
Dagospia ci prova e lancia il toto-lodo. Il popolare sito di Roberto D’agostino ci offre un rumour su come si pronuncerà la Consulta in merito alla costituzionalità del lodo Alfano: passa per tre voti.
Tre voti: sarebbe secondo gli addetti ai livori il margine che promuoverebbe il Lodo Alfano. La consulta avrebbe già deciso ieri, ma “pareva brutto, poco solenne” spararlo subito, quindi il verdetto sarà per oggi. Ghedini e Giulia Bongiorno sarebbero già da ieri sera a conoscenza del risultato e la tranquillità regna su Palazzo Grazioli. Mejo: quiete prima della tempesta perché Papi Silvio, una volta sminata la situazione legale, partirà come un battaglione di marines all’assalto dei “traditori” e “viscidoni”
E voi, ci credete alle indiscrezioni di Dago?

Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.
Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.
Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.
9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.
Continua a leggere: Consulta sul Lodo Alfano, si attende la decisione nel pomeriggio
Come ovvio stasera Ballarò non poteva che occuparsi dei fatti del giorno, ovvero il Lodo Mondadori, del quale trovate una ricostruzione storica qui, e del Lodo Alfano, sempre in attesa dell’eventuale decisione della Consulta attesa in giornata.
Sempre che non venga rimandata. Basterà infatti una sola richiesta di rinvio di uno dei 15 membri della Corte Costituzionale per causare un rinvio di due settimane.
I fatti, la politica, la speranza sarà il titolo della puntata che vedrà come ospiti il segretario del Pd Dario Franceschini, il ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi, l’economista Tito Boeri, l’architetto Paolo Portoghesi, il giornalista Paolo Mieli, presidente di Rcs libri. La puntata del settimanale di Raitre sarà aperta dalla copertina satirica di Maurizio Crozza.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.10 circa
Mentre dal vice-presidente Nicola Mancino si registra una certa irritazione per la “fuga di notizie” sulla presunta incostituzionalità della norma blocca-processi (ben svegliato, onorevole, siamo in Italia) il Csm ha presentato la sua bozza di parere alla sesta commissione del Consiglio, firmata dai relatori Livio Pepino (Magistratura Democratica) e Fabio Roia (Unità per la Costituzione).
Del parere abbiamo detto ieri, qui invece vogliamo analizzare il rilievo costituzionale e giuridico del documento prodotto dal Csm, vista la polemica che sta montando sul fatto che il massimo organo elettivo dei magistrati abbia voluto scavalcare la Consulta. E’ bene allora sottolineare che i pareri del Csm godono di una certa autorità derivata dalla consuetudine, ma in realtà la Costituzione stessa non attribuisce a questo organo alcuna funzione consultiva in materia.
La Carta infatti, dopo aver regolato la questione della composizione del Csm all’articolo 104, ne esplicita chiaramente le funzioni con l’articolo 105:
Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
Sta giungendo alla fase finale di elaborazione il progetto di tutela delle alte cariche dello stato, comunemente definito “scudo” o “nuova immunità”. Vediamo nel dettaglio come si presenta la bozza che sarà portata venerdì in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Angelino Alfano.
Innanzitutto la tutela riguarderà solo le quattro più alte cariche dello Stato, vale a dire i capi di stato e di governo, e i presidenti delle due camere; rispetto al testo del 2003 rimane quindi escluso il presidente della Corte Costituzionale in quanto privo di legittimazione elettorale. Dovrebbe altresì essere scartata l’ipotesi di includere i 15 membri della Corte, anche se per loro non si configura lo status di primus inter pares proprio del presidente.
Il cosiddetto Lodo Alfano prevederà per i soggetti di cui sopra una sospensione di eventuali processi per tutta la durata della carica, compresi gli eventuali intervalli dovuti a motivi tecnici (ad esempio un rimpasto di governo). Entrerà così in vigore una sorta di “congelamento” del procedimento che si estenderà naturalmente anche ai tempi di prescrizione. In altre parole il tempo di congelamento non sarà calcolato ai fini della prescrizione, impedendo così alla parte in causa di tirare a campare in attesa che le accuse decadano per motivi temporali.
Continua a leggere: Immunità per le alte cariche. Vi presentiamo la bozza.