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Tutti gli articoli con tag consiglio di stato

La Gelmini, i precari della scuola e la giustizia amministrativa. Un anno dopo

pubblicato da Alessandro

Ministro Gelmini

Ricordate la rocambolesca vicenda del ministro Gelmini che, nonostante il commissariamento, ignorava le decisioni del Tar Lazio che davano ragione ai precari della scuola?

Ecco, com’era prevedibile (e come, infatti, avevamo previsto), il dissennato comportamento del Ministero sta producendo il caos nel mondo dell’Istruzione. Un “caos calmo”, vista la disattenzione della maggior parte dei media su tale assurda storia. Un caos che, tra l’altro, si va ad aggiungere a quello che imperversa da tempo anche nel mondo dell’Università, dove monta la protesta dei ricercatori.

Ma procediamo con un breve riassunto delle puntate precedenti.

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Ora di religione: Mariastella Gelmini vince contro il Tar del Lazio

pubblicato da Giovanni Molaschi

gelmini ora religIl Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso fatto nei mesi scorsi da Mariastella Gelmini, ha stabilito che l’ora facoltativa di religione contribuirà nel calcolo del credito scolastico che a partire dalla terza media superiore viene redatto in vista dell’esame di maturità.

La notizia è stata questa mattina dal soddisfatto Ministro della Pubblica Istruzione che nei mesi scorsi si era scagliata pubblicamente contro la decisione del Tar del Lazio, non confermata dal Consiglio di Stato, secondo una materia di studio facoltativa non può avere lo stesso peso di altre discipline seguite da tutti gli alunni.

“Il Consiglio di Stato - ha dichiarato Mariastella Gelmini - ha stabilito che, nel caso l’alunno scelga di avvalersi di questo insegnamento, la materia diventa per lo studente obbligatoria e concorre quindi all’attribuzione del credito scolastico”.

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La riforma della Gelmini, mazzata "epocale" per la scuola

pubblicato da il passator cortese

Continuiamo nella nostra autocritica: non è vero che questo Governo non fa niente. Magari! Questo Governo, pezzo per pezzo, “smonta” l’Italia.

La riforma della scuola approvata dal Cdm, definita dal ministro Gelmini “epocale”, non è un salto all’indietro: è un salto nel nulla. Famiglie, insegnanti e studenti sono nel caos. Persino il Consiglio di Stato ha espresso valutazioni negative.

Di epocale ci sono i tagli voluti da Tremonti, cui tutto l’esecutivo si è piegato. La riforma non è altro che una serie di misure dettate da necessità di cassa, per contenere la spesa pubblica.

Il Governo e la maggioranza hanno fatto tutto da soli, privando il Parlamento e il Paese di un confronto doveroso e approfondito.

La scuola della Gelmini avrà meno ore da dedicare agli studenti, meno materie e meno insegnanti, con una mazzata “epocale” ai precari. La scuola targata Gelmini più che volano di crescita per il Paese diventa lo “specchio” di una nazione alla deriva, fanalino di coda dell’Europa che marcia con un altro passo.

C'è un giudice a Strasburgo. La Corte europea accoglie ricorso contro la presenza dei crocifissi nelle scuole

pubblicato da Alessandro

Crocifisso

Si racconta di un semplice mugnaio che, agli inizi del 1700, seppe tenere testa all’Imperatore di Prussia Federico II, il quale voleva espropriargli il mulino, colpevole di rovinare la vista del suo nuovo castello di Sans Souci. Il mugnaio non volle cedere in alcun modo alla richiesta. E alle minacce del suo illustre interlocutore egli rispose che c’era pur sempre un giudice a Berlino, dal quale avrebbe potuto ottenere giustizia. Fu l’Imperatore così a dover cedere.

Oggi quel giudice è sempre più spesso la Corte europea dei diritti dell’uomo, che non ha sede a Berlino ma a Strasburgo. Ad essa si è rivolta, tempo addietro, la signora Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto comprensivo statale di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi figli, di togliere i crocifissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Contro il rifiuto opposto dalla direzione della scuola la signora aveva fatto ricorso al Tar.

Le norme che prevedevano l’esposizione del crocifisso nelle scuole erano state sottoposte anche al giudizio della Corte costituzionale, la quale però non era entrata nel merito della questione, rilevando che tali previsioni erano contenute in regolamenti e non in atti aventi valore di legge, non potendo quindi essere giudicate in quella sede.

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