Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perchè tutti fingono di non saperlo?
Consigli per i telespettatori: stasera su rai3 va in onda “Come un uomo sulla terra”, un film documentario sulle reali condizioni dei ragazzi africani che tentano di raggiungere l’Europa attraverso la Libia. Picchiati, arrestati, uccisi: questo accade ai migranti in fuga dal Corno d’Africa che arrivano in Italia passando dalla Libia.
Autori del film sono Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer; a produrlo è l’associazione Asinitas. Una visione straconsigliata per sapere cosa succede ai “clandestini”, vite umane usate per far soldi e gettate via quando non servono più, in Libia come in Italia.
Ieri ho ricevuto una delle catene di e-mail più bizzarre della mia vita: quella di Umanitaria Padania Onlus, associazione di ispirazione leghista che concorre quest’anno per il 5 per mille. Chiariamoci subito: non voglio qui criticare le azioni dell’associazione, che immagino nobilissime, né la Lega Nord, che può giustamente vantarsi di avere ispirato, oltre a tante cose discutibili, anche un’iniziativa di questo tipo. Ciò detto ci sono più punti della mail di propaganda di UPO che hanno suscitato in me stupore, ilarità e sgomento. Vediamoli:
PERCHE’ DARE IL 5 PER MILLE PROPRIO A NOI? Proviamo a dare delle risposte… 1°) Perchè ci conosci. 2°) Perchè sai quel che facciamo, non per sentito dire, ma perchè te l’abbiamo fatto vedere e possiamo mostrartelo e documentartelo in ogni momento. 3°) Perchè AIUTIAMO I POPOLI A CASA LORO E LI AIUTIAMO AD AIUTARSI ovunque ce ne sia bisogno*, con interventi concreti e mirati (non monumenti di carta)… seminando amore e costruendo insieme condizioni reali di sviluppo e di pace, nel rispetto delle tradizioni e delle diverse identità (..)
Eccola la quadratura del cerchio, il modo in cui un’associazione di ispirazione leghista può giustificare la volontà di aiutare persone nel terzo mondo: il sostegno è funzionale a impedire che vengano da noi, varcando quella sottile linea che separa il povero meritevole d’aiuto dall’odiato clandestino. Che cosa abbia la priorità, tra la pulsione filantropica e l’avversione alla società multietnica non è quindi del tutto chiaro, ma in fondo importa poco.

Abbiamo parlato qualche giorno fa del reportage di Fabrizio Gatti sugli stretti rapporti tra Francia e Libia e su come questo incida sull’immigrazione molto più che gli accordi tra Italia e Libia. Di questi ultimi firmati dal governo anzi, il reporter ci dice ancora di più.
“Dove li metterete tutti questi immigrati con la crisi che avete in Europa?”, sorride un passatore tuareg di Agadez. Ovviamente non vuole essere filmato né fotografato: “Da novembre scorso è come se la Libia avesse dato il via libera. Ora che Gheddafi è stato eletto presidente dell’Unione africana, non può certo rimandare indietro i suoi concittadini africani. Abbiamo saputo che l’Italia investirà in Libia 5 miliardi di dollari.
“Apriranno cantieri, ci sarà lavoro. Avranno bisogno di manodopera e noi gliela portiamo. Se poi qualcuno vuole proseguire il viaggio in Europa, dal nostro punto di vista è normale. Grazie all’immigrazione clandestina potrebbe addirittura essere firmata la pace. È l’unico punto su cui esercito del Niger, esercito libico, ribelli tuareg e noi tuareg esterni alla ribellione andiamo d’accordo”.
È passato pochi minuti fa al Senato l’emendamento della Lega (primo firmatario il capogruppo Federico Bricolo) per cui i medici potranno denunciare i clandestini che si presentino per essere curati. Si noti bene che la scelta viene lasciata alla coscienza dei medici stessi, i quali non sono obbligati a denunciare l’immigrato, ma da ora in avanti potranno farlo. È stata infatti cancellata la norma che vietava espressamente la denuncia.
156 i voti favorevoli, 132 i contrari, per la cronaca, ma ciò che ci preme maggiormente è aprire una discussione etica e legale sul provvedimento. Da sinistra infatti si parla di legge persecutoria e anticostituzionale, mentre da destra si sostiene, come ha sottolineato Schifani, che al clandestino non è vietato l’accesso alle cure mediche e dunque non si può parlare di mancato rispetto della persona umana.
In realtà appare evidente che la maggior parte dei clandestini ora si guarderanno bene dal presentarsi presso il servizio sanitario se in tal modo correranno il rischio di essere espulsi, e ciò può provocare una diffusione delle malattie oltre che sollevare dubbi sull’umanità del provvedimento. Va anche detto però che un divieto espresso ai medici di denuncia può sembrare paradossale, visto che la cosa costituisce un’evidente deroga alla legalità.
Continua a leggere: Da ora in poi il medico potrà denunciare i clandestini. È giusto o no?
Due settimane fa il Senato italiano ha approvato il reato d’immigrazione clandestina. Secondo l’articolo 19 del disegno di legge sulla sicurezza, chi entra senza permesso in Italia sarà sottoposto ad una sanzione amministrativa tra i 5 e 10mila euro.
Ora, questo provvedimento che rende tanto felice la Lega sempre più xenofoba e berlusconiana, dimostra quanto l’attuale coalizione giochi a fare propaganda sulla pelle dei più deboli. I dispositivi di questa legge violano i diritti umani fondamentali, come il diritto alla salute, all’unità familiare, all’habeas corpus e peggiorano le già pesantissime condizioni sociali e giuridiche dei migranti, rendendoli esposti ancora di più allo sfruttamento e al razzismo.
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