Il dibattito sull’abolizione delle province si insegue ormai da mesi, per non dire anni; tra le insistenze degli uni e le resistenze di altri, come l’alleato di governo leghista. Proprio per superare l’impasse del Carroccio il Ministro dell’innovazione Renato Brunetta ha preparato un piano a lungo termine in accordo col titolare del Viminale Roberto Maroni, anticipato in un’intervista al Tgcom. Vediamo di che si tratta.
Le province non saranno cancellate ma semplicemente svuotate di costi e poteri. In altre parole rimarranno come enti di secondo livello tra comuni e regione, privati di una reale rappresentanza espressa mediante il voto. Saranno presiedute dal sindaco del comune capoluogo e composte dai primi cittadini degli altri comuni, mantenendo i soli compiti strettamente inerenti all’amministrazione della provincia stessa.
Questo consentirà di ridurre enormemente il costo di un ente fondamentalmente inutile, andando ad abbattere la spesa per gli amministratori attualmente stimata in 115 milioni di euro circa. Rimane il costo del personale, ma almeno un primo passo sulla via del risanamento dello spreco sarebbe compiuto.
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