Tutti gli articoli con tag conflitto di interessi

Simona Ventura boccia Renato Brunetta

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente Renato Brunetta



Deve essere stato un brutto colpo per Renato Brunetta sapere che Simona Ventura, simbolo nazional-popolare, abbia deciso di non sostenere la sua campagna attuata per rendere pubblici i compensi dei conduttori Rai.

Lui che deve il suo successo mediatico, se di tale si può parlare, alla televisione bocciato da una delle rappresentanti più illustri del mezzo. Ma in queste ore l’allievo di Silvio Berlusconi non deve fare i conti solo con i pensieri di una soubrette.

Stando a quanto pubblicato da l’Espresso la cura Brunetta, grazie alla quale il numero dei fannulloni operanti nella pubblica amministrazione sarebbero stati ridotti drasticamente, non ha fatto effetto. Anzi.

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Silvio Berlusconi e Massimo Tartaglia: chi semina vento, raccoglie squilibrati

pubblicato da V. in: Silvio Berlusconi

berlusconi tartaglia attentato

E così ieri Silvio Berlusconi è stato ferito - non gravemente - in piazza del Duomo da Massimo Tartaglia, uno squilibrato che l’ha colpito al volto con una statuina del Duomo. Tutti a esprimere solidarietà per un gesto che rappresenta bene i tempi in cui viviamo, pallidissima emulazione del passato: una volta - nel 1900 - Gaetano Bresci, un anarchico, sparava al Re. Oggi, un matto tira una statuina del Duomo di Milano al Premier, eludendo un servizio di sicurezza che dovrebbe essere infallibile.

La cosa che più mi ha impressionato però, è stata l’ipocrisia solidale materializzatasi in queste ore: Berlusconi ha seminato vento, e ha raccolto un manufatto della cattedrale gotica di Milano in viso. E’ stato più aggressivo lui nei confronti della Costituzione, o il pazzo che ha cercato di spaccargli la faccia? Ha fatto peggio al Paese Berlusconi o Massimo Tartaglia? Entrambi, ma a due livelli chiaramente diversissimi. Berlusconi sta facendo quello che vuole di un Paese, corrodendolo. “L’attentatore”, gli ha dato motivi per fare la vittima, il martire, finché camperà.

L’unico che ha avuto l’onesta intellettuale di ammettere tutto questo, è stato Di Pietro, per lisciare il pelo al suo elettorato - e Christian ha raccontato bene la cosa - ma è stato subito coperto dagli improperi di chi, vivendo in un paese cattolico fino al midollo, deve per forza attaccarsi alle frasi fatte, alla solidarietà, agli auguri di pronta guarigione. Gli italiani, molti italiani, credo che vivano la cosa in una maniera molto più ruspante, non essendo obbligati dall’etichetta istituzionale.

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Rassegna stampa estera: Berlusconi e gli intrighi della politica italiana

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Rassegna stampa


Rimane sempre lui il mattatore quasi esclusivo nei commenti dei media internazionali: stiamo parlando ovviamente di Silvio Berlusconi, che è anche questa settimana l’oggetto di una grande quantita di articoli da parte delle testate d’oltralpe.

Cominciamo dalla tedesca Frankfurter Rundschau, che si è espressa duramente sul progetto di legge sul processo breve:

Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi. Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati

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Tg a destra, telespettatori a sinistra: paradossi e lezioni del brainwashing italiano

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Analisi e Dati


Interessante sondaggio quello pubblicato ieri da Demos-Coop: pare che gli italiani ritengano sempre meno degno di fiducia il Tg1, a causa di un suo percepito “spostamento a destra”. Un crollo che piazza il telegiornale dell’ammiraglia Rai dietro al Tg3, sostanzialmente stabile nonostante la sua analoga radicalizzazione.

A risultati simili era giunto qualche mese fa uno studio simile dei ricercatori della Brown University (riassunto da lavoce.info), che aveva preso in esame la collocazione politica e i risultati di ascolto dei principali telegiornali tra il 2001 e il 2007, mostrando come:

una percentuale significativa di spettatori abituali del Tg5, collocati politicamente al centro oppure a destra, sia passata al Tg1 dopo il 2001, e come invece spettatori abituali del Tg1 di tendenza progressista si siano nel contempo spostati verso il Tg3. Sotto questo profilo, le reazioni dei telespettatori neutralizzano, seppur solo in parte, l’effetto ideologico complessivo dello spostamento della linea editoriale del Tg1: se è vero che chi continua a guardare il Tg1 dopo il 2001 viene esposto a una copertura mediatica più sbilanciata verso destra, coloro che si spostano dal Tg5 al Tg1 e dal Tg1 al Tg3 finiscono per essere esposti a una copertura informativa più progressista rispetto a quella di partenza

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Guerra ai media: Obama come Berlusconi?

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Esteri


Indovinello: chi ha detto questa frase?

«Li tratteremo come un partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro il Presidente e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione»

Se la vostra risposta è stata “Silvio Berlusconi” (o anche “Bonaiuti” o “Capezzone”, che è lo stesso) siete fuori strada. Allo stesso modo, la dichiarazione seguente non è stata pronunciata dal direttore di Repubblica Ezio Mauro:

«Invece di governare (..) si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori (..) In ogni caso, ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su»

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Berlusconi tuona contro i media ... cattocomunisti. Perchè il Cav è così agitato?

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Anche il CENSIS, nel suo ultimo rapporto, conferma che il controllo del sistema televisivo è l’elemento determinante per la formazione dell’opinione pubblica.

Cioè essenziale per orientare l’elettorato. Cioè (ancora) per prendere voti e governare.

Chi non sa che in Italia esiste un conflitto di interessi che non ha eguali nel mondo? E che questo conflitto riguarda il premier Berlusconi, padrone e controllore (di fatto) di quasi tutto il sistema televisivo?

Se lo dice lui (il Cav) che nel Belpaese la libertà di stampa non sarebbe a rischio, vuol dire semplicemente che è proprio il principio di libertà ad essere sotto tiro.

E se lo dice lui (il Cav) che il “90% della stampa è cattocomunista” vuol dire che è esattamente una “balla” madornale, come dimostra anche l’ottimo post qui sotto, del nostro “V”.

Da sempre e ovunque, nei regimi autoritari si cerca di controllare e manipolare la comunicazione, incolpando poi gli altri. Gli ultimi atti con le querele a Repubblica e a l’Unità e il cecchinaggio contro il direttore dell’Avvenire non sono altro che forme sempre più palesi di una strategia volta all’intimidazione.

Siamo oramai alla fase delle esternazioni di un Premier a “ruota libera”. Sono gli ultimi fuochi di un “Cavaliere” prossimo al disarcionamento?

Forse un’altra anomalia italiana, quella berlusconiana, sta per “lasciare”, (con qualche rimpianto e tanti urrah!) la politica ed essere consegnata alla (brutta) storia.

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Sondaggio: per Silvio Berlusconi "Il 90% della stampa è cattocomunista"

pubblicato da V. in: Silvio Berlusconi

stampa cattocumonista

Silvio Berlusconi, il caimano che sente approssimarsi la fine, parte per la tangente. Poche ore fa ha infatti dichiarato, che, insomma…

Berlusconi, parlando delle polemiche suscitate dopo la presentazione delle querele alla Repubblica e all’Unita’ e della mobilitazione che la FNSI si appresta a organizzare, ha detto che si tratta di “una barzelletta di una minoranza, soprattutto di questa minoranza comunista e cattocomunista e dei suoi giornali che sono purtroppo il 90% dei giornali italiani”

Ok: decostruiamo pezzo per pazzo, la magia del prestigiatore di Arcore è sempre una sola, farci perdere tempo a smontare facezie talmente immani, che non sarebbe neanche il caso di smentire. Facciamolo con dei dati però, che male non fa. Continua tutto dopo il salto.

Foto | Flickr

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Silvio Berlusconi: breve sunto di squadrismo mediatico

pubblicato da V. in: Silvio Berlusconi

silvio berlusconi squadrismo mediatico

Il caimano sente l’approssimarsi della fine e diventa un animale pericolosissimo: lo scriveva Zucconi sul suo Tempo Reale qualche giorno fa, quando eravamo tutti pronti ad indignarci per Silvio Berlusconi, un Primo Ministro che non ha eguali nella protervia in nessuna democrazia del pianeta, come dimostrato da Giulio nella rassegna stampa estera di qualche giorno fa.

E così è: Berlusconi prima perde la bussola, querelando Repubblica - un delirio - quando l’hype prodotto dalle dieci domande si stava affievolendo, rifacendo esplodere la vicenda a livello planetario: e di nuovo, vi invito a rileggere quanto scritto nella rassegna stampa di qualche giorno addietro. Io credo che gli avvocati esperti di media consultati da Forbes, inquadrino bene la situazione:

I legali esperti di media da noi consultati affermano che le azioni legali portate avanti dal primo ministro costituisco un caso “inusuale” in Europa. “E’ inusuale per un primo ministro fare causa per diffamazione, in particolare in più di un paese allo stesso tempo. [Berlusconi] deve aver ritenuto che i commenti di queste pubblicazioni abbiano seriamente danneggiato la sua reputazione, ha dichiarato Alexander Cochrane…

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Conflitto di interessi: il caso D'Addario e le dichiarazioni di Confalonieri

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Silvio Berlusconi E basta


Mentre molti si chiedono (più o meno retoricamente) perché il nuovo scandalo Patrizia D’Addario sia stato trattato con tanta superficialità dai principali telegiornali RAI e Mediaset, arriva una nuova dichiarazione di Confalonieri sul conflitto di interessi, che mi ha lasciato a dir poco basito. Leggo infatti su “Il Messaggero” che il buon Fedele avrebbe affermato ieri:

«Nessuno può negare che ci sia il conflitto di interessi. Ma ci sono persone che ogni cinque anni se ne fregano e lo votano. E’ un paese di cretini?»

Proviamo a parafrasare il sillogismo di Confalonieri: gli italiani sono esposti quotidianamente ad un’informazione televisiva in buona parte controllata da Berlusconi; nonostante questo (?), lo votano. Conclusione: il conflitto di interessi è irrilevante. Domanda rivolta ai lettori: la logica di questo ragionamento è palesemente assurda, o è solo una mia impressione?

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Conflitto di interessi: i dati Nielsen sulla pubblicità a Mediaset e sulla carta stampata

pubblicato da V. in: Analisi e Dati

Conflitto di interessi, dati Nielsen pubblicità: Mediaset, Rai e quotidiani

Silvio Berlusconi e il conflitto di interessi: dopo la brillante frecciatina lanciata da Santa Margherita,

”Bisognerebbe non avere ogni giorno sinistra e media che cantano la canzone del disfattismo e del catastrofismo”, ha detto il premier. ”Anche voi - ha aggiunto rivolgendosi alla platea - dovreste operare: anzi dovreste fare di piu’, non date pubblicita’ a chi si comporta cosi”

una minaccia che troverà certamente qualche scherano più realista del re disposto a metterla in pratica, vale la pena di sfogliare, a tema “investimenti pubblicitari, delirio in stile paese in mano ai comunisti, nessuno tocchi il mio impero” i dati Nielsen sulla pubblicità per gennaio - aprile 2009, confrontati con gli stessi mesi dell’anno precedente.

Ah, Nielsen: la nota organizzazione sovversiva, se volete i dati li trovate su PrimaOnline. Val la pena di riproporveli, anche perchè raccontano l’Italia in una maniera che mi sembra abbastanza fedele. Continua tutto dopo il salto.

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