
Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.
In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.
“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.
Berlusconi & Berlusconi: lascia o raddoppia?. Voto 4. Il premier si prende anche l’interim (l’Inter no) e dopo i casi Scajola e Verdini grida al “complotto contro di noi”. Per chi suona la campana?
Fini & Bossi: signornò. Voto 7. Il cofondatore del Pdl e il Senatur si “sganciano” dal Premier. Fini: “Nessuna congiura”. Bossi: “I magistrati fanno il loro lavoro”. Cav, presto senza cavallo e fanti.

Silvio Berlusconi è arrabbiato. Stando a quanto riportato nei giorni scorsi dalla Stampa il Presidente del Consiglio in questi giorni sta studiando un intervento, alla fine della campagna elettorale, utile per far dimenticare ciò che in queste settimane hanno combinato i propri collaboratori. Liste consegnate in ritardo, timbri non eseguiti, …
Silvio Berlusconi, va precisato, era già arrabbiato alla vigilia di questo valzer di scandali tanto che si era già detto pronto a rivedere la struttura del Popolo delle Libertà a elezioni regionali concluse.
Silvio Berlusconi, prima di trasfigurarsi, avrebbe fatto arrabbiare i compagni di partito figli della defunta Alleanza Nazionale che, come sostenuto da Dagospia, non avrebbero gradito la candidatura nel Lazio di Renata Polverini. Quel posto sembrava già destinato a Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù.

Emulando la cocciutaggine de l’Espresso, Panorama ha deciso continuare ad occuparsi di Patrizia D’Addario anche questa settimana. Secondo il settimanale la signora, dopo lo scandalo creato sulle sere consumate con il Presidente del Consiglio, avrebbe aperto un conto in banca sul quale è stato versato quasi un milione di euro.
Supponiamo che l’informazione, per ammissione della stessa diretta interessata, si rivelasse vera. Ci sarebbe da stupirsi? No. Dopo quello che è successo probabilmente quello che colpisce è l’occhio dell’amministratore che non legalizza una pratica solo perché considerata osé.
Perché su questo stiamo ragionando. Di percezione che dilatano le proporzioni che si devono fare davanti a quelle che Panorama definisce notizie. Con i presunti soldi intascati da Patrizia D’Addario, ad oggi non candidata a nessuna poltrona pubblica, Silvio Berlusconi all’ex moglie Veronica Lario paga le vacanze estive (l’assegno di mantenimento proposto si aggira ai 300mila euro mensili).
Gianfranco Fini: fuorilinea. Voto + 8. Il presidente della Camera e cofondatore del Pdl non ritratta le critiche a Berlusconi e rassicura: “Nessun complotto contro il Premier”. Ma i militanti insultano: “Fini, traditore, fascista, pazzo”. Pdl caos.
Silvio Berlusconi: fuorisquadra. Voto – 8. L’Italia è in crisi, il Pdl pure, ma il Cav. scherza e “minaccia” di fare le valigie: “Parto per Panama, mi mancheranno l’Unità, Annozero, Repubblica e i Pm”. Buon viaggio, Presidente! E non ritorni!

Tra poche settimane ci troveremo di nuovo a leggere le dichiarazioni roboanti di Silvio Berlusconi e dei suoi dipendenti (Ghedini, Alfano e gli altri) sull’attacco politico giudiziario, i rischi per la democrazia e il complotto ai danni del presidente del Consiglio.
Il Corriere della sera ci ricorda infatti che stanno per scadere i termini per la chiusura dell’indagine sui diritti televisivi Mediaset - Mediatrade, nella quale Silvio Berlusconi è indagato per concorso in appropriazione indebita. Le imputazioni erano molto più gravi e numerose, ma tra Lodo Alfano e Legge Cirielli sulla prescrizione, solo questo è rimasto ai giudici.
La vicenda riguarderebbe la compravendita di diritti per la trasmissione di film, che sarebbero stati negoziati con operazioni fittizie e a prezzi gonfiati tra agenti di fatto ricondubibili all’impero Berlusconi. Centinaia di milioni di euro di fondi neri sarebbero girati attraverso conti esteri: 100 milioni di questi vennero sequestrati nel 2005 al produttore americano Farouk Agrama, che secondo l’accusa sarebbe un socio occulto di Berlusconi.
La congiura contro il premier continua….