Altro che primarie! Altro che selezione dopo anni di militanza e verifiche sul campo, gradino dopo gradino! Roba da secolo scorso, ferrivecchi da epoche delle ideologie.
Antonio Di Pietro ha finalmente l’asso nella manica per rinnovare la politica: candidati ( pardon, candidate) per concorso.
Dalle pagine di un noto settimanale femminile, l’Idv ha lanciato un appello riservando sette poltrone all’Europarlamento a sette donne, scelte dopo visione dei rispettivi curriculum. Risultato?
Un gran lavoro per i selezionatori, perché le candidate sono 800. Giovani (e belle?), laureate, professioniste, plurilingue, e soprattutto lontane … dalla politica. Bene? Bis!
La cultura istituzionale, il senso dello Stato, la passione politica, il valore delle convinzioni, l’idea di uno straccio di progetto politico per la nuova Europa? Tutto superfluo.
Importante (anzi, determinante) è il curriculum. Serve gente per attirare l’elettorato e portare voti.
Alla politica ci pensa Tonino.
Tanto ai “suoi” eletti spetta il compito “alto” di “credere” (nel gran capo Di Pietro), “obbedire” (a Di Pietro) e “combattere” (per di Pietro).
Quando si dice luccichini per le allodole. Viva i grandi e moderni partiti padronali e familiari!
E’ così che l’Italia, da paese di vertice nel mondo, giorno dopo giorno è diventata il fanalino di coda. Ma siamo oramai diventati primi nell’indecenza. Senza nemmeno saperlo.
Così non ci si vergogna.
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Il decreto Gelmini per la parte relativa alle università da ieri è legge. La proposta è passata alla Camera con 281 voti a favore e 196 contrari (Idv e Pd), avvalendosi anche dell’astensione tecnica dell’Udc. I centristi hanno così inteso concedere “un’apertura di credito” al provvedimento. Giudizi di merito in questi mesi ne sono stati dati a iosa. Scopo di questo post è invece analizzare i punti salienti della legge, cercando di animare un dibattito.
1) Atenei virtuosi. Tutte le università italiane addirittura 26 su 58 al momento) che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in stipendi non potranno più bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. I cosiddetti atenei virtuosi, cioè i migliori secondo i suddetti criteri avranno invece accesso ai fondi stanziati ad hoc (7% del Ffo più fondo straordinario della finanziaria 2008).
2) Trasparenza. Da ora in avanti in sede di bilancio consuntivo i rettori saranno tenuti a pubblicare i risultati delle attività e tutti i finanziamenti pubblici e privati ottenuti (sì lo so che sembra incredibile che non fosse già obbligatorio, NdR). Inoltre in tutte le commissioni di concorso per la selezione di docenti e ricercatori sarà obbligatoria la presenza di docenti esterni, sorteggiati e in maggioranza rispetto ai membri interni.
Se n’è parlato in tutte le salse, compresa l’ultima puntata di Annozero, ma il concorso per magistrati (500 posti da uditore giudiziario) svoltosi alla Fiera di Milano-Rho il 21 novembre ha evidentemente superato ogni immaginazione, e alla farsa si aggiunge ora un nuovo capitolo. La relazione pubblicata ieri sul sito del Ministero della Giustizia (link a pdf) dipinge un quadro che sembra uscito da un film con Bombolo ed Enzo Cannavale… manca solo Annamaria Rizzoli e il quadro è completo. Ma ricapitoliamo il tutto.
Alla riunione preliminare (giorno 13) un gruppo di dilettanti allo sbaraglio che ci ostiniamo a definire “commissari” decide di non ammettere testi commentati. Oibò, che roba; è proprio vero che qualche libro ha delle belle notazioni che possono aiutare a passare l’esame, avranno pensato. Non posso non ripensare alla mia professoressa di latino che ci interrogava facendoci nascondere le note del libro con un foglio bianco. Era 25 anni fa (lo so, sono vecchio). È quindi assai confortante notare che nell’anno di grazia 2008 qualcuno si sia accorto di questa opportunità.
Ma non è finita qui. No. Udite udite: i nostri commissari (davvero cattivissimi) decidono che i testi non saranno ammessi nemmeno se le pagine incriminate saranno spillate. Dal che deduco che in passato invece venivano ammessi (sic!). Il motivo è che qualcuno un po’ disonesto potrebbe staccare le spille durante la prova. O mamma mia, davvero? Ma che gente c’è al mondo, ragazzi!