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Lodo Mondadori: al via la superperizia sulla Guerra di Segrate

pubblicato da Luca Landoni



Oggi torniamo ad occuparci di un argomento semidimenticato e sepolto sotto gli echi elettorali. La cosiddetta Guerra di segrate, ovvero la compravendita di Mondadori conclusasi con l’accordo Cir-Fininvest e da molti anni al centro delle attenzioni tribunalizie, ieri ha infatti segnato un nuovo capitolo.

La Corte d’Appello di Milano ha infatto disposto una superperizia (nome tecnico CTU, “Consulenza tecnica d’ufficio”) riguardo alla sentenza del giudice Raimondo Mesiano che a ottobre ha condannato la Fininvest a risarcire 750 milioni di euro alla Cir. A questo proposito ricordiamo che una successiva sentenza ha consentito al soggetto condannato di congelare il pagamento fino all’esito definitivo in cambio di una fidejussione per l’intero importo.

La perizia dovrà sostanzialmente stabilire se l’entità del risarcimento è corretta, tornando sui fatti del 1991 quando l’accordo finale definì la spartizione del gruppo Mondadori assegnando Repubblica/Espresso alla Cir di De Benedetti e la parte libraria/periodici a Berlusconi.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La Lega vuole vietare i minareti in Italia come accaduto in Svizzera. Cantoni e cantonate vanno a braccetto in questo periodo. Poi l’illuminante Castelli se n’è uscito con il crocifisso sul Tricolore. Ma allora perché non mettere anche qualche illustrazione di Padre Pio nella Costituzione? Per fortuna la provocazione leghista non fa proseliti. Un pugno di mosche-e

Quelli del Carroccio d’altronde, si sa, sono tutti patria, dialetto e famiglia. Eh sì, viva la mamma. Imam-moni

I magistrati congelano il mega-risarcimento Mondadori. Intanto Fininvest firma una fideiussione che tranquillizza De Benedetti e fa incavolare Confalonieri. Il Cav non si fida, teme la decisione finale. Cir-cospetto

Il fuori onda galeotto di Fini e la stoccata di Gasparri: “Io sostengo il governo sia in onda che fuori onda“. Ma qui l’onda sta diventando uno tsunami che rischia di travolgere Palazzo Chigi. Si dice che Berlusconi stia facendo una fatica enorme a tenersi calmo. Surf control

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Lodo Mondadori: chiesta la sospensione. La Fininvest rischia il fallimento

pubblicato da Luca Landoni


La sentenza del giudice Raimondo Mesiano sul Lodo Mondadori ha spaccato il paese; o meglio, ha confermato la dicotomia odio/amore che in Italia Berlusconi ispira da sempre. Il gruppo Mediaset questa volta ci ha anche messo del suo, per esempio con l’assurdo servizio di Mattino 5 su Mesiano, ma rimane il fatto che i 750 milioni di multa regalati alla Cir di De Benedetti rappresentano una cifra senza precedenti, talmente elevata da portare il gruppo sull’orlo del baratro.

Possiamo davvero permetterci di gettare alle ortiche in questo modo uno dei pochi gruppi che ancora crea occupazione in questo paese? E tutto questo senza aver mai beneficiato di alcun aiuto statale? Ricordo che ci troviamo sempre nel paese in cui la Fiat della famiglia Agnelli si è retta esclusivamente sulle tasse dei contribuenti, e in cui l’allora Olivetti dello stesso De Benedetti è stata salvata più volte con commesse governative discutibili, fino ad autodistruggersi comunque.

È in quest’ottica che dobbiamo anche vedere la richiesta dei legali Fininvest di sospendere il pagamento della multa almeno fino all’esito dell’appello, previsto non prima di due anni. Anche perché si teme che De Benedetti per allora non avrà più una lira, dovendo trasferire gran parte del malloppo alle banche, e dunque anche in caso di rovesciamento della sentenza Fininvest si ritroverebbe con un pugno di mosche. O magari avrebbe già mandato a casa centinaia di lavoratori nel tentativo di non fallire.

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Angelino Alfano: l’innominato

pubblicato da Giovanni Molaschi



Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.

Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.

Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

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Consulta sul Lodo Alfano, si attende la decisione nel pomeriggio

pubblicato da Giovanni Molaschi



È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.

9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.

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Lodo Alfano: Luigi De Magistris dell’Idv è d’accordo sull’immunità di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Quanta confusione. Sul Lodo Alfano. Intervistato da Lilli Gruber Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv e magistrato fino alla consegna (non ancora avvenuta) delle dimissioni, ha proposto l’immunità definitiva per Silvio Berlusconi. Secondo il magistrato il Premier deve essere sconfitto politicamente.

È evidente che l’idea presentata dal delfino di Antonio Di Pietro non altro che una provocazione figlia di un modo di fare politica riconducibile al berlusconismo. E, di conseguenza, ai movimenti dichiaratamente contrari.

Lecito, però chiedersi, se un rappresentante della giustizia possa mischiare anche solo per scherzo due spazi la cui salvaguardia dipende proprio dalla loro autonomia. Dichiarazioni peggiori di quelle di Luigi De Magistris erano state rilasciate da Marina Berlusconi sul Lodo Mondadori.

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Storia del Lodo Mondadori. Le origini del "male"

pubblicato da Luca Landoni


Dopo la sentenza che ha condannato Berlusconi e la Fininvest a pagare 750 milioni di euro di risarcimento alla Cir di De Benedetti, sarà bene fare un passo indietro per capire da dove scaturisca l’intera vicenda. Non prima però di aver chiarito che quella recente è solo l’ultima di una lunghissima catena di sentenze spesso contraddittorie. Berlusconi è stato infatti assolto in sede penale, mentre viene ora condannato in sede civile per responsabilità oggettiva. In mancanza assoluta di prove tangibili del suo coinvolgimento, il giudice Mesiano ha infatti ritenuto - non senza qualche ragione - che non potesse non sapere dello spostamento di una cifra così consistente dal conto All Iberian a quello dell’allora giudice Metta, ovvero l’estensore del primo lodo arbitrale a favore del Cavaliere.

Ma da che cosa scaturiva quel lodo? Riassumiamo brevemente la storia della cosiddetta Guerra di Segrate, ovvero il sanguinoso scontro tra i potentati di Berlusconi e De Benedetti per il controllo del più grande colosso editoriale italiano. I due mega-imprenditori erano soci in affari, detenendo entrambi quote significative della casa editrice. Ago della bilancia erano però gli eredi della famiglia Mondadori, ovvero i Formenton. Questi ultimi si piegarono a un certo punto alla volontà di De Benedetti di assumere la guida del gruppo per defenestrare lo scomodo socio Berlusconi, salvo poi cambiare idea.

Prima di proseguire nel racconto facciamo un passo indietro. Carlo De Benedetti è l’uomo che ammise davanti ai giudici di Tangentopoli di aver pagato svariati miliardi di lire di tangenti ai partiti della Prima Repubblica per ottenere commesse che gli permettessero di vendere i suoi computer obsoleti. Pur autoriconosciutosi colpevole per misteriosi motivi non andò mai a processo. Dopo un periodo di espiazione e lontananza dai riflettori l’Ingegnere fu poi riesumato dall’amico Romano Prodi, che a sorpresa lo presentò come azionista di maggioranza della Sme.

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Lodo Mondadori: per Marina Berlusconi la sentenza è politica

pubblicato da Giovanni Molaschi



Marina Berlusconi punta ad impersonificare il conflitto di interessi del padre. Silvio Berlusconi. A poche settimane dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale ha voluto precisare che anche lei come molti altri cittadini italiani paghe le tasse, riappare nelle cronache politiche.

Figlia, come molti, di un fraintendimento tutto italiano a causa del quale diventa politico tutto Marina Berlusconi ha voluto precisare che il risarcimento (pari a 750 milioni di euro) sul Lodo Mondatori spettante a Carlo De Benedetti (editore anche di Repubblica e L’Espresso) è il risultato di una sentenza politica.

“Non posso non rilevare – ha dichiarato Marina Berlusconi - che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare che da’ ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al Presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti. Sbaglia però chi canta vittoria troppo presto”.

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