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Tutti gli articoli con tag conflitto di interessi

Il Governo punisce le "puttane" e copre le "escort"

pubblicato da il passator cortese

“Bravo” il Governo, che per le “puttane” per strada rilancia il reato di prostituzione. Con tanto di foglio di via se le signorine non sono … Made in Italy.

Ci mancava … l’autorevolezza di Berlusconi che sulla questione interviene in prima persona: “«Avendo constatato - ha spiegato il premier - che il reato di prostituzione preparato mesi fa non è andato avanti (il ddl Carfagna fermo in Parlamento, ndr), abbiamo deciso di riprendere quella norma, riapprovarla una seconda volta e inserirla in questo provvedimento sulla sicurezza».

Qualcuno (ancora) protesta. «Se non fosse una cosa terribilmente seria sarebbe da morir dal ridere – commenta la senatrice radicale Donatella Poretti - mentre il paese è travolto dai racconti delle prestazioni sessuali e delle tariffe (in alcuni casi fuori mercato) della prostituzione che frequenta gli ambienti di Palazzo Chigi e degli altri palazzi della cittadella politica, il governo approva un decreto in cui la trasforma in reato. Sono impazziti? In pieno conflitto di interessi si autodenunciano e si creano un reato contro se stessi?».

È evidente che si adottano due pesi e due misure: «Le ragazze dei giri di Berlusconi si chiamano escort, quelle per strada si chiamano prostitute e solo per quelle si prospetta il reato», chiosa la senatrice. «Invece che produrre politiche per combattere lo sfruttamento, per colpire la criminalità organizzata che traffica con donne, uomini e bambini e al contempo regolarizzare chi invece esercita il mestiere più antico del mondo si introduce un reato senza vittima».

Si fa vivo anche il Pd: «Maroni cosa ci dice invece delle prostitute che lavorano nelle case di lusso?». Domanda – retoricamente - Livia Turco del Pd. «Il ministro si dimentica che quelle sulle strade spesso sono vittime del racket e degli sfruttatori. Esiste una norma a tutela di queste persone, peccato che il governo non la applichi».

Rassegna stampa estera: Berlusconi e il suo strano paese

pubblicato da Giulio Mattioli


Al di là della crisi del governo e dell’eterna querelle con Fini, la stampa straniera non ha certo smesso di occuparsi di quello che è il suo attore preferito nella politica italiana: il premier Silvio Berlusconi, con l’infinità catena di bizzarie che ad esso si accompagnano.

Così lo svedese Aftonbladet non si è fatto sfuggire l’ultima delle sue celebri gaffes:

Il primo ministro italiano sta combattendo contro la crisi economica e un governo diviso. Ma invece che parlare di cose noiose, in un discorso di domenica scorsa ha scelto di raccontare aneddoti e barzellette indecorose, secondo quanto scrive il Guardian. In una delle barzellette, i sostenitori di Hitler vengono a sapere che lui è ancora vivo e gli chiedono di tornare al potere. Hitler ci pensa un attimo e poi risponde: “Ritorno, ma ad una condizione… la prossima volta sarò cattivo.”

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Ore 12 - Fini contro Berlusconi: dai dardi di cerbottana alle palle di mortaio

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl primo a essere certo che Gianfranco Fini non cambierà linea e farà presto un nuovo partito è proprio Silvio Berlusconi.

Anche se il premier confida ancora sui dossier e sulle polpette avvelenate di Feltri che potrebbero incastrare il presidente della Camera e fargli saltare tutti i piani.

In effetti, l’ex leader di An, prima di sparigliare il mazzo, deve dire qualcosa più credibile sull’appartamento di Montecarlo e sulle intercettazioni Tulliani-Rai. Quisquiglie? Non per chi fa della legalità, della questione morale e del senso dello Stato la propria bandiera.

Fatto sta, non appena sciolto ufficialmente il “vincolo di sangue”, Fini darà ai suoi l’ok per la sassaiola contro il Cavaliere e i suoi inverecondi affari. Guerriglia chiama guerriglia. Anzi, si scende in campo aperto.

Fini, infatti, romperà il silenzio domenica prossima alla Festa tricolore di Mirabello. Voleranno cocci? Salteranno altarini?

Da consumato politico, Fini userà toni bassi ma sarà una dura requisitoria politica: no al processo breve (porcata), sì a una legge sul conflitto di interessi, sì a una nuova legge elettorale.

Insomma, non si resetta niente, la frattura fra il fondatore e il cofondatore del Pdl segue il suo corso e giunge all’epilogo. Si apre la fase finale, si passa dai segnali di fumo e ai dardi di cerbottana ai colpi di mortaio, che piombano in verticale sul “nemico”.

Nel mirino c’è Berlusconi: a casa lui, via la seconda Repubblica!

Ecco perché Fini ha pronto il nuovo partito: Futuro e Libertà, lancio all’inizio di novembre nella convention di Generazione Italia a Perugia. Cambiano le stagioni: fioritura in autunno?

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Conflitto di interessi: a volte ritornano?

pubblicato da Giulio Mattioli


Ci sono stati mesi, forse anni in cui parlare di conflitto di interessi era diventato praticamente tabù. Sia tra i partiti di sinistra - convinti di non dover esagerare nell’”antiberlusconismo” - che tra quelli di destra, secondo i quali il problema, se mai c’era stato, era stato risolto dalla Legge Frattini del 2004.

In queste burrascose settimane di agosto che sembrano preludere ad una fine anticipata della legislatura sembra però che questo spettro che si aggira nella politica italiana fin dal 1994 sia destinato a tornare in scena con, secondo alcuni commentatori, esiti dirompenti.

Un primo vagito di dibattito si è avuto su “Il Fatto Quotidiano” dove Paolo Flores D’Arcais ha lanciato un appello “a Vendola e Di Pietro” affinchè sostengano (dopo la caduta del Berlusconi IV, che viene data per scontata) un governo di salute pubblica che ripristini “il pluralismo dell’etere televisivo”, condizione imprescindibile secondo D’Arcais della democraticità delle elezioni.

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Emilio Fede, Miss Padania e Miss Informazione Libera: storia di un paese che si è abituato a tutto

pubblicato da Giulio Mattioli


Se cerco su Google “Fede Miss Padania Informazione Libera” non trovo una sfilza di post inferociti da parte di blog italiani. Questo fatto, di per sé, è una notizia: significa che ci siamo ormai abituati a tutto. Nulla ci turba più.

Andiamo con ordine: qualche giorno fa si è svolta a Milano la finale di Miss Padania. Tra i vari titoli assegnati, anche quello di “Miss Informazione Libera”. Andando sul sito dell’evento, leggo la seguente descrizione:

Comunicativa nel corpo e nello spirito, curiosa e informata sui fatti del mondo, la miss prescelta crede nell’importanza di una corretta, trasparente e LIBERA informazione. Sceglie e premia il Direttore Emilio Fede che così la descrive: “Sguardo intelligente, romantica, poco trucco, non più della seconda misura di seno, non superiore al metro e settanta di altezza, con lineamenti leggermente androgini, insomma “non una bambola gonfiata”

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Veritometro - Berlusconi: "in Rai non sposterò nemmeno una pianta"

pubblicato da Giulio Mattioli

“Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta”
(29-3-1994)

Silvio Berlusconi

Scopri perchè dopo il salto

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Simona Ventura boccia Renato Brunetta

pubblicato da Giovanni Molaschi



Deve essere stato un brutto colpo per Renato Brunetta sapere che Simona Ventura, simbolo nazional-popolare, abbia deciso di non sostenere la sua campagna attuata per rendere pubblici i compensi dei conduttori Rai.

Lui che deve il suo successo mediatico, se di tale si può parlare, alla televisione bocciato da una delle rappresentanti più illustri del mezzo. Ma in queste ore l’allievo di Silvio Berlusconi non deve fare i conti solo con i pensieri di una soubrette.

Stando a quanto pubblicato da l’Espresso la cura Brunetta, grazie alla quale il numero dei fannulloni operanti nella pubblica amministrazione sarebbero stati ridotti drasticamente, non ha fatto effetto. Anzi.

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Silvio Berlusconi e Massimo Tartaglia: chi semina vento, raccoglie squilibrati

pubblicato da V.

berlusconi tartaglia attentato

E così ieri Silvio Berlusconi è stato ferito - non gravemente - in piazza del Duomo da Massimo Tartaglia, uno squilibrato che l’ha colpito al volto con una statuina del Duomo. Tutti a esprimere solidarietà per un gesto che rappresenta bene i tempi in cui viviamo, pallidissima emulazione del passato: una volta - nel 1900 - Gaetano Bresci, un anarchico, sparava al Re. Oggi, un matto tira una statuina del Duomo di Milano al Premier, eludendo un servizio di sicurezza che dovrebbe essere infallibile.

La cosa che più mi ha impressionato però, è stata l’ipocrisia solidale materializzatasi in queste ore: Berlusconi ha seminato vento, e ha raccolto un manufatto della cattedrale gotica di Milano in viso. E’ stato più aggressivo lui nei confronti della Costituzione, o il pazzo che ha cercato di spaccargli la faccia? Ha fatto peggio al Paese Berlusconi o Massimo Tartaglia? Entrambi, ma a due livelli chiaramente diversissimi. Berlusconi sta facendo quello che vuole di un Paese, corrodendolo. “L’attentatore”, gli ha dato motivi per fare la vittima, il martire, finché camperà.

L’unico che ha avuto l’onesta intellettuale di ammettere tutto questo, è stato Di Pietro, per lisciare il pelo al suo elettorato - e Christian ha raccontato bene la cosa - ma è stato subito coperto dagli improperi di chi, vivendo in un paese cattolico fino al midollo, deve per forza attaccarsi alle frasi fatte, alla solidarietà, agli auguri di pronta guarigione. Gli italiani, molti italiani, credo che vivano la cosa in una maniera molto più ruspante, non essendo obbligati dall’etichetta istituzionale.

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Rassegna stampa estera: Berlusconi e gli intrighi della politica italiana

pubblicato da Giulio Mattioli


Rimane sempre lui il mattatore quasi esclusivo nei commenti dei media internazionali: stiamo parlando ovviamente di Silvio Berlusconi, che è anche questa settimana l’oggetto di una grande quantita di articoli da parte delle testate d’oltralpe.

Cominciamo dalla tedesca Frankfurter Rundschau, che si è espressa duramente sul progetto di legge sul processo breve:

Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi. Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati

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Tg a destra, telespettatori a sinistra: paradossi e lezioni del brainwashing italiano

pubblicato da Giulio Mattioli


Interessante sondaggio quello pubblicato ieri da Demos-Coop: pare che gli italiani ritengano sempre meno degno di fiducia il Tg1, a causa di un suo percepito “spostamento a destra”. Un crollo che piazza il telegiornale dell’ammiraglia Rai dietro al Tg3, sostanzialmente stabile nonostante la sua analoga radicalizzazione.

A risultati simili era giunto qualche mese fa uno studio simile dei ricercatori della Brown University (riassunto da lavoce.info), che aveva preso in esame la collocazione politica e i risultati di ascolto dei principali telegiornali tra il 2001 e il 2007, mostrando come:

una percentuale significativa di spettatori abituali del Tg5, collocati politicamente al centro oppure a destra, sia passata al Tg1 dopo il 2001, e come invece spettatori abituali del Tg1 di tendenza progressista si siano nel contempo spostati verso il Tg3. Sotto questo profilo, le reazioni dei telespettatori neutralizzano, seppur solo in parte, l’effetto ideologico complessivo dello spostamento della linea editoriale del Tg1: se è vero che chi continua a guardare il Tg1 dopo il 2001 viene esposto a una copertura mediatica più sbilanciata verso destra, coloro che si spostano dal Tg5 al Tg1 e dal Tg1 al Tg3 finiscono per essere esposti a una copertura informativa più progressista rispetto a quella di partenza

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