Il Consiglio dei Ministri è convocato alle ore 19 a Palazzo Chigi, per la nomina dei Sottosegretari di Stato e l’esame di leggi regionali in scadenza. Insomma, pare che dopo i veti incrociati dei partiti e l’uso smodato del bilancino, Monti può mettere insieme tutta la squadra.
C’è da sperare che sia stato sciolto anche il nodo di Vittorio Grilli, o meglio, del suo stipendio d’oro.
Si parla del direttore generale del Tesoro quale possibile viceministro. Bene, ottimo. Anzi no : c’è un problemino da … stipendio. Con i galloni da vice ministro, Grilli passerebbe da 500 mila a «soli» 150mila euro annui. La soluzione prospettata (da chi?)? Mettergli sul piatto dorato il doppio incarico, con relativo doppio consenso:500 mila + 150 mila, totale annuo 650 mila, più varie.
Povero governo Monti? Poveri noi! Commento? No.

C’è attesa per il Consiglio dei ministri che oggi decide sulla manovra da 47 miliardi. Finalmente si saprà qual è la dose esatta per la forte purga da cavallo preparata per gli italiani.
Il governo non pare deciso a prendere il toro per le corna e a rendere operativo da subito un pacchetto di vere riforme capace di tagli selettivi e nel contempo pompare ossigeno per ridare sviluppo a un Paese strozzato. Non vuole e non può per le divisioni interne alla maggioranza e per esigenze di tipo elettorale: quindi il governo “balneare” varerà una manovra tappabuchi “balneare” colpendo ancora famiglie e fasce deboli e tirerà a campare.
Di fatto, scaricando gli interventi pesanti al 2013, proverà a difendere la poltrona, addossando ad altri (forse un esecutivo di centro-sinistra) il pesante fardello e lasciando l’Italia in balia della buona stella.
Prima delle elezioni del 2013 (o ancor prima se salta la baracca), addirittura prima della pausa estiva, i mercati internazionali si esprimeranno sulla manovra e sullo stato del nostro Paese: sarà certamente un giudizio non brillante, probabilmente una bocciatura, (debito pubblico fino al 120% del Pil!) prospettando per l’Italia lo spettro della vicina Grecia.
Il pacchetto sarà solo una stangata col contagocce, non aprirà alternative alla crisi economica. E, causa una opposizione ciarliera e salottiera, nessuna alternativa politica si staglia all’orizzonte. Povera Italia?
Calda calda, letterale letterale: “Molto spesso, trovandomi in situazioni internazionali, penso a cosa succederebbe se ci fosse questo o quel leader della sinistra e mi vengono i brividi sulla schiena”.
Berlusconi dixit alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri. “Anche perchè - chiosa il premier - nonostante quello che dicono i giornali, il presidente italiano è il più esperto ed è su un gradino più alto rispetto agli altri”.
Battuta (si fa per dire) finale: “Nonostante l’appeal che la vita privata ha su alcuni di noi, dovrete sopportarci fino al 2013”.
Il “Ghe pensi mi” si supera. Chi si loda si sbroda. Chi rompe (non) paga e i cocci sono di tutti gli italiani.

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la relazione del Ministro Alfano sulla riforma della giustizia. Tra i punti fondamentali degli interventi normativi in programma la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, la suddivisione in due corpi distinti del Consiglio Superiore della magistratura, il rafforzamento dei poteri del Ministro della Giustizia, la reintroduzione dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari.
Separazione delle carriere. Il dibattito su tale riforma è ormai risalente. I fautori della separazione sostengono che soltanto distinguendo completamente gli ordini dei magistrati giudicanti e dei pubblici ministeri è possibile garantire l’imparzialità dei primi. I critici rilevano che così facendo si finirebbe con l’attentare all’indipendenza degli organi della pubblica accusa (dal momento che la separazione delle carriere, in genere, si accompagna all’assoggettamento dei p.m. al Governo), trasformando i p.m. stessi in superpoliziotti.
Riforma del Consiglio Superiore della magistratura. Nella stessa direzione sembrerebbe andare anche la proposta di articolazione dell’organo di autogoverno della magistratura. Secondo quanto prevede attualmente la Costituzione, tale organo adotta tutti i provvedimenti che incidono sullo status giuridico dei magistrati (assunzioni, promozioni, trasferimenti, sanzioni disciplinati, ecc.). Il CSM si occupa sia dei provvedimenti riguardanti i magistrati giudicanti che quelli del pubblico ministero.

Il discorso fatto da Guido Bertolaso alla Maddalena spiega meglio di quanto possa fare Silvio Berlusconi perché il capo della Protezione Civile sia pronto per un Ministero. Confezionato, probabilmente, per l’occasione.
Facendo il passo più lungo della gamba, tanto quanto il Presidente del Consiglio, Guido Bertolaso ha garantito a chi risiede nelle zone destinate al G8 (che poi venne spostato a L’Aquila) la bonifica organizzata in vista appunto del summit politico.
“Prima dell’estate – ha dichiarato Guido Bertolaso - qui ci sarà una grande realtà industriale, che farà funzionare questa meraviglia. Stiamo lavorando al bando di assegnazione. Certo, ci sono cose da sistemare e lavori in corso, ma non vi sono segni di serio abbandono”.
Continua a leggere: Guido Bertolaso studia da Ministro alla Maddalena

Ieri il Consiglio dei ministri, convocato eccezionalmente a Reggio Calabria per dare un forte segno simbolico di riappropriazione del territorio, ha varato una serie di misure di lotta a mafia e n’drangheta, che per la prima volta viene nominata in un testo ufficiale del Governo.
La “manovra” consta di dieci punti. Li abbiamo sintetizzati, suddividendoli in 3 gruppi principali; economico, esecutivo e organizzativo. Vediamoli.
A) Misure economiche. Istituita un’agenzia per le confische dei beni sequestrati, che si occuperà anche di custodirli e amministrarli o rivenderli. A questo proposito Berlusconi ha dichiarato che se dovessero essere ricomprati dagli stessi mafiosi verrebbero “Noi li risequestreremo”. Rafforzati inoltre gli aiuti alle vittime dell’usura, mentre in sede Ue si punterà a ottenere il riconoscimento esecutivo dei sequestri dei beni all’estero mediante un piano definito “best practice”. Infine con l’estensione a tutto il territorio nazionale della tracciabilità dei flussi finanziari, gli appalti saranno controllati da una stazione unica che vigilerà sulla loro correttezza.
Continua a leggere: Il Governo vara il piano antimafia. I 10 punti del provvedimento
Si può dire tutto di questo governo, ma non che non sia “creativo”. Inventare lo “sciopero virtuale” nei servizi essenziali, soprattutto nei trasporti, non è cosa da tutti i giorni.
Anche se è stata proprio la Cgil negli anni ’50 a fare gli scioperi “alla rovescio”: i lavoratori non andavano in fabbrica ma nelle ore di sciopero facevano gratuitamente lavori “socialmente utili”. In questo modo sono state realizzate in Italia molte opere pubbliche.
Qui siamo in presenza di un’altra storia e, forse, di tutt’altri obiettivi. Il governo vuole regolamentare per legge l’astensione dal lavoro. E’ questo è il primo passo.
La bozza del ddl prevede anche il referendum preventivo obbligatorio per proclamare uno sciopero nei trasporti (a meno che non si tratti di proclamazione da parte di sindacati che hanno più del 50% di rappresentatività, cioè nessuno).
Inoltre, nei servizi di particolare rilevanza, servirebbe anche l’adesione preventiva da parte del singolo lavoratore. E’ prevista anche una commissione di verifica dell’adesione.
Divampa il fuoco delle polemiche, sia sui contenuti che sui tempi, dato che il Consiglio dei ministri discuterà (e “approverà”, dice il ministro Brunetta) questa incandescente proposta venerdì, cioè domani.
Continua a leggere: Ore 12 - Il Governo inventa lo "sciopero virtuale". Esplodono le polemiche

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto anti-stupri, che contiene le “misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale”. Il decreto, tra l’altro, istituzionalizza le ronde: i sindaci potranno avvalersi, sotto la supervisione del prefetto, di associazioni di cittadini non armati che, come spiega il Corriere, saranno composte “prevalentemente associazioni di ex agenti di polizia, carabinieri, forze armate e altri corpi dello Stato”.
Le ronde, è stato sorprendentemente necessario specificare nel testo, non potranno essere armate. Una specificazione però necessaria, visti alcuni casi che si sono verificati in Italia, con gente priva di qualsiasi autorizzazione che girava con pistola alla fondina, auto con lampeggiante e uniformi militari con tanto di gradi e mostrine.
Igor Man, su La Stampa, scrive di Apprendisti stregoni della paura: Vortica nell’aria nostra una sorta di peronismo alla amatriciana, occorre dunque vivisezionare quanto ci dicono i soliti apprendisti stregoni che invocano «legge e ordine». E c’è un modo egregio di farlo: leggere, ascoltare, riflettere. Sceverare il grano dal loglio. Vedere se le parole corrispondano ai fatti, oppure cerchino di contrabbandare leggi all’apparenza benefiche ma in fatto repressive, lucide anticamere dello Stato autoritario.
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Crisi: approvato il DL, bonus per i redditi bassi e interventi sui mutui. Berlusconi al Pd: “Dia una mano” e ai cittadini: “Spendete!” . Epifani: “ Ma la svolta non c’è”. Ok della Cisl. Veltroni: “Solo spot”. Angeletti: “Sciopero del 12 dicembre inutile, ma nel DL dimenticato il sud”.
Il nostro commento
La montagna ha approvato il topolino? Il premier Berlusconi si vanta che “in soli 10 minuti” il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che dovrebbe o potrebbe porre un freno alla crisi economica in atto. Niente detassazione degli straordinari, ma bonus di 83 euro al mese per le famiglie con meno di 22 mila euro l’anno. Il capo del governo sbandiera un altro record: “Il nostro è il primo governo al mondo a indicare la strada del sostegno al sistema delle banche”. E aggiunge: “Le nostre stesse misure sono state poi assunte dalle altre nazioni Ue. Tutti hanno adottato il nostro sistema di decisione, la stessa politica è stata adottata anche dall’amministrazione Usa che non aveva immaginato la portata della crisi”. Governo da record. Non c’è dubbio che questo è il decreto salva-banche. Il dubbio è che sia il decreto salva-gente. Ciliegina sulla torta, si prova a fare cassa con il porno: sarà applicata una tassa sulla pornografia in tv e sulla carta stampata. Delusi? Perché il governo tassa il porno o per l’inadeguatezza del decreto anti-crisi?
Maurizio Sacconi: “Il pacchetto di misure adottate si caratterizza per consistenti interventi a sostegno delle società secondo i criteri del bisogno, del merito e dell’investimento nelle competenze dei lavoratori”.
Guglielmo Epifani: “Non c’è nessuna svolta da parte del governo di affrontare la crisi, sia per dimensione che per le scelte fatte, quindi la Cgil conferma lo sciopero generale del 12 dicembre “.
Pierluigi Bersani: “ Non va bene che il governo chieda all’opposizione di collaborare quando oramai sulle misure anticrisi ha già deciso gli interventi. Non ci siamo, siamo molto al di sotto delle esigenze del paese”.
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Federalismo fiscale: c’è l’ok del Consiglio dei ministri. Approvate anche le compensazioni ai Comuni per l’abolizione dell’Ici. Berlusconi: “Riforma indispensabile, come sulla giustizia”. Bossi: “Finalmente! L’alternativa è la secessione”. Tremonti: “Una riforma storica”. Si spacca il Pd, Fontanelli: “E’ solo un annuncio senza contenuti né numeri”; Violante: “Può funzionare, il testo del governo va sostenuto”. Approvato anche l’emendamento su Roma Capitale.
Il nostro commento.
Il federalismo fiscale finalmente approvato dal Cdm diventa “disegno di legge delega”. Però non legge, che non è la stessa cosa. Ci vorranno almeno due-tre anni per vedere concretamente i primi effetti di questo federalismo fiscale tanto osannato e, all’opposto, tanto osteggiato. Importante il consenso ricevuto dai governi locali, anche se il pidiellino Vasco Errani (presidente della Conferenza delle regioni) frena gli entusiasmi: “E’ solo l’inizio di un processo molto impegnativo”. Il punto vero resta la correlazione fra il federalismo fiscale e quello istituzionale: senza una completa riforma costituzionale (Senato federale, riduzione numero parlamentari, premier con più poteri ecc.) questo primo passo può produrre solo danni. La politica e le istituzioni devono camminare di pari passo con la società. Salvaguardando la democrazia. Un passo importante ma non ci saranno i miracoli annunciati in questi anni dalla Lega di Bossi.
Giulio Tremonti: “E’ una riforma storica in cui c’è un consenso generale tra le istituzioni più alte della repubblica, tra i governi locali, tra le forze politiche. E’ un cammino che viene da lontano, dal primo governo Berlusconi”.
Walter Veltroni: “Va studiato il testo. Ci vogliono le garanzie sui diritti fondamentali dei cittadini: sanità, istruzione, assistenza, servizi che vanno assicurati in tutto il Paese perché fanno parte del patto di cittadinanza. Bisogna tenere unito il Paese”.