Un Passaparola lungo e istruttivo quello di questa settimana, dove Marco Travaglio spiega perché il cosiddetto processo breve è in realtà un processo morto. Il provvedimento, che secondo l’imparziale Belpietro sarebbe mirato a far lavorare i “magistrati fannulloni” (parole di giovedì scorso, Anno zero), è chiaramente una mazzata finale sulla già malata giustizia italiana.
Secondo quello che calcolano i magistrati che stanno, in questi giorni, cercando di fare una proiezione sulla strage di processi che produrrà questa porcata, la stragrande maggioranza di quei 100 /200. 000 processi destinati a morire morirà nella fase del primo grado. Badate, stiamo parlando di quei processi che moriranno in aggiunta a quei 150 /200. 000 processi l’anno che già muoiono per la prescrizione del reato. Andiamo verso il mezzo milione. Voi capite che è una catastrofe epocale.
Su questo provvedimento non c’è possibilità di dialogo: le parole del governo e dei suoi portavoce toccano punte paradossali, talmente chiara è questa ennesima legge salva Berlusconi. Negli ultimi mesi l’unico obiettivo del potere è stato salvare il suo egoarca. Continua Travaglio.
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La posta dei lettori di Repubblica la fa Piero Colaprico. Anch’io, nel mio piccolo, con un giornale con cui ho collaborato - e con cui tutt’ora collaboro - ho tenuto per un pò la posta dei lettori, e devo dirvi che è una delle parti più divertenti da fare. Leggi roba assurda, missive inviate da psicotici, ritrovi l’Italia vera, il paese reale. Tanto che un amico ci ha anche fatto un libro, con delle lettere ricevute da un giornale, e non è certo il primo.
Vi dicevo oggi, leggo nella Posta Celere di Repubblica questa missiva. Firmata. Ve la riporto per intero:
Romano la Russa ha detto a proposito della vergogna Santa Rita che lui non sa nemmeno dove sia. Delle due, l’una. Come politico essendosi occupato della sanità milanese come fa a non sapere dov’è la Santa Rita? Come uomo, abitando a poche decine di metri, come fa a non sapere dov’è? Scelga lui, ballista o inaffidabile.
E Colaprico diplomatico ribatte. “C’è una terza possibilità, è stato molto, molto distratto…”. Da rileggersi il post scritto ai tempi, cioè poco più di una settimana fa. Riassunto totale della vicenda su crimeblog.
Si è fatto un gran parlare della limitazione alle intercettazioni telefoniche, tra paladini della privacy ed estremisti della gogna, ma al di là degli interessi di partito ci si è mai chiesti che conseguenze avrebbe un blocco totale, o quasi, di questo strumento per le indagini? Un caso lampante ci si presenta proprio oggi, con la scopertura del vespaio di Santa Rita.
La clinica in questione, Santa Rita, è situata a Milano, in zona Lambrate, ed è assurta agli onori della cronaca per aver ideato un sistema per la verità poco originale di truffare il sistema sanitario nazionale, per la quota esorbitante di 2,5 milioni di euro. Fin qui nulla di nuovo, si sa che viviamo nel paese dei furbetti e di truffe come queste se ne son viste a bizzeffe; il problema è che in questo caso non si è esitato a passare sui cadaveri dei pazienti per guadagnare denaro, e che nella triste vicenda sono coinvolti non meno di 13 medici.
I signori in questione, i cui nomi trovate pubblicati per esteso sui quotidiani, devono rispondere di 90 capi d’accusa, tra cui 5 omicidi e una serie di interventi inutili, tra i quali spiccano l’asportazione delle mammelle a una ragazza diciottenne quando sarebbe bastato intervenire sul nodulo. Stipendi da 2.000 euro si gonfiavano così fino a 27.000 per questi poveri seguaci di Ippocrate.
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