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Tutti gli articoli con tag claudio scajola

Ore 12 - Ecco Cesare, l'"imperatore" (cavaliere, caimano, sultano) da ... basso impero

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAve, Cesare! Ci mancava pure il Cavaliere sotto … mentite spoglie.

Nell’inchiesta sulla nuova Loggia il premier viene citato ripetutamente, celato dal nome dell’imperatore romano.

Per timore delle intercettazioni, non si usano nomi veri, ma la realtà sembra emergere con inquietante e desolante certezza. Al di là dei nomi coinvolti, stavolta Nicola Cosentino, Denis Verdini, Claudio Scajola e tanti altri nel buco nero dell’eolico sardo, gli appalti per il G8, logge segrete, quel che emerge è sconvolgente sul piano politico ed etico: il “berlusconismo” ha creato e permesso meccanismi di tipo feudale.

Con vassalli, valvassori e valvassini che si sono mossi e si muovono utilizzando il potere, brandendolo come una spada, spremendolo come un limone. Solo ed esclusivamente per interessi personali. Ben oltre il: “Mi manda Picone!”.

Il Cavaliere “caimano” si è tramutato in “sultano”, poi, in un delirio di autoincensamento parossistico, il salto nella corona da “imperatore”, sotto il cui ombrello protettivo crescono e si agitano cricche e bande da basso impero.

Così l’Italia sprofonda. Così il populismo di Berlusconi crolla di fronte a una realtà che impoverisce e mortifica il Paese e punisce e sconvolge gli italiani.

Le regole democratiche sono calpestate, il Parlamento dei nominati è solo succube, le istituzioni dello Stato e gli organi costituzionali sono disprezzati, le televisioni sono sotto un unico padrone, la stampa è sempre più attanagliata, l’infezione della corruzione dilaga.

Di fatto, con Governo, maggioranza e Pdl dilaniati, l’Italia è senza guida.

Berlusconi reagisce come sempre, denunciando il clima “giacobino e giustizialista”, chiamando alla nuova crociata contro il “nemico”. Le idi di marzo sono lontane. Ma sull’”imperatore” grava l’ombra del suo … “Bruto”.

Sviluppo Economico: Silvio Berlusconi propone a Pierferdinando Casini la poltrona di Claudio Scajola

pubblicato da Giovanni Molaschi


Il vero tallone d’Achille di Silvio Berlusconi non è il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. L’unico punto debole di questa maggioranza funambola è il Ministero dello Sviluppo Economico lasciato libero lo scorso 4 maggio da Claudio Scajola.

Da quando l’esponente politico ha abbandonato il Governo il Presidente del Consiglio sta provando a capire come tenere in piedi una baracca che sempre più sembra essere destinata ad un’eutanasia riparatrice.

Accogliendo, furbescamente, le osservazioni di chi in Italia sta facendo opposizione Silvio Berlusconi pensò di affidare la poltrona di Claudio Scajola alla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. La signora, dopo aver ringraziato, rifiutò l’invito che in seconda battuta è stato poi fatto a Pierferdinando Casini, leader dell’Udc.

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Fiat: Sergio Marchionne, dopo Termini Imerese, è pronto a chiudere un altro stabilimento

pubblicato da Giovanni Molaschi


La stagione televisiva generalista, di fatto conclusa ieri, ci ha proposto diversi sipari politici di cui avremmo fatto a meno. Per ripulirsi la coscienza di tutti i soldi spesi per accendere il palco di Sanremo poco prima dell’annuncio della vittoria di Vittorio Scanu la Rai propose ai propri contribuenti un momento talk sul sociale condotto da Maurizio Costanzo.

Protagonisti di quel momento erano tre cassaintegrati dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, a cui nessuno garantiva la salvezza dal licenziamento, un fischiato Pierluigi Bersani e l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.

L’esponente politico prima di essere travolto, giustamente, dallo scandalo relativo all’acquisto del suo appartamento romano promise davanti ad un pubblico più che vasto la risoluzione dei problemi riguardanti gli operai cassaintegrati dell’azienda automobilistica italiana.

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Richiesta di arresto per il senatore Vincenzo Nespoli: firmatario del Decalogo sulla legalità del Pdl, insieme a Cosentino

pubblicato da paganini

Se continua così la Giunta per le autorizzazioni a procedere rischia di diventare l’organismo più produttivo e impegnato del nostro Parlamento. Presto infatti dovrà valutare anche la posizione di Vincenzo Nespoli, senatore del Pdl e sindaco di Afragola, accusato di bancarotta fraudolenta. Naturalmente anche Nespoli, come Scajola, Bertolaso e dell’Utri, è innocente fino al terzo grado di giudizio, comunque secondo i magistrati sarebbe stato evidenziato il ruolo di «dominus occulto» svolto dal senatore nella gestione della società fallita, di cui egli «era il titolare di fatto attraverso un prestanome e l’utilizzo della stessa ai fini di arricchimento personale e di acquisizione di consenso elettorale nonché diverse condotte di distrazione di somme raccolte dai clienti con conseguente occultamento e falsificazione della documentazione contabile e societaria».

Mentre Cicchitto e Gasparri esprimono solidarietà all’indagato, in una strana situazione nella quale si sente la necessità di garantire solidarietà a coloro che hanno potere e responsabilità e sono pure coperti dall’immunità parlamentare, è interessante capire i contorni della vicenda: la società di vigilanza La Gazzella srl, è stata dichiarata fallita nel maggio 2007 con un passivo di oltre 25 milioni di euro costituito prevalentemente da debiti nei confronti dell’Inps. Dalla soceità fallita Nespoli avrebbe tratto vantaggi per il consenso elettorale e fondi attraverso diverse distrazioni di somme raccolte dai clienti della società di vigilanza, con l’occultamento e la falsificazione dei documenti contabili e societari. Secondo l’accusa il denaro destinato, prevalentemente, ai contributi dei dipendenti veniva «distratto» e impiegato in una speculazione edilizia nell’area di Afragola. L’indagine che si sta concentrando su questo mirabile esempio di buongoverno è stata coordinata dai sostituti procuratori Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura di Napoli.

La foto, tratta dal sito L’Ora Vesuviana, si riferisce alla presentazione del Decalogo sulla legalità del Popolo delle Libertà: oltre a Nespoli, c’erano Nicola Cosentino (elevato da Scajola al ruolo di martire), Mario Landolfi e altri big del Pdl campano.

Tutti a casa!

pubblicato da il passator cortese


Si comprende sempre meglio perché la casta di governo e la “cricca” che gira e prospera attorno al potere ripete che “la crisi non c’è”.

Con le dovute eccezioni, c’è una parte di italiani, numericamente insignificante ma terribilmente vorace, che approfitta del proprio status per fare ciò che vuole, per fare solo ed esclusivamente gli affaracci suoi.

La nomenclatura “sfacciata” usufruisce di favori in cambio di favori. Cioè utilizza il potere ricevuto dai cittadini per interesse personale. L’eccezione non è la mela marcia. L’eccezione è trovare nel cesto la mela non bacata. Siamo già in pieno caos. E i prossimi giorni il vulcano erutterà.

Per ora si sommano piccole e grandi menzogne, come quella del simbolo operativo del berlusconismo, Guido Bertolaso che negò in conferenza stampa che sua moglie lavorava per il “falegname” (diventato in un amen il titolare delle ristrutturazioni per conto dei servizi segreti oltre che delle più costose e grandi opere pubbliche!), prima che Anemone si aggiudicasse gli appalti.

La cricca ha messo su all’ombra del potere berlusconiano una montagna di falsità e di corruttela, succhiando e sperperando, mentre predicava moderazione e imponeva (e impone) agli italiani di tirare la cinta.

Ora la voracità della corte e dei cortigiani stupisce persino chi, il Cavaliere, l’ha fatta nascere e prosperare, presentandola come il “nuovo” della seconda Repubblica rispetto ai “vecchi” politici di professione.

Stanno davvero succhiando il sangue all’Italia. Non hanno vergogna, tanto meno dignità. La furbata dell’antipolitica ha generato questa politica e questi politici. Sono stati presi col sorcio in bocca. Sono questi “credibili” signori che toglieranno altri 25 miliardi dalle tasche vuote degli italiani?

Un solo grido: tutti a casa! O in galera.

Il sabato del villaggio

pubblicato da Massimo Falcioni


Repetita iuvant. Speriamo. Anche se certe notizie non “bucano” il video. Anzi, sono “Top secret”.

La crisi economica ha colpito duro nel 2010. E morde, come morde! Anche in questo 2010.

Gli ultimi dati (febbraio) forniscono un quadro fosco: una famiglia su 3 (32,1%) ha addirittura risparmiato sull’acquisto di pane, pasta e carne. In un anno, sono aumentate del 10% quelle che hanno ridotto le spese sulla cura della persona e dell’11,5% su acqua, luce e gas. Il 67,8% degli intervistati teme di perdere il posto di lavoro e ha paura del futuro.

Sono i dati allarmanti dell’ultima ricerca della Caritas-Acli. Insomma, ridotti i consumi, le famiglie italiane risparmiano su tutto. E quel che è peggio, non c’è fiducia in un futuro migliore.

Ma dove vivono il Premier Berlusconi e i componenti del suo Governo? Chiedetelo all’ex ministro Claudio Scajola. Chi si ricorda della “Robin Hood tax” e della “Tessera della povertà” del ministro Tremonti?

E poi ci si lamenta del distacco dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni!

Indulto: Roberto Maroni contro Angelino Alfano

pubblicato da Giovanni Molaschi



Mentre alcuni esponenti della maggioranza sono impegnati a dimostrare la propria innocenza, un parte del Governo è in queste ore impegnata a gestire chi al momento in carcere già si trova. Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, avrebbe elaborato un piano carceri che secondo il collega Roberto Maroni, Ministro degli Interni, sarebbe persino peggio dell’indulto promosso dal 2006 da Clemente Mastella, allora Guardasigilli.

Il preoccupante aumento dei suicidi nelle strutture penitenziari (secondo i dati riportati dal Giornale una persona ogni sei giorni decide di suicidarsi prima di uscire dalla prigione) avrebbero allertato il Ministro Alfano secondo il quale lo spostamento di 12 mila detenuti agli arresti domiciliari potrebbe risolvere il problema tanto a cuore alla radicale Rita Bernardini che per la causa, sull’esempio di Marco Pannella, ha iniziato uno sciopero della fame.

Secondo quanto fatto intendere da Roberto Maroni a chi sull’argomento questa mattina l’ha intervistato il piano di Angelino Alfano potrebbe risultare fallimentare poiché buona parte dei carcerati spostati alla detenzione casalinga non ha un alloggio dove stare.

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Olmert, Berlusconi, la congiura dei pm e la caccia alle streghe

pubblicato da V.

berolmert

Quando il mondo diventa paese: un paio d’anni fa Ehud Olmert, primo ministro israeliano, si era dimesso da ogni incarico di governo e aveva rinunciato a partecipare alle primarie per poter affrontare “serenamente” alcune disavventure giudiziarie. Poca cosa, rispetto a quanto vede coinvolto da decenni Silvio Berlusconi, ma le accuse erano comunque gravi:

A colpire la sua immagine sono state le continue accuse di corruzione. Le ultime vicissitudini lo vedono sotto inchiesta per aver ricevuto 150mila dollari di fondi illegali dal magnate americano Morris Talansky e per aver chiesto due volte i rimborsi per le spese dei suoi viaggi come sindaco di Gerusalemme. Olmert, nella diretta televisiva dalla sua casa di Gerusalemme si è detto estraneo alle vicende e «fiero di essere il Primo ministro di un Paese che mette sotto inchiesta il suo capo del Governo»

Soprattutto quest’ultima frase, era diventata una specie di mantra: “fiero di essere il Primo ministro di un Paese che mette sotto inchiesta il suo capo del Governo”. Che senso dello Stato. Ve la immaginate pronunciata da Berlusconi? Per carità… infatti, anche relativamente alle ultime vicende - ben riassunte da Massimo - come il casagate vista Colosseo di Claudio Scajola, la reazione è sempre la stessa: è una congiura!

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Claudio Scajola si dimette. Per la terza volta

pubblicato da Giovanni Molaschi

La presunta colpevolezza di Claudio Scajola è talmente prossima ad essere accertata anche in sede legale che persino Silvio Berlusconi, pronto a non accettare le dimissioni di altre persone, non ha chiesto pubblicamente al Ministro di rimanere.

Ieri, poche ore prima della conferenza stampa, la Stampa pubblicava un bel profilo del responsabile dello Sviluppo Economico ripreso poi da Francesco Costa che prima di altri ha fatto notare che quanto successo ieri non altro che l’ennesimo episodio che lega l’esponente del Pdl alla cattiva politica.

Scrive Francesco Costa sul suo blog:

“Questa è la terza volta che Scajola si dimette, non la seconda. Si dimise pure da sindaco di Imperia, nel 1983. Lo arrestarono i carabinieri, l’accusa era concussione, poi venne prosciolto. Il nipote di Scajola, invece, si chiama Marco ed è vicesindaco di Imperia. Alle ultime elezioni è stato eletto in consiglio regionale e oggi (ieri, ndr) si sarebbe dovuto dimettere da vicesindaco. Hanno rimandato.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi su Scajola: “Si è dimesso un ministro molto capace”. Ma capaci erano soprattutto quelle tasche che hanno portato 80 assegni circolari alla compravendita immobiliare dello scandalo. Erano le tasche di Scajola? In ogni caso, assegni o meno, il premier da sempre stravede per il ministro dimissionario. L’amore è cheque

La vicenda G8-Grandi eventi, da Bertolaso a Scajola, offre un insegnamento: i massaggi sono meglio degli assegni. I secondi lasciano tracce, i primi solo un sano relax. Massage in a bottle

Claudio da Albenga ha anche ringraziato l’opposizione per non aver speculato sulla sua vicenda. In realtà pare che alla sede del Pd si siano esercitati con cori, coreografie da stadio e – di fronte alle dimissioni del ministro – sia apparso uno striscione sulla scrivania di Bersani: ‘Oh Noooo’. La (scaj)ola

Maroni sui 150 anni dell’Unità e le polemiche politiche: “Se non facciamo le riforme, andiamo tutti a casa”. A casa di Scajola? (Ter)razza padana

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