Devo ammettere che l’ispirazione per buttare giù queste due righe sul decreto anticrisi di Giulio Tremonti approvato venerdì sera me l’ha data uno status di Fabio Chiusi su Twitter. Notava i salti mortali sulla home page de Il Giornale per raccontare il decreto anticrisi di Giulio Tremonti. A me, oltre i salti mortali saltava all’occhio un altro punto.
Ma cari Sallusti, Feltri, e compagnia di giro, secondo voi, è tutta solo una questione degli ultimi due mesi? Secondo voi la situazione è precipitata solo negli ultimi due mesi? Se dite sì, non ci credo, siete troppo intelligenti per sostenerlo. Prima il Governo di Silvio Berlusconi andava alla grande? Il debito scendeva? La crescita era dietro l’angolo? Ma va!
Non diciamo eresie: prima si pensava tutti ad altro. C’è voluta l’Europa, la Bce, per far “pensare” questo Governo, in piedi per incrocio di venti dal 14 dicembre scorso, che resta in piedi grazie a Scilipoti, agli ex Responsabili, che oggi Luca Telese definiva così: «La nuova parola d’ordine è “responsabilità”: si pensano Adenauer, ma ci sembrano solo Scilipoti». Io dico che la situazione anche prima era terrificante, e in tanti lo dicevano. Noi compresi. E voi? Nulla: sulle prime pagine erano più importanti le leggi ad personam.
Ma fossero state solo le prime pagine. Le leggi ad personam, il caso Ruby, tutta una serie di fatti che mi fanno un po’ vergognare di questo Paese in cui vivo, erano il primo punto dell’agenda parlamentare, insieme a cose come il ddl intercettazioni - e già ora Alfano è osannato come il futuro del PdL, un cambio di marcia: guardiamo anche la marcia innestata qualche mese fa… - il processo breve e simili. Gente, con queste imbarazzevoli leggi ci si è bloccato il Paese per semestri, voi vi fidate ancora della gente che le ha ideate, sostenute e votate? Io dico solo, elettorato che ha votato a destra, che ha difeso l’indifendibile il Governo Berlusconi: ve ne siete accorti adesso?

Ore 21.34 - Conferenza stampa finita. Imbarazzante, Queste persone non ci salvano da niente.
Ore 21.27 - Tremonti non sta dicendo nulla, è la fotocopia della conferenza stampa dell’altro giorno. “Abbiamo un meccanismo efficace di privatizzazione dei servizi pubblici locali via premi e punizioni e incentivi, c’è una normativa efficace sulle municipalizzate e c’è un provvedimento di semplificazione che anticipa l’art 41 della costituzione. Una norma, riguarda l’accorpamento delle festività sulla domenica e questo darà un effetto di Pil. Questo è l’impianto complessivo”. Già sentito, siamo qui per niente.
Ore 21.13 - Conferenza stampa decreto anticrisi, parla Tremonti: “Finanza pubblica: riduzione costo apparati amministrativi. Anticipazione dei tagli ai ministeri per quasi sei miliardi che possono scendere a cinque, se funziona la Robin Hood tax. Abbiamo una cifra equivalente di riduzione di trasferimenti sui governi locali, compensata dalla Robin Hood tax. Nel comparto pubblico abbiamo lasciato fuori dai tagli scuola, sanità, ricerca, cultura e cinque per mille. Gli altri settori saranno oggetto di intervento da parte del pres del cons. [interviene Berlusconi: “Niente tagli sulla edilizia scolastica e carceraria] (riparte Tremonti) le rendite, vengono allineate al 20%. la tassazione scende dal 27 al 20 per depositi postali bancari, tranne i pubblici al 12,5. Giochi accise e tabacchi intervento di aumento, per l’evasione gli strumenti c’è la tracciabilità a 2500 euro, sanzioni fino alla sospensione degli ordini .Rimodulazione degli studi di settore. Prelievo per redditi elevati che allinea quanto fatto in precedenza per il settore del pubblico impiego, intervento pensioni, di entità pari a un miliardi di risparmi”.
Ore 21.11 Parla Berlusconi: “Abbiamo lavorato giorno e notte, il ministro Tremonti, i suoi collaboratori, hanno lavorato giorno e notte e abbiamo concepito il programma. Volevamo riuscire a varare il dl entro il 18, siamo in anticipo e il decreto è stato approvato.Sono venti miliardi per il 2012 (…) numeri che danno l’idea della manovra. Il provvedimento a mio modo di vedere è equilibrato, contiene tagli e imposizioni, il nostro cuore gronda sangue, pensando che il nostro governo aveva i suoi vanti quello di non aver messo tasse, ma ci troviamo di fronte alla più grande sfida planetaria. Ha colpito gli Usa, un Paese che sta cambiando il sistema dei rapporti tra gli stati. Paesi come la Cina, stanno diventando protagonisti.
Costi della politica: numerosi interventi, sono addirittura eccessivi, ma abbiamo seguito un poco i desiderata di tanti cittadini che hanno ritenuto che i deputati, i senatori, i consiglieri…avessero entrate eccessive. Abbiamo dimezzato i consigli regionali, provinciali, comunali, circa 54 mila poltrone eliminate. Parla Tremonti” così dice Berlusconi. Teso.
Ore 21.11 - Comincia la conferenza stampa, parla Berlusconi: “Il pareggio di bilancio previsto dalla nostra manovra dal 2014 al 2013. Questa sera siamo riusciti ad avere un voto all’unanimità del cdm, nella direzione che la Bce aveva in sintesi auspicato, e che ha consentito alla Bce di intervenire da lunedì acquistando i titoli del nostro debito pubblico. Il nostro Paese ha un debito più elevato, provocato dai vecchi governi”. E tu, perché non hai fatto niente fino adesso?” Direbbe l’uomo della strada.
Ore 21.01 - APPROVATO IL DECRETO.
Ore 20.55 - Niente taglio agli incentivi sulle rinnovabili, così Miccichè sarà contento e voterà a favore? Ma sono le pensioni, a essere il punto critico. La gente se ne è andata da Palazzo Chigi: non abbiamo ancora abbastanza fame e abbastanza rabbia. Per me tra cinque anni ce l’avremo.
Ore 20.50 - Circa 50mila poltrone che saltano tra province e comuni. È lo zuccherino, non fatevi infinocchiare.
Ore 20.26 - Nulla di nuovo, Berlusconi “minaccia” Galan. Vuole che voti a favore. Per Berlusconi “bisogna farsi vedere uniti”. Secondo l’ANSA, il taglio di 6 miliardi ai ministeri arriverà con la riduzione dei fondi Fas, ovvero il Fondo per le aree sottoutilizzate del paese. E il sud cosa dice a riguardo?
Ore 20.09 - Estensione del contratto di lavoro confermata: si potrà andare in deroga ai patti sindacali, ai contratti nazionali, insomma, si va di erga omnes. Fate conto che è come se tutte le imprese d’Italia diventassero come la Fiat, in cui non esiste contrattazione nazionale, ma solo aziendale. Tutto come avevamo anticipato spiegandovi della “riforma” dello statuto dei lavoratori.
Ore 20.08 - Continua a esserci una piccola folla di cittadini davanti a Palazzo Chigi: c’è chi urla “ladri”, chi “buffoni”.
Ore 20.01 - Ma quindi, la tassa patrimoniale 2011? C’è, ma ha un altro nome, i prelievi di solidarietà per ora nessuno li ha smentiti, neanche tramite le indiscrezioni uscite finora. Intanto di sicuro la patrimoniale la pagano gli autonomi, per i quali aumenta la quota Irpef a partire dal 41%, per i redditi oltre i 55.000 euro.
Ore 19.50 - Niente ritocchi all’Iva, almeno questo.
Ore 19.46 - Confermato per gli anni a venire lo spostamento delle feste “non concordatarie” al lunedì per evitare ponti: per cui entrano in gioco il 25 aprile, Festa della Liberazione, il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, e il 2 giugno, Festa della Repubblica.
Ore 19.39 - Prima stima delle province e dei comuni da accorpare: 34 province e 1500 comuni.
Ore 19.31 - Riguardo al prelievo per gli autonomi, parlando di prelievo (o contributo) di solidarietà, ho l’impressione che l’elettorato del centrodestra del Nord-Est non la prenderà molto bene. Come me la pensa Alberto Mingardi dell’Istituto Bruno Leoni, che leggo su Twitter scrive:
Aumento dell’ #Irpef per gli autonomi. Secondo voi, il #Pdl vuole prendere un voto sopra la linea del Piave alle prossime elezioni? #LIBT
PdL? Voti a Nord-Est dopo questa manovra, se passa così? Non ne prenderanno neanche mezzo, se esisterà ancora un Nord-Est dopo questa manovra. Ma comunque le eventuali prossime elezioni non le vincerà l’attuale maggioranza. Il federalismo è morto con questa manovra, farebbe bene a rendersene conto l’elettorato della Lega Nord.
Continua a leggere: Decreto anticrisi Tremonti 2011 - la diretta e le anticipazioni

Questa sera il Consiglio dei Ministri alle 19: le pressioni di Giorgio Napolitano e dei mercati hanno avuto effetto. Ma cosa sappiamo per ora del Decreto Anticrisi 2011 di Giulio Tremonti. Ieri nella conferenza stampa, molto fumosa, qualcosa è comunque uscito, poi sono arrivate molte reazioni. Vediamo di fare un riepilogo.
Per ora è probabile che come spesso accaduto in passato il Governo abbia sparato alto - con misure estremamente impopolari e a effetto - per potersi giocare la carta di un decreto più “umano”, e apparire agli occhi del Paese come attento alle esigenze dei contribuenti, già provati dalla crisi.
Per ora però è trapelato poco o nulla del decreto di stasera, dopo il salto vediamo di fare il punto su cosa si sa di certo finora. Dalle pensioni, alla addizionale irpef per i lavoratori autonomi, passando per la riforma dell’assistenza e i tagli ai ministeri. Tutto dopo il salto.
Continua a leggere: Decreto anticrisi Tremonti 2011: la guida di Polisblog

Update venerdì 12 agosto ore 19.21: sul link tutte le news in diretta sul decreto anticrisi Tremonti 2011. Arriva il decreto anticrisi. La convocazione del Consiglio dei Ministri, in un primo tempo annunciata per il 18 agosto, poi per il 16 con il rientro di Napolitano dalle ferie, è prevista in via straordinaria per questa sera, 12 agosto, alle 19: sulla home page del Governo si legge, laconicamente: Il Consiglio dei Ministri è convocato in data odierna alle ore 19,00 a Palazzo Chigi, per l’esame di provvedimenti urgenti in materia finanziaria.
Sarà una ristrutturazione della manovra, come la chiama il fumoso Tremonti? Una manovra-bis? Raccoglierà tutti i suggerimenti della Bce o ne respingerà qualcuno? Quel che è certo è che, trattandosi di un decreto legge, avrà valore immediato ma dovrà poi essere convertito il legge - pena il decadimento - dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Ieri, Tremonti - bontà sua - ha fatto notare, come se fosse una concessione importante, che si tratterà di un documento su cui si potrà dibattere. E ci mancherebbe altro, direbbe chiunque. Ma c’è un fatto: i tira e molla di Bossi, le dichiarazioni di alcuni all’interno del PdL, l’incertezza di Tremonti stesso, tutto fa pensare che il clima all’interno del Governo non sia per nulla sereno. In un Paese normale sarebbe già stata aperta la crisi di governo. Ma questo non è un paese normale. C’è un accanimento terapeutico alla poltrona. In particolare in questo Governo, che però, evidentemente, non ha più punti di riferimento. In tutto ciò, l’Italia sta a guardare, anestetizzata dal lungo weekend ferragostano.
E secondo alcuni Silvio Berlusconi starebbe pensando al videomessaggio.
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