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Tutti gli articoli con tag colin powell

In corso l'interrogatorio di Tony Blair: la guerra in Iraq e l'invenzione delle armi di distruzione di massa

pubblicato da V.

tony blair protests bliar

Sette anni: il 2003 è una vita fa. In quell’anno, gli Usa, ancora in epoca bushista, partivano per un’avventura, la guerra in Iraq, nella quale sono ancora invischiati: c’è chi lo chiama un nuovo Vietnam, chi, quello stesso Vietnam, lo fa coincidere con l’Afghanistan. Altro scenario di guerra globale al terrorismo - dagli scarsi risultati, a dir la verità - e nel cui pantano gli Stati Uniti sono sprofondati, immemori dell’esperienza sovietica.

Bush non era solo nel suo delirio: la coalizione che appoggiava la guerra in Iraq, aveva in Tony Blair, al tempo a capo del governo UK, uno dei suoi più accesi sostenitori. Molti lo chiamavano “poodle”, il barboncino di Bush, per come era prono a qualunque sua decisione. Ma se Bush se l’è cavata, in queste ore l’inchiesta sulla guerra in Iraq, di cui in italia si sta parlando pochissimo, sta arrivando al suo culmine.

Perché Tony Blair sta venendo interrogato da una commissione d’inchiesta, proprio su quella guerra. La Chilcot Enquiry - da Sir John Chilcot, che guida la commissione d’inchiesta nominata da Gordon Brown - sta facendo parecchio rumore nel Regno Unito. E stamattina Tony Blair ha risposto - e sta ancora rispondendo - alle domande su una guerra “illegale”. Ma in un ambiente dove il giornalismo, è giornalismo, quindi non l’Italia, i giornali ci vanno giù più duretti…

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Iraq: liberato il giornalista che lanciò le scarpe contro Bush

pubblicato da davide f.

“Questo è un bacio di addio dal popolo iracheno, cane. Questo è dalle vedove, dagli orfani e da coloro che sono stati uccisi in Iraq“.

Erano state queste le ultime parole da uomo libero di Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno arrestato il 14 dicembre 2008 per aver lanciato un paio di scarpe (nel video) verso l’ex presidente degli Stati Uniti George Bush.

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Road to Inauguration. N.3: Hillary Clinton, Secretary of State

pubblicato da paolo

Dopo aver parlato di elezioni ufficiali e del Chief of Staff del prossimo Presidente Obama, oggi ci occuperemo di uno dei pezzi da novanta del suo futuro Governo: Hillary Rodham Clinton.

Su Hillary, la sua carriera politica, il suo ruolo come First Lady nella tempesta del Sexgate e il suo controverso carattere si potrebbe scrivere non solo un post chilometrico, ma un libro di centinaia di pagine.

Piuttosto che dedicarci a un veloce quadro biografico (per cui vi rimandiamo alla sempre utile Wikipedia), vediamo di capire quali compiti ha il Segretario di Stato, e quale linea politica intende assumere la Clinton.

Nel descrivere le idee del nuovo Secretary of State possiamo usare un documento freschissimo, ovvero la obbligatoria audizione di conferma che la Clinton ha appena tenuto davanti alla Commissione per gli Affari Esteri del Senato. Vediamo quindi quale ruolo ricoprirà Hillary, e quali sono le premesse della sua azione.

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Scarpate a Bush: da cinque a quindici anni per Muntader Al Zaidi, verrà processato a Capodanno

pubblicato da V.

benedetto bush

E rischia dai cinque ai quindici anni di reclusione. Il processo che vede coinvolto Muntader Al Zaidi - ed in cui il giornalista di Al Baghdadiya è accusato di aggressione contro capo di Stato straniero durante una visita ufficiale - partirà il 31 dicembre.

Noto una certa disparità di trattamento: tiri un paio di scarpe durante una conferenza stampa? Rischi di farti quindici anni nelle galere irachene, non proprio all’Hilton.

Invadi un paese, scateni una guerra con dei pretesti ingannando un pianeta, ci fai morire qualche migliaio di ragazzi, lasci crepare circa centomila civili? Mal che vada ti daranno qualche milione di euro per scrivere le tue memorie.

Foto | Flickr

Muntander Al-Zaidi: quando una scarpa è troppo poco
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Educazione irachena: Muntader al-Zaidi, quando una scarpa è troppo poco

pubblicato da V.

Muntander Al-Zaidi: quando una scarpa è troppo poco

A volte uno pensa: stiamo anche qui a chiedercelo se Muntader Al-Zaidi, il giornalista di Al Baghdadiya che ora rischia fino a sette anni di carcere abbia fatto bene o meno a tirare le scarpe a Bush?

Se uno Stato avesse invaso il mio Paese - con dei pretesti in seguito rivelatisi fasulli, e una demenziale assemblea delle Nazioni Unite in cui sembrava di essere su Scherzi a Parte - solo allo scopo di mantenere instabile una zona del pianeta, facendo qualcosa come 90mila o 100mila morti, ed in seguito continuasse a occupare quel Paese per mantenerlo instabile, che cosa gli avreste fatto, i complimenti? “Grazie signor Bush, grazie. Lei è stato troppo gentile, si ferma per cena?” Muntander Al-Zaidi è stato un signore. Altro che un paio di scarpe, doveva tirargli.

Infatti ora in Iraq Muntander è un eroe. Ce lo racconta il NyTimes, da cui sono prese le foto della gallery.

Foto | New York Times

Muntander Al-Zaidi: quando una scarpa è troppo poco
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Elezioni USA: Colin Powell appoggia Barack Obama

pubblicato da Bruno Marino

E alla fine, anche Colin Powell, l’uomo della guerra al terrorismo e della guerra in Iraq, l’uomo che agitava provette all’ONU millantando l’esistenza di un presunto arsenale di armi di distruzione di massa, alla fine anche lui ha deciso: voterà Barack Obama. La notizia, rivelata durante la famosa trasmissione della NBC “Meet the Press”, è di una certa importanza. Sia per le motivazioni addotte da Powell, di cui parleremo tra poco, sia perchè Powell è stato Segretario di Stato con George W. Bush.

Ma torniamo alle motivazioni di Powell, che, durante l’intervista per la NBC, ha detto:

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Funky Colin Powell: che fine ha fatto il profeta delle armi di distruzione di massa

pubblicato da V.

colin powell funky

Colin Powell, chi era costui? Oggi è una specie di Carneade, ma forse vi ricorderete di lui, era l’ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America. Qualche anno fa era andato alle Nazioni Unite, per fare uno di quei discorsi che passano alla storia, come le scarpe sbattute sul tavolo di Krusciov, uno di quei discorsi che dovevano convincere un pianeta.

Si era presentato con uno scopo solo: dimostrare che l’Iraq era gonfio di armi di distruzione di massa. Nonostante sia Hans Blix che Mohamed El Baradei non avessero trovato neanche un coltellino svizzero negli stabilimenti che sarebbero stati destinati alla produzione di WMD, le weapon of mass destruction. Non importava poi molto.

Torna in mente, ai tempi, cinque anni fa, una puntata di quella interminabile sequela di trasmissioni televisive - a proposito il tremendo loghino delle reti Rai:”Iraq” in caratteri corpo 180 e un elicottero che veleggiava su un tramonto nel deserto - in cui si chiedeva a Lucia Annunziata se il conflitto fosse evitabile. E lei spiegava, giustamente, che era una domanda assurda.

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