Parte da Roma la “guerra ai lavavetri”.
A Firenze, tempo fa, c’era stato un piccolo antipasto. Nella capitale, il “feroce” sindaco Gianni Alemanno fa passare un menù completo, un’ordinanza contro lavavetri, venditori di accendini e fazzolettini, giocolieri, operativa dal primo novembre.
Sarà dura per i trasgressori: multe (100 euro), sequestro dell’attrezzatura (spugna e secchiello), espulsione per i clandestini. Ma, oltre le sanzioni, anche la possibilità, di fronte a condizioni verificate di sfruttamento, di appoggio e reinserimento sociale.
Pd, Prc, Sinistra e Libertà hanno detto no, inscenando anche una protesta con spazzole e shampoo, al semaforo di piazza San Marco, sotto al Campidoglio. Molti i dubbi sulla possibilità di fare rispettare l’ordinanza, anche se, oltre ai vigili urbani, potranno intervenire (mitra spianato e manette?) le altre forze dell’ordine.
Tutti contenti, i romani? Finalmente non più oppressi ai semafori da questi infestanti “scocciatori”? Gli incroci torneranno “liberi”, i vetri rimarranno sporchi e il caos del traffico (per non parlare di quello urbanistico) sarà tale e quale a prima.
La coscienza adesso è a posto. E’ più facile dichiarare la guerra ai poveri che alla criminalità. Quel che conta è sviare dai problemi veri, individuare sempre il nuovo “nemico”, dare in pasto all’opinione pubblica nuovi capri espiatori. Meglio se “abbronzati”.

Costituiscono una spinta allo sviluppo, costano poco o nulla, non portano via posti di lavoro alla popolazione locale.
La descrizione delle Nazioni Unite del fenomeno immigrazione non dice nulla di rivoluzionario, o non dovrebbe. Eppure il rapporto sembra avere tanto da insegnare all’Italia oggi. Ipocritamente divisa tra un razzismo serpeggiante fomentato dalla Lega, che parla di respingere gli “invasori” per poi far lavorare migliaia di immigrati clandestini nei cantieri di tutto il paese, nord in testa.
Il rapporto dell’Onu dal nome “Vincere le barriere” cerca di abbattere per l’ennesima volta alcuni luoghi comuni, particolarmente di moda nel Belpaese, analizzando gli effetti positivi della mobilità.
I migranti favoriscono la produttività economica, non portano costi rilevanti alle finanze pubbliche dei Paesi ospitanti, esercitano di rado effetti negativi sui lavoratori locali. Le rimesse dei migranti in molte nazioni superano gli aiuti allo sviluppo.
Immagine|Flickr
Continua a leggere: Rapporto dell'Onu sullo sviluppo: l'immigrazione migliora le economie
Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni risponde all’Unione Europea secondo la quale Italia e Malta devono spiegare perché hanno respinto, nei giorni scorsi, 75 immigrati. Persone che secondo la Comunità Internazionale avrebbero potuto richiedere lo status di rifugiato.
Secondo quanto dichiarato dall’esponente leghista i respingimenti proseguiranno per evitare tragedie analoghe a quella registrata nelle acque nazionali lo scorso agosto, a causa delle quale persero la vita più di settanta persone.
“Tra il primo maggio e il 30 agosto del 2008 - ha dichiarato Roberto Maroni - sono arrivati in Italia 14mila clandestini. Nello stesso periodo del 2009 ne sono arrivati 1300. Il sistema funziona e così si evitano le tragedie”.
Continua a leggere: Roberto Maroni: i respingimenti andranno avanti

Anche questa settimana la stampa straniera non ha parlato solo di intercettazioni, Berlusconi, Carfagna, Paolo Guzzanti e Barbara Berlusconi, come potrebbe sembrare dalla nostra rassegna stampa di ieri. Un altro tema affrontato da più di un giornale è stato, come spesso accade, quello della sicurezza e dell’immigrazione.
In particolare, un buon numero di commenti proviene dalla vicina Francia, sempre molto attenta su questo genere di questioni. Eric Valmir, corrispondente dall’Italia di Radio France, si è ad esempio chiesto sul suo blog come mai non si parli più di sbarchi a Lampedusa, conducendo una ricerca che l’ha portato a interrogare anche gli abitanti dell’isola. La risposta?
“Sì e no” (..) “Nemmeno un arrivo a Lampedusa, ma, al largo, i pescherecci continuano ad imbattersi in cadaveri, resti umani… meno di prima, ma comunque succede ancora. Immaginiamo che talvolta i guardacoste recuperino i sopravvissuti per condurli in Libia, come avvenuto lo scorso maggio. Tutto è organizzato perché le imbarcazioni non arrivino più a Lampedusa. Ma al porto e in città, se ne parla, si vuol sapere.. Visto che la notte gli elicotteri non smettono di girare”

Come spesso accade recentemente, il fatto che anche questa settimana il grosso dell’attenzione dei media stranieri sia stato attirato dallo scandalo delle intercettazioni Berlusconi - Patrizia D’Addario non significa che sulle pagine dei giornali esteri non sia mancato lo spazio per altre rilevanti questioni riguardanti il nostro paese.
Ad esempio, un recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni sulla situazione italiana, di cui si è parlato piuttosto poco qui da noi, non è invece sfuggito all’attenzione del francese L’Express, che ha titolato “La vita di migliaia di immigrati in Italia è prossima alla schiavitù“:
Migliaia di migranti attirati in Italia con false promesse di impiego sono ridotti a vivere in condizioni prossime alla schiavitù, secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM) (..) (che) descrive le dure condizioni di vita dei residenti di un centro di raccoglimento vicino a San Nicola Varco, a 100km a sud di Napoli. In questo campo, circa 1200 persone occupano degli edifici abbandonati, senza acqua corrente né elettricità, in mezzo all’immondizia
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: immigrazione, il rapporto dell'OIM

L’attenzione dei media stranieri per l’Italia è catturata in gran parte dalla vicenda delle registrazioni Berlusconi - Patrizia D’Addario, come abbiamo visto nella rassegna stampa di ieri. Un fatto che rischia di far passare inosservati altri articoli interessanti sul nostro paese.
La tedesca Die Welt ha ad esempio dedicato un pezzo lungo e ben fatto (intitolato “il garbuglio italiano”) alla questione della regolamentazione dell’immigrazione nel nostro paese. In esso, vengono espresse considerazioni non troppo distanti da quelle da me espresse qualche tempo fa su polisblog, quando ho parlato di “governo in un vicolo cieco“:
Il governo vara dure leggi contro gli immigrati irregolari - una mossa pericolosa per l’economia (..) ha varato un pacchetto sicurezza che dovrebbe complicare la vita agli immigrati e ai loro datori di lavoro. L’immigrazione illegale diventa ufficialmente un reato. In questo modo il governo intende combattere un fenomeno che colpisce l’Italia più di altri paesi dell’Unione Europea. (..) Soprattutto nell’ambito dei lavori domestici l’Italia dipende fortemente dalla forza lavoro straniera

La proposta di Giovanardi di una regolarizzazione di massa per i circa 500.000 cittadini stranieri senza permesso di soggiorno ma impiegati presso le famiglie italiane come colf o badanti minaccia di rivelare al paese intero in che razza di vicolo cieco è andata a infilarsi la maggioranza. Vediamo approfonditamente come e perché.
Il peccato originale è rappresentato dalla legge Bossi-Fini: non prevedendo sostanzialmente nessun modo realistico, per un immigrato alla ricerca di lavoro, di stabilirsi in Italia regolarmente, ha reso il passaggio attraverso uno stato di clandestinità la via maestra attraverso cui gli immigrati giungono ad ottenere un impiego e poi, attraverso quello, alla regolarizzazione.
Avete presente le periodiche file di stranieri davanti alle poste, che presentano la domanda di regolarizzazione al posto del proprio datore di lavoro, mentre loro dovrebbero secondo il dettato della legge trovarsi in quel momento al di fuori dei confini italiani? In quell’immagine è racchiusa tutta l’ipocrisia della Bossi-Fini, evidentemente inapplicabile e disapplicata.

Ci sono voluti mesi di lotte e pressioni, e un numero indefinito di fiducie poste al governo per “saltare” i franchi tiratori del Pdl, ma alla fine il più ambizioso progetto di legge di sempre in materia di sicurezza è giunto a destinazione. Il voto di ieri (157 sì, 124 no) lo consegna alla storia di un paese che finalmente può dirsi più civile e rigoroso, in barba ai furbi e ai delinquenti che - sebbene siano indebellabili - da oggi la faranno un po’ meno da padroni.
Si tratta di una vittoria epocale del centrodestra, che agli occhi dell’elettorato seppellisce tutti i gossip dei mesi scorsi e le numerose magagne governative. Una bella pennellata di bianco che mischia efficienza (speriamo) e soprattutto concretezza. Si tratta esattamente di quello che il popolo italiano vuole, e che il centrosinistra continua a non capire, abbacinato dalle sirene dei vari Monsignor Marchetto e Don Ciotti, i cui strepiti non rappresentano il Vaticano, ma posizioni oscurantiste che appartengono a quello stesso infelice buonismo di facciata che tanti danni ha arrecato al nostro paese.
Quando l’opposizione comprenderà che essere di sinistra non significa per forza avversare qualunque misura contro malfattori e clandestini, forse avrà di nuovo una chance di ricreare l’alternanza di governo. Fino ad allora Lega e Pdl manterranno le chiavi di un consenso plebiscitario e privo di concorrenza.
Ciò detto - e rimesso anche all’opinione dei lettori - vi rimandiamo al successivo post di analisi, che riassume il testo in 10 punti fondamentali.
Ieri ho ricevuto una delle catene di e-mail più bizzarre della mia vita: quella di Umanitaria Padania Onlus, associazione di ispirazione leghista che concorre quest’anno per il 5 per mille. Chiariamoci subito: non voglio qui criticare le azioni dell’associazione, che immagino nobilissime, né la Lega Nord, che può giustamente vantarsi di avere ispirato, oltre a tante cose discutibili, anche un’iniziativa di questo tipo. Ciò detto ci sono più punti della mail di propaganda di UPO che hanno suscitato in me stupore, ilarità e sgomento. Vediamoli:
PERCHE’ DARE IL 5 PER MILLE PROPRIO A NOI? Proviamo a dare delle risposte… 1°) Perchè ci conosci. 2°) Perchè sai quel che facciamo, non per sentito dire, ma perchè te l’abbiamo fatto vedere e possiamo mostrartelo e documentartelo in ogni momento. 3°) Perchè AIUTIAMO I POPOLI A CASA LORO E LI AIUTIAMO AD AIUTARSI ovunque ce ne sia bisogno*, con interventi concreti e mirati (non monumenti di carta)… seminando amore e costruendo insieme condizioni reali di sviluppo e di pace, nel rispetto delle tradizioni e delle diverse identità (..)
Eccola la quadratura del cerchio, il modo in cui un’associazione di ispirazione leghista può giustificare la volontà di aiutare persone nel terzo mondo: il sostegno è funzionale a impedire che vengano da noi, varcando quella sottile linea che separa il povero meritevole d’aiuto dall’odiato clandestino. Che cosa abbia la priorità, tra la pulsione filantropica e l’avversione alla società multietnica non è quindi del tutto chiaro, ma in fondo importa poco.

Gli argomenti più associati alla parola “Italia” sulle pagine della stampa straniera questa settimana sono stati le politiche dell’immigrazione e la xenofobia. Causa scatenante, il discusso respingimento di imbarcazioni cariche di migranti provenienti dalla Libia e l’approvazione del pacchetto sicurezza firmato Lega Nord. Molto attenta come sempre la stampa francese: Le Figaro ad esempio ha dato voce fin dall’inizio alle inquietudini dell’ONU (che hanno avuto eco perfino in India), riferendo poi dell’”indignazione” che l’espulsione ha suscitato in Italia (di indignazione ha parlato anche il cipriota Phileleftheros).
A proposito del pacchetto sicurezza, invece, il giornale del centro-destra francese ha titolato “Il Parlamento italiano criminalizza l’immigrazione clandestina”, mentre Le Monde ha parlato di un’Italia che “si dota di una politica di immigrazione decisamente di destra”. La ragione, secondo il quotidiano francese, sarebbe che “a un mese dalle elezioni europee, il capo del governo non vuole che la Lega Nord rimanga più a destra di lui”. In un altro articolo infatti il corrispondente Philippe Ridet nota che “ad un mese dalle elezioni, Berlusconi predilige il fronte sicurezza della sua maggioranza” e sottolinea i giochi politici interni alla destra italiana:
“La vittima di questa escalation a destra non è altro che il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex-presidente di Alleanza nazionale. Nel suo discorso durante il congresso per la fondazione del Popolo della Libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un paese multietnico. Da allora, moltiplica le uscite “umaniste” per meglio sottolineare la sua differente opinione. Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando la legge sulla sicurezza che obbligava i direttori scolastici a denunciare i bambini di immigrati irregolari. Questa volta, ha scelto di seguire Maroni e cavalcare l’onda xenofoba che attraversa l’Italia”
Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: l'Italia, l'immigrazione e la xenofobia