazione, tirando la corda al limite, ritagliarsi un proprio spazio e, una volta fallito l’obiettivo, incolpare gli altri, invocando più forza (cioè più voti) per ottenere ciò che non si è ottenuto. E ricominciare, in una specie di giro della morte, come nei circhi di una volta.
Come si fa a credere a uno come Roberto Calderoli che spara: “Il comunismo sconfitto dalla storia ritrova bandiere ideologiche proprio tra uomini di Chiesa”.
Ve lo immaginate un Papa come Benedetto sedici che se la fa sotto per le minacce di Bossi e soci?
C’è chi dice che così la Lega dimostra la propria “autonomia”, non insegue, a differenza di tutti gli altri partiti, la benedizione della Chiesa. Sarà, vedremo alla fine. Per ora la Lega sembra inseguire, inutilmente, il buon senso.
Alla fine sarà un “boomerang avvelenato” per Bossi & C. E per Berlusconi una vera e propria “polpetta avvelenata”. Il Premier fa ancora il pesce in barile. Ma fino a quando?
Avvenire: premier tracotante. Voto + 8. Il quotidiano dei vescovi torna all’attacco contro il premier: “La messa in mora di uno stile sobrio ha causato alla Chiesa disagio, mortificazione e sofferenza”. E i cattolici stanno a guardare …
Silvio Berlusconi: vita da boss. Voto – 9. Il fidatissimo Emilio Fede scende da un aereo di Stato in Costa Smeralda e il Cav in accappatoio attende da uno scafista aspiranti “meteorine”. Vita da premier o vita da boss?

Lo scandalo riguardante la vita privata di Silvio Berlusconi ha tenuto banco sulla stampa straniera anche questa settimana, e le ultime evoluzioni della vicenda, che hanno coinvolto i nomi di Paolo Guzzanti, Mara Carfagna e Barbara Berlusconi, non sono certo sfuggiti ai media esteri.
Le dichiarazioni della venticinquenne figlia del premier sono state riprese ad esempio da vare testate di tutto il globo. Il commento più incisivo l’ha però fornito Christina Patterson del britannico Independent:
Il denaro, come Berlusconi ha scoperto, può comprare un sacco di cose. Può comprare palazzi e belle donne, può comprare capelli e denti. Può comprare potere - tanto potere. Quello che non può comprare è una munifica fedeltà da parte dei propri figli. (..)