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Tutti gli articoli con tag concita de gregorio

Ore 12 - Quelli che (nel Pd) spaccano il capello "in quattro" ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroArieccoli, quelli che spaccano “in quattro” il capello! Specie nel Pd, sempre pronti a “distinguersi”, fare sgambetti al segretario di turno.

Il “perfettino” Ignazio Marino è “contrario all’alleanza di tutte le opposizioni” proposta ieri da Bersani “per mandare a casa Berlusconi”. E’ contrario perché sa … di vecchio.

E poi, suvvia!, dov’è sta la regola della “cavalleria”, mettendosi in quattro, cinque, sei contro uno solo? Un pool contro il “povero” … Berlusconi!

Forse si scambia il fair play con la dura lotta politica: di fronte alla tragedia sanguinaria del nazifascismo gli alleati furono costretti a rispondere con altrettanta violenza, fino alla bomba atomica usata dagli americani in Giappone per chiudere la partita. Non siamo ovviamente a tanto.

Ma dura lotta politica è: in palio c’è la sorte dell’Italia.

Di fronte a un avversario che non si risparmia, non fa prigionieri, gioca sempre il tutto e per tutto per salvarsi e preservare il proprio potere, che si deve fare?

Se Berlusconi impersonifica una politica fallimentare e fallita, se quella politica porta il Paese alla rovina, altra strada non c’è che far saltare quel disegno, unendo tutte le forze democratiche necessarie.

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Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.

Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.

Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.

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Ore 12 - Alice scrive a l'Unità e scappa nel Paese delle ... "meraviglie"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroScrive “Alice” a Concita de Gregorio su l’Unità: “Ragazzi, ho 31 anni e sto pensando seriamente di emigrare in un paese più civile, con qualità della vita migliore, dove magari si respiri aria e non polveri sottili, dove le donne siano rappresentate e trattate da esseri umani e non come bamboline di plastica gonfiabili ed intercambiabili, e magari non siano uccise dagli ex-partner ogni 3 giorni, dove la politica sia davvero partecipazione e condivisione di progetti e non spartizione di favori e immunità, un posto in cui welfare e stato sociale non siano considerati insulti, un posto in cui ci sia spazio per il dialogo fra fedi e culture diverse e in cui il colore della pelle o l’appartenenza religiosa o i gusti sessuali non siano un marchio indelebile sulle persone, un posto insomma in cui il futuro non sembri un buco nero, ma assomigli di più ad un arcobaleno … chissà se esisterà un posto del genere … non mi resta che mettermi in viaggio ed iniziare la ricerca.. ovunque andrò, porterò con me il ricordo dei nonni comunisti e partigiani e dei genitori sessantottini, il loro “siamo realisti, esigiamo l’impossibile” e una copia dell’Unità in tasca”.

Auguri, Alice. Non sarà mica che questa Italia è così anche per gli errori e le illusioni dei nonni partigiani, dei genitori sessantottini, delle tragedie del comunismo, degli interminabili e inutili diatribe delle sinistre, dell’assenza di una reale, democratica, credibile alternativa a Silvio Berlusconi e al “berlusconismo”?

Almeno ai tempi di Togliatti (e di Berlinguer) vigeva … l’”autocritica”.

Ore 12 - Berlusconi e ... le "rane" in pentola

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPerché no? Perché non può avere ragione Silvio Berlusconi?

Caspita se c’azzecca, quando dice che agli italiani non gliene frega niente della legge “bavaglio” sulle intercettazioni! La “solita” minoranza sa e protesta. La “solita” maggioranza non sa, non vuole sapere, mugugna e basta.

Il Cavaliere vuole un’altra Italia. Non è solo una questione … “personale”, per non andare sotto processo, per esibizionismo, sete di potere ecc.

No, il “berlusconismo” è una ideologia, senza storia, senza cultura, senza futuro. L’insostenibile leggerezza del (non) essere. Ma a molti italiani piace così, l’Italia: senza più storia, senza più cultura, senza più futuro. Senza identità. Vivere alla giornata.

E non solo uno più furbetto dell’altro. E’ ora di finirla con la Costituzione, con i diritti, con le regole. Basta lacciuoli, basta Parlamento, basta democrazia. Uno solo capisce, sa, parla, e decide (per tutti).

“Io – sentenzia il premier - sono costretto a rimanere in politica”. E pretende anche l’applauso. E c’è chi applaude. Gratis.

Concita De Gregorio: “Vuole portare alla narcolessia, rincretinire e plasmare l’opinione pubblica attraverso le tv, poi passare all’azione”.

Come le rane di cui parla Beppe Sebaste: saltano via dall’acqua bollente, restano in quella fredda che si scalda poco a poco, si abituano e ci muoiono dentro lessate. Vent’anni di acqua tiepida, ora bolle. Sembra un film già visto. A tavola! Chi porta il sale?

Con Lech Kaczynski muore anche l’omofobia in Polonia?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Lech Kaczynski, morto a seguito di un incidente aereo, non era solo il Presidente della Polonia. Insieme al fratello gemello Jarosław, attualmente parcheggiato al Ministero della Giustizia è diventato il profeta di un modello politico che poco ha da spartire con il futuro.

Facendo proprie le peggiori malefatte di Vladimir Putin, a cui ancora oggi è imputabile la morte della giornalista Anna Politkovskaja che per anni ha scritto del genocidio in Cecenia, Lech Kaczynski è diventato in pochi anni il bambino che l’Unione Europea non perdeva occasione per sgridare.

Significativa è sempre stata la sua posizione omofoba contro le persone non eterosessuali che in occasione del primo pride nazionale organizzato a Cracovia riportarono delle lesioni di cui la stampa locale non si è mai occupata.

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Ore 12 - Ecco chi ... canta la messa

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPer la prima volta Ore 12 fa un copia/incolla (abbiamo solo tolto le maiuscole) di un commento di un lettore al pezzo del direttore de l’Unità, Concita de Gregorio.

Questo scrive Gennaro Romano:

“Ecco chi canta la messa. E’ Berlusconi che ormai è lo stato italiano,si identifica con lo stato ed ha racchiuso in se le funzioni legislative,governative,giudiziarie economiche. Spende quello che vuole,elargisce soldi a chi vuole,si fa le leggi che vuole,si compra le persone che vuole,compreso leader di partiti,sottrae se stesso ed altri inquisiti al giudizio della magistratura,si fa’ leggi per essere ” primus super partes”. Si “permette” comportamenti e atteggiamenti che ” nessuno” prima di lui si era mai sognato ” ridicolizzando persone,istituzioni e mass-madia che non lo osannano. Questo e’ ” il cancro” dell’Italia di oggi, questo e’ il soggetto che ” canta la messa” . Una messa funebre.!!!”.

No comment.

Guido Bertolaso non chiede perdono a Benedetto XVI per new town abusive

pubblicato da Giovanni Molaschi



A SkyTg24 va riconosciuto il merito di investire sulle pluralità delle voci. Mentre la domenica Edoardo Raspelli prova a mangiare più lasagne di Massimiliano Ossini il telegiornale diretto da Emilio Carelli raccoglie le proteste degli abitanti dell’Aquila.

Città la cui ricostruzione è in alto mare. Qualcosa, dopo il terremoto, non ha funzionato e il Partito del fare, come osserva Concita De Gregorio sull’Unità, è diventato quello del malaffare.
La trasformazione sta avvenendo progressivamente.

A Guido Bertolaso, chi di dovere, ha chiesto solo di rispondere sullo scandalo legato agli appalti truccati. Nessuno, neanche all’opposizione, ha deciso di analizzare i fatti. Nessuno ha provato a capire che i fallimenti del Capo della Protezione Civile.

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Elezioni Regionali 2010: Renata Polverini querela il Fatto di Marco Travaglio

pubblicato da Giovanni Molaschi



Renata Polverini ha iniziato prima di Emma Bonino la campagna elettorale per diventare il nuovo Governatore della Regione Lazio. Fatta eccezione per i conflitti tra l’Udc e il PdL la sindacalista sembrava esser pronta per vincere.

Lei sui cartelloni propagandistici. La sua avversaria sulle pagine di Libero. Per Renata Polverini la conquista dell’elettorato sembrava davvero cosa fatta. Fino a ieri. Giorno in cui la sindacalista ha perso le staffe trasformandosi di fatto in un esponente politico.

A notarlo, per primi, sono stati i giornalisti de “Il Fatto” che Renata Polverini ha querelato sostenendo che gli attacchi del quotidiano, seppur legittimi, sono stati nei suoi confronti troppo insistenti.

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Silvio Berlusconi, in Europa, si dimentica dei comuni. È scontro con Sergio Chiamparino

pubblicato da Giovanni Molaschi



Proseguendo il ragionamento avviato questa mattina da Concita De Gregorio, che sull’Unità comparava il machismo di Silvio Berlusconi a quello più pop di Fabrizio Corona, è necessario oggi continuare ad elaborare una cartina tornasole per capire quanto il Presidente del Consiglio ormai sia diventato per gli italiani una presenza virtuale.

Tanto presente in video. Altrettanto assente nella vita del proprio paese. Per capirlo è sufficiente riflettere su quanto è successo realmente in Italia ieri. Capeggiati dal primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino, l’Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha deciso di manifestare contro il Governo. Contro i tagli previsti per la prossima Finanziaria.

Al di là di tutti i ragionamenti politici che si dovrebbero fare davanti a queste riduzioni, fortemente contestate anche dagli stessi esponenti del Popolo delle Libertà (Letizia Moratti in primis), è giusto che il Governo per illuminarsi di luce propria decida di penalizzare i reali amministratori del paese?

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Lodo Mondadori e pentito Spatuzza i temi di stasera a Ballarò

pubblicato da Luca Landoni



Stasera a Ballarò tanto per cambiare l’argomento è Silvio Berlusconi e tutti i suoi guai giudiziari. Si parlerà dunque di Lodo Mondadori & co., con la partecipazione speciale (in senso tematico) di quel pentito Spatuzza che tanto ha fatto parlare di sè negli ultimi tempi.

Lodo Mondadori, deposizione del pentito Spatuzza, udienza del processo Mills: una settimana decisiva per i difficili rapporti tra politica e giustizia, mentre in Parlamento si decide sull’entità della legge finanziaria: questi i temi che affronta Ballarò di domani, martedì 1 dicembre.

Ospiti di Giovanni Floris saranno, tra gli altri, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il leader dell’IdV Antonio Di Pietro, il presidente della commissione finanze del Senato Mario Baldassarri, Bruno Tabacci di Alleanza per l’Italia, l’economista Giacomo Vaciago, il direttore dell’Unità Concita De Gregorio. .

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