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Ore 12 - Berlusconi vuole le elezioni anticipate!

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNel Pdl sale la preoccupazione per la crescente divaricazione fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

Sulla questione di Eluana Englaro e sulla conseguente crisi istituzionale fra il Premier e il Colle si è consumato uno “strappo” fra il Cavaliere e il presidente della Camera che non è stato possibile nascondere e che può produrre conseguenze negative nell’iter di costruzione del nuovo partito unitario e nell’alleanza di governo.

Ma l’unico a non essere preoccupato è proprio il protagonista del braccio di ferro, cioè lo stesso Berlusconi.

Il Cavaliere ha nel gioco d’anticipo la sua carta migliore: è davvero “geniale” nello spiazzare avversari e alleati, nello sparigliare qualsiasi partita. Berlusconi è un giocatore d’azzardo, non teme il rischio, alza in continuazione la “posta”, usa spesso la tattica degli Orazi e dei Curiazi: uno scatto, fuori uno, fermarsi disorientando l’avversario, un altro scatto, fuori un altro e così via fino al raggiungimento dei propri obiettivi finali.

L’unico che ha capito fino in fondo gioco e giocatore è Umberto Bossi. Il Senatur abbaia da lontano, ma torna nella sua cuccia appena l’ombra del Cavaliere s’avvicina minacciosa. Il resto è solo un gioco delle parti, per dividersi l’elettorato, cioè il “bottino”.

I terremoti, si sa, fanno danni seri dove c’è il terreno duro. E Fini è un “duro”. Ma se insiste nell’azione di smarcamento dal Premier, a pagare sarà lui stesso.

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Ore 12 - Berlusconi, dal predellino al Colle?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroStupisce Silvio Berlusconi, ma non sorprende: dal predellino al Colle.

Il disegno strategico del Cavaliere parte dall’esigenza di “sbloccare” il sistema costituzionale ma arriva a prefigurare una Repubblica presidenziale a proprio uso e consumo.

Sotto questo aspetto, non si può dire che il leader del Pdl non sia coerente. Un passo dopo l’altro, tassello dopo tassello, costruisce un inedito abito politico istituzionale, preferibilmente su misura.

L’ultima proposta “rivoluzionaria” vuol essere l’atto finale per eliminare ogni “intralcio” e ogni “impaccio” nel rapporto fra premier e popolo.

“Vuole - questo il grido d’allarme di Pier Ferdinando Casini- mettere da parte i partiti per il suo progetto plebiscitario: vuole eliminare i partiti per privilegiare l’unico rapporto che per Berlusconi conta, cioè quello del “re” con il suo popolo“.

Incalza Antonio Di Pietro: “Il premier-Caudillo non vuole essere solo eletto, ma acclamato, vuole l’oligarchia, la fine della democrazia. Il presidenzialismo,senza un adeguato meccanismo di pesi e contrappesi istituzionali, porta al peronismo”.

E il “libero” Bruno Tabacci: “Dopo l’assaggio di ieri, ci sarà presto un seguito. Berlusconi dirà agli italiani che così la crisi non si supera e che se l’opposizione non darà la maggioranza qualificata per le riforme istituzionali, proverà la forzatura referendaria, un vero referendum su di lui per arrivare al Colle con pieni poteri”.

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Sì di Napolitano al Lodo Alfano. La parola alle Camere

pubblicato da Luca Landoni



Ieri sera il Presidente della Repubblica ha firmato la proposta di legge sull’immunità alle alte cariche dello Stato, ormai comunemente conosciuta come Lodo Alfano. Può sembrare un atto tecnico dovuto, ma l’autorizzazione del Capo dello Stato a discutere il provvedimento in Parlamento sottintende che esso abbia superato il vaglio di costituzionalità che è proprio dell’autorità presidenziale.

Il punto cardine sono gli emendamenti al testo rilevati in ossequio ai rilievi della Consulta sul primo Lodo Schifani del 20 giugno 2003. Innanzitutto vi è la riduzione da cinque a quattro delle cariche protette dallo scudo, con esclusione del presidente della Corte Costituzionale. Questi è considerato tecnicamente un primus inter pares, pertanto non è accettabile un trattamento che protegga solo lui e non anche gli altri 15 consiglieri. Poi il vecchio concetto di “improcedibilità” viene sostituito con quello di semplice sospensione del processo; ciò significa che il processo rimane in piedi e viene solo rinviato. Ma a quando?

Qui entra in gioco la riforma principale, quella che probabilmente ha avuto un peso decisivo nell’approvazione del Colle. Lo scudo sarà non reiterabile e non convertibile. In altre parole, una volta scaduto il mandato della carica protetta, il processo sarà scongelato, e per evitarlo non servirà a nulla nè una rielezione alla stessa carica, nè tantomeno il passaggio da una carica protetta a un’altra.

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Diretta dal Colle: incarico a Berlusconi

pubblicato da Luca Landoni



Ultim’ora: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha or ora conferito l’incarico di formare il nuovo governo a Silvio Berlusconi. L’incontro al Quirinale è appena terminato e il leader del Popolo delle Libertà ha annunciato di aver accettato l’incarico senza riserva.

Domani alle 17 si svolgerà il giuramento del nuovo esecutivo, la cui vera novità è rappresentata dal sorpasso di Andrea Ronchi sulla Poli Bortone per il ministero delle Politiche Comunitarie, come avevamo annunciato in mattinata. Il neo-premier uscendo dall’incontro con Napolitano, ha letto la lista completa dei ministri, segno che l’accordo era stato raggiunto nel pomeriggio, permettendogli in modo alquanto irrituale di presentare la compagine di governo all’atto del conferimento dell’incarico.

In giornata il Capo dello Stato aveva annunciato che le consultazioni si erano svolte in modo semplice e rapido e “senza lungaggini” grazie anche alla riduzione dei gruppi parlamentari. Nelle rispettive conferenze stampa all’uscita dal Colle, Casini (UDC) e Di Pietro (UDV) avevano dichiarato che la loro opposizione sarà costruttiva, mentre Veltroni (PD) aveva auspicato una convergenza sulle riforme per costruire un paese basato sull’alternanza.