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L'informazione strozzata dal bipolarismo Made in Italy. Torna l'Avanti!

pubblicato da il passator cortese

L’Italia non è solo l’unico Paese in Occidente dove sono assenti partiti radicati nella storia e nella cultura, con una organizzazione interna solida e democratica. Paradossalmente, il partito più antico è oramai la Lega di Bossi.

L’Italia è anche l’unico Paese in Occidente dove un Premier è al centro di un incredibile e irrisolto conflitto di interesse (imprenditore colossale, padrone di almeno metà della politica, padrone del governo e padrone della maggioranza delle reti televisive) e dove la comunicazione e l’informazione sono strozzate.

Fa piacere salutare il ritorno (on line e a cadenza settimanale), dopo lungo e periglioso travaglio, di una testata storica e gloriosa come l’Avanti, non solo organo del Partito socialista, ma un giornale che nel secolo scorso ha combattuto tutte le battaglie di libertà.

I partiti messi fuori dalle Camere dal “porcellum” sono stati di fatto cancellati dalle reti televisive pubbliche e private e anche dai quotidiani nazionali.

C’è un asfissiante “bipolarismo” dell’informazione retto dai due poli e fondato sulla “conventio ad excludendum” dei partiti più piccoli e retto sulla scelta – parole del segretario socialista Riccardo Nencini – del “miglior nemico” operata dai vertici dell’informazione (ieri Bertinotti, oggi Di Pietro sempre presenti nel piccolo schermo).
E’, appunto, la democrazia dell’informazione all’italiana, frutto del bipolarismo all’italiana.

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L'Italia fanalino di coda per la "libertà di stampa". Fortuna che ... Silvio c'è!

pubblicato da Massimo Falcioni

Adesso qualcuno dirà che l’organizzazione indipendente no profit americana Freedom House (fondata nel 1941 per la difesa e la libertà nel mondo) nutre simpatie … comuniste.

E magari è ciecamente anti italiana e professa l’antiberlusconismo.

L’allarme lanciato dall’organizzazione nel suo rapporto annuale riguarda la libertà di stampa, “in Italia sempre più ridotta”. Insomma, il nostro paese è precipitato sempre più in basso ed è diventato il fanalino di coda d’Europa anche in questo settore fondamentale.

L’Italia è l’unico paese europeo ad essere stato degradato. Peggio sta solo la Turchia.

La causa principale? “Riguarda Silvio Berlusconi – afferma Karin Karlekar, responsabile dello studio - il cui ritorno nel 2008 come premier ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida o proprietà. Per l’Italia è urgente affrontare il nodo della concentrazione dei media nelle mani di un solo magnate e leader politico: è un caso unico al mondo”.

I paesi dove la libertà d’informazione gode buona salute sono Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia. I peggiori sono Corea del Nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea e Cuba.

Crescendo ancora nei sondaggi, e (a Dio piacendo) governando per altri lustri, chissà che Berlusconi non riesca a far indossare all’Italia la … maglia nera mondiale anche nella classifica della libertà di stampa.