Dopo un periodo in cui ha centellinato le apparizioni pubbliche (ma per la verità ci pare anche abbastanza trascurato, per non dire boicottato dai media) Beppe Grillo ritorna alla ribalta in occasione della presentazione del lungometraggio Terra Reloaded, alla libreria Feltrinelli di Milano.
Il video è stato realizzato con il supporto di Greenpeace, ma come d’uso il comico genovese non ha parlato solo di ambiente, ma anche della situazione politica attuale, ironizzando su Brunetta, Berlusconi e il processo breve.
Trovate un’intervista a Grillo sul sito del Corriere, mentre per la seconda parte dell’intervento vi rimandiamo dopo il salto.
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Interessante sondaggio quello di Renato Mannheimer oggi sul Corriere. Il sondaggista preferito da Bruno Vespa ha chiesto ad un campione di italiani “Secondo lei in Italia attualmente la libertà di stampa è in pericolo?”. Con risultati sorprendenti.
Innanzitutto, il 52% percento degli abitanti del Bel Paese la libertà di stampa è “poco” o “per nulla” in pericolo, contro un 43% che la vede come “molto” o “abbastanza” minacciata. Ma come ben sanno tutti quelli abituati ad analizzare dati di questo tipo, le cose più interessanti si scoprono incrociando questa risposta con altre variabili.
Si scopre così ad esempio che la percentuale dei “preoccupati”, al 52% tra i giovani sotto i 24 anni, diminuisce lentamente ma regolarmente mano a mano che aumenta l’età degli intervistati, fino a raggiungere il 41% tra i 55-64enni. Poi, il tracollo: tra gli over 65, solo il 29% vede la libertà di stampa in pericolo, contro un 55% che si ritiene tranquillo.
Sì lo so, ne avete tutti abbastanza di Berlusconi, veline e Noemi Letizia. Pure noi, che credete? Ma è proprio per questo che diamo spazio a un caso che ha dell’incredibile. Una tal Patrizia D’Addario, sconosciuta ai più (in rete non se ne trova traccia) che è improvvisamente comparsa sulle pagine del Corriere, rilasciando un’intervista esplosiva.
L’intento è di avvalorare la velinomania del Silvio, raccontando come vanno le cose nelle presunte feste di Palazzo Grazioli. In breve la nostra ragazza - che è stata candidata nella lista La Puglia prima di tutto che fiancheggiava il Pdl nelle comunali di Bari - ha offerto la propria testimonianza al quotidiano di via Solferino per vendicarsi del mancato favore che gli avrebbe fatto il nostro Premier.
«Mi hanno messo in lista — afferma — perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che cosa è successo prima che decidessi di tirarmi indietro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più».
Continua a leggere: Patrizia D'Addario. La nuova Noemi in salsa pugliese

Magdi Cristiano Allam ci tiene proprio ad essere Protagonista Per l’Europa Cristiana: dopo aver lanciato il suo partito nel novembre del 2008 per assumersi “la storica missione di riscattarci sul piano personale e collettivo proclamando uno stato di emergenza etica, che consideri come priorità nazionale italiana e comunitaria europea la riscoperta, l’adesione e la difesa della nostra comune civiltà europea cristiana”, ora l’ex giornalista del Corriere si prepara a scendere in campo.
Da oggi, a Milano, il PPEC inizia infatti la raccolta delle 150 mila firme necessarie a permettergli di partecipare alle elezioni europee del prossimo giugno: un traguardo da raggiungere entro il 27 aprile. Si tratta di un primo test per capire se davvero questa nuova formazione politica, che parte con lo spirito dei crociati verso la Terrasanta, è in grado di raccogliere adesioni e consensi, seguendo una linea politica che ricorda un pò i proclami di W. Bush.
Magdi Allam vi attende con gioia, fiducioso nel successo della comune missione di Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole: il Parlamento europeo ha proprio bisogno di missionari della Verità…

Un argomento che da sempre suscita infinite discussioni è il canone Rai. O meglio, il motivo per cui si debba pagare il canone alla tv di stato quando quella commerciale si sostiene benissimo con la sola pubblicità. Di quando in quando il tema torna d’attualità, specialmente alla luce delle difficoltà dello Stato nel contenere l’elevata evasione del canone stesso.
Approfittiamo dunque dell’articolo di Aldo Grasso apparso sul Corriere della Sera di oggi per rilanciare il dibattito. È indubbio che la Rai abbia legato la propria abdicazione al ruolo di servizio pubblico alla progressiva intensificazione della pubblicità, fino ad arrivare a imitare le tv private anche nelle pratiche più odiose per lo spettatore, come le telepromozioni o quei fastidiosi effetti grafici ai margini dello schermo che compaiono a tradimento durante le trasmissioni. E allora la domanda è: ma è davvero necessario tutto questo?
Grasso per sostenere la sua risposta affermativa, seppur con tanti dubbi, porta a proprio suffragio lo share medio dei tre canali nazionali (45%) che sarebbe uno dei più alti d’Europa, e il timore che senza le risorse pubblicitarie possa calare. Altrettanto facilmente si potrebbe però rispondergli che il calo dello share non è per forza di cose un male, anzi… soprattutto se si supera la logica del dover attirare gli sponsor in funzione dello stesso.