Le parole di Giorgio Napolitano al Meeting di Comunione e Liberazione Rimini sono state molto di più di una sferzata di brezza nell’afa putrida e stagnante della politica italiana.
Un messaggio fresco e pungente per il popolo italiano, una frustata durissima per richiamare la politica (tutta) alla realtà delle cose, alla drammaticità del momento, al senso di responsabilità: solo se non si cambiano le carte in tavola, se si guarda in faccia la realtà, solo se non si alimentano facili illusioni, solo se si parla il linguaggio della verità è possibile vincere le sfide come quella cui il Paese è oggi chiamato nel contesto di una durissima crisi internazionale.
“Ormai da settimane” l’Italia e gli italiani sono “immersi in un angoscioso presente”. Tutti vivono: “nell’ansia del giorno dopo, in un’obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti”. Napolitano ha criticato la maggioranza che “dominata dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea” di fatto ha “esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni”.
Ma il capo dello Stato non ha risparmiato nemmeno l’opposizione: “Ogni criticità della condizione attuale del paese”, ha detto è “stata ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge”. Parole chiare, inequivocabili.
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L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.
Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.
In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.
Continua a leggere: Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?
Mi dispiace per Macleod4, secondo il quale il sottoscritto avrebbe nei confronti della Lega Nord un odio viscerale, ma anche oggi si continua a ragionare del partito che gli sta a cuore. Nello specifico soffermandoci sulle dichiarazioni di Umberto Bossi pronto, come sottolineato anche dal Giornale, a piazzare i propri uomini nelle banche più importanti del nord d’Italia.
“La gente ci dice: prendetevi le banche, e noi lo faremo. È chiaro - ha precisato poi il leader del Carroccio - che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello”.
Partendo dal presupposto che una vittoria elettorale non è un lasciapassare per amministrare anche i capitali privati dei cittadini, quanto dichiarato da Umberto Bossi è meritevole di una riflessione poiché tenta di nascondere meglio il patto segreto che l’esponente politico avrebbe stipulato anni fa con Silvio Berlusconi.

Chissà come si sarà sentito Pierferdinando Casini, leader dell’Udc (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) leggendo le ultime dichiarazioni pubbliche fatte dal Cardinal Tarcisio Bortone, secondo il quale in Italia serve una nuova generazione di politici cattolici.
“Una nuova generazione - ha dichiarato il prelato - di politici cattolici che assumano l’impegno di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa”.
Brutto colpo per Pierferdinando Casini che non viene più considerato neanche dai suoi più ragionevoli fans. A cosa è servita la candidatura (alle Europee) di Magdi Allam (giornalista islamico la cui conversione al cattolicesimo si è consumata in diretta televisiva durante una cerimonia pasquale)? Servirà a qualcosa la candidatura di Paola Binetti in Umbria?

Secondo molti dei lettori di polisblog.it gli scontri registrati in via Padova sono stati causati, anche, dallo strapotere economico che l’amministrazione milanese ha concesso agli imprenditori negli ultimi anni.
Probabilmente non è così. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’accusa che ItaliaFutura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo (che insieme ad altri è il simbolo dell’imprenditoria italiana), ha fatto contro l’ennesima candidatura di Roberto Formigoni.
“Nel comprensibile silenzio dei suoi maggiori protagonisti - si legge sul sito di ItaliaFutura- si consuma in questi giorni l’ennesimo, intollerabile, caso di collusione elettorale tra i due schieramenti principali, in spregio alla legge e al rispetto degli elettori”.
Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.
Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?
L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.

Il prossimo appuntamento elettorale potrebbe farci rimpiangere il Bagaglino di Pippo Franco. In attesa di una conferma della candidatura del Ministro Brunetta a sindaco di Venezia contro qualcuno del Partito Democratico, che non potrà avvalersi del supporto di Massimo Cacciari deciso ad abbandonare la politica al termine del mandato, inizia a farci ridere anche l’Idv.
Stando a quanto dichiarato da Raffaele Grassi che rappresenta in Lombardia il partito dell’ex magistrato contro Roberto Formigoni il centrosinistra dovrebbe candidare proprio Antonio Di Pietro.
Secondo l’esponente politico il leader dell’Italia Dei Valori dovrebbe candidarsi spinto dal feeling che ha con la regione nato grazie al lavoro che a Milano ha fatto durante Tangentopoli.
Continua a leggere: Regionali 2010: in Lombardia Antonio Di Pietro sfiderà Roberto Formigoni?
Laicità: un tema sempre più sentito ed in voga nella pubblicistica italiana, tanto che alcuni libri lo mettono in copertina, e poi all’interno parlano di tutt’altro. Non così - almeno nelle intenzioni - per questo volume firmato da Vladimiro Polchi, giornalista di Repubblica.
Il testo si propone di - nelle parole dell’autore - di “fotografare dall’alto, con lo sguardo del cronista, i tanti terreni di scontro tra laici e cattolici“, elencandoli come in un dizionario “pronto per l’uso”.
Una scelta formale particolare, che rappresenta allo stesso tempo il principale pregio e il maggior limite dell’opera. Da un lato infatti gli spunti sono moltissimi, e riassunti in modo puntuale; dall’altro però fatica ad emergere da queste pagine un discorso chiaro e compiuto sulla laicità - una cosa di cui si sente invece un disperato bisogno.
Continua a leggere: Recensione: "Da Aborto a Zapatero, un vocabolario laico" di Vladimiro Polchi
Anche se lo scontro tra le parti è permanente, ogni tanto il Parlamento trova un barlume di spirito costruttivo per approvare all’unanimità leggi importanti e condivise, leggi di civiltà. E’ il caso recente delle cure palliative, che sicuramente arrecheranno sollievo persino al Partito democratico. Stadio Walterminale
In seno all’area culturale cui fa riferimento il Pdl, c’è l’ascesa di un gruppo, di una lobby che ha visto aumentare la propria influenza sulle scelte del partito in modo esponenziale. Si tratta di Comunione e liberazione: loro hanno trionfato e hanno messo in un angolo i liberali e i laici della prima Forza Italia. Adesso l’obiettivo principe è quello di blandire, di non scontentare la Chiesa e le sue gerarchie. Vecchia storia… Il Lupi perde il pelo, ma…
Come al solito, mezzo Paese sta con il superpremier. E mezzo Paese le sta tentando tutte per farlo dimettere. Chi vincerà? Riusciranno a disarcionarlo? Non Cav un ragno dal buco
Certo, è snervante l’attesa della sentenza della Consulta sul Lodo Alfano. Il capo del governo forse non ci dorme la notte. CamoMills

Grazie a 555 voti a favore, sui 713 che potevano essere raggiunti, il polacco Jerzy Buzek è riuscito a diventare il nuovo Presidente dell’Europarlamento. Seconda, con 89 preferenze, la svedese Eva-britt Svensson.
La vincita di Buzek ha di fatto rimarcato l’importanza politica che stanno raggiungendo molti dei paesi appartenenti all’est europeo. Non solo perché il ruolo che ricopre non era mai stato affidato ad un esponente politico originario della Polonia. Buzek arriva allo storico traguardo a pochi giorni dall’elezione del nuovo Presidente lituano, la 52enne Dalia Grybauskaite, già nota in ambito europeo per il ruolo da commissario europeo al Bilancio ricoperto prima della candidatura.
La nascente leadership dei paesi dell’Est europeo potrebbe, inoltre, minare le storiche alleanze riconfermate anche in occasione del G8 organizzato a l’Aquila.
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