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Attorno al dibattito politico si sta imponendo uno strano modo di ragionare. Chi è al centro di uno scandalo, e in questi mesi non sono certo mancati gli eventi di dubbio gusto, tenta di dispensare morale a chi concettualmente potrebbe essergli contro.
Malgrado quanto successo a Dino Boffo, direttore dell’Avvenire costretto a dimettersi grazie ad una probabile segnalazione fatta dal direttore dell’Osservatore Romano a Vittorio Feltri, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) attacca duramente Emma Bonino.
Ci sta che alla chiesa le posizioni laiche, e contemporanee, dell’esponente radicale non piacciano. Quel che colpisce è il distinguo che viene fatto dalla candidata del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà.
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La cronaca politica di un paese non può, e non deve, occuparsi solo delle alleanze. Dei balletti pre elezioni. O delle danze peccaminose che fanno cadere l’amministratore di turno. I mass media hanno il dovere di intercettare i cittadini. Per questo motivo nelle ultime settimane in vista del secondo sciopero degli immigrati abbiamo realizzato una serie di interviste.
Con Peter Durante abbiamo cercato di fare un passo in più perché lui, più di altri, può rappresentare l’istituzione della famiglia su cui il Governo non investe. L’Italia è un paese per vecchi anche per questo motivo.
Peter Durante è l’autore, insieme alla compagna Elide Esposito, di “420 grammi” il libro che racconta la seconda nascita del figlio Federico. È il diario di una storia che inevitabilmente si scontra con l’arretratezza di un paese.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Peter Durante, autore di “420 grammi”
Ne ha parlato diverse volte Queerblog. Francesco Zanardi, 39 anni, omosessuale, un’aggressione omofoba quasi letale subita a Mykonos l’estate scorsa, racconta così l’inizio della battaglia per i diritti civili che sta combattendo dal 4 gennaio scorso assieme a Manuel Incorvaia, 22 anni, il suo compagno.
“Il secondo giorno di sciopero della fame ero molto stressato. Siamo rientrati a Savona alle 3 di notte dalla conferenza stampa di Roma. Ero digiuno, stanco. Non mi sono sentito bene e sono finito in ospedale”
I due ragazzi si amano da un paio d’anni e convivono nel capoluogo ligure da oltre uno. Francesco è un tecnico informatico, Manuel lavorava in un supermercato di Savona ma al momento è disoccupato. Il 3 dicembre scorso Francesco e Manuel inviarono una lettera a tutti i parlamentari, chiedendo la calendarizzazione di almeno uno dei progetti di legge sulle unioni civili che giacciono in Parlamento, ma “non abbiamo avuto alcuna risposta”, spiega Francesco a Polisblog.it…

Come faceva notare qualcuno, Paolo Ferrero non è stato l’unico esponente politico ad essersi rifiutato di fare il test antidroga riproposto dal Ministro della Difesa. Come documentato da Radio 24 anche Italo Bocchino non ha accettato l’invito del collega di partito.
Inutile supporre, ora, le motivazioni a causa delle quali uno dei più integerrimi esponenti del Popolo delle Libertà abbia deciso di non prender parte al progetto a cui hanno aderito anche rappresentanti politici che non condividono la linea politica di Silvio Berlusconi.
Più interessante capire perché Italo Bocchino rappresenti il vero tallone d’Achille del partito la cui esistenza, come dimostrano le attente e frequenti osservazioni di Gianfranco Fini, non deve necessariamente sovrapporsi al berlusconismo. Anzi.
Continua a leggere: Coppie di fatto: Italo Bocchino e Paola Binetti. Insieme contro Pdl e Pd

L’apparente assenza odierna di notizie, strettamente legata alla politica italiana, ci permette di ragionare su una sentenza della Corte d’Appello di Milano riportata in prima pagina dal Corriere della Sera.
Secondo quanto stabilito dal giudice un rapporto di convivenza, se protratto nel tempo, è soggetto agli stessi doveri a cui devono adempiere due persone regolarmente sposate. Nel caso ciò non avvenga uno dei due conviventi rischia da uno a 8 anni di carcere.
Ma anche su questo l’attuale Governo, di cui ci occupiamo solo perché è l’attuale amministratore del Paese, non si pronuncerà. E pensare che la giustizia è uno di quei pochi ambiti sul quale Silvio Berlusconi rivendica da sempre un proprio intervento.
Foto | Flickr
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