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Tutti gli articoli con tag cina

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

E’ bello risentire ogni tanto in tv i versi ispirati del cantore Bondi. Fanno venire le lacrime agli occhi come un thé bollente mandato giù tutto d’un fiato. (Endo)vena poetica

Atteggiamento cauto dei cinesi di fronte al presidente Obama. Lui arriva nel Paese asiatico in cerca di amicizia e collaborazione, eppure non può non far presente a Pechino quale sia il valore dei diritti umani e delle libertà civili. Reazioni contrastate nell’opinione pubblica locale. M’aMao o non m’aMao?

Si è sciolto del tutto l’iceberg che si era staccato dall’Antartide. Al suo interno i paleontologi hanno ritrovato i poveri resti di Romano Prodi. La commozione del popolo Pd: “Ci manca tanto“. Mi Findus di te

Ma intanto l’eredità del Professore torna di moda nel partito di Bersani. Nostalgia dell’Ulivo, ampie alleanze e addio alla vocazione maggioritaria. Questa è musica per le orecchie di ‘Baffino’. I-Prod

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Se la Consulta emetterà una sentenza sfavorevole, cosa rimarrà da fare al SuperCav? Dimettersi e andarsene un po’ al mare? Lido Alfano

I socialisti vincono in Grecia. Ma Berlusconi tranquillizza i suoi: “Caso isolato, qui il Pd non fa strada, almeno finché c’è Rutelli con loro. Qui vinco solo io“. Papindreou

Affaire Mondadori: secondo i giudici il Superpremier è corresponsabile della corruzione e i vertici Fininvest non potevano non sapere. Cosa si inventeranno ora i legali del capo del governo? Quale acrobazia? Cir-censi

Anche Obama si inchina alla logica economica e si fa intimidire da Pechino: il Dalai Lama non sarà ricevuto alla Casa Bianca. Incontro soltanto rinviato a dicembre? Buddhanate

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Scontro diplomatico tra Cina e Australia

pubblicato da Giovanni Molaschi



A più di un mese dall’ennesima strage della popolazione uigura, avvenuta durante più giorni di scontri che non permisero al Premier cinese Hu Jintao di partecipare al G8, la stampa internazionale si occupa ancora della minoranza musulmana.

L’agenzia di stampa cinese avrebbe infatti censurato il discorso fatto dalla leader della popolazione Rebiya Kadeer al Festival del Cinema di Melbourne, dove è stato proiettato il primo documentario sulla sua vita.

Rebiya Kadeer non sarebbe stata censurata solo per quanto detto. La Cina non avrebbe gradito neanche l’implicito appoggio dato alla donna dall’Australia, con la quale il Governo di Hu Jintao ha sempre più problemi diplomatici.

Le autorità di Pechino avrebbero, negli ultimi mesi, aumentato gli avvertimenti ai propri studenti che studiano nel paese. In Australia infatti diversi ragazzi indiani sono stati vittime di attacchi xenofobi.

Questo tipo di propaganda non sarebbe stata gradita dal Governo locale il cui profitto economico derivante da questi studenti costituisce il 15% del fatturato totale prodotto dall’istruzione australiana per gli stranieri.

Certo è che questo scontro diplomatico potrebbe essere utile per capire chi comanda veramente l’est del mondo. Alla Cina, ad esempio, le amministrazioni occidentali darebbero la stessa importanza se non riuscisse ad attuare una valida politica estera con l’Australia?

Foto | smh.com.au

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La portavoce degli uiguri Rebiya Kadeer candidata al Nobel per la Pace

pubblicato da Giovanni Molaschi


A poco più di una settimana dalla strage dello Xinjiang i principali mass media hanno progressivamente perso interesse per una vicenda che ad oggi, secondo gli ultimi dati recuperati attraverso internet, avrebbe causato centinaia di morti.

Vite che Rebiya Kadeer sta cercando di tutelare raccontando in tutto il mondo i problemi della sua popolazione. Rebiya rappresenta infatti per gli uiguiri quello che per il Dalai Lama rappresenta per il popolo tibetano.

Candidata al premio Nobel per la Pace la signora Kadeer è stata recentemente in Italia dove ha presentato la sua biografia “La Guerriera Gentile”. In quell’occasione è stata intervistata per il prossimo numero di Popoli da Federico Bastiani che ringrazio per averci permesso di ragionare su questa intervista.

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Quale dialogo? In Corea del Nord si gioca la credibilità internazionale di Obama

pubblicato da Luca Landoni

I recenti esperimenti nucleari compiuti dal leader dei paesi “canaglia”, la Corea del Nord di Kim Jong-Il, rappresentano - o per meglio dire impongono - una vera chiave di volta alla politica internazionale americana. Il neo-presidente Obama si trova infatti davanti al primo vero test per la sua linea del dialogo, e temiamo che questa volta presentarsi con un volto amichevole e pacifista sortirà effetto zero.

Il dittatore coreano è infatti assolutamente impermeabile a qualsiasi rappresaglia diplomatica. Le sofferenze del suo popolo lo lasciano totalmente indifferente, come abbiamo visto fino ad ora, e persino le pressioni dell’unico alleato rimastogli, la Cina, non hanno sortito alcun effetto. Visto che sappiamo che la Corea del Nord dispone di scorte di plutonio sufficienti a costruire una decina di bombe, che cosa possiamo fare?

Certo, la speranza è ancora che i coreani stiano tirando la corda per sedersi al tavolo delle trattative in posizione di vantaggio. Il tutto per ottenere più soldi possibili dagli occidentali in cambio dello stop alla politica nucleare, ma per quanto tempo potremo accettare questo ricatto? E chi ci assicura che anche una volta accettato un primo accordo, Kim Jong-Il non faccia leva su di esso per giocare al rialzo, magari approfittandone per far esplodere altri ordigni?

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Birmania: dittatura uno. Voto – 10. 100 artisti italiani firmano l’appello per liberare il Benigni birmano U. Thura, poeta, drammaturgo, regista condannato a 59 anni di carcere in Myanmar per aver organizzato intellettuali impegnati negli aiuti delle vittime del ciclone Nargis. No comment.

Cina: dittatura due. Voto – 10. Nessun “artista” italiano “vede” quel che succede in Cina, dove il governo ha di nuovo oscurato You Tube senza spiegazione alcuna. “Non abbiamo paura di Internet”, ribadisce Pechino. Però cerca di soffocarlo minacciando gli utenti e staccando la spina.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: camera ardente. Voto – 9. Anche la rappresentatività parlamentare fa parte dei “lacci e lacciuoli” che il Cavaliere vuole eliminare. Ecco l’ultima trovata: per fare una legge far votare solo il capogruppo. Meglio una persona di fiducia del capo. Il Parlamento solo per ratificare ciò che decide il governo. Del capo. La Cina è vicina. Anche l’ombra di … Benito?

Gianfranco Fini: bacchetta premier. Voto + 9. Il presidente della Camera non ci sta a fare lo zerbino di Berlusconi. Può subire il pugno duro del padre padrone del Pdl nel nuovo partitone “unico” ma boccia le pulsioni autoritarie del Premier sul piano costituzionale. Fini sullo “snellimento” della Camera: “E’ una proposta impossibile, cadrà nel vuoto”. Fini, un futuro da … Dalai Lama?

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Cina: orco a cinque cerchi. Voto – 10. I Giochi Olimpici a Pechino aiuteranno lo sviluppo dei diritti umani in Cina. Un auspicio smentito dalla realtà: morsa repressiva, migliaia di morti, “rieducazione politica” per i monaci tibetani. La Cina è tutta un Tibet. Dal panda all’orco. E l’Occidente tace.

Iran: orco col cappio. Voto – 10. Gran lavoro per il boia in Iran e per il governo che lo comanda. Sei esecuzioni negli ultimi due giorni in diverse zone del paese. Dall’inizio dell’anno almeno 73 esecuzioni. In attesa di fare “terra bruciata” con nuovi missili e nuove bombe. E l’Occidente tace.

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Italia: comunisti ieri. Voto – 9. Violante, (così come Veltroni), appartiene alla (non) folta schiera di chi rinnega (a giorni alterni) il proprio passato di militante/dirigente comunista. Meglio tardi che mai. Ma anche qui c’è non l’innocenza stolida dello sprovveduto, ma l’ambiguità di chi vuol liberarsi la coscienza. Cadere sì, ma sempre in piedi.

Cina: comunisti oggi. Voto – 9. Le grandi promesse fatte dal governo cinese dopo le sfavillanti Olimpiadi di Pechino restano tali: il regime compila la lista nera dei giornalisti non “allineati”. Gli “sgraditi” saranno “dimissionati” ed esclusi dalla professione. Pugno duro. Passata la festa, gabbato lo santo. Serviti i “creduloni” di ogni lingua e continente.

La vittoria di Obama: le conseguenze sulla politica ambientale italiana

pubblicato da Giulio Mattioli


A partire dal momento in cui la vittoria di Barack Obama è stata ufficializzata, le forze politiche italiane hanno fatto a gara a saltare sul carro del vincitore, dichiarando il proprio sostegno all’ormai ex senatore dell’Illinois. Fenomeno bizzarro in un paese che si era già segnalato come il più pro-McCain di tutta l’Europa occidentale.

Sforziamoci però di ignorare questo indegno spettacolo e di guardare a quelle che potrebbero essere le principali conseguenze dell’imminente presidenza Obama sulla politica del governo italiano. Un primo esempio è sicuramente l’ambiente: Obama ha promesso di impegnarsi a fondo per contrastare il riscaldamento globale, con una sterzata a 180° rispetto alla linea seguita dagli USA durante gli otto anni di George W. Bush. Non a caso nel suo primo discorso il president-elect ha citato il “pianeta in pericolo” tra le più importanti sfide del suo mandato - addirittura prima della crisi finanziaria.

Un dettaglio forse, ma di quelli pesanti. E soprattutto una linea completamente opposta rispetto a quella seguita dal governo Berlusconi, che si è recentemente distinto per anti-ambientalismo minacciando il veto sull’accordo 20-20-20 sostenuto dai principali paesi europei.

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