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Tutti gli articoli con tag consiglio dei ministri

Accordo raggiunto: oggi il Federalismo in Consiglio dei ministri

pubblicato da Luca Landoni

La preoccupazione nelle file leghiste era tangibile, e nelle scorse settimane più volte il leader Umberto Bossi aveva tenuto alta la tensione intorno alla riforma federalista per fare sì che non venisse accantonata o rimandata come da più parti veniva surretiziamente invocato. Tutta la giornata di ieri è stata un rincorrersi di vertici di partito, a partire dall’incontro tecnico nell’abitazione romana di Denis Verdini, per finire con la cena tra Berlusconi e Bossi. E l’esito del primo vero momentum veritatis sulla strada della madre di tutte le riforme in ottica Lega è stato positivo.

Due i principali motivi del contendere: il ruolo del meridione e di Roma, come sempre difeso a spada tratta dalla componente An del Pdl, e il reperimento delle risorse per gli enti amministrativi rimasti a piedi dopo l’abolizione dell’Ici. Sul primo punto ampie sono state le garanzie di solidarietà inserite nel progetto di legge, il cui spirito rimane comunque invariato, vale a dire che le regioni “sprecone” verranno punite e perderanno fondi a vantaggio di quelle “virtuose”. Sarà però lo Stato stesso a gestire il fondo di riequilibrio, mentre i livelli di assistenza saranno garantiti in modo uguale per tutti.

Il secondo punto ha visto l’approvazione di massima del Ddl Calderoli, mediato per il Pdl dall’ex-governatore pugliese Raffaele Fitto. I comuni incasseranno una tassa unica sugli immobili e avranno la possibilità, seppure limitata, di istituire tasse “di scopo” per eventi turistici et similia. Quelli sopra i 350.000 abitanti godranno comunque di un finanziamento e di maggiore autonomia di entrate e di spesa. Le provincie incasseranno una tassa sulla circolazione e l’accisa sui carburanti, mentre le regioni gestiranno il fondo perequativo per gli enti locali loro sottoposti.

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Effetto Brunetta: i dati di luglio portano l'assenteismo ai minimi storici

pubblicato da Luca Landoni

Il Ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta gongola. Pochi minuti fa sono stati pubblicati gli attesi dati di luglio sulle assenze per malattia degli statali, e il risultato ha del clamoroso: rispetto allo stesso mese del 2007 il dato è in calo del 37,1% . Ciò conferma un trend di drastico ribasso delle assenze, consolidando i dati di giugno (-22,4%) e maggio (-10,9%).

I dati in questione si riferiscono agli ultimi tre mesi 2007 e 2008, registrati su un campione significativo di amministrazioni centrali, periferiche, Regioni ed enti locali. Tenendo conto della variabilità, come afferma anche corriere.it, il calo delle assenze per malattia dell’intero universo dei dipendenti pubblici può dunque essere plausibilmente collocato in un range del 37-40%.

Frattanto Brunetta ha parlato di una manovra a base di «antibiotici e vitamine» per razionalizzare la spesa, dichiarando che nella Finanziaria saranno stanziati circa 3 miliardi di risorse per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione(2,8) e per premiare la produttività (200 milioni). La bozza di decreto della Finanziaria portata in Consiglio dei ministri martedì introduce inoltre una formula in base alla quale una parte dei risparmi raccolti con la lotta contro i fannulloni sarà destinata ai premi per i più meritevoli.

Politica & Tribunali: il Consiglio dei ministri sospende il consigliere regionale Dionisio Gallo (Pdl) condannato a 4 anni per corruzione e voto di scambio

pubblicato da paganini


Dopo due esponenti della Margherita ora tocca ad un ex Udc ora Popolano della libertà lasciare i banchi del Consiglio regionale della Calabria a causa di una sentenza che prevede l’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Si tratta di Dionisio Gallo, un tempo assessore regionale alla forestazione, che si è beccato una condanna a 4 anni di reclusione (in primo grado con il rito abbreviato) dal gup distrettuale di Catanzaro per corruzione e voto di scambio nell’ambito del processo “Puma” contro le cosche del Crotonese.

Ieri la Prefettura di Catanzaro ha comunicato al Consiglio regionale il provvedimento con cui il Consiglio dei ministri ha sospeso il consigliere dalle sue funzioni: un atto dovuto in base alla legge che prevede la sospensione dalla carica in seguito a una condanna per reati contro la pubblica amministrazione.

Fonti: alice.it, calabria blogosgfere, la voce di fiore, calabriareport

Foto: ecololo

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Bossi, i meridionali, l'inno di Mameli. E'ora di finirla

pubblicato da Bruno Marino

“Bossi ha esagerato un pò”, “ma che volete, è la parte profonda del paese”, “voleva usare una metafora, è folkloristico”, “è la risposta settentrionale alla crisi economica”. Scegliete dalle frasi precedenti quella che sarà utilizzata per giustificare le pesanti ed intollerabili parole pronunciate dal leader leghista. Vi proponiamo alcune delle esternazioni bossiane:

“Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che ‘l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io”. E’ la frase che Umberto Bossi ha pronunciato oggi a Padova, con il dito medio levato, parlando ai delegati della Liga Veneta-Lega Nord riuniti a congresso.

“Dobbiamo lottare - ha aggiunto - contro la canaglia centralista. Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà”

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Letta salva Berlusconi dalle intercettazioni "hot"

pubblicato da fc

Gianni Letta è senza dubbio il personaggio del giorno. Si spende in un’operazione di mediazione che porta il premier a disdire, nel primo pomeriggio, la sua intervista con Mentana a Matrix.

Da Napoli, infatti, arriva la conferma che nei prossimi giorni le intercettazioni telefoniche ritenute irrilevanti per il prosieguo dell’inchiesta Berlusconi-Saccà saranno distrutte. Tra queste, certamente, quelle che preoccupano maggiormente Berlusconi. Quelle di cui si parla da giorni sui giornali: trascrizioni di telefonate dai contenuti pruriginosi che riguarderebbero il privato del premier.

E così, dall’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri previsto per stamani, scompare miracolosamente anche il decreto legge sulle intercettazioni. Ora che non c’è più alcuna urgenza, dunque, se ne riparlerà con calma: la norma seguirà la strada di un qualsiasi disegno di legge. Una scelta, questa, particolarmente gradita dal Colle.
Ancora una volta il Cavaliere salva capra e cavoli.

Immunità per le alte cariche. Vi presentiamo la bozza.

pubblicato da Luca Landoni

Sta giungendo alla fase finale di elaborazione il progetto di tutela delle alte cariche dello stato, comunemente definito “scudo” o “nuova immunità”. Vediamo nel dettaglio come si presenta la bozza che sarà portata venerdì in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Angelino Alfano.

Innanzitutto la tutela riguarderà solo le quattro più alte cariche dello Stato, vale a dire i capi di stato e di governo, e i presidenti delle due camere; rispetto al testo del 2003 rimane quindi escluso il presidente della Corte Costituzionale in quanto privo di legittimazione elettorale. Dovrebbe altresì essere scartata l’ipotesi di includere i 15 membri della Corte, anche se per loro non si configura lo status di primus inter pares proprio del presidente.

Il cosiddetto Lodo Alfano prevederà per i soggetti di cui sopra una sospensione di eventuali processi per tutta la durata della carica, compresi gli eventuali intervalli dovuti a motivi tecnici (ad esempio un rimpasto di governo). Entrerà così in vigore una sorta di “congelamento” del procedimento che si estenderà naturalmente anche ai tempi di prescrizione. In altre parole il tempo di congelamento non sarà calcolato ai fini della prescrizione, impedendo così alla parte in causa di tirare a campare in attesa che le accuse decadano per motivi temporali.

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Venerdì in consiglio dei ministri il nuovo 'lodo Schifani'

pubblicato da fc

Venerdì il consiglio dei ministri esaminerà il nuovo “lodo Schifani”. Lo annuncia il ministro della Giustizia Angelino Alfano in un’intervista a Il Sole 24 Ore in cui anticipa anche che l’immunità riguarderà solo le quattro cariche più alte dello Stato: il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i presidenti delle due Camere. Non sarà incluso, invece, come prevedeva il precedente testo del 2003, il presidente della Corte Costituzionale, perché, spiega Alfano, “primo inter pares senza legittimazione elettorale”.

Si tratta di un provvedimento che il Guardasigilli definisce “asciutto” nel quale saranno recepite le indicazioni del 2004 della Consulta: “la durata della sospensione - chiarisce, infatti, il ministro - non potrà superare quella del mandato (coprendo anche i casi di interruzione tecnica), congelerà la prescrizione e sarà rinunciabile”.

Quanto ai tempi, Alfano sostiene che l’esame del ddl dovrebbe essere semplice e, quindi, non portar via molto tempo. D’altronde, sottolinea, è una norma che “fa bene al Paese” perché “un più equilibrato assetto dei poteri giova allo Stato”. Insomma, fa capire il Guardasigilli, sarebbe da stupidi non approvarla.

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Ore 12 - Finanziaria: solo demagogia o vera spinta per la ripresa?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCome volevasi dimostrare. Il mutamento del clima politico (dopo lo strappo berlusconiano con il cosiddetto emendamento “salva-premier”), l’abbandono del dialogo e il ritorno al braccio di ferro fra maggioranza e opposizione, incide su tutto. E negativamente.

A cominciare dal giudizio (e azioni conseguenti) sulla Finanziaria approvata ieri dal consiglio dei Ministri in soli 9 minuti e mezzo. A questo punto le valutazioni sul piano triennale assumono, al di là del merito, una valenza meramente politica. E in Parlamento e nel paese non mancheranno scosse e sussulti che, alla fin fine, ne renderanno difficile l’approvazione entro l’estate. A meno di procedere a colpi di voti di fiducia. Che, in questo clima, vorrebbe dire dar fuoco alle micce.

In altre parole si procederà per schieramenti: da una parte governo e maggioranza a fare quadrato sulla manovra, dall’altra Pd e opposizione, a contestare tutto e tutti.

Sarà anche vero (in parte) quel che dice Bersani: “Nella Finanziaria c’è solo demagogia, non si avanza sulle liberalizzazioni, sono stati dimenticati lavoratori e pensionati”. Di salari, è vero, non c’è traccia. Invece c’è una mano ai pensionati. Bersani oggi è il ministro ombra dell’Economia ma fino a ieri è stato Ministro reale del governo Prodi. Cosa ha davvero liberalizzato? I tassisti romani? Suvvia!

Tremonti non lancia lo slogan dei rifondaroli del precedente governo “anche i petrolieri e i banchieri piangano!” e non tocca gli extraprofitti dei padroni delle autostrade e dei monopolisti dell’energia (che in Italia vuol dire Eni che dà allo Stato in un anno una cedola di 1,6 miliardi!). Ma quale briglia ha messo Prodi ai potentati economico- finanziari petrolieri, banche, assicurazioni? Niente. Allora, a credibilità zero, meglio tacere.

La domanda vera, al di là della bagarre politico-ideologica dominante, è un’altra: riusciranno le misure del governo a mettere in moto la ripresa? O siamo di fronte a una mera operazione di facciata? A una riverniciatura dell’esistente?

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Approvata la finanziaria. Vi spieghiamo la manovra in 10 punti

pubblicato da Luca Landoni

Sono bastati quaranta minuti ieri al Consiglio dei ministri del Berlusconi Quater per approvare la manovra triennale del governo, le cui linee guida sono il pareggio di bilancio entro il 2011 senza aumentare le tasse nè colpire le classi disagiate, che anzi verranno sostenute. Vediamo insieme tutti i punti salienti della manovra.

Entrate. Approvata la Robin Hood Tax, che colpisce le scorte stoccate dalle compagnie petrolifere, ovvero in parole povere i vantaggi ottenuti grazie alla fluttuazione dei prezzi del greggio. Previsto un incasso di 800-900 milioni. Sarà imposto un tetto agli stipendi dei manager pubblici, con un taglio del 25%, cui aggiungere la riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione di società non quotate e controllate dallo Stato (obbligatoriamente tra 5 e 7). La sanità delle Regioni subirà inoltre un taglio di 250 milioni. E’ stato invece congelato per ora il previsto taglio di 9 province e l’abolizione delle comunità montane.

Lotta all’evasione. Aumentate del 10% le risorse destinate a combattere l’evasione fiscale. I comuni (come già previsto nella finanziaria 2005) dovranno contribuire attivamente a rintracciare gli evasori. Prevista anche una semplificazione del sistema di multe, con possibilità di riduzione delle stesse mediante l’accertamento con evasione per i contribuenti sottoposti a controlli (ma per differenze non superiori ai 25.000 euro).

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L'intervista - Immigrazione, Giacalone: "Ritrovare la razionalità"

pubblicato da fc

Davide Giacalone (nella foto) è opinionista di Libero e de L’Opinione. Stamani sul quotidiano di Vittorio Feltri, ha scritto che il Governo sta facendo una pessima figura: “cornuto e mazziato”.
Con PolisBlog parla del reato di immigrazione clandestina e del dietrofront del premier.

Il Governo fa retromarcia sul reato di immigrazione clandestina ma Berlusconi subito precisa che non si tratta di un vero e proprio passo indietro sostenendo, addirittura, di aver sempre avuto qualche dubbio a riguardo. Che idea si è fatto della vicenda?
“Distinguiamo la forma dalla sostanza. Sulla forma il governo ha torto, perché il disegno di legge è stato approvato dal consiglio dei ministri, presieduto da Berlusconi. Chi aveva opinioni diverse non aveva che da manifestarle e farle valere. Osservo, inoltre, che per la nostra Costituzione, così come per la logica, la linea politica del governo è una sola, incarnata dal presidente. La sostanza è più complessa: il reato d’immigrazione clandestina è previsto da molti ordinamenti di Paesi democratici, senza che abbia mai offeso alcun diritto umano; al tempo stesso, però, contestarlo significa essere in grado di istruire processi ed impartire condanne, cosa che la giustizia italiana, ridotta oltre la bancarotta, non sa fare. Morale: quella è una norma manifesto, che non crea problemi di diritto, ma di applicabilità effettiva”.

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