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Berlusconi dice che la Corte Costituzionale è di sinistra. Ma è vero o no?

pubblicato da Luca Landoni



Lo sappiamo, è una questione annosa e ricorrente; ma visto che il Premier continua a insistere sul fatto che la Corte Costituzionale sarebbe di sinistra, vediamo di capire se la sua affermazione ha un fondamento. E partiamo proprio dal concetto matematico espresso da Berlusconi, ovvero che i giudici di sinistra siano 11 su 15.

Della questione si era già occupato per PolisBlog il nostro Alessandro, analizzando gli eletti uno ad uno e giungendo alla conclusione che le affermazioni del Cavaliere fossero destituite di fondamento.

Oggi cerchiamo però di vedere la questione da un punto di vista diverso, provando a capire da dove nasca la convinzione di Berlusconi; in altre parole facciamo l’avvocato del diavolo. Il tutto premettendo che la Corte svolge una funzione fondamentale di equilibrio e che siamo in sostanziale disaccordo con il concetto espresso dal Premier sul fatto che essa non si debba sostituire al Parlamento. Il punto è che il massimo organo giudiziario esiste per valutare la costituzionalità delle leggi e non può nè deve abdicare al suo compito.

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Il Cavaliere mette il turbo a governo e parlamento. Vuole salvare ghirba e deretano

pubblicato da il passator cortese

Chi l’ha detto che questo governo non fa le riforme? Un esecutivo che scrive una riforma lampo nello spazio di una nottata non ha riscontri nella nostra repubblica.

Le “lenzuolate” del povero Bersani sono rimaste lettera morta. La seconda repubblica non ha visto lo straccio di una vera, grande riforma a favore degli interessi generali.

Ed eccoci qua con il SuperCav che mette il turbo al governo del “sissignore!”. E al parlamento dei “nominati”, cui preme solo salvare lo scranno.

Le Camere che si accingono ad approvare una legge che sforbicia la durata dei processi diventano il simbolo del berlusconismo e della seconda repubblica. Altro che la “legge truffa” (bocciata …) di democristiana memoria! Allora si voleva “salvare” la democrazia, le alleanze e il futuro dell’Italia.

Adesso si vuole salvare solo la ghirba (e il deretano) del Cavaliere. Come il Cavaliere di Predappio?

Intanto il presidente emerito della Consulta Baldassarre boccia il Ddl sul processo breve: “E’ incostituzionale!”. Vade retro, comunista!

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Stavolta è stata probabilmente la goccia che farà traboccare il vaso: suor Binetti rischia l’espulsione dopo il voto sulla legge contro l’omofobia. Se va via lei, Rutelli avrà un pretesto in più per sbattere la porta (a porta). E qualcun altro della pattuglia teodem si aggregherà ai fuoriusciti che viaggiano verso il centro. Trans-umanza

L’immagine dell’Italia all’estero è già alquanto malmessa. Ci salvano ancora la Ferrari, i vini, Morricone e la nostra partecipazione da protagonisti a qualche missione di ‘pace’ tipo il Libano. SputtaNATO

Che si faccia prima o dopo altre riforme, comunque è certo che il SuperCav vuole mutare il volto della Consulta. Corte prostituzionale

Halloween si avvicina. Pure le primarie del Pd. Insomma, è il mese dei mostri. Ma anche delle zucche vuote. Pensate a Gasparri? Nooo…e perché? Intanto il superpremier pensa a un festone a Palazzo Grazioli. Ducetto o scherzetto?

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Il "caudillo" Berlusconi getta la maschera. E i tre soldatini di piombo del Pd fanno il gioco delle tre carte

pubblicato da Massimo Falcioni

Diavolo di un Cavaliere! Anche nel giorno della convention a tre (sole) voci del Pd s’è preso tutta la scena.

Mentre in un hotel romano Bersani ripescava Prodi, Franceschini recuperava Veltroni, Marino ricopiava se stesso, giocando tutti e tre ai soldatini di piombo, il premier sparava le nuove “atomiche” per l’ultima battaglia.

Vuole spegnere tutte le lampadine scomode: Costituzione, Quirinale, Consulta, magistratura, opposizione, giornali e … brutte donne. Obiettivo annunciato: presidenzialismo entro il 2013!

Ecco, ha gettato la maschera, il caudillo! Il gioco ce l’ha lui, il Cav. Piaccia o no. Non sarà facile riprenderglielo. Anche perché, non di solo fumo si tratta. C’è la sostanza. O meglio, la sostanza che non c’è: un Pd che ancora una volta ha perso l’occasione del rilancio.

La convenzione di ieri poteva essere fatta al loft, attorno al caminetto. Come ai bei tempi. Con una differenza: che allora il Cav. era stato fatto sloggiare da Palazzo Chigi. Adesso, da un anno e mezzo, è lui l’inquilino. E a tutta l’aria di non essere di passaggio.

La speranza è sempre l’ultima a morire. Adesso si spera (chi?) nelle primarie del 25 ottobre. Abbaglio. Comunque andrà, andrà male.

Poca partecipazione? Flop totale, Pd a rischio di chiudere bottega. Grande partecipazione? Apoteosi dell’antiberlusconismo! Cioè, Il Cav. premier (o peggio) a vita. Taca banda!

Bocciatura Lodo Alfano: gli italiani con la Corte Costituzionale. Il problematico concetto di volontà popolare

pubblicato da Giulio Mattioli


Come spiegare il fatto per cui Berlusconi vede nel pronunciamento della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano una lesione della volontà popolare e invece gli italiani – come abbiamo mostrato ieri e come Ipr-Marketing ha confermato oggi – stanno dalla parte della Consulta?

Ragionare su questo evidente paradosso ci costringe ad affrontare in profondità un concetto, quello di volontà popolare, che fin dalle sue origini in Rousseau (che parlava di “volontà generale”) è altamente problematico.

Il “popolo” infatti, è un’entità collettiva, composta da tantissimi singoli cittadini. Il concetto di “volontà”, invece, ha un senso se applicato agli individui, ma la sua trasposizione per analogia al “popolo” è in una certa misura un’indebita forzatura, una finzione.

Come possono milioni di persone che non si conoscono avere un’unica “volontà”? E una volta ammesso che esista, come conoscerla? Qui interviene il principio della maggioranza, che in prima battuta appare risolutivo, ma invece conduce ad altri problemi.

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Bocciatura Lodo Alfano: gli italiani con la Corte Costituzionale e contro Berlusconi nei sondaggi

pubblicato da Giulio Mattioli


Dopo che il Lodo Alfano è stato annullato per incostituzionalità dalla Consulta, Berlusconi e la sua maggioranza di governo hanno fatto un gran parlare di volontà popolare tradita e ostacolata da istituzioni non elettive, e pertanto illegittime.

Ma come la pensano davvero gli italiani sulla questione? Un’occhiata ai risultati di un sondaggio di SWG riserva più di una sorpresa (date un occhio all’infografica in gallery): il 78% della popolazione si dice infatti d’accordo con la Corte.

E se questa percentuale tocca un bulgaro 99% tra coloro che si collocano a centrosinistra, una maggioranza assoluta di favorevoli all’abrogazione del Lodo Alfano è presente persino nel bacino elettorale del governo: per il 56% schierato dalla parte della Consulta.

Sondaggio SWG: Lodo Alfano, gli italiani dalla parte della Corte Costituzionale
Sondaggio SWG: Lodo Alfano, gli italiani dalla parte della Corte CostituzionaleSondaggio SWG: Lodo Alfano, gli italiani dalla parte della Corte Costituzionale

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Ore 12 - Berlusconi "anatra zoppa". Ma la sinistra sbaglia ancora "la mira"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroL’opposizione, la sinistra in particolare, cerca di battere un colpo. Ma quale opposizione, quale sinistra?

Neppure di fronte a un premier logorato, “anatra zoppa”, trovano una linea comune. Il fronte non berlusconiano vive di riflesso gli alti e bassi del premier: non comprende la realtà del Paese perché non la vive. C’è una saldatura tra crisi politica (drammatica) e crisi sociale (drammatica).

Ma la sinistra non è neppure capace di mettersi attorno a un tavolo e tracciare una linea di convergenza, almeno una strategia a breve. La “grande manifestazione di popolo” di cui parla Dario Franceschini è legittima, ma rischia di arrivare a tempo scaduto, un minestrone riscaldato.

In mancanza di un progetto politico di governo, la protesta di piazza rischia di alimentare divisioni fra i partiti promotori, di diventare solo un rito che non coinvolge gli italiani e lascia tutto come prima.

Nella frantumata costellazione della sinistra senza identità, ognuno pensa a se stesso, cioè alla propria sopravvivenza. Ci si attarda ancora su dispute nominalistiche e si grida al regime che non c’è, come dimostra la bocciatura della Consulta di una legge scudo fondamentale per il capo del Governo, presunto “dittatore”.

E non si tesse quel filo politico cui far aggrappare l’”altra Italia” che c’è ma non trova la sponda politica: né di un partito, né, tanto meno, di una coalizione credibile e vincente.

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Destra: piazza no. Voto – 8. Can che abbaia non morde. Dopo il duro colpo subito dalla Consulta, Berlusconi fa marcia indietro dicendo no alla “sua” piazza. Salta la minacciata manifestazione del secolo. Buonsenso? No. Scelta obbligata. Divisioni interne.

Sinistra: piazza sì. Voto – 8. Can che abbaia non morde. La piazza lasciata libera dalla destra viene subito occupata dalla sinistra, che annuncia unita (compreso il Pd?) una grande manifestazione antiberlusconiana. Film già visto. Piazza piena, urne vuote.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: fuso. Voto – 10. Come volevasi dimostrare. Bocciato, il Cav ringhiante, non riconosce la Consulta, le Istituzioni, il Capo dello Stato: tutti comunisti o ostaggio dei comunisti. “Lui e solo lui” è la Costituzione, lo Stato, la Nazione, il Popolo. E spara a vanvera polpette avvelenate contro i giudici e contro Napolitano. Ma oramai è solo il “Pol pottino” di casa nostra, il simbolo marcio del Made in Italy andato a male.

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La sentenza della Corte costituzionale è come un detonatore che fa deflagrare la rabbia del SuperCav. Quando in serata esce allo scoperto e si avvicina a passo rapido ai cronisti che lo attendono per strada, pare quasi di sentire in sottofondo la musica di Rocky Balboa. E l’attacco più pesante è per Ivan Drago-Napolitano: “Il capo dello Stato? Voi sapete da che parte sta“. Una furia. Esp-lodo Alfano

Quando si sparge la voce che il Lodo è stato bocciato, nella redazione del Tg1 è subito panico: come dare la notizia senza DARLA troppo? Alla fine si opta per il solito “panino” che stavolta, però, risulta alquanto indigesto alla direzione. Forse il ketchup portato da Gasparri era andato a male? Succede solo da McNzolini’s

Dopo la tragedia di Giampilieri, con i morti ancora da ritrovare, le strade ancora invase di melma ormai dura e i camion della mafia che si fanno sotto per smaltire i detriti a modo loro, il sindaco di Messina pensa bene di soffermarsi su questioni non esattamente sostanziali: “Anche noi vogliamo il lutto nazionale. I nostri non sono morti di serie B“. Fango della gelosia

La Lega: “No al burqa in pubblico“. I finiani dietro le quinte: “Copriamo solo le escort, in modo da non indurre più il Cav in tentazione. Così evitiamo altri danni“. Un velo…pietoso

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