Europa: “3×20”. Voto + 9. Il Consiglio europeo voterà domani il pacchetto sul clima ed energia proposto dall’Ue. Il presidente Barroso ribadisce che gli obiettivi del famoso “3×20” sulla riduzione delle emissioni inquinanti “non sono negoziabili”. Un nuovo cartellino giallo al governo italiano che, assieme ad altri paesi, tenta di intralciare una “decisione storica” a favore dell’ambiente minacciando di porre il veto. Berlusconi miope o “portavoce” dei poteri industriali nazionali e internazionali?
Usa: “mariuoli” all’italiana. Voto – 9. Arrestato dall’Fbi (e poi rilasciato dietro cauzione) il governatore democrat dell’Illinois Rod Blagojevich perché “cercava di vendere il seggio al Senato lasciato libero dal presidente Barack Obama”. Anche la “rosa” Obama ha le sue spine. Anche il precedente governatore, il repubblicano George Ryan, è da sei anni in carcere per corruzione. Mele marce o democrazia infetta? Tipico scandalo all’italiana. La crisi non ferma l’esportazione del … Made in Italy.

Ieri vi abbiamo descritto con cura i vari punti del pacchetto anticrisi del governo Berlusconi: ci siamo tuttavia scordati di riferirvi di un dettaglio del DL 185/08 del 29 -11-2008 che è stato rilanciato da parecchie fonti nel corso della giornata di ieri. Ci stiamo riferendo a quella che Assoedilizia ha definito “una stangata, retroattiva dal 1 gennaio 2008, per le detrazioni del 55 % relative agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici”.
Di cosa si tratta? Lo spiegano egregiamente in questo post i cugini di ecoblog: ottenere gli sgravi fiscali su Irpef e Iras per interventi di risparmio energetico negli edifici diventerà molto più difficile. Se non impossibile: è previsto infatti che l’Agenzia delle Entrate esamini ogni richiesta, e in caso di non risposta entro 30 giorni varrà il curioso principio del “silenzio-dissenso”. Sgravio negato. Ed è noto come la Pubblica Amministrazione italiana sia efficiente e lesta nel rispondere…
Verrà poi posto un tetto per i contributi da parte dello Stato, sforato il quale, nessuna domanda sarà più accolta. E c’è di più: essendo retroattivo, il provvedimento mette in serio imbarazzo coloro che magari hanno acquistato quest’anno impianti solari termici, nella convinzione di ricevere poi uno sgravio. Tra gli user di ecoblog c’è addirittura chi dichiara che in questo modo finirà per perdere ben 34.000€.
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Il clamore sul veto dell’Italia all’accordo europeo sul clima sembra essersi placato, oscurato in gran parte dei media dalla ben più provinciale discussione sulla riforma Gelmini e le conseguenti proteste studentesche. Si può forse cercare di approfittare di questo silenzio mediatico per fare un’analisi originale delle ragioni profonde che possono aver spinto il governo Berlusconi ad adottare una tale linea, che molti hanno giudicato antiambientalista.
Qualche settimana fa vi abbiamo riferito di come la preoccupazione degli italiani per le questioni ambientali sia ai minimi storici, oltre che in continuo calo a partire dagli anni ‘80, in assoluta controtendenza rispetto agli altri paesi d’Europa. In quello stesso post vi raccontavamo di come la cosa avesse destato la preoccupazione del leader PD Francesco Rutelli, che in una lettera a “Repubblica” invitava il suo partito a darsi da fare per risvegliare la coscienza ambientale degli italiani.
Si può ipotizzare che anche Berlusconi e il suo governo abbiano letto con attenzione quegli stessi dati, traendone però indicazioni opposte dal punto di vista strategico: constatando che l’ambiente è in questo momento di crisi tra le ultime preoccupazioni degli italiani, il Presidente del Consiglio sa infatti di poter ostentare una posizione poco “verde” in Europa, senza dover temere di pagarne le conseguenze in termini di consenso in patria.
Un esempio illuminante di come, a fronte di sondaggi di opinione, una forza politica si possa porre in due modi diversi: con l’intenzione illuminista di migliorare le opinioni del “popolo”, o con quella di rappresentarne fino in fondo, magari populisticamente, tutte le posizioni. Anche quelle più miopi.
Foto: Lamazone, Flickr.
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