Tutti gli assenti della maggioranza alla votazione fatale del rendiconto sembravano avere buoni motivi per non esserci. Molti di loro si sono giustificati con problemi di salute, esami, controlli, accertamenti. Forse il Cav deve tornare a oliare qualche meccanismo da par suo. ColesteRolex
Se il premier e Tremonti, come alcuni pensano, sono i vampiri che stanno succhiando il sangue dell’Italia, chi potrà salvarci? Chi potrà respingerli? La sinistra? Mah! Gli industriali? Marceg-aglio
Intanto il buon Scajola, detto ’sciaboletta’ per la statura non imponente, è stato anche ieri a colloquio da Berlusconi per un paio d’ore. L’ex ministro è un vero dc: tergiversa, manda segnali, poi fa marcia indietro…insomma, perde tempo. Sciabo-lenta
Il governatore del Lazio Polverini sfotte il suo predecessore Marrazzo: “Vederlo alle proteste contro le discariche è come vedere Gheddafi che parla di diritti umani all’Onu”. Sbagliato: si sa che Marrazzo, in Libia, sarebbe stato un fiero nemico dell’ex rais. Consiglio nazionale trans-itorio
Il Cav ha un buon argomento per convincere Scajola a rientrare nei ranghi. Non conosciamo i dettagli, bisogna capire se questo argomento è di pelle o di velluto, se ha le rotelle o i piedi rigidi. Di certo, è un argomento con comodi braccioli e schienale accogliente. Frau-dolento
Esilarante video che mostra il duro La Russa alle prese con il proprio agghiacciante inglese. Nelle immagini deve dire due parole e si impappina. Anche la pronuncia non è proprio da star di Hollywood, ma il ministro ha la faccia di chi in fondo se ne frega. Charles Bronzo-n
Il Pdl arretra nei sondaggi, però il Pd che torna a dividersi resta al palo e non guadagna nulla. Il rinnovato protagonismo di Veltroni prelude a nuovi grandi trionfi. Walter-loo
Il governo è appeso a Scajola e ai responsabili, ma intanto rischiano di saltare le grandi opere per carenza di fondi. Sciliponte di Messina
Che siano amici c’è da dubitarne. Che poi siano anche sinceri nessuno lo crede. Ma Claudio Scajola, il “frondista” di comodo, ha commentato così l’incontro del pomeriggio con Silvio Berlusconi: “Una chiacchierata sincera tra amici”.
Alle ripetute domande su quale fosse stato l’esito dell’incontro, l’ex ministro si è limitato a ripetere più volte: “Una chiacchierata sincera tra amici”. All’incontro hanno preso parte anche il segretario del Pdl Angelino Alfano e il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Berlusconi e Letta hanno anche loro lasciato palazzo Grazioli diretti al Quirinale per il giuramento di Sergio Mattarella come giudice costituzionale.
Intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, smentisce e contesta, a parole, l’etichetta di «frondista»: “Non c’è nessuna riunione di frondisti e io non ho nessuna intenzione di fare il frondista. Mi incontrerò con una serie di persone, come Claudio Scajola, ma sarà un confronto politico di cui ho già parlato con il segretario Alfano nella giornata di ieri: non c’è un incontro tra frondisti, ma tra esponenti politici che hanno a cuore il Pdl e il centrodestra e che su questo si confronteranno oggi”. Il sindaco di Roma ha confermato che nel pomeriggio parteciperà a un incontro con l’ex ministro Claudio Scajola e altri esponenti del Pdl.
E il “burbero” Beppe Pisanu, il più frondista dei frondisti, che dice?
Claudio Scajola: sciaboletta. Voto 4- L’ex ministro ha congelato l’offensiva dei frondisti del Pdl. Dice il dc Rotondi: “All’amico Claudio basta garantirgli la rielezione dei suoi e farlo tornare ai vertici del partito, ed è tutto ok”. Già.
Franco Frattini: sciabolino. Voto 4- Il ministro degli Esteri alza la voce contro l’asse Parigi-Berlino. Sarkozy e la Merkel accusati per i “vertici bilaterali” neppure gli rispondono. Il Premier italiano “credibile” solo nella dacia di Putin. Già.
E’ solo la prima decade di ottobre ma nel Pdl e nella maggioranza tira aria da 14 dicembre 2010. Oggi come allora la fronda è tutta interna al Pdl: allora fu Gianfranco Fini a tentare di scalzare (senza successo) Berlusconi da Palazzo Chigi, oggi sono Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu a guidare un folto drappello di deputati “scontenti” pronti a far saltare il banco.
Molte le differenze dal 2010. A cominciare dai promotori e dal progetto: Fini proveniva da An e puntava a una “nuova destra” repubblicana laica riformista alternativa al populismo demagogico di Berlusconi-Bossi. Scajola e Pisanu sono democristiani mai pentiti, con l’obiettivo di un nuovo “grande centro” che nessuno vuole chiamare DC ma che nei valori, negli ideali e nel modo di pensare e fare è la fotocopia della ex Balena bianca.
Altra forte differenza è lo stato di salute politica del premier, del governo e del paese oggi tutti nel loro punto più basso. Le occasioni per staccare in Parlamento la spina al governo Berlusconi non mancano. Ma la storia recente insegna che un conto sono i deputati che brontolano e minacciano e un altro conto sono i deputati che alla resa dei conti votano contro in Aula.
Il vero nodo riguarda la prospettiva. Che succede se Berlusconi cade? Tutto sarebbe più facile con un passo indietro del Cavaliere. Ma il “ghe pensi mi” non cede e non cederà, soprattutto non abbandonerà il campo neppure dopo un eventuale ko alla Camera.
Ammesso che le manovre di Scajola e Pisanu sfocino davvero in un voto da disarcionare Berlusconi da Palazzo Chigi, la conseguenza sarebbe la spaccatura del Pdl e la nascita di un nuovo partito personale del Cavaliere.
A quel punto, con la Lega non disponibile a mollare Berlusconi, l’alternativa è la nascita di un esecutivo di centro-sinistra di fine legislatura formato da Pd, Idv, Sel più Udc (Terzo Polo) e il troncone dell’ex Pdl. Cioè un governo-minestrone, una manna dal cielo per Berlusconi che soffiando sul fuoco della crisi economica, potrebbe puntare a vincere le elezioni del 2013. O Scajola e Pisanu hanno altre carte da giocare o Berlusconi può ancora dormire fra due guanciali.
Maria Stella Gelmini: populismo&qualunquismo. Voto 5-. La ministra “somara” contrattacca: “Insegnanti sottopagati perché troppi”. E: “nella scuola italiana ci sono più bidelli che carabinieri e le aule sono sporche”. Forse ci sono anche più bambini che … delinquenti. Ancora per poco.
Claudio Scajola: poltrone&pagnotte. Voto 5-. L’ex ministro attacca il partito del “predellino”: “Il Pdl non è il partito della gente”. E al Cav dice: “Io non ho fatto nulla e sono fuori mentre Verdini è al suo posto”. Quindi la minaccia del“Gruppo autonomo”. L’ex dc batte cassa. Bolla di sapone?

Nel 2010 si è interrotta la carriera politica di Claudio Scajola. L’ex ministro dello Sviluppo Economico consegnò le proprie dimissioni per giustificare l’acquisto poco lecito della sua residenza romana, un appartamento con vista sul Colosseo. La magistratura che indaga sull’accaduto ha cancellato il nome di Scajola dal registro degli indagati.
La chiusura, parziale, della vicenda non ha però evaso tutte le richieste che gli inquirenti hanno fatto all’ex ministro. Scajola è indagato a Imperia, città ligure soprannominata Scaioland. L’ex ministro è stato sindaco di Imperia dal 1990 al 1995.
Per la procura di Imperia l´ex ministro Claudio Scajola è il promotore dell´associazione a delinquere che ha gestito in maniera clientelare sia la fase di affidamento della concessione per la realizzazione del maxi porto turistico, sia quella dello spezzatino di appalti per la sua costruzione.
Continua a leggere: Dal Colosseo al Porto di Imperia, l’ex ministro Scajola è indagato di nuovo
Vi ricordate di quel signore che aveva la casa vista Colosseo? Che non si era accorto che gliela stavano comprando? Sì, lo stesso che anni fa diede del “rompicoglioni” a Marco Biagi e si era dovuto dimettere? Massì dai, ve lo ricordate: è Claudio Scajola, ex ministro allo Sviluppo Economico. Mi ricordo di mesi fa, quando si pendeva dalle sue labbra per il nucleare in Italia…
Ora è giustamente caduto in disgrazia e vivacchia nel suo feudo storico, Imperia, dove da generazioni la sua famiglia occupa posizioni di potere nell’amministrazione locale - il padre Ferdinando, era Sindaco. Il suo posto, ad interim, è stato preso da uno che non ha molti impegni, e che ha tempo da perdere, Silvio Berlusconi. Oggi Dario di Vico sul Corriere gli fa pelo e contropelo:
Sono 90 giorni che Silvio Berlusconi ha l’interim del ministero dello Sviluppo economico. In meno tempo Jules Verne sosteneva che si potesse girare il mondo. Il governo invece ha solo girato intorno al problema senza risolverlo. Dimessosi Claudio Scajola, la maggioranza non è riuscita ancora a sostituirlo. Non è stata capace di pescare al suo interno o nella società civile una personalità che avesse physique du role e competenze, che godesse della stima degli industriali, che non fosse limitato nell’autonomia di giudizio da conflitti di interesse. E’ incredibile, ma pur vantando l’Italia tra i quattro e i cinque milioni di imprenditori le manca un Mister Industria!
Date una scorsa al pezzo di Di Vico, merita.

Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.
In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.
“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.
Anche i leghisti tengono famiglia e il Senatur ha pensato bene di investire formalmente (in molti lo vorrebbero investire…ma in un altro senso) il prodigo figliuol Renzo della pesante successione. La scelta, di certo, accentuerà le faide interne al Carroccio. Ma la questione è un’altra: il ‘trota’ sarà in grado di diventare delfino e poi squalo? Pesce palla
Se non sarà all’altezza il Renzo, comunque, nessun problema: la Lega ha una classe dirigente giovane e frizzante su cui fare affidamento. Cota Cola
Il Cav è grandioso quando elargisce certe perle di saggezza: “Non sono più un playboy, sono un playold“. Alla sua età sarebbe persino capace di risposarsi con l’entusiasmo ormonale di un 30enne. (S)chicchi di riso
Prima Scajola l’inconsapevole, poi Brancher l’impalpabile, ora Cosentino l’impassibile. Chi sarà il prossimo? E’ il tramonto di un regno, di un’era? Cuando Caliendo el sol