C’è il governo dell’”amore” che nel 21010, tra balzelli e rincari, toglie 600 euro a famiglia e c’è il governo del “fare”, con l’assalto alle autonomie locali.
Le forbici dell’esecutivo, con un vero e proprio atto d’imperio, tagliano la democrazia: taglio di risorse, taglio di consiglieri, taglio di assessori. Per risparmiare 13 milioni nel 2010, si sferra un duro colpo alla democrazia.
I comuni più colpiti dall’accetta del ministro “centralista” leghista Roberto Calderoli sono tremila ( ma almeno ottomila subiranno conseguenze): un colpo secco al numero dei consiglieri comunali, decapitate le circoscrizioni (quando furono introdotte negli anni ’70 si parlò della democrazia dei … “soviet”!) e i difensori civici. Per le comunità montane sarà la fine.
Un risparmio risibile che colpisce i cittadini, i quali perdono i principali e più vicini punti di riferimento istituzionale. Il falso federalismo smantella in modo centralistico, da Roma, le maglie di base che formano la catena della democrazia, il cardine della partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale.
Una nuova “porcata” che inciderà pesantemente sulla rappresentanza democratica: i consigli con 40 componenti, scenderanno a 32, quelli con 30 a 24, togliendo ogni spazio ai gruppi minori (per lo più a sinistra) e alle liste locali.
L’anticasta è un titolo quantomeno curioso per un libro. Il sottotitolo forse ci aiuta a capire qualcosa in più: l’Italia che funziona. Contributi di Jacopo Fo, Alex Zanotelli, Franca Rame, Andrea Segrè. Abbiamo intervistato uno degli ‘autori del libro, edito da EMI, Michele Dotti. Qui sopra invece trovate il trailer del DVD allegato al libro.
Qual è l’idea che sta alla base del vostro lavoro?
Mi pare che i tempi siano ormai maturi per un grande cambio di prospettiva. Molti sono stanchi del vecchio modo di fare politica e sognano qualcosa di radicalmente diverso, che può partire solo dal basso, dalle amministrazioni locali.
Io e Marco Boschini, insieme ad altri autori importanti, abbiamo scelto di dare voce alle tante esperienze straordinarie presenti nel nostro paese, fatte di scelte semplici ma importanti in diversi ambiti come il risparmio energetico ed economico, la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti, la mobilità sostenibile, la gestione dell’acqua e del territorio, la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Continua a leggere: Dopo la Casta, ecco l'anticasta. Intervista con Michele Dotti
In altri paesi d’Europa soglie psicologiche di questo tipo sono già state superate da tempo; per Milano, però, è una prima assoluta: il prossimo settembre, nella Scuola Elementare di Via Paravia, cominceranno le lezioni di prima 15 bambini, tutti di origine straniera (anche se molti nati e cresciuti in Italia).
Si tratta ovviamente di un caso-limite, in una città in cui la percentuale di studenti stranieri si aggira in realtà in media attorno ad un modesto, anche se in costante aumento, 17%. E non varrebbe in fondo la pena di spendere troppe parole su questo caso, se non costituisse, appunto, una soglia psicologica e un evento emblematico sotto molti punti di vista.
Cosa rivela infatti questa notizia? A me dice due cose: primo, tutti quei politici che in questi anni hanno dato a credere di essere in grado e/o di voler fermare i flussi migratori verso il nostro paese, vendevano fumo. Consapevolmente e colpevolmente.
Mentre Silvio Berlusconi non è per niente preoccupato per la mancanza di una opposizione strutturata e anzi si permette di ironizzare in modo baldanzoso sulla crisi in cui è piombato il Pd dopo le dimissioni di Walter Veltroni (“Sono in politica da quindici anni e mi sono confrontato con sette leader diversi che sono andati a casa. Arriverà l’ottavo e credo che non vorrà tradire la regola …”), di tutt’altro avviso è la posizione della Lega Nord.
Ultimamente il Carroccio aveva tessuto alacremente la tele del dialogo con il Pd, ritenuto fondamentale soprattutto per poter realizzare la riforma del federalismo fiscale, core business del partito di Umberto Bossi.
Il Senatur, pur precisando di non voler interferire in casa d’altri ha subito ribadito che “Alla Lega interessa avere un interlocutore nel Pd e senza un leader è più difficile. Il dialogo sul Federalismo è stato un esempio positivo di attenzione alle esigenze della società lasciando da parte le solite polemiche strumentali”.
Come sempre, Bossi fiuta l’aria e ha capito che la strada del dialogo con il Partito democratico sarà adesso ben più accidentata. Il Pd potrebbe irrigidirsi e fare anche marcia indietro sulle disponibilità date sul Federalismo.
Bossi sa bene che senza l’ok del Pd in Parlamento la riforma tanto evocata potrebbe tornare in un vicolo cieco e addirittura saltare.

Per farsi un’idea delle tendenze profonde della politica italiana di oggi, non è necessario guardare tutti i giorni polisblog: a volte basta andare farsi un giro su uno dei tanti siti della grande famiglia di blogo.it. Prendiamo ad esempio quanto ci segnalano i cugini di 02blog.it: la realizzazione della linea 4 della metropolitana milanese - tra le opere cruciali per l’Expo 2015 - ha subito un nuovo stop.
E’ successo che il ministro Tremonti, con una circolare, ha annullato la possibilità per i comuni di utilizzare per investimenti i soldi ricavati dalla vendita di immobili: proprio quello che aveva intenzione di fare Letizia Moratti, destinando 170 milioni di euro così ricavati alla tanto attesa metro 4, di cui si parla da anni.
Ora alla Moratti resta solo un’altra possibilità, quella di sforare il famoso Patto di Stabilità: quello dal cui rispetto il governo, solo qualche settimana fa, ha esentato il Comune di Roma , causando alcuni malumori dalle parti della Lega. Se si va a dare un’occhiata a 06blog infatti, si scopre che la situazione è ben diversa nella capitale rispetto a Milano.
Sono fatti di poco rilievo, solo piccoli segnali. Ma dimostrano, forse più dei grandi numeri delle statistiche, a che punto è arrivata la crisi economica nel nostro paese.
Da sempre esiste il furto nei supermercati. La novità sta nel tipo di merce e di prodotti rubati e sta nel capire chi è che ruba.
Prima i furti riguardavano prodotti costosi, i cosiddetti status symbol. Adesso si rubano i prodotti alimentari: pasta, pane, salumi, formaggi, frutta, caffè, olio ecc.
Prima ad allungare la mano erano soprattutto i giovanissimi, per una bravata; adesso i taccheggiatori sono over 50 e per lo più pensionati. Comunque gente “insospettabile”.
C’è anche chi pesa la frutta alla bilancia tenendo sollevato il sacchetto per pagare meno, altri infilano nella scatola del dentifricio generi più costosi. E c’è chi in fila prova a saltare l’ostacolo della cassa: il disoccupato, lo studente, il pensionato, l’extracomunitario.
Insomma, il ladro è quello della porta accanto, il nuovo povero “autentico” e il finto benestante.
Continua a leggere: Ore 12 - Crisi: i "nuovi" ladri sono i "nuovi" poveri, gente della porta accanto
La pressione fiscale sui cittadini diminuirà. Sarà questo, secondo il premier Berlusconi, l’effetto primario dell’introduzione del federalismo fiscale, votato oggi dal Senato e approvato con 156 sì, 6 no da parte dell’Udc e 108 astensione di Pd e Italia dei valori.
Il presidente dei senatori del Parito democratico, Anna Finocchiaro, dopo aver detto che “Questo federalismo fiscale si iscrive in un quadro di scelte centralistiche del governo Berlusconi che lo infragilisce, eppure qualcosa di significativo è accaduto: dopo aver contribuito alla riforma del Titolo V, alla sconfitta del centrodestra nel referendum sulla sua riforma costituzionale, siamo stati una forza riformista che è stata a pieno titolo nella discussione di un testo che ha contribuito a capovolgere”, ha annunciato che il Pd non avrebbe votato contro ma si sarebbe astenuto, un bel gesto che Silvio Berlusconi ha ricambiato assicurando i telespettatori che i Pd vuole reintrodurre l’Ici.
La filosofia del federalismo fiscale dovrebbe essere di

Qualcosa di nuovo inizia a muoversi – forse – nel desolante panorama politico nazionale, in cui il Pdl governa tra leggi ad personam e provvedimenti spot e il Pd fa opposizione rincorrendo chiunque abbia qualcosa da recriminare contro Berlusconi, sia pure un altro miliardario toccato nel vivo dei suoi interessi.
Beppe Grillo, dopo annunci e smentite, ha infatti lanciato le sue Liste Civiche a 5 stelle in vista delle elezioni Amministrative che interesseranno numerosi Comuni italiani nella primavera del 2009. Una buona intuizione, quella del comico – agitatore genovese, che potrebbe dare qualche risposta (il dubbio rimarrà ancora per qualche mese) ai tanti che non condividono le scelte ondivaghe e maanchiste del Pd, si sentono lontani da un personaggio come Di Pietro, sono rimasti orfani di una sinistra che non si vergogna di questo nome e non apprezzano molto il governo delle libertà.
Il 31 gennaio, a Firenze, ci sarà il primo incontro nazionale delle Liste, per aderire alle quali saranno necessari alcuni requisiti fondamentali: non essere iscritti ad alcun partito e non aver riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, non avere assolto più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, ed essere residenti nella circoscrizione elettorale.