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Tutti gli articoli con tag cicchitto

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Con nonchalance Cicchitto sul condono: “Si può fare, sia edilizio che fiscale. Non è da questo che si misura l’etica”. E’ veramente degno del forte legame che ha col suo capo. Condono ombelicale

Berlusconi fa bisboccia con Putin per sfuggire ai suoi fantasmi italiani, che però lo perseguitano anche in Russia. Di Pietroburgo

Tra il Cav e il ministro dell’Economia, poi, la tensione rimane alle stelle. Andromeda? No, andropausa

Copti ancora nel mirino delle violenze in Egitto. Essere cristiano al Cairo può diventare un grosso problema. Ieri la loro protesta è stata soffocata nel sangue. Copto e mangiato

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Libia: accordo Bossi-Berlusconi. Pantomima farsesca ...

pubblicato da il passator cortese

E’ una pantomima farsesca, ma consente a Bossi e a Berlusconi di tenersi stretta l’Italia, gabbando gli italiani. Fabrizio Cicchitto sorride contento dopo la riunione della maggioranza a Palazzo Chigi perchè si è trovata l’intesa tra il PdL e la Lega sulla base di modifiche insignificanti al testo della mozione del Carroccio.

“In questo modo – conferma il capogruppo del Pdl alla Camera - si sono così create le condizioni per una mozione comune dei gruppi del PdL, della Lega e dei Responsabili e la maggioranza ha ritrovato una piena intesa anche sulla politica estera”.

Quindi, polemiche chiuse, strappo ricucito fra Bossi e Berlusconi, poltrone assicurate. Come solito, finisce tutto a tarallucci e vino. Le richieste della Lega – dicitur - sono confermate, in particolare l’indicazione del termine temporale missione, anche se da stabilire “in accordo con gli organismi internazionali e con i Paesi alleati”.

E’, quindi, una presa per i fondelli, tant’è che sarà la Nato a decidere, non certo il manipolo attorno al Senatur. E’ più facile credere che Ruby sia la nipote di Mubarak che non ad una data stabilita per la fine del nostro intervento armato in Libia. Tant’è che da Bruxelles arriva, secca, la replica: “Le operazioni si concluderanno solo con la resa di Gheddafi”.

Ma la Lega non aveva promesso ai suoi elettori che l’Italia non sarebbe mai entrata in guerra? Ennesima dimostrazione che Bossi abbaia ma non morde e che, dopo averle sbandierate per mesi, adesso teme davvero le elezioni. Tale e quale il Cavaliere. Coppia indissolubile e inossidabile: da … “culo e camicia”.

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Socialisti del Pdl, "via da Berlusconi!" Rino Formica chiama alla rivolta gli ex compagni di Craxi

pubblicato da il passator cortese

Prende carta e penna Rino Formica, (classe 1927, ex mente lucida del Psi, definito dal ministro democristiano Beniamino Andreatta “Un commercialista di Bari esperto di fallimenti e bancarotta”) per chiamare a raccolta i socialisti del Pdl e rilanciare il progetto riformista di Bettino Craxi dando il benservito a Silvio Berlusconi.

Scrive alla fine ai suoi ex “compagni” l’ex ministro: “Non vi chiedo di prendere la scialuppa e di abbandonare la nave, ma se volete salvare un popolo che deve sostenere la rinascita del paese con la fine di una transizione tutta giocata all’insegna dell’antipolitica, dovete mettere sottocoperta il capitano, curarlo e sbarcarlo in un porto sicuro. A voi tocca il compito di riprendere la guida delle forze del revisionismo istituzionale, politico e sociale. Voi potete farlo perché venite da una scuola di liberi pensatori, di refrattari al dominio del potere, e di ribelli alla subalternità sociale. Non vi chiedo di passare con altri, ma di essere voi stessi sino in fondo. Berlusconi quando scoppiò Mani pulite, rinnegò Craxi e si sentì sciolto da ogni vincolo di gratitudine. Voi invece, dovete essere riconoscenti per l’ospitalità accordatavi, ma non obbligati a masticare capsule di cianuro, perché ciò che avete dato è molto di più di quanto vi è stato concesso. E non voglio ricordare che il Cavaliere spesso ha fatto finta di non conoscervi”

. L’onorevole Cicchitto e Brunetta e gli altri socialisti sarebbero i resistenti democratici “all’interno di un contenitore che non ha risposto alla originaria speranza di poter garantire una dialettica nuova e costruttiva alle spinte plurime della società”? Ridere o piangere?

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Le pretese di "patron" Berlusconi: comandare (anche) in casa d'altri

pubblicato da il passator cortese

Può essere più o meno simpatico o antipatico Pierferdinando Casini e si può condividere o rifiutare la linea dell’Udc. Ma quel che Pdl (soprattutto) e (anche) Pd sostengono, è paradossale, per non dire “ridicolo”.

In particolare Silvio Berlusconi (con il codazzo dei vari Capezzone, Bondi, Bonaiuti, Cicchitto e per fare abbassare le orecchie a Bossi)) pretende di dare gli ordini ad alleati ed avversari, come se Casini fosse un dipendente del Cavaliere e l’Udc la dependance del partito del predellino. La stessa cosa vale per le pretese del Pd.

Non da ieri l’Udc dice di voler superare questo bipolarismo (secondo Casini responsabile della crisi generale italiana) e di voler contrastare i due maggiori partiti (Pdl e Pd) su cui il bipolarismo/bipartitismo si regge.

I centristi tendono quindi a rimanere “autonomi” “, alleandosi con chi a loro conviene di più, per prendere più potere e rafforzarsi, e dopo le regionali costruire quel terzo polo pronto a dare la spallata al bipolarismo bislacco e coatto. Posizione discutibile ma legittima politicamente.

Perché Berlusconi, Bossi (e anche Bersani) si arrabbiano tanto quando vedono che l’Udc si allea un po’ di qua e un po’ di là, o corre da sola? Perché invece di sbraitare tanto non giocano l’unica carta “legittima” che hanno in mano, cioè semplicemente decidere di non allearsi con l’Udc, togliendo a Casini la possibilità di scegliere in quale dei due forni prendere il pane? Tutto qui.

Ma non possono continuare a lamentarsi per non poter comandare in casa d’altri. Saranno poi gli elettori a dire la loro. Nell’urna.

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Gianfranco Fini: schiena dritta. Voto + 8. Per il presidente della Camera il voto di fiducia sulla Finanziaria è “deprecabile” e il discorso di Cicchitto è “incendiario”. Sempre più separati in casa.

Antonio Di Pietro: testa alta. Voto + 8. Il leader dell’Idv non si piega ai dictait dei Berluscones fans: “Non mi farò intimidire da questa maggioranza che istiga alla violenza”. Stavolta c’azzezza.

Voto agli immigrati. Fini si allea con la sinistra e prepara il putsch. Lega sulle barricate

pubblicato da Luca Landoni



La spinta antiberlusconiana di Gianfranco Fini - che pure noi in alcuni casi abbiamo elogiato come necessario contrappeso a una leadership troppo assolutista - rischia di avviarsi verso un apice al contempo errabondo e grottesco. Il vecchio pallino finiano del voto agli immigrati ha infatti preso forma in una proposta di legge bipartisan, che prevede per loro la possibilità di partecipare alla consultazione elettorale sia attivamente (dopo 5 anni di residenza con permesso di soggiorno) sia passivamente, ovvero candidandosi direttamente.

Il motivo per il quale il Presidente della Camera si sia così intestardito su un tema che provoca ovvi malumori soprattutto nella parte leghista della coalizione non può che ricercarsi in un progetto complessivo, che prevede una serie di mosse tattiche sulla strada della successione a Berlusconi. L’uggia del centrosinistra nei confronti del Cavaliere è infatti talmente forte da far sì che l’opposizione - ora come non mai rassegnata a rimanere tale - accetterebbe qualunque soluzione alternativa pur di disfarsene.

E la soluzione alternativa, molto andreottiana, è lì pronta sul tavolo: si chiama Gianfranco Fini. In tutto questo il voto agli immigrati non rappresenta che un pretesto risibile per raccattare le firme del centrosinistra e nel contempo raggruppare intorno a sè le porzioni di maggioranza definite “finiane”, magari in vista della creazione di un raggruppamento ad hoc. Un centinaio infatti sono le adesioni raccolte, tra le quali si annoverano decine di parlamentari di Pd, Udc e Italia dei Valori.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: machista. Voto – 8. Sono già 100 mila le donne che hanno aderito all’appello di Repubblica contro il premier che “offende” le donne e quindi la democrazia. Il Cav. vede la donna sottomessa, a sua disposizione. Tale e quale l’Italia.

Pdl: anti-Tremonti. Voto –8. Preoccupa e infastidisce il protagonismo del superministro dell’economia bocciato con un documento “economico” firmato Cicchitto, Verdini, la Prestigiacomo, Scajola, Fitto ecc. E’ la guerra dei “delfini”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Una cosa è sicura: il SuperCav sta faticando parecchio a riportare nell’alveo la ribellione degli ‘autonomisti’ meridionali. Di certo nel lettone di Putin non si stanca mai così tanto. Sud-ato

Ve lo ricordate Cosimo Mele? A ripensarci oggi fa quasi sorridere. Eppure due anni fa scoppiò un putiferio in salsa rosa per la scappatella dell’ex parlamentare Udc e il festino all’Hotel Villa Flora di via Veneto a base di coca ed escort (una si sentì male). Bazzecole rispetto a ciò che accade dalle parti di Palazzo Grazioli. Ma lui ha da dire la sua: “Berlusconi ha ragione, non siamo dei santi. Siamo figli di questi tempi”. Il tempo dei Mele

Anche il piccolo premier è rimasto colpito dai successi delle due giunoniche ragazze d’oro del nuoto italiano. Pare le abbia chiamate per invitarle a sguazzare nell’ampia piscina di Villa Certosa. Il tuffo e il puffo

Cicchitto difende il dl anti-crisi: “Meglio le pillole di questo provvedimento che i colpi di sciabola di Visco”. Pillole o supposte? Per i ‘meridionalisti’ della maggioranza la seconda delle due. Papicillina

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Crisi economica, la risposta italiana. O all'italiana?

pubblicato da Bruno Marino

C’è grossa crisi. Le economie di mezzo mondo stanno andando a rotoli. Quella italiana, poi, scivola lentamente verso il baratro 1992. Quando lo Stato rischiò di abbassare la saracinesca per bancarotta. Modello Argentina. Le misure prese da Obama non sembrano funzionare, sono criticate anche da un economista come Paul Krugman (qui un articolo del premio Nobel per il NY Times),

In tutto ciò, qual è la risposta italiana alla crisi? A parte qualche timido segnale di attenzione al mondo dei precari, l’occhio dei media è concentrato sulla attualissima polemica tra Berlusconi e Franceschini (cattocomunista contro clerico-fascista). Mancano i labari del MSI, le dita delle mani a forma di p38 ed eccoci tornati pari pari alla Prima Repubblica.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Fuoco di Veltroni contro premier e governo: “Berlusconi non sa cos’è il rispetto delle istituzioni, vuole una magistratura e un sindacato imbavagliati. Su Alitalia dice balle clamorose”. Pd spaccati. Cgil e prodiani-ulivisti con il segretario, D’Alema, Letta e Follini contro. Venerdì la direzione: già resa dei conti? Cicchitto: “Da Veltroni solo insulti allora dei tg. Dopo Putin evocherà Francisco Franco e alla fine Mussolini e Hitler”. Intanto esplode l’”uragano” disoccupati. Governo e opposizione su ben altre cose affaccendati … I radicali: “Napolitano richiami il Parlamento ai suoi doveri”.

Il nostro commento.
Non era difficile prevedere, e polisblog,it lo rimarca da giorni, che l’affondo oramai quotidiano di Veltroni contro Berlusconi, accusato di “putinismo” (cioè di autoritarismo) ha l’effetto di un boomerang. Qui non si discute se il segretario del piddì ha ragione o no sui singoli punti. Anche se il cambio di linea, il ritorno brutale all’anti berlusconismo (decisi da chi, quando, come, dove?) sembra solo tatticismo, utile a stoppare Di Pietro e la sinistra, a calmare le “correnti” interne, a“caricare” la base in vista della manifestazione del 25 ottobre. Nei fatti si vuole coprire il vuoto programmatico e strategico del partito e la sfilacciatura della leadership. Ma è ancora Veltroni il capo del Pd? D’Alema e compagni non vogliono forzare la situazione per non prendersi le colpe della possibile e imminente debacle. Mettono in pratica quel che diceva il “grande” timoniere comunista cinese Mao: “sedersi lungo la sponda del fiume e attendere che passi il cadavere del nemico”. Metaforicamente, s’intende.

Walter Veltroni: “Berlusconi non sa cos’è il rispetto verso le istituzioni. Il governo riduce il Parlamento a una situazione per la quale sarebbe bastata la votazione del 14 aprile per riceverne il mandato a fare quello che vuole. Il premier addirittura aggredisce per nome e cognome un magistrato che procede nei suoi confronti. Cosa accadrebbe se lo facesse Sarkozy?”

Massimo D’Alema: “Berlusconi non deve seminare zizzania e deve, se vuole, dialogare con Veltroni, che è il leader dell’opposizione. Walter, a sua volta, ha il poco invidiabile compito di dialogare con Berlusconi. Un compito che non gli invidio e che non voglio sottrargli”.