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Tutti gli articoli con tag cia

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Dopo aver stanato Osama, adesso la Cia ha nel mirino un altro celebre ‘desaparecido’: Daniele Capezzone. Secondo fonti di intelligence, sarebbe barricato in una dependance di Villa San Martino, ad Arcore. Ma ormai avrebbe le ore contate. Pakistanco

Dichiarazione solenne di Scilipoti sulla morte dello sceicco del terrore: “E’ un grande giorno anche per tutto il mondo della medicina naturale”. Bin Laiden

Gli 007 adesso considerano quasi certa una ritorsione di al Qaeda. Ma sotto quale forma potrebbe manifestarsi? Un attentato kamikaze di tipo tradizionale? Un attacco batteriologico? O un raddoppio dell’appuntamento tv con Giuliano Ferrara? No-fly (pan)zone

Svelato un altro pizzino di Ciancimino Jr. in cui si sotiene che Bin Laden era il fantomatico “signor Franco”, misteriosa figura di collegamento tra lo Stato, la mafia e Don Vito. Bush-etta

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Medio Oriente: squadre segrete afghane addestrate dalla Cia per dare la caccia ai Talebani. La notizia è stata rivelata alla CNN da una fonte ufficiale Usa, che ha parlato sotto anonimato. La Cia avrebbe creato una pattuglia paramilitare di 3.000 afghani per condurre missioni clandestine contro Al Qaida e i Talebani in Pakistan.

Gli agenti vengono descritti come “ben addestrati” ed “efficaci”. L’afghanizzazione del conflitto passa anche da qui: far condurre la “guerra sporca” direttamente dai locali, che del resto possono infiltrarsi più facilmente tra il nemico e passare il confine con il Pakistan.

Della nuova squadra antiterrorismo afghana aveva parlato per la prima volta il giornalista del Washington Post Bob Woodward (quello che con Carl Bernstein aveva condotto l’inchiesta sul Watergate) nel suo nuovo libro Obama’s Wars, che uscirà negli Stati Uniti lunedì.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Pare che negli studi di Radio Padania si sia festeggiata l’eliminazione dell’Italia per tutto il weekend. Intanto, Lippi e i suoi sono rientrati a casa dopo aver fatto sembrare la Slovacchia di Hamsik una squadra simile al Brasile. Ora Prandelli dovrà ricostruire da zero. In alto Marek

Marcello Lippi ama andare in barca. E’ stato visto ieri in mare aperto con un altro velista d’eccezione: Massimo D’Alema. Insieme cercavano di convincere un banco di tonni che il calcio e la politica sono i passatempi più belli del mondo. Loro due, che in questo periodo sono i ‘vincenti’ per definizione, hanno a lungo chiacchierato cullati dalle onde, proprio come si fa tra vecchi amici in preda alla nostalgia. Nel frattempo, tutti gli italiani erano in pena per la loro sorte e pregavano per un pronto ritorno a riva, sani e salvi. Flagelli d’Italia

La coda della crisi economica non lascia sereni i nostri connazionali. E il Campionato del mondo di calcio ci è andato pure di traverso. C’è poi un italiano che non vive in Italia, ma ha fatto la stessa fine: Fabio Capello. Il Sud Africa è rimasto sullo stomaco pure a lui. Pollo e peperooney

La Cia dice che l’Iran sarebbe pronto a produrre ben due bombe atomiche. Ahmadine-già?

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Craxi aveva un Raggio (Maurizio). Re Silvio invece ha un sole intero, un sole interiore. E lo racconta: “Mio padre mi diceva: ‘tu hai una specie di sole dentro e ti devi impegnare a darlo agli altri, a tutti gli altri, con un sorriso o una parola’”. Che bellezza. Speriamo che oltre a illuminarci e riscaldarci, il premier realizzi qualcuna delle promesse che ha fatto in campagna elettorale. Il sòla interiore

Massimo Tartaglia, il lanciatore di souvenir più famoso d’Italia, sarà ospitato ai domiciliari in una comunità terapeutica. Obiettivo? La rinascita spirituale per una vita diversa. Un d-uomo nuovo

Rapimento Abu Omar: secondo il giudice Oscar Magi la Cia agì e il Sismi non poteva non sapere (e magari si compiaceva anche). Insomma, per il magistrato è tutto chiaro malgrado il segreto di Stato. Conosce i suoi Pollari

Ciancimino jr al processo Mori: “Provenzano godeva di un’immunità”. Il SuperCav ai fedelissimi: “Beato lui. Io non pretendo tanto, mi basta un legittimo impedimento”. Ma il clima (politico) non promette nulla di buono. Ros di sera…

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Morte a Guantanamo, in attesa delle promesse di Obama

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

La necessità di chiudere Guantanamo, una delle prime promesse di Barack Obama, si fa ogni giorno più pressante, soprattutto perchè nella base americana si continua a morire.

E’ successo allo yemenita Muhammad Ahmad Abdallah Saleh, detto Al-Hanashi, trentunenne detenuto nella base dal febbraio 2002 senza nessuna accusa, trovato morto nella sua cella lunedì notte.

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Eugenio Vagni: dalle Filippine smentita la liberazione, è stato consegnato ad un altro gruppo

pubblicato da davide f.

vagni

Vi avevamo parlato del rapimento del cooperante italiano Eugenio Vagni e del gruppo protagonista del sequestro, Abu Sayyaf, di ispirazione poco jihadista e molto più organizzazione mercenaria al servizio dei potentati locali, spesso e volentieri ostili alle organizzazioni umanitarie straniere presenti sul territorio, che attirano troppa attenzione.

Dopo la giornata di ieri in cui sembrava fosse pronto ad intervenire l’esercito filippino contro la banda Sayyaf, stamattina è stata data voce della liberazione dell’ostaggio, a breve smentita. “Abbiamo avuto notizia che Vagni e’ stato lasciato dai suoi sequestratori ad un altro gruppo che si trova nella zona”, ha detto il capo della polizia Jesus Verzosa.

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Obama in visita alla Cia: no al waterboarding

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Abbiamo parlato qualche giorno fa della scelta di Obama di pubblicare quattro memorandum della passata amministrazione sulle torture inflitte dagli agenti della Cia alle persone interrogate. Oggi riporta il New York Times che il presidente degli Stati Uniti ha visitato il quartier generale dei servizi d’intelligence statunitense a Langley, in Virginia.

Obama ha promesso di proteggere l’identità dei funzionari dell’intelligence coinvolti negli scandali scatenati dalla pubblicazione il 16 aprile di alcuni dossier sulle tecniche d’interrogatorio utilizzate dalla Cia contro i sospetti terroristi.

Il presidente ha ribadito anche la sua fiducia nell’intelligence, ma ha confermato in modo altrettanto forte la sua condanna verso metodi d’interrogatorio come il waterboarding, l’annegamento simulato, usato durante l’amministrazione di Bush per costringere i prigionieri a fornire informazioni segrete.

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Stati Uniti: pubblicati i memorandum delle torture della Cia

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha emesso un comunicato che annuncia la pubblicazione di quattro memorandum della passata amministrazione sulle torture inflitte dagli agenti della Cia alle persone interrogate. Si legge: ”La pubblicazione aiutera’ ad affrontare un capitolo buio e doloroso della nostra storia”.

Il tema è quello delle tecniche ’speciali’ d’interrogatorio che, dopo gli attentati alle Torri Gemelle del 2001 a New York, l’amministrazione Bush autorizzò pur cosciente del fatto che si trattava di tortura. C’è un però. Oggi quelle autorizzazioni saranno rese pubbliche, ma, e questo resta il punto più buio, viene garantita anche l’impunità ai torturatori.

Gli agenti della Cia che hanno torturato i detenuti con l’autorizzazione del governo Bush possono quindi dormire sonni tranquilli: Obama promette loro l’immunità.

Immagine|Flickr

Il rapimento di Eugenio Vagni nelle Filippine: la jihad non c'entra?

pubblicato da davide f.

da http://www.flickr.com/photos/22604005@N05/2309431243/, common creative

Eugenio Vagni è il cooperante italiano della Croce Rossa rapito il 15 gennaio scorso nelle Filippine insieme ad altri due ostaggi dal gruppo di Abu Sayyaf (lo stesso del sequestro di Padre Bossi), definito gruppo jihadista. Ovvero un gruppo integralista musulmano che pratica la “guerra santa”. Detta così sembra una di quelle situazioni a cui ci siamo abituati, piccoli gruppi sparuti di fondamentalisti che per scopi più o meno materiali sequestrano dei cooperanti.

La maggior parte delle volte però parlare di fondamentalismo islamico è una semplificazione sbagliata e di comodo. Come in questa situazione. A questo proposito infatti la polizia filippina ha annunciato ieri l’arresto di sette persone, con l’accusa di aver fornito informazioni e supporto logistico a Abu Sayyaf. Tre degli arrestati sono ufficiali di polizia: uno di loro è addirittura della Sezione Operazioni di Intelligence. Altri due sono amministratori locali.

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Obama chiude Guantanamo e le carceri segrete della Cia

pubblicato da paganini

Il termine esatto era rendition, che significava rapire un cittadino straniero in un qualsiasi paese del mondo, caricarlo a bordo di un aereo senza insegne, detenerlo illegalmente all’interno di basi militari della Nato ed infine consegnarlo a stati in cui la tortura viene praticata con disinvoltura affinché potessero essere carpite tutte le informazioni necessarie a combattere il terrorismo, quello degli altri.

Una pratica che ha coinvolto anche l’Italia, con il caso di Abu Omar e l’inchiesta che il nostro governo cerca in tutti i modi di ostacolare opponendo il segreto di Stato per impedire ai giudici di appurare la verità. Ieri, con buona pace di tutti quelli che sostenevano che la pratica delle rendition era una invenzione della sinistra, il nuovo presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che impone alla Cia di “chiudere il più rapidamente possibile ogni struttura di detenzione operativa e non potrà aprirne nel futuro”. Quindi la rete di detenzione basata su carceri segrete esisteva. E doveva essere smantellata.

Così come la prigione speciale di Guantanamo, altro obbrobrio del diritto internazionale inventato da W. Bush. Un altro esempio di lotta al terrorismo che potrebbe essere qualificata essa stessa come terrorismo e che, sempre per ordine di Obama, dovrà essere chiusa entro un anno, ponendo anche fine alle tecniche di “interrogatorio” contrarie alle convenzioni internazionali.

Barack Obama non potrà certo fare miracoli, però si sta allenando piuttosto bene…