Berlusconi su Scajola: “Si è dimesso un ministro molto capace”. Ma capaci erano soprattutto quelle tasche che hanno portato 80 assegni circolari alla compravendita immobiliare dello scandalo. Erano le tasche di Scajola? In ogni caso, assegni o meno, il premier da sempre stravede per il ministro dimissionario. L’amore è cheque
La vicenda G8-Grandi eventi, da Bertolaso a Scajola, offre un insegnamento: i massaggi sono meglio degli assegni. I secondi lasciano tracce, i primi solo un sano relax. Massage in a bottle
Claudio da Albenga ha anche ringraziato l’opposizione per non aver speculato sulla sua vicenda. In realtà pare che alla sede del Pd si siano esercitati con cori, coreografie da stadio e – di fronte alle dimissioni del ministro – sia apparso uno striscione sulla scrivania di Bersani: ‘Oh Noooo’. La (scaj)ola
Maroni sui 150 anni dell’Unità e le polemiche politiche: “Se non facciamo le riforme, andiamo tutti a casa”. A casa di Scajola? (Ter)razza padana
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“Se c’è una cosa in Italia su cui c’è la sicurezza di tutti è che ce n’è fin troppa di libertà di stampa”
Silvio Berlusconi
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E uno! Ma Scajola, quello che diede dello “stronzo” all’operaio, non fa “simpatia” nemmeno nel momento della debacle, dell’addio da ministro.
Una provocazione, una presa per i fondelli quella dichiarazione “Ho comprato una casa non si sa con quali benefattori”. Tant’è.
Comunque una brutta scossa per Berlusconi e per il governo. Premier ed esecutivo come una pianta di ciliegie … bacate, col verme dentro: uno scandalo tira l’altro.
Nullità e caos. Caos e nullità. Paese attonito, frastornato, disorientato, assente, muto. E incazzato dentro. Siamo in Grecia? In Sudamerica? In quale Sultanato o repubblica delle banane?
Si è risvegliato persino Pierluigi Bersani: “E’ un verminaio”, ha chiosato il segretario del Pd. “Questa corruzione e questo malaffare dilaganti, se non verranno arrestati, ci porteranno presto alla bancarotta, e allora saranno dolori”.
Già. Chi porrà l’alt? Questo Partito democratico?
La prima volta, fu indimenticabile: quando Claudio Scajola diede del rompicoglioni a Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle BR e padre di una contestabilissima riforma del mercato del lavoro. Fu costretto alle dimissioni. Vi ricordate? Era il 2002, otto anni fa. Un editoriale di Ezio Mauro su Repubblica dell’epoca, ci restituisce bene il quadro…
“Fatevi dire da Maroni se Marco Biagi era una figura centrale - è sbottato Scajola durante una visita di Stato a Cipro - . Era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza”. Francamente, non avevamo mai sentito un ministro della Repubblica liquidare così una vittima innocente del terrorismo, colpevole soltanto di lavorare per lo Stato e di portare avanti le sue idee
Era passato solo un anno, dal G8 di Genova, con Scajola Ministro dell’Interno. Ora qualche pasticcetto immobiliare rischia di farlo naufragare un’altra volta. Oggi alle 11,30 Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola terra’ una conferenza stampa nella sede del Ministero in via Veneto. Forse, sono in arrivo le dimissioni bis? Scajola, in effetti, è indifendibile. Update: ore 11,50, Scajola si è dimesso.
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Non si fa in tempo ad archiviare uno scandalo che già bisogna occuparsi di un altro. Quanto sta succedendo attorno al Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, innocente fino a prova contraria di aver acquistato una casa con una serie di assegni in nero, ha fatto dimenticare all’opinione pubblica quanto si è scritto sulle escort del Presidente del Consiglio.
Secondo quanto pubblicato questa mattina dal Fatto, Giovanna Del Giudice (ex meteorina di Emilio Fede coinvolta nello scandalo di Vallettopoli a causa del quale non venne candidata alle Elezioni Europee) farà parte della giunta di Stefano Caldoro, il neo presidente del Pdl della Campania.
La promozione, come nota il quotidiano, non è avvenuta per un successo elettorale raggiunto sul campo. Giovanna Del Giudice con 4166 si è aggiudicata il trentunesimo posto. Alle Elezioni Regionali, in Campania, si sono presentati 32 candidati.
Bertolaso, Cosentino, Fitto e ora Scajola. Gli uomini del Cav ci provano a dimettersi (almeno formalmente), ma il premier respinge sempre la remissione del mandato. (Di)mission impossible
La partita Lazio-Inter travalica i confini calcistici ed entra in Parlamento a suon di polemiche, accuse e recriminazioni. La politica è spaccata trasversalmente tra romanisti e laziali, con il premier (primo dei milanisti) che forse vorrebbe fare un favore ai primi per ostacolare l’Inter. Il piano segreto del governo prevederebbe l’emanazione un provvedimento con efficacia retroattiva secondo cui gli ultimi tre turni di campionato vanno giocati con tutte le gare in contemporanea. Di conseguenza si ripeterebbero sia Parma-Roma che Lazio-Inter. In cambio, il capo del governo ambirebbe a una sorta di ‘ius primae noctis’ con le fidanzate dei giallorossi. Philippe MecSex
Il premier, poi, vorrebbe dare un’altra chance al Barcellona in semifinale di Coppa Campioni con una legge da far approvare subito all’Europarlamento secondo cui, in Champions League, la squadra che tiene palla per più del 70% del tempo partita, guadagna un altro gol. Un’idea da vero giustiziere dello sport. Guglielmo (Balo)Tell
A Scajola i G8 non portano bene. Nel 2001, a Genova, ne combinò di tutti i colori da ministro dell’Interno. Quasi 10 anni dopo, le indagini su un altro G8 (e sui Grandi eventi) lo hanno messo nei guai per una terrazza vista Colosseo. E’ da decenni che i politici ’scivolano’ sulle marachelle immobiliari. Rogito, ergo sum
Siamo fra quelli a cui non piacciono i “giustizialisti”, in nessuna salsa. Ma ai “furbetti” diciamo no. E un doppio no ai “furboni”.
Il premier Berlusconi ha affidato al ministro Claudio Scajola la delicatissima e complessa matassa del “nucleare”: campagna di sensibilizzazione di massa, localizzazione dei siti, qualità delle gare e dei lavori, sicurezza, smaltimento dei rifiuti ecc. Una bella gatta da pelare. Si gioca un pezzo importante del futuro del Paese. E anche una girandola di miliardi da far impallidire.
Con la patata bollente dell’appartamento, il ministro Scajola è oggi in grado di garantire la affidabilità e la credibilità necessarie? Al di là dei risvolti penali (con il Lodo Alfano e prescrizioni varie la via giudiziaria può perdersi nella notte dei tempi), c’è un nodo morale, oltre che politico, cui Scajola non può sottrarsi.
Scajola dice oggi che acquistò nel 2004 quell’appartamento a “prezzo di mercato”, cioè pagandolo 3 mila e 300 euro al metro. Ma all’epoca i prezzi erano ben altri: dai 10 mila ai 15 mila euro per il ristrutturato, la metà per il non ristrutturato. Fortunato, il ministro, che compra appartamenti alla metà della metà del costo reale.
Sicuramente un uomo .. smemorato. O bugiardo. Può, uno così, fare ancora il ministro della Repubblica italiana?
Vogliamo tornare un attimo sul cosiddetto Sistema Anemone per fare il punto sulla situazione di Claudio Scajola. Non stiamo qui parlando di un piccolo parlamentare, di un cosiddetto “peone”, bensì di un ministro della Repubblica, quindi di persona che a maggior ragione dovrebbe essere esempio di specchiata onestà. Un preambolo che appare necessario per inquadrare bene il tema.
Ebbene, sappiamo che Scajola è indagato per le pratiche di acquisto di un appartamento in una delle zone più pregiate di Roma. Le ipotesi di reato sono due: pagamento in nero e finanziamento sospetto da parte del costruttore Diego Anemone, che potrebbe in cambio aver beneficiato di qualche favore negli appalti.
Del Sistema Anemone abbiamo già detto, qui invece vogliamo cercare di capire come sia possibile - come sostiene il ministro - che un appartamento di 180 mq con vista Colosseo (vedi foto) costasse solo 610.000 euro. Sarebbero poco più di tremila euro al metro quadro, una cifra con cui a malapena si trova (forse) qualcosa nell’estrema periferia. Mah.
Foto: Ansa
Continua a leggere: Scajola e la vista sul Colosseo. Per 3.000 euro al metro quadro, un affarone!

Don Bancomat, chi è costui? Consentitemi una citazione manzoniana per aprire il sipario sul nuovo scandalo che sta per colpire il pianeta politico italiano; scandalo preannunciato dalle voci rincorsesi nei giorni scorsi sul ministro Claudio Scajola. Il reverendo in questione è Evaldo Biasini, che agiva da tesoriere dell’imprenditore Diego Anemone per poi ridistribuire il denaro ai “meritevoli”, sempre secondo le indicazioni del discusso faccendiere. E gli interessi sul capitale ai poveri bimbi d’Africa, per rendere ancor più paradossale il sistema.
Ed ecco come funzionava il metodo. Anemone svolgeva lavori periodici per la Congregazione dei missionari del Preziosissimo sangue e invece di riscuotere i compensi li lasciava su un conto “amministrato” da Don Bancomat. Questo conto poteva così essere utilizzato per i pagamenti di favore agli amici del costruttore.
Già. Peccato che Biasini tenesse traccia di tutto in un brogliaccio, che ora è nelle mani degli inquirenti. E anche se i nomi non sono ancora usciti, appare chiato il coinvolgimento di almeno 4 parlamentari, tre di centrodestra e uno di centrosinistra, ivi incluso un ministro.
Continua a leggere: Sistema Anemone. Coinvolti un ministro e 3 deputati
Berlusconi lo ha scaricato dicendo che è “troppo testardo” e che non ha fatto il bene comune. Parliamo di Fini? No, il premier si riferiva all’allenatore del suo Milan. Povero Cav, in questi giorni di passione – tra nemici interni, esterni e antipatie varie – ha avuto sollievo e gioia solo parlando al telefono con la dolce Noemi. Leon-hard
Scajola incastrato o innocente? Ha fatto tutto in regola o ha commesso qualche errore che adesso lo mette nei guai? S-vista Colosseo
Forse il ministro ha lasciato troppe tracce, troppe impronte del suo ‘passaggio’ in questo affaire immobiliare? Zampo(li)ni…di maiale
Grande folla a Torino per la sindone che ritrae l’effigie di Piero Fassino ai tempi del suo calvario da segretario dei Ds. Il grande telo è segnato dal suo sudore nell’estate drammatica delle scalate bancarie. San Franceschini ha celebrato messa per i fedeli. Su-Dario