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Tutti gli articoli con tag corriere della sera

Ore 12 - In Italia esplode la "bomba" del nucleare

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCerte notizie, si sa, non fanno notizia. Anche se di mezzo c’è una … “bomba”, cioè il ritorno del nucleare nel nostro Paese.

Solo un trafiletto del Corriere della Sera informa che cinque regioni (Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Calabria) hanno deciso di fare ricorso alla Consulta e di impugnare la Legge manovra (99/2009), quella che riporta il nucleare in Italia.

La questione (nucleare sì, nucleare no) è sempre stata molto controversa e il “colpo di mano” del Governo non aiuta certo a “orientare” i cittadini e a “dialogare” con le regioni che, infatti, si mettono di traverso. Due osservazioni.

La prima: ciò che succede è frutto della concezione presidenzialista di questo governo, del disprezzo delle assemblee elettive, della democrazia fondata su un uomo solo al comando.

La seconda: la risposta delle Regioni è (anche) strumentale, nel senso che il colore del governo è diverso dal colore delle giunte che protestano. Per cui …

Che succede, ora? Due le strade possibili.

La prima è che il Governo possa procedere da solo (la Legge lo consente), limitandosi a chiedere alle Regioni un parere non vincolante. La seconda è che Berlusconi aspetti le elezioni regionali del prossimo marzo per cambiare colore ai governi delle regioni “disobbedienti”.

Conclusione? La paralisi. Con le solite polemiche e il solito palleggiamento di responsabilità e accuse.

Sondaggio: è Repubblica il quotidiano migliore per i lettori di polisblog

pubblicato da Giovanni Molaschi



È Repubblica, per i lettori di polisblog, il quotidiano migliore. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha vinto il sondaggio lanciato la scorsa settimana superando il 50% delle preferenze. Il Corriere della Sera è arrivato solo secondo con un misero 17%.

Sul podio, a conferma di quanto sostenuto da Mario Adinolfi (secondo il quale i giornali di destra sono fatti meglio di quelli di sinistra), il Giornale di Vittorio Feltri seguito dal Manifesto. Quinti, a pari merito con il 5% del voti, L’Unità e La Stampa.

A pochi giorni dall’arrivo in edicola del Fatto, il quotidiano diretto da Antonio Padellaro per il quale Barbara Spinelli ha abbandonato la redazione di Mario Calabresi, è interessante osservare come il panorama della stampa italiana stia cambiando. Profondamente.

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Giovani: la leggenda dei "bamboccioni", un'ingiusta fissazione italiana?

pubblicato da Giulio Mattioli


Non molto tempo fa ho sostenuto su queste pagine che in Italia i giovani, che soffrono di una regolazione del mercato del lavoro e del welfare per loro discriminante, vengono sistematicamente incolpati delle pene che li affliggono (disoccupazione, ritardo dell’uscita da casa, ecc.), secondo un classico processo di stigmatizzazione delle vittime.

Manco a farlo apposta, ecco che compare sul Corriere della Sera un articolo che - involontariamente - dimostra in pieno questa tesi. Si tratta di un pezzo di ieri sulla cosiddetta “generazione boomerang“, ovvero quei giovani che, dopo un periodo fuori casa, tornano ad abitare presso l’abitazione dei genitori.

La fonte originaria è l’indagine di un istituto di ricerca britannico, i cui dati sono stati commentati in un articolo dal Daily Telegraph, al quale la giornalista del Corriere fa a sua volta riferimento con un link. Ed è proprio il confronto diretto tra i due articoli a mettere in evidenza come dalle nostre parti la figura del giovane sia circondata da pesanti ed ingiuste stereotipizzazioni negative.

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Gino Flaminio chiede scusa. Ma per cosa?

pubblicato da fc


Gino Flaminio, l’ex di Noemi Letizia, dopo il trappolone del Giornale, prende carta e penna e scrive al Corriere della Sera. Il manoscritto lo trovate sull’edizione cartacea del quotidiano di Via Solferino. Qui, invece, potete leggerne i contenuti. In sintesi: “Chiedo scusa a Noemi e al presidente”. Ma per cosa non è ben chiaro nel testo della lettera. Scrive: “Mi sento solo usato e strumentalizzato contro qualcuno o qualcosa. Ora apro gli occhi e riesco a capire”. “Possibile - si chiede -che l’uomo del Popolo (Berlusconi, ndr) non possa avere una sua vita privata? Che male c’è ad essere amico di una famiglia normale? Questa e la cosa bella lui è diverso dai soliti politici lui è amico di tutti degli Chef, Operai, Dipendenti, Mendicanti, Poveri insomma di tutti. Sono Dispiaciuto per quello che si è venuto a creare non lo avrei mai immaginato”.
C’è un retrogusto di ritrattazione nelle parole di Gino? Cos’è cambiato dal 24 maggio a oggi?

Brunetta cambia idea: "il nostro Welfare è scassato"

pubblicato da Giulio Mattioli


Chissà se Renato Brunetta legge Polisblog. Solo alcuni mesi fa il ministro più amato dagli italiani sosteneva infatti, a fronte della proposta del PD di un assegno di disoccupazione unico, che l’Italia avesse il miglior sistema di ammortizzatori sociali d’Europa. Noi di Polis realizzammo vari post, e una lunga intervista al Professor Emilio Reyneri, per cercare di smentire questa affermazione completamente al di fuori della realtà.

Ora Brunetta sembra aver cambiato idea: in un’intervista a Oggi, riportata dal sito del Corriere della Sera, afferma infatti: “Cambieremo questo Welfare scassato, che costa tanto e protegge solo i pensionati, poco i giovani e pochissimo le famiglie“.

Quale dei due Brunetta ha ragione? Secondo me, inutile dirlo, il secondo. Entrambi però hanno capito una cosa fondamentale: in un paese in cui l’opinione pubblica è perlopiù assolutamente priva di memoria, anche a breve termine, si può affermare tutto e il contrario di tutto. Ed essere, nonostante questo, il ministro più popolare d’Italia.

Foto | Flickr.

Rassegna della stampa estera: l'Italia, l'immigrazione e la xenofobia

pubblicato da Giulio Mattioli


Gli argomenti più associati alla parola “Italia” sulle pagine della stampa straniera questa settimana sono stati le politiche dell’immigrazione e la xenofobia. Causa scatenante, il discusso respingimento di imbarcazioni cariche di migranti provenienti dalla Libia e l’approvazione del pacchetto sicurezza firmato Lega Nord. Molto attenta come sempre la stampa francese: Le Figaro ad esempio ha dato voce fin dall’inizio alle inquietudini dell’ONU (che hanno avuto eco perfino in India), riferendo poi dell’”indignazione” che l’espulsione ha suscitato in Italia (di indignazione ha parlato anche il cipriota Phileleftheros).

A proposito del pacchetto sicurezza, invece, il giornale del centro-destra francese ha titolato “Il Parlamento italiano criminalizza l’immigrazione clandestina”, mentre Le Monde ha parlato di un’Italia che “si dota di una politica di immigrazione decisamente di destra”. La ragione, secondo il quotidiano francese, sarebbe che “a un mese dalle elezioni europee, il capo del governo non vuole che la Lega Nord rimanga più a destra di lui”. In un altro articolo infatti il corrispondente Philippe Ridet nota che “ad un mese dalle elezioni, Berlusconi predilige il fronte sicurezza della sua maggioranza” e sottolinea i giochi politici interni alla destra italiana:

“La vittima di questa escalation a destra non è altro che il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex-presidente di Alleanza nazionale. Nel suo discorso durante il congresso per la fondazione del Popolo della Libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un paese multietnico. Da allora, moltiplica le uscite “umaniste” per meglio sottolineare la sua differente opinione. Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando la legge sulla sicurezza che obbligava i direttori scolastici a denunciare i bambini di immigrati irregolari. Questa volta, ha scelto di seguire Maroni e cavalcare l’onda xenofoba che attraversa l’Italia”

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Europee, Vulpio (Idv) a Polisblog: "In corsa per legittima difesa"

pubblicato da fc


E’ uno dei candidati di Di Pietro alle Europee di giugno. Un indipendente che scende nell’arena per “legittima difesa”. E così dopo la “triste” vicenda che lo ha visto protagonista, Carlo Vulpio sceglie la politica e corre con l’Idv per uno scranno all’Europarlamento. E’ candidato con Sonia Alfano, Luigi De Magistris e Antonio Di Pietro in tutte le circoscrizioni tranne quella insulare. Polisblog lo ha incontrato.

Dal Corriere della Sera a Strasburgo. Perchè si candida alle Europee?

“Per due ragioni. La prima, di “legittima difesa”, perché sono stato delegittimato, isolato e “precipitato” in un cono d’ombra: dopo che il mio giornale mi ha tolto senza un motivo valido le inchieste a cui stavo lavorando, il mondo della malapolitica, della malagiustizia e della malaeconomia aveva a disposizione un bersaglio facile da colpire. La seconda ragione è più politica e possiamo riassumerla così: il nostro Paese è a un bivio cruciale - o si rimette in piedi o non ri rialzerà più - e la parte di società civile ancora reattiva ha il dovere di non defilarsi. Poiché sono anch’io “società civile”, come cittadino e come giornalista, l’idea di una candidatura da indipendente al servizio dei valori di uguaglianza, legalità, libertà e laicità mi è piaciuta molto”.

Quanto la sua recente esperienza al Corriere (dove le è stato vietato di occuparsi delle toghe lucane) ha influito sulla sua scelta?

“Molto. Perché ormai non si trattava più di sostenere uno dei tanti contrasti realtivi alla pubblicazione di un servizio o di un’inchiesta. Si trattava di chinare il capo per tutti quei fatti, e sono quelli che fanno la differenza, all’incrocio tra politica, giustizia ed economia. Un incrocio molto pericoloso”.

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Oggi Indro Montanelli avrebbe compiuto 100 anni. Recensione de "I conti con me stesso", i suoi diari dal 1957 al 1978

pubblicato da Luca Landoni

22 aprile 1909. Cento anni oggi, nasceva a Fucecchio un uomo che avrebbe segnato tutto il giornalismo italiano del Novecento. Indro Montanelli, figlio di quella Toscana da cui avrebbe preso tutti i tratti del suo carattere, cocciuto e disincantato, ironico e sincero, ma soprattutto terribilmente contro. Un uomo che visse di persona tutti i punti di svolta del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle; dal fascismo, cui aderì in giovane età per poi esserne espulso nel 1938, ai suoi celebri articoli sui fatti di Budapest nel 1956, fino all’attentato subito dai terroristi rossi e la drammatica separazione del Corriere della Sera per fondare il Giornale.

E questa raccolta di diari, curata da Sergio Romano e da poco edita da Rizzoli col titolo I conti con me stesso, riattraversa buona parte di questi avvenimenti, riesaminandoli in ottica personale e schedando uomini, fatti ed eventi. Il libro è diviso in 4 parti, coprendo un periodo che va dal 1957 al 1978, e lasciando fuori purtroppo il periodo 72-77 durante il quale si consumò il distacco dal Corriere, del quale si vedono i prodromi negli ultimi appunti del 72.

Troviamo quindi una collezione di sentenze implacabili sugli uomini incontrati da Indro nel corso della sua carriera. Sull’ex-Presidente Gronchi, “Questo povero ladro di polli… attacchi come il suo, io sono pronto a pagarli, tanto mi stimolano e ispirano”

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Intervista: Ettore Mo e la guerra al terrore al tempo di Obama

pubblicato da R.D.

ettore mo chiglio intervista

Ettore Mo non ha bisogno di presentazioni. Classe 1932 è uno storico inviato speciale del Corriere della Sera, testata per la quale ha per vent’anni girato il mondo e le zone di guerra raccontando storie e conflitti dall’Afghanistan alla Bosnia. E’ uno di quegli inviati vecchio stampo che, come diceva Egisto Corradi, hanno fatto giornalismo “con la suola delle scarpe”, sempre verificando le notizie con i propri occhi nel tentativo di capire e spiegare il mondo ai propri lettori.

In un periodo in cui provengono notizie inquietanti e contraddittorie dal’Afghanistan e dal Medio Oriente, la cosa migliore da fare mi è sembrata intervistarlo per conoscere le sue impressioni e i suoi commenti.

Ettore Mo, lei come inviato speciale ha avuto modo di conoscere bene l’Afghanistan e le sue problematiche. Può ricordare ai nostri lettori quando e quante volte è stato in quel Paese?

Sono stato in Afghanistan nel 1979, sei mesi prima dell’ invasione sovietica; sono poi tornato dopo l’invasione e ci sono stato molte volte nel corso degli anni. L’ultima volta è stato due o tre anni fa, quando a Kabul ho incontrato Mas’ud Chalili, il braccio destro di Ahmed Shah Massoud (il “leone del Panshir” comandante dell’Alleanza del Nord ucciso dai Talebani alla vigilia dell’11 settembre 2001, NDR); a differenza di quest’ultimo Chalili era scampato all’attentato…

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Elezioni europee: Beppe Severgnini lancia l'appello al non-voto di protesta

pubblicato da paganini

L’avvicinamento della data fatidica del 7 giugno, Election day 2009, porta all’inevitabile emersione di un fenomeno tipico dei periodi pre-elettorali: la riflessione sull’utilità del proprio voto. Ha aperto le danze Beppe Severgnini col suo Italians di ieri, annunciando l’intenzione di non votare per le elezioni europee.

Non voterò alle Europee il 7 giugno. Se le elezioni per il Parlamento nazionale sono state un’umiliazione — liste bloccate, nostro compito era ratificare le nomine dei partiti — quelle per l’Europarlamento s’annunciano co­me una provocazione.

Osservando il panorama politico nazionale e le candidature che i vari schieramenti hanno deciso di offrire al popolo, il giornalista del Corriere espone tutto il suo disgusto democratico per Vecchi delusi, giovani amiche, soliti trombati, parenti invadenti, ex po tenti indigenti, funzionari sconosciuti. I ristoranti di Stra sburgo e Bruxelles li aspettano a braccia aperte: ammesso che ci vadano, una volta eletti.

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