Vasco Errani (Governatore dell’Emilia Romagna al centro delle polemiche poiché candidato dal Pd oltre gli incarichi previsti dalla legge), in seguito allo scandalo scoppiato attorno al sindaco di Bologna Flavio Delbono, ha deciso di tagliare le spese fatte dagli amministratori durante i viaggi di lavoro.
“Si volta pagina - ha dichiarato a Repubblica Vasco Errani - e si dice addio alla corsa ai viaggi istituzionali che garantivano un’ulteriore indennità per ogni giorno di missione.
Finisce l’era dei rimborsi sulla parola come quelli firmati dall’allora vicepresidente Delbono e finiti nell’inchiesta della procura della Repubblica che ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato e truffa aggravata nei confronti dell’ex sindaco di Bologna”.
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La cattiva informazione che è stata fatta sulla ricostruzione de L’Aquila, e le relative proteste fatte contro l’operato di Augusto Minzolini (attuale direttore del Tg1), rappresentano parte del giornalismo contemporaneo. Elargito senza approfondimento.
Si è soliti fornire a propri utenti poche informazioni e slegate dal contesto. Per questo motivo ad alcune settimane dal Cinzia-gate (scoppiato a Bologna e che è costato a Flavio Delbono la poltrona da primo cittadino) abbiamo intervistato Cristiano Zecchi che della vicenda se n’è occupato molto prima di scriverci un libro.
Procediamo con ordine. Lei lavora come giornalista a Bologna. Prima che scopiasse il Cinzia-gate sull’ex sindaco Flavio Delbono circolavano delle voci che preannunciavano quello che poi è successo?
“Alcune voci circolavano, ma difficilmente i politici che si candidano non ricevono colpi bassi o illazioni nei loro riguardi.
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Quando sembra che il Partito Democratico abbia toccato i suoi minimi storici succede sempre qualcosa che ricorda a Pierluigi Bersani, e a noi, quanto il progetto politico che sta amministrando abbia fatto il suo tempo.
È da considerarsi obsoleto se persino la Lega Nord grazie all’intervento di Roberto Maroni, secondo il quale a Bologna si potrà andare al voto non prima del 2011, dimostra quella lungimiranza che dall’opposizione un elettore in media si aspetta. E spera.
Possibile che i dirigenti di partito non avessero considerato, negli stessi giorni in cui agevolavano le dimissioni di Flavio Delbono, l’eventualità che al voto non si andasse subito ma nei tempi già stabiliti?
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