Clemente Mastella, politico, e Umberto Silva, psicanalista, dicono la stessa cosa: dopo la ricreazione di Monti, ci sarà un secondo tempo con il Cavaliere.
Entrambi, pur con sfumature diverse, giungono alla stessa conclusione: che le dimissioni “forzate” da Palazzo Chigi e l’appoggio “dovuto” al governo Monti servono per dimostrare la necessità del ritorno di Silvio Berlusconi.
Dice Silva: “Cosa ha fatto il governo attualmente al potere con le mani libere e la maggioranza più o meno assoluta? Praticamente nulla”. Gli fa eco Mastella: “Il Pdl deve drammatizzare la situazione e dire ogni giorno che questo governo non è il suo. E’ sbagliato pensare che questo è il governo dei migliori. Questa esperienza finirà con una lite tra professori. La capacità sta nel capire quando saltare dal vagone che deraglia. Bisogna avere pronta l’alternativa a Monti. Berlusconi deve agire in questa unica direzione”.
Intanto stamattina lo spread vola sopra i 520 punti mentre i rendimenti tornano decisamente oltre il 7%. In attesa che Mario Monti, a mezzogiorno, spieghi la sua “fase due” per salvare l’Italia. Impresa non facile. Impossibile?
C’è troppa gente, già dentro la maggioranza, che s’aggira con lo zolfanello acceso in un mare di benzina.
Niente è più facile, oggi come 17 anni fa, “sparare” sulla politica, “sparare” nel mucchio della casta.
Della Valle ha detto una cosa giusta, quasi tutti i politici pensano ai loro interessi. Però, e questo non l’ha scritto sulle inserzioni a pagamento, “i politici pensano ai loro interessi” come fanno quasi tutti gli industriali, dal primo all’ultimo. Spesso appoggiandosi ai politici, come il buon Mr Tod’s ha fatto per anni con Clemente Mastella, quando l’ex ministro contava, eccome se contava. Cui prodest?
Perché Della Valle ha sentito questa (legittima) insopprimibile esigenza di esternare dando alla fin fine una mano a quel club sciagurato dell’antipolitica che ha portato a “questa” politica e a questi politici? Siamo proprio convinti che la cosiddetta società civile sia migliore della politica?
Della Valle non indica la soluzione ma pare riproporre sotto traccia il ricorso a un nuovo “salvatore della patria”, a un Berlusconi dalla faccia più presentabile e dalle mani più pulite. Se così fosse, il Paese resta a friggere nella padella, o ad arrostire nella brace, che è lo stesso.
Non di meno politica ha bisogno oggi l’Italia. Serve invece più politica “nuova”, servono partiti “veri” con gente “reale”, con gruppi dirigenti selezionati democraticamente, non agenzie di potere di proprietà di grandi o piccoli sultani dediti a coltivare i propri interessi, a nominare e comprare deputati, e a favorire cricche amiche spingendo sui tasti della demagogia e del populismo. Caro Della Valle, gli italiani hanno già dato.

Il traffico, la camorra, i rifiuti. Napoli è sicuramente una città che ha un surplus di problemi e questioni aperte. Ma per fortuna ci sono uomini politici con idee nuove, voglia di fare e tanta esperienza. Come Clemente Mastella, che giusto questa mattina inizia la sua campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di primavera 2001, quando correrà come sindaco di Napoli.
Il Clemente nazionale, leader dei Popolari per il Sud, è dunque lanciato nella corsa per Palazzo San Giacomo, senza che però sia ben chiaro quale coalizione dovrebbe portarlo alla vittoria.
In effetti, quando si tende a cambiare partito, nome, alleati e alleanze in base agli eventi ed alle circostanze non deve essere facile costruire un vasto e coeso comitato elettorale, neppure a Napoli.
Il confronto che Pierferdinando Casini ha avuto con Silvio Berlusconi nei giorni scorsi ha impedito al leader dell’Udc di accorgersi, evidentemente, dello scandalo che da ieri ha travolto il proprio partito.
Stando a quanto pubblicato nelle scorse ore dal Corriere del Mezzogiorno nella lista degli indagati per gli appalti truccati ai danni di Trenitalia ci sarebbe anche il nome di un esponente politico dell’Udc: Clemente Carta.
Il nome del consigliere comunale di Formia sarebbe emerso in una delle intercettazioni registrate dagli inquirenti che in quel momento stavano monitorando Fiorenzo Carassai, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, e Giovanni De Luca, imprenditore della “Fd Costruzioni”.

Occupiamoci per una volta di un argomento più leggero, al fine di sgomberare almeno momentaneamente il campo dalle nubi della manovra finanziaria. Da tempo si vocifera di una presenza dell’ormai politicamente morto (anche se europarlamentare Pdl) Clemente Mastella alla prossima edizione dell’Isola dei Famosi. Bufala o possibilità concreta?
In fondo già Vladimir Luxuria ci ha insegnato che coniugare le professioni di politico e naufrago è possibile, andando addirittura a vincere la sua edizione, dunque perché no? Con supremo sprezzo del ridicolo proviamo dunque ad approfondire la questione.
In seguito a corte spietata del presidente di Magnolia Giorgio Gori, Mastella si è sentito di rispondere sull’argomento in un’intervista a Style. Vediamo che ha dichiarato:
Continua a leggere: Clemente Mastella all'Isola dei Famosi? Forse si può fare
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Mentre alcuni esponenti della maggioranza sono impegnati a dimostrare la propria innocenza, un parte del Governo è in queste ore impegnata a gestire chi al momento in carcere già si trova. Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, avrebbe elaborato un piano carceri che secondo il collega Roberto Maroni, Ministro degli Interni, sarebbe persino peggio dell’indulto promosso dal 2006 da Clemente Mastella, allora Guardasigilli.
Il preoccupante aumento dei suicidi nelle strutture penitenziari (secondo i dati riportati dal Giornale una persona ogni sei giorni decide di suicidarsi prima di uscire dalla prigione) avrebbero allertato il Ministro Alfano secondo il quale lo spostamento di 12 mila detenuti agli arresti domiciliari potrebbe risolvere il problema tanto a cuore alla radicale Rita Bernardini che per la causa, sull’esempio di Marco Pannella, ha iniziato uno sciopero della fame.
Secondo quanto fatto intendere da Roberto Maroni a chi sull’argomento questa mattina l’ha intervistato il piano di Angelino Alfano potrebbe risultare fallimentare poiché buona parte dei carcerati spostati alla detenzione casalinga non ha un alloggio dove stare.
Continua a leggere: Indulto: Roberto Maroni contro Angelino Alfano
Il post pubblicato su polisblog.it riguardante la notizia della rimozione di Luigi Tosti, giudice italiano che da anni combatte pubblicamente affinché nelle aule giudiziarie non ci siano più simboli religiosi (il crocifisso in primis) è stato uno dei più commentati.
In molti, a margine di quell’articolo, hanno sostenuto che quanto deciso dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) era giusto poiché Luigi Tosti, rifiutandosi di lavorare nella aule in cui era presente un simbolo religioso, aveva sbagliato.
In democrazia deve essere garantito il diritto di replica. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare il giudice che a polisblog.it non racconta solo la sua storia. Con Luigi Tosti abbiamo ragionato anche della riforma della giustizia.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Luigi Tosti, il giudice anti-crocifisso
Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.
E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.
Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.
Continua a leggere: Proposta dal Partito Democratico una legge pro crocifisso nelle scuole

Tramontata la luce di Mariano Apicella a destra, per redimersi, sempre più persone infastidiscono la memoria di Enzo Tortora. A far da eco alle dichiarazioni del portavoce di Sandra Lonardo, l’avvocato di Nicola Cosentino.
“La verità – ha dichiarato il legale – è che, come negli anni Ottanta per Tortora, i pentiti fanno a gara per parlare di Cosentino. Accusarlo è diventato trendy”.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore l’esponente del Popolo della Libertà avrebbe, per conto del clan dei Casalesi, riciclato indirettamente due assegni. Uno da 2500 euro. L’altro da 7500.

Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, coinvolta nell’inchiesta sull’Arpac, è costretta da circa un mese come misura cautelare al divieto di dimora in Campania. In un crescendo di toni drammatici il suo portavoce esprime preoccupazione per le condizioni della donna
Non vorrei che ci trovassimo davanti a un nuovo caso Tortora. Si è sentita male, ora si trova a casa, a Roma. Volevano portarla in ospedale ma lei ha preferito non andare e ora i medici la tengono sotto osservazione. Vive uno stato di grande prostrazione.
Insomma le parole del portavoce indicano una situazione a suo dire pesantissima per la signora Mastella che non si dà pace per la sua condizione
Continua a leggere: Il super dramma della moglie di Mastella "Si rischia un nuovo caso Tortora"