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Tutti gli articoli con tag ciancimino

"Napoleonsilvio", addio ... trono?

pubblicato da Massimo Falcioni


Paura e sospetti si allargano a macchia d’olio nel partito del “predellino”. La maggioranza è sommersa dagli scandali: al di là dei singoli nomi, il tarlo corrode la pianta e nessuno è più sicuro di niente. Pdl e maggioranza, dopo un anno da “lupi” (i sexigate del Cav , Spatuzza e Ciancimino che raccordano mafia-Forza Italia-Dell’Utri, il Bertolasogate, l’ultimo Scajola, poi Ciarrapico, i Fitto i Cosentino, gli assessori accusati, indagati e chissà cos’altro, a cominciare dai rumors che prevedono tempesta su Verdini, Matteoli, Lunardi, addirittura su Gianni Letta) sono visti oramai come macchina per la gestione del potere fine a se stessa. Cricca che alimenta cricca.

“Alì Berlusconi e i quaranta ladroni” è la battuta più gettonata del Palazzo. E nessuno ride. La questione morale stravolge l’immagine del Pdl, fa vacillare Premier e maggioranza.

La domanda è una sola: “La testa di Scajola basterà a non fare alzare l’asticella dell’offensiva giudiziaria?”.

Silvio Berlusconi è in panne: non può più minacciare le elezioni anticipate, perché sa che può perderle. Ecco perché nel Pdl c’è il “rompete le righe”: nessuno “copre” più nessuno e i “guastatori” minano il campo. E il Cavaliere è sempre più solo. Il Sultanato vacilla. Il Colle è un miraggio.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il decisionismo e la rapidità d’azione del governo sull’emergenza abruzzese rischiano ora di venire travolti dalla protesta degli aquilani. Al premier serve per forza un altro colpo di teatro, altrimenti le macerie del sisma seppelliranno pure la sua sfolgorante immagine di uomo del fare. Obtorto crollo

In tal senso la cosiddetta ‘protesta delle chiavi’ ha particolarmente colpito il Cav, che si è detto molto addolorato. Lui preferisce le folle adoranti al suo cospetto. Chi-Ave, Cesare

Il buon Mario Landolfi da Mondragone (Caserta) ha pensato bene di querelare il giornalista, suo concittadino, Sergio Nazzaro per una serie di articoli in cui il cronista dà conto dei guai giudiziari (con contorno di camorra) dell’entourage dell’ex ministro. Certo che questi politici sono tutti della stessa…pasta. Dove c’è Barilla, c’è casa(lese)

Intanto il Cav ha preoccupazioni ben più grosse sul fronte palermitano. I processi a Dell’Utri e al generale Mori vanno avanti. Chi doveva parlare lo sta facendo. Chi sa, ora ricorda. Ricorda e canta, canta bene, canta meglio che a Sanremo. CianciMINA

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Toh, chi si rivede! Nel giorno in cui si ricorda Eluana, ricompare il Fini di lotta (interna al Pdl) che contesta il Verbo del Cav. Da un po’ di tempo era come sparito, anzi inabissato, attività che peraltro gli piace parecchio con muta, pinne e bombole. Sub(dolo)

Mentre va giù sott’acqua, il presidente della Camera pensa anche al premier e tra cernie e saraghi forse sogna che le rivelazioni sulla trattativa mafia-politica negli anni ‘90 possano portare a inopinati sbocchi. Polpo di Stato

Dopo un anno si pensava che potessero prevalere il contegno e la discrezione. Invece si è consumato l’ennesimo scontro sul corpo di Eluana. E’ come se l’incubo fosse tornato per 24ore. Sogno o son-dino?

E Sacconi è andato addirittura a stracciarsi le vesti dalle suore misericordine di Lecco, presso cui Eluana fu ospitata per oltre un decennio. D’altronde il governo ha bisogno di lisciare il pelo al Vaticano nei giorni dei retro-veleni sul caso Boffo. Il ministro a Lecco il c….

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Ore 12 - Ciancimino jr, polpetta avvelenata o pillola ricostituente per Berlusconi?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOgnuno torna al suo posto, più o meno. Basta un Ciancimino jr per rendere ancora più torbido il già fosco quadro politico, per fare gettar via alcune maschere e far riprendere ai vari attori il proprio ruolo.

Poco ore è durata la “svolta” di Tonino Di Pietro. L’ex Pm sposa i “teoremi” del figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo sui rapporti mafia-Forza Italia, accusando tout court questo “governo piduista, fascista e paramafioso”.

Pier Luigi Bersani, imbarazzato, “accusa” la giravolta del leader dell’Idv, appena abbracciato al congresso romano. Metà Pd rilancia il refrain dell’”avevamo detto che la tentazione di Di Pietro di togliersi la casacca giustizialista non è credibile”. Dalemiani, lettiani e Follini fans rilanciano la ricucitura con Casini. Mentre altri, specie i popolari con Rosy Bindi e i veltroniani, non fidandosi del leader centrista, strizzano l’occhio all’ex Pm.

Così ha buon gioco Pier Ferdinando Casini nello scompaginare la tela delle alleanze, bloccando la prospettiva strategica appena tracciata con Bersani: l’asse privilegiato Pd-Udc è (almeno per ora) naufragato prima di prendere vela. “Mai l’Udc potrà stare in una coalizione con l’ex Pm” chiosato da Casini, più che un monito, ha il sapore di un ultimatum.

Alla fin fine, di fronte alla “bomba” (o patacca?) Ciancimino, il Pd non sa che pesci pigliare, sta politicamente con un piede di qua e uno di là, affidandosi al giudizio dei … giudici.

Di fatto, è Bersani a rimanere con il cerino in mano. Ed è Berlusconi, anche stavolta, a prepararsi a incassare il … raccolto.

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: spaghetti western Voto + 8. Il leader dell’Udc rifiuta le “rivelazioni” di Ciancimino jr: “Ritenere che Forza Italia sia prodotto della mafia, significa offendere milioni di elettori e falsificare la realtà”. C’era una volta l’Italia.

Mariastella Gelmini: bavaglio. Voto – 9. La ministra maestra “unica” dell’istruzione con una mano apre al confronto sulla sua “riforma epocale” e con l’altra oscura tutti i forum del sito istituzionale Indire. Libertà di … censura. La Cina è vicina.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Craxi aveva un Raggio (Maurizio). Re Silvio invece ha un sole intero, un sole interiore. E lo racconta: “Mio padre mi diceva: ‘tu hai una specie di sole dentro e ti devi impegnare a darlo agli altri, a tutti gli altri, con un sorriso o una parola’”. Che bellezza. Speriamo che oltre a illuminarci e riscaldarci, il premier realizzi qualcuna delle promesse che ha fatto in campagna elettorale. Il sòla interiore

Massimo Tartaglia, il lanciatore di souvenir più famoso d’Italia, sarà ospitato ai domiciliari in una comunità terapeutica. Obiettivo? La rinascita spirituale per una vita diversa. Un d-uomo nuovo

Rapimento Abu Omar: secondo il giudice Oscar Magi la Cia agì e il Sismi non poteva non sapere (e magari si compiaceva anche). Insomma, per il magistrato è tutto chiaro malgrado il segreto di Stato. Conosce i suoi Pollari

Ciancimino jr al processo Mori: “Provenzano godeva di un’immunità”. Il SuperCav ai fedelissimi: “Beato lui. Io non pretendo tanto, mi basta un legittimo impedimento”. Ma il clima (politico) non promette nulla di buono. Ros di sera…

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Il caso Spatuzza ad Annozero. Minchiate

pubblicato da Luca Landoni


Minchiate sarà il titolo della puntata serale di Annozero. Un titolo che prende spunto dalle dichiarazioni del pentito Spatuzza, nei suoi rapporti con i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.

Il pentito Gaspare Spatuzza ha dichiarato: “Nel gennaio 1994 Giuseppe Graviano mi disse: ci siamo messi il paese nelle mani, grazie a queste persone di fiducia. E mi fa i nomi di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.”. Dieci anni dopo nel carcere di Tolmezzo Filippo Graviano gli avrebbe detto: “è bene far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati”. Sono solo “minchiate”.

Per l’occasione gli ospiti di Michele Santoro saranno il ministro della Giustizia Angelino Alfano*, reduce dall’ammonimento ai giudici a comparire meno in tv, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, Claudio Martelli e Massimo Ciancimino.

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Passaparola di Marco Travaglio: la mafia non esiste, Berlusconi e Dell'Utri invece si

pubblicato da davide f.

Mafia e stato. Puntata bollente questa settimana del Passaparola di Marco Travaglio, alle porte di giorni di fuoco, vedi il triangolo Berlusconi Dell’Utri Spatuzza , e nella settimana che si chiuderà con l’atteso No Berlusconi day.

Pronti? Dopo aver smontato le solite bugie, i rumors per cui i pentiti sono credibili solo se non danno fastidio a politici importanti, il giornalista spiega come l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia fondamentale per punire quelle condotte che non sono nella mafia, ma la appoggiano in cambio di qualche favore.

Il concorso esterno naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della mafia, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Alla fine abbiamo capito che il vero problema della giustizia italiana riguarda i calzini turchese. Grande scoop di Canale 5 che dovrebbe ispirare le future azioni del Guardasigilli. Altro che pm soggetti al governo o meno: i magistrati dovrebbero essere selezionati da Giorgio Armani. Vieni avanti Brachino

Se non cambia in secondo grado, la sentenza civile sul Lodo Mondadori rischia di mandare Fininvest in mutande. Il SuperCav però rassicura: “Il Milan rientra nella sfera degli affetti, quindi non si vende“. Senza il Beckham di un quattrino

Ora il problema del governo, e soprattutto della Lega, consiste nel far digerire agli svizzeri lo scudo fiscale. Amaro aBerna

E’ solo una mera coincidenza, precisiamo, per carità. Solo uno scherzo del destino. Però colpisce che la Lega proponga da sempre l’elezione popolare dei pm quando poi leggi che anche Don Vito Ciancimino, nel cosiddetto ’secondo papello’, faceva riferimento al sistema elettivo dei giudici. Cota Nostra

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Lo stato trattò con la mafia. La tragedia di un paese nelle dichiarazioni di Piero Grasso

pubblicato da Luca Landoni


«La trattativa tra Stato e mafia ha salvato la vita a molti ministri. Anche via D’Amelio potrebbe essere stata fatta per “riscaldare” la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli, Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo - dice il magistrato - probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici»

Così Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia ieri in un’intervista al Tg3. E ancora:

«Il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato, ma non c’è dubbio che questo primo contatto ha creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze»

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