
In breve: il governo peruviano emette 15 giorni fa un decreto che permette alle multinazionali di spogliare l’Amazzonia, sfruttando le risorse senza chiedere niente a chi quella terra la abita, la comunità indigena. Le popolazioni si ribellano e scendono in strada. Non ci può essere mediazione, lo scontro è frontale.
All’alba del 5 giugno, tre elicotteri MI-17 dell’esercito aprono il fuoco su 3.500 indigeni che bloccavano la strada che collega la selva alla costa Nord, inizia il massacro in Amazzonia. Al termine dell’incursione sul terreno gli indigeni contavano almeno 25 morti e un centinaio di feriti ma non demordono e resistono.
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