Di fronte alla nuova “bomba” esplosa in Campania rispuntano i “minimalisti”. Sono quelli che cercano di ridurre la deflagrazione politica facendola passare per un bubbone locale, addossando ogni colpa al solito maneggione Mastella e al suo clan.
Il ras di Ceppaloni e i suoi sodali ne hanno certamente combinate di cotte e di crude e spetta alla magistratura chiarire ed eventualmente punire. Ma il nodo di fondo è un altro e riguarda la politica, la classe politica italiana in tutta Italia.
C’era e c’è l’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti (dei padroni e dei padrini) che genera la questione morale. Quella legata alle assunzioni fatte col sistema camorristico, quella della corruzione, degli appalti, delle tangenti: tutto fuori legge.
Ma c’è, alla luce del sole, protetto dalle leggi del federalismo regionale, l’esempio del caos Made in Italy: è la sanità, con i suoi carrozzoni, i suoi intrallazzi, il suo vergognoso sistema clientelare che inquina il “modus vivendi” civile e inghiotte i due terzi (!!!) dei bilanci delle Regioni.
E’ c’è, fra gli “scandali”, quello delle “società partecipate”. Fra società partecipate e consorzi, regioni ed enti locali si contano 25 mila (venticinquemila!) rappresentanti negli organi di gestione. Compensi da nababbi, impegno discutibile, criteri di selezione prettamente politici (cioè scandalosi). Un qualcosa come il cimitero degli elefanti per politici in età avanzata o “contentini” per politici trombati. E’ la più vergognosa spartizione politica dal dopoguerra ad oggi. E’ il vero core business delle correnti e delle sottocorrenti. Il vero orgoglio dei capibastone. La manna dei razziatori delle tessere. Tutti i partiti ne sono impregnati fino al collo.
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Ancora problemi giudiziari per il clan (politico) dei Mastella. Dopo la famosa inchiesta che portò alle dimissioni di Clemente (e alla caduta del governo Prodi) e dopo l’arresto, fra gli altri, della moglie Sandra e degli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte, ecco che la magistratura torna a rivolgere le sue attenzioni sulla famiglia regnante dell’Udeur.
Questa volta la Guardia di Finanza di Napoli e i Carabinieri di Caserta sono andati a ficcare le mani nelle questioni ambientali che sconvolgono e ammorbano la Campania, indagando sull’agenzia regionale dell’ambiente. Risultato: 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 63 indagati, 18 divieti di dimora e 6 misure interdittive.
Oltre alla perquisizione della villa dei Mastellas, sarebbe stato emanato un divieto di dimora per Sandra Lonardo, che quindi si troverebbe ad essere presidente del Consiglio regionale senza poter risiedere in Campania. Una misura che sembra evocare potenzialità criminali di tutto rispetto.
Mentre attendiamo i risvolti politici dell’inchiesta e il solito piagnisteo della casta contro i magistrati, è bene ricordare che l’Udeur in Campania fa parte della maggioranza e mantiene il governo Bassolino: il 21 marzo anche qui si andrà al voto. Non è difficile immaginare chi NON vincerà le elezioni regionali…

Una diaria di 290 euro! ‘Sta miseria. Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano.
E’ tornato, per fortuna in Europa, grazie al Pdl e al presidente operaio, il mastellone nazionale, e subito si fa sentire per una battaglia imprescindibile. Si lamenta per la pochezza del salario, il povero Mastella, addirittura meno che in Italia. Urla, è furioso. Una persona seria come può accettare la miseria di 290 euro al giorno per tutto quel lavoro?
Il problema del profeta di Ceppaloni è la sfortuna: da quest’anno infatti tutti gli europarlamentari guadagnano uguale, e quindi gli tocca prendere gli stessi soldi degli altri, un vero scandalo, solo 7.666,31 lordi al mese. Al netto, 5.700 euro, con pensione dopo cinque anni, finito il mandato. Insomma, una miseria per un politico coerente e inflessibile come lui. E dovrà essere presente almeno 7 volte in un anno. Addirittura.
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Napoli. Creata dal deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, la fondazione “Polo Sud” punta a diventare all’interno della maggioranza la rappresentante del mezzogiorno.
Al progetto, nel solo capoluogo campano, hanno già aderito più di 500 persone (per lo più imprenditori) tra cui Clemente Mastella leader dell’Udeur ed europarlamentare per il Pdl.
L’iniziativa promossa da Laboccetta è una delle tante che sono state avviate al Sud per contrastare l’aumento di consensi che la Lega sta registrando al di fuori della Pianura Padana, roccaforte del partito di Bossi.
Continua a leggere: Nasce il Polo del Sud, il Pdl contro la Lega

Polisblog era stato uno dei primi ad annunciare la (ri)discesa in campo di Clemente Mastella tra le fila del Popolo della Libertà dopo l’esperienza del governo Prodi e le inchieste giudiziarie di Santa Maria Capua Vetere. A quindici giorni dal voto, così, Blogo, incontra l’ex ministro della Giustizia per capire con che spirito prova a conquistare uno scranno a Strasburgo.
Mastella, chi l’avrebbe detto un anno fa che alla fine sarebbe stato candidato dal Pdl … Nemmeno lei, vero?
“In un sistema bipolare, così come si è andato realizzando in Italia, si sono creati due grandi partiti che mi ricordano tanto i tempi della Democrazia Cristiana e del PCI. E la mia scelta, in coerenza con tutta la mia storia politica, non poteva che indirizzarsi verso il Popolo della Libertà”.
E’ come ripartire da zero?
“Direi che è una scommessa che ho voluto fare con il mio elettorato dal momento che alle Europee c’è il voto di preferenza. Se le liste fossero state bloccate, non mi sarei presentato. Quanto poi al fatto di ripartire da zero, posso dire che mi sono candidato con molta umiltà ma a testa alta perché sono una persona perbene. Del resto, girando l’Italia per la campagna elettorale, è stata per me una sorpresa scoprire tanta gente che ci è rimasta vicino e condivide pienamente e convintamente le scelte politiche fatte dal partito”.
Continua a leggere: Mastella a Polisblog: "In Europa per il Sud. Il Pdl? Una scelta di coerenza"
Veronica Lario 2: la vittoriosa. Voto + 9. La “signora” del Cavaliere batte il marito premier (del battage da showbiseness), che cancella le veline più veline dalle liste per le elezioni europee. Potere del sesso “debole”. O faccia di bronzo (con lifting).
Silvio Berlusconi 2: il vittorioso. Voto – 9. Spiazzato in casa, il premier resta col cerino in mano e fa (mezza) marcia indietro sulle veline. Ma “recupera” in zona Cesarini con il transfuga Clemente Mastella e la sempreverde Iva Zanicchi. Risorse infinite.
Avanti un altro! Un altro “eccellente” che cerca un posto alle Europee è Ottaviano Del Turco.
L’ex presidente della regione Abruzzo (tornato in libertà dopo essere stato arrestato lo scorso 14 luglio con l’accusa di aver intascato tangenti milionarie da Enzo Angelini, deus ex machina delle cliniche private Villa Pini) è partito con il piede giusto.
O, per meglio dire, con la frase giusta rivolta al destinatario “giusto”.
Dice l’ex governatore ed ex segretario generale aggiunto della Cgil: “Neanche i miei fratelli di fronte alla montagna di accuse che mi erano rovesciate addosso si sono comportati come Silvio Berlusconi. Non me lo aspettavo proprio che uno come lui potesse essere garantista a tutti gli effetti. Si è comportato meglio di un fratello”.
In attesa di un processo che prima o poi si dovrà fare, Ottaviano starà fuori dalla politica? “Non ci penso proprio, a ritirarmi. La politica è l’unica cosa che so fare!”.
Sì, questo s’era capito: che non avrebbe dato l’addio alla politica e che la politica era e resta il suo unico “mestiere”. E, si sa, di mestiere si campa. E, in questi casi, si campa bene.
Indubbiamente è dura anche per uno come Berlusconi: dopo Clemente Mastella ora il Cavaliere deve trovar posto a Strasburgo anche per Ottaviano Del Turco.
Due “pesi massimi” della “piccola” politica Made in Italy. Little Italy.
Un Clemente Mastella tirato a lucido si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Anzi, da Radio 24, l’ex Guardasigilli lancia pietre acuminate contro Prodi, Veltroni, la sinistra, il Pd.
Sul professore ex premier: “Berci un caffè? Assolutamente no! Mi ha lasciato in Parlamento solo quando mi dimisi da ministro della Giustizia”.
Sull’ex segretario del Pd: “L’autoreferenzialità di Veltroni ha ammazzato il centrosinistra. La crisi del governo scoppia quando lui decide di andare da solo”.
Sul Pd e la propria candidatura alle Europee con il Pdl: “Quale scandalo? E con chi mi candidavo? Con lo sbarramento del 4% andavo con quelli che erano comunisti e si mettono insieme? Con la sinistra sinistra? Io faccio parte del Partito popolare europeo dove ci sono anche altri ed è più familiare per me. Il Pd ha invocato a tutti i costi questa legge con grande voluttà. E io ho fatto le mie scelte”.
Clemente dixit. Clemente docet.
“Con la bocca si mente bene, ma intanto si fa una faccia che dice comunque la verità”. Parole di Nietzsche. Che però, beato lui!, non aveva mai visto la faccia del filosofo “ras” di Ceppaloni.
Dario Franceschini: Election day. Voto + 8. Il neo segretario del Pd Franceschini propone l’Election day (referendum compreso): “Si risparmierebbero 500 milioni. Il premier butta i soldi degli italiani dalla finestra”. Berlusconi risponde con i … sondaggi: “Arriveremo al 51%”. E l’Italia?
Romano Prodi: amarcord. Voto – 7. A “Che tempo che fa” Romano Prodi dice che il suo governo poteva continuare e incolpa Mastella che fece crollare tutto: “Se volete far fuori me, vi faccio prima fuori io”. Ma il vero killer dell’Unione fu un altro: Uolter … maggioritario. Amarcord a metà.

Ha ragione Filippo Ceccarelli quando su Repubblica scrive:
Dispiace, ma sul serio, esordire con gravi pensieri, o magari interrompere anche solo per un attimo, con pensose note, l’allegro festival del trasformismo. Ma nel circuito ormai sempre più tribale della politica la triste verità è che il ritorno di Clemente Mastella nel centrodestra assomiglia molto al ritorno del medesimo nel centrosinistra, non molti anni orsono.
In effetti potrebbe sembrare una cattiveria ma è la realtà. Per discutere del nuovo salto della quaglia dell’ex Guardasigilli, Polisblog ha scelto una persona che lo conosce abbastanza bene. Se non altro perchè proviene dallo stesso territorio, dalla stessa provincia: Benevento.
Nunzia De Girolamo, giovanissima deputata del Pdl (ha 33 anni e questa è la sua prima legislatura), è balzata agli onori della cronaca (senza volerlo!) per la simpatica vicenda dei bigliettini col Premier. Ma il suo impegno in politica comincia da lontano, ben prima di approdare nei Palazzi del potere. Proprio dal territorio e dal contatto dalla gente.
Mastella nel Pdl. Se lo aspettava? Lo avrebbe mai detto?
“Sinceramente si, guardando ai posizionamenti politici europei. Il PdL è l’espressione politica in Italia del Ppe ed è noto che l’Udeur sia iscritto al Partito Popolare Europeo”.
Cosa cambierà proprio in Campania alla luce di questo accordo? Quei vecchi rancori …
“Non parlerei di vecchi rancori, in politica bisognerebbe evitare personalismi, anche perchè il partito, così come gli Eletti ad ogni livello, devono rappresentare il popolo, non se stessi. Io politicamente nasco anni addietro con Forza Italia, non certo con l’Udeur o altri partiti, ma rispetto sempre le scelte del mio partito, nonchè l’elettorato di Mastella, che anche di recente a Benevento ha dimostrato di essere moderato e consistente”.