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Decreto Tremonti sull'editoria: il sub-emendamento 0.70 bis che non ti aspetti.

pubblicato da davide f.

da il manifestoLunedì sera la commissione bilancio della camera ha approvato all’unanimità e con il parere favorevole del governo il sub emendamento che garantisce i fondi della legge sull’editoria per il 2008. Una tregua, o meglio un rinvio dell’incostituzionale e devastante decreto tremonti sull’editoria, che andava a distruggere parte dell’informazione e del pluralismo esistenti.

Il 2008 è salvo, il governo riconosce che non può intervenire con la scure sui bilanci di un anno quasi concluso. La commissione ha approvato il sub-emendamento o.70 bis, che modifica l’articolo 44 del decreto Tremonti, rinviando la sua applicazione “a decorrere dall’esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del regolamento”.

Cosa ha fatto cambiare idea al governo, istillando una dose inaspettata di buon senso? La pressione di cooperative giornalisti partiti e intellettuali? L’onda lunga della protesta sulla riforma che diventa critica globale a “Berlusconia”? Fatto sta che alla luce dell’operato di questo governo anche un piccolo rinvio appare come una grande vittoria, a difesa del pluralismo dell’informazione e della sua parte più debole, indipendente da poteri economici e politici che regnano nel far west del mercato selvaggio.

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Riforma Gelmini: le ragioni dei contrari

pubblicato da Giulio Mattioli


Nelle assemblee sindacali che si stanno tenendo in questi giorni un po’ in tutte le scuole d’Italia, cominciano a trapelare i primi dettagli sulla riforma del ministro Gelmini, insieme alle preoccupazioni e ai rilievi dei docenti. Vi proponiamo qualche anticipazione di questi ultimi, nell’attesa di un autunno che si preannuncia infuocato sul fronte della scuola.

Perchè le scuole elementari? Se autorevoli rapporti internazionali affermano che il livello di preparazione garantito dal sistema scolastico italiano è piuttosto carente, in particolar modo al Sud, è tuttavia vero che l’OCSE stessa ha certificato che il problema non è nelle elementari (tra le migliori al mondo), ma insorge più tardi, tra le medie e l’università. Intervenire sulle elementari, secondo gli insegnanti, non può migliorare la situazione ma solo peggiorarla

Maestro unico: l’abolizione del maestro unico e l’introduzione dei “moduli” ha ormai più di vent’anni, e in questo lasso di tempo gli insegnanti si sono progressivamente specializzati, chi in materie scientifiche, chi in quelle letterarie. Ripristinare di colpo lo schema “un insegnante per classe”, provvedimento discutibile di per sé, costringerebbe insegnanti che hanno passato anni ad affinare le proprie tecniche didattiche su una materia ad insegnarle di colpo tutte. Con un possibile abbassamento della qualità della didattica.

E si va avanti a lungo: è tutto dopo il salto.

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Arci-business: 100mila euro l'anno per un campo rom. La farsa del rogo di via Candoni

pubblicato da Luca Landoni

Parola d’ordine: siamo un paese intollerante. Bruciamo i campi nomadi e ce l’abbiamo coi Rom. Questa dev’essere stata la consegna o il clima che si respirava nelle sede Arci il cui volontario ha chiamato la polizia per segnalare l’incendio del campo di via Candoni, a Roma, ad opera di tre italiani a volto scoperto a bordo di un’auto. Sì, peccato che nessun altro abbia assistito alla scena, compresi diversi rom che sono stati interrogati in quanto testimoni dell’evento.

I vigili del fuoco accorsi prontamente sul posto hanno verificato la totale assenza di dolosità nel rogo, provocato probabilmente dalle molte sterpaglie disseminate nella zona, che complice il caldo hanno preso fuoco con una certa facilità, come già avvenuto diverse volte in passato negli stessi luoghi. Il fatto ha provocato al volontario una denuncia per procurato allarme, cui egli risponde affermando che aveva solo riferito ciò che gli avevano detto i rom (ma costoro hanno smentito, come detto precedentemente).

Il problema è che ci siamo dovuti sorbire due giorni di titoloni sui giornali che blateravano di bottiglie molotov e altre amenità del genere, denunciando l’ennesimo episodio di razzismo ai danni dei nomadi eccetera eccetera. Ma a chi giova veramente quest’emergenza? Li vogliamo fare due conti in tasca alle associazioni che si occupano dei campi? Vediamo.

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Il governo pone la fiducia sul decreto fiscale. Stangata sulle Coop

pubblicato da Luca Landoni

Oggi alle 13 al Senato si vota sul Decreto sicurezza, ma sarà anche la giornata della prima fiducia richiesta dal Berlusconi quater, indispensabile per abbreviare i tempi e aggirare l’ostacolo dei circa 500 emendamenti presentati dall’opposizione al pacchetto fiscale.

Dei contenuti vi abbiamo già parlato in modo dettagliato nei giorni scorsi; dovrebbero invece emergere alcuni provvedimenti nuovi, stando alle voci che si rincorrono in queste ultime ore. vediamo quali.

Coop e Robin Tax. Della Robin Tax sappiamo tutto, ma per riassumerne lo spirito, l’aliquota Ires salirà dal 27 al 33% per tutte le aziende bancarie, assicurative e petrolifere; inoltre per queste ultime vigerà l’obbligo di mettere a bilancio gli stock a prezzo di mercato e non a prezzo di acquisto (solitamente molto più basso). La novità invece potrebbe essere rappresentata dagli aumenti di tassazione alle Coop, per equipararne in qualche modo il regime fiscale alle aziende concorrenti, con incremento dal 12,5 al 20% di tassa sugli utili e obbligo di destinazione di un ulteriore 5% dei guadagni al Fondo per i più deboli, cioè la famosa carta sociale allo studio per pagare alimentari e bollette.

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