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Tutti gli articoli con tag clandestini

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Rosy Bindi: scartata. Voto 5-. La “pasionaria” del Pd invoca l’Aventino: “Non possiamo rispondere con i mezzi ordinari a una situazione straordinaria”. Ma è il Pd, incapace di gestire l’ ordinario, a inventarsi soluzioni straordinarie autolesioniste. Aiutino del Pdl che, sul processo breve, si incarta da solo. Pd, troppi galli a cantare!

Roberto Maroni: incartato. Voto 4-. Il ministro degli Interni, in barca, perde la bussola e “obbliga” tutte le regioni (meno l’Abruzzo) ad accogliere i clandestini. Al Nord sindaci della Lega pronti alle dimissioni. Presto in campo il milione di baionette dei padani? Si sgonfia il celodurismo del Senatur. Chi semina vento raccoglie tempesta. Tsunami.

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Clandestini in arrivo dalla Libia, la Francia avverte l’Italia: “Teneteli voi!”

pubblicato da il passator cortese

Quasi con il tono e il linguaggio dei nostri “leghisti”, i cugini transalpini ci dicono con “franchezza” che la partita con gli immigrati in arrivo dalle coste libiche e dintorni non è affar loro, ma tutto nostro.

Dalla Francia, porta chiusa ai tunisini in fuga verso l’Europa, quindi. Il ministro degli Interni francese chiude le frontiere e chiede all’Italia di tenersi i clandestini.

Claude Guéant inoltra oggi alle autorità italiane la preghiera di “trattenere” in Italia i migranti tunisini arrivati dal Paese del nordafrica da gennaio, con l’intenzione di raggiungere la Francia.

“Desideriamo ottenere dai nostri amici italiani che stiano al gioco della norma europea. Hanno la responsabilità dell’accoglienza. Chiediamo loro di trattenere le persone che si presentano da loro e riprendano quelli che sono loro rimandati” spiega Guéant.

Il ministro dell’Interno ha precisato che dei 436 immigrati clandestini, per la maggior parte tunisini, arrestati a febbraio nel dipartimento delle Alpi Marittime, di cui Nizza è la capitale, 250 sono state condotti in Italia.

Poi la mazzata finale: “Gli italiani sono in gioco. Attendiamo che essi giochino completamente” spiega Guéant. Bene, bravo, bis! Davvero il ministro e forse la UE credono che se l’Italia crolla sotto l’ondata degli immigrati loro si salvano?

Evidentemente l’appello del presidente Napolitano, al governo francese non ha fatto né caldo, né freddo.

Ore 12 - Bossi vuole mediare con Fini. Ma la legge Bossi-Fini colpisce duro

pubblicato da Massimo Falcioni

altroMentre Umberto Bossi si prende la “bega” di fare da mediatore con Gianfranco Fini per il noto strappo con Silvio Berlusconi, la legge Bossi-Fini continua a colpire.

Una legge che alimenta irregolarità e disperazione, che costringe migliaia di lavoratori stranieri a vivere in una inqualificabile e assurda condizione di clandestinità.

L’ultimo atto viene dai gravi fatti di Brescia, dove il Governo sfodera la sua “arma” preferita: repressione alle legittime domande di giustizia sociale e di integrazione. Ragazzi costretti a stare pericolosamente appollaiati su una gru e si trovano le istituzioni irresponsabili nell’alimentare conflitti.

Manca solo l’atto di disperazione finale per tramutare una protesta legittima in una tragedia assurda.

La cultura del discutere, verificare, contrattare non è di questo governo. E non è così che si chiude il rubinetto dell’illegalità. La norma della Bossi-Fini che dà solo sei mesi di tempo a chi perde lavoro per cercarne un altro, va cambiata.

Come non si può dare la caccia a chi ha il permesso scaduto e vuole rinnovarlo. Irregolarità è anche il prodotto del blocco delle quote di ingresso annuale con la chiusura conseguente di qualsiasi canale di ingresso regolare. E qui che si specula sul lavoro nero alimentando coercizione e sfruttamento.

Insomma va cambiata la normativa che produce solo danni alle persone e non elimina la fabbrica della clandestinità. Ma il governo ha altro da fare.

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I clandestini vanno espulsi anche se hanno iscritto i figli a scuola. La storica sentenza che fa arrabbiare la sinistra

pubblicato da Luca Landoni



Sentenza epocale ieri per la Cassazione, che ha sanato uno dei vulnus più evidenti della legislazione italiana in materia di immigrazione. Tutto è nato da un irregolare albanese che aveva iscritto i propri figli a scuola nella speranza che gli facessero da scudo. Ovvero che, una volta scoperta la sua clandestinità, gli permettessero di non essere espulso.

Evidente la contraddittorietà della cosa. Se fosse definitivamente passato questo principio avremmo avuto la corsa dei clandestini a trovare una scuola per i propri figli al solo scopo di essere immediatamente regolarizzati. E così la Cassazione con la sentenza n. 5856 della I sezione civile ha riformato una precedente sentenza favorevole (la n.823 del 19 gennaio 2010, I sezione civile), con la seguente motivazione:

È “riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore”, mentre non tiene in considerazione “l’inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo” della legge sull’immigrazione

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L'asse Bossi-Maroni-Salvini colpisce ancora e la Lega si prepara a fare il pieno di voti. La Piramide Rovesciata

pubblicato da Luca Landoni


Oggi vogliamo parlarvi di strategia politica, entrando nello specifico delle ultime manovre leghiste per capire come il Carroccio stia preparando le prossime Amministrative. La Lega, si sa, è un partito che ha nel suo dna le sparate e lo scontro politico. È un retaggio che parte da lontano, quando negli anni 80 la creatura di Umberto Bossi, improvvidamente definita “razzista” era sistematica ghettizzata dai media asserviti al sistema di potere dominante. Ivi inclusa l’opposizione comunista.

In quei tempi l’unico modo per guadagnare un po’ di visibilità era andare sopra le righe, cosa che comunque al Carroccio è sempre riuscita benissimo. E oggi, vent’anni dopo, le cose non sono cambiate di molto, ma la Lega di “lotta e di governo” ha studiato un sistema più sottile ed efficace per convogliare un consenso in perenne aumento da anni.

Il meccanismo funziona a piramide rovesciata. Ai vertici ci sono Bossi e Maroni, che smorzano sistematicamente i toni e rappresentano (soprattutto il Ministro degli interni) il lato ragionevole e conciliante del partito, sempre senza trascurare una certa fermezza di base. In mezzo ci sono Castelli, Cota, Bricolo e Zaia con licenza di “uccidere”, ma sempre mantenendo un certo aplomb. La base “popolare” è invece assunta con grande efficacia da Borghezio e Salvini, che sparano ad alzo zero incuranti delle successive (e calcolate) smentite delle “alte sfere”.

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"La Francia non farà la fine dell'Italia". E Sarkozy vieta il velo islamico d'autorità. Un esempio da seguire

pubblicato da Luca Landoni



Sarkozy decide di decidere, al contrario di un noto aforisma solitamente applicato alla politica nostrana, e vieta il velo integrale senza pensarci due volte. Rispondendo a una domanda precisa rivoltagli ieri in un’intervista alla tv nazionale, il primo ministro di Francia che - lo ricordiamo - è figlio di due genitori stranieri e immigrati, ha detto senza mezzi termini che tutti i clandestini vanno respinti o rispediti a casa, con la sola eccezione (ma senza furbate) dei profughi. E ha aggiunto:

“Non lascerò che il mio paese faccia la fine dell’Italia. Noi siamo gente aperta, pronta all’accoglienza. Ma vogliamo che ci siano diritti e doveri.”

Un chiaro messaggio di appoggio alla commissione parlamentare che chiede di vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici; un primo passo verso il divieto totale dei copricapi islamici che una malcelata cultura oscurantista vuole imporre alle donne in segno di dispregio verso la loro stessa essenza. Una cultura che - lo chiariamo - non è quella mussulmana tout court, come afferma per esempio Fouad Allam, il sociologo algerino autore de L’Islam globale.

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Rivolta degli immigrati a Rosarno: le vere cause di un evento prevedibile

pubblicato da Giulio Mattioli

Gli scontri avvenuti ieri nella cittadina calabrese di Rosarno tra immigrati e italiani hanno portato molti a interrogarsi sulle cause di una tale improvvisa esplosione di violenza. Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha voluto dare a vedere di avere le idee molto chiare, dichiarando:

A Rosarno c’è una situazione difficile come in altre realtà, perchè in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un’immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato situazione di forte degrado

Un modo di liquidare la questione deciso, che però rischia di lasciare insoddisfatti quanti siano alla ricerca di soluzioni, e non di capri espiatori. E’ ovvio infatti che la presenza di immigrati è una condizione necessaria affinchè ci siano rivolte degli stessi, proprio come la presenza di maschi è un presupposto assolutamente necessario al fenomeno dello stupro. In entrambi i casi, però, siamo ben lungi dall’aver trovato le vere cause.

Gli immigrati nelle regioni italiane: alcuni dati
Gli immigrati nelle regioni italiane: alcuni datiGli immigrati nelle regioni italiane: alcuni datiGli immigrati nelle regioni italiane: alcuni dati

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La guerra di Rosarno. Ronde contro clandestini e un paese in ostaggio

pubblicato da Luca Landoni



Quando si crea disperazione in nome di un buonismo di comodo prima o poi arriva il redde rationem. Così potremmo sintetizzare gli scontri di piazza di Rosarno, dove l’intera popolazione extracomunitaria ha gridato la propria rabbia contro condizioni di vita inaccettabili e un paese intero è stato preso in ostaggio, al punto che gli episodi di violenza si sono moltiplicati, fortunatamente senza farci scappare il morto (per ora).

Il tutto era nato dal ferimento di un immigrato ad opera di ignoti tramite un fucile ad aria compressa, ma è chiaro che il disagio diffuso tra i clandestini non vedeva l’ora di sfociare in maniera selvaggia e non serviva altro che un pretesto. Il risultato è che la gente ora si sente prigioniera in casa e la situazione è completamente fuori controllo.

In attesa che le forze dell’ordine riportino le cose alla normalità dobbiamo davvero chiederci quale sia l’origine di tutto questo, una domanda la cui risposta non soffia nel vento, per citare Dylan, ma è chiara e concreta come un macigno che pesa sulle nostre coscienze. Anni di politica buonista dei governi di destra e sinistra hanno consentito l’ingresso discriminato di gente che non poteva trovare alloggio nè lavoro e ha accresciuto il proprio scontento all’ombra della schiavitù e della povertà più assoluta.

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Italiani pro voto agli immigrati: sbugiardata la Lega Nord

pubblicato da Giulio Mattioli


Ieri è stato reso pubblico il rapporto “Transatlantic Trends” sull’immigrazione, curato da German Marshall Fund e Compagnia di San Paolo. I risultati, per quanto riguarda il nostro paese, raccontano in parte una situazione ben nota: gli italiani sono molto preoccupati dai clandestini, e tendono a sovrastimare brutalmente il numero di stranieri (pensano che siano il 23% della popolazione, mentre in realtà sono il 6).

Tuttavia, quando si parla di immigrati regolari, gli atteggiamenti degli italiani non corrispondono del tutto all’immagine che spesso e volentieri ne da la Lega Nord: il 57% è a favorevole a dar loro “gli stessi diritti di partecipazione politica dei cittadini”, il 53% il voto alle amministrative (come proposto a più riprese da Fini).

Guardate i grafici riportati in gallery se non ci credete. C’è addirittura un 87% (la percentuale più alta tra i paesi esaminati) che sostiene l’opportunità di estendere anche agli immigrati regolari le stesse misure di sicurezza sociale previste per gli italiani. E il contrasto non potrebbe essere più stridente con la recente proposta di Bossi&co. di ridurre la Cassa Integrazione ai lavoratori stranieri.

I grafici del rapporto Transatlantic Trends: Immigration
I grafici del rapporto Transatlantic Trends: ImmigrationI grafici del rapporto Transatlantic Trends: Immigration

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Rassegna stampa estera: immigrazione in Italia

pubblicato da Giulio Mattioli


Sui media stranieri, nel corso di questa settimana, non si è parlato solo di processo breve (cui abbiamo dedicato la rassegna di ieri), ma anche di un tema che tradizionalmente suscita molta attenzione verso il nostro paese dall’estero: le politiche italiane verso l’immigrazione e i migranti.

Possiamo cominciare notando come l’iniziativa “Bianco Natale” della giunta leghista di Coccaglio (BS) non è sfuggita alle grandi testate internazionali, tra cui il Daily Telegraph e il belga De Morgen, che ha scritto:

Claretti (sindaco di Coccaglio, ndt) ammette che il riferimento ad un bianco Natale non è stato una scelta felice, ma che ha a che fare con la data di scadenza dei controlli, cioè il 25 dicembre. A partire dal 25 ottobre, 150 immigrati hanno già ricevuto visite di controllo a casa e la metà di loro non è risultata in possesso dei documenti necessari. La Lega Nord è entusiasta dell’iniziativa e i comuni di Castelcovati e Castrezzato, anche questi gestiti dal partito xenofobo di Umberto Bossi, hanno già copiato l’iniziativa

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