
Ecco la svolta in Afghanistan. Rapido e pugnace come ogni combattente che si rispetti, il ministro La Russa ha informato i giornalisti che dall’elicottero che lo trasportava da Herat a Bala Murghab sono stati lanciati circa undicimila volantini
“ideati, spiegano al comando del contingente, «per supportare la campagna di reintegrazione degli insorti nella società civile promossa ed attuata dal governo afgano».”
Il breve pezzo del Corriere della Sera continua, elencando le caratteristiche dei volantini, ma la memoria, è inevitabile, corre subito al Volo su Vienna di D’Annunzio, che però colpevolmente non fu guidato da Ignazio La Russa e quindi non merita neanche di essere accostato alla Coraggiosa Impresa del Nostro Ministro. Mentre i volantini ricordano, tra le altre cose, che “il benessere proviene dalla pace”, si scopre che
“Il 2010 è già l’anno più sanguinoso per i civili afgani dal 2001, con le vittime civili aumentate del 31% nei soli primi sei mesi dell’anno. La sicurezza si sta rapidamente deteriorando in tutto il paese.”
Ma che importa? Non bisogna mica pensare a come battere gli insorti senza falcidiare la popolazione civile, non bisogna mica pensare, eventualmente, a come andarsene da un paese in guerra da quasi dieci anni. L’Ardito Volo del Nostro Ministro distruggerà definitivamente la volontà di combattere dei talebani. Ne siamo sicuri.
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PolisBlog colpisce ancora! Così abbiamo deciso di intitolare questo articolo dopo essere sobbalzati sulla sedia nel vedere il titolo del servizio Corriere TV tratto da corriere.it (qui il link diretto al video). Titolo che recita testualmente Minzolini in gita con Miss Parlamento Gabriella Giammanco.
Nel video si parla poi dell’avvenente ex-giornalista televisiva - ha lavorato in una rete locale siciliana e poi brevemente a Retequattro - come di Miss Parlamento, “titolo che ha conquistato sul web”. Sì, ma sul web dove? Orsù, cari colleghi del Corriere, potevate anche citare il concorso di PolisBlog che due anni fa laureò la Giammanco regalandole questo titolo.
Trascurabile, per inciso, il gossip che legherebbe il direttore del Tg1 Augusto Minzolini alla bionda palermitana. La stessa speaker Candida Morvillo non si sbilancia e rimane in bilico tra affettuosa amicizia e qualcosa di più o di meno, non si sa.
Continua a leggere: Minzolini e Miss Parlamento Gabriella Giammanco. PolisBlog colpisce ancora!

Quella di oggi è una data in certo qual modo storica per la comunicazione web. E dobbiamo paradossalmente ringraziare proprio il nuovo astruso regolamento sulla par condicio, che ha messo il bavaglio all’informazione politica in tv per un mese tondo, provocando gli strepiti (giustificati) dei vari Santoro, Floris e Vespa.
È stato l’ex-disoccupato di lusso Enrico Mentana a partorire l’idea. Perché non organizzare i faccia a faccia direttamente sul web, con la collaborazione del Corriere online? Detto fatto. E così proprio oggi potremo assistere al primo confronto della campagna elettorale tra Ignazio La Russa, ministro della Difesa ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico.
Anche la stampa non mancherà, come in ogni tribuna politica che si rispetti, grazie alla presenza dei giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, più altri ospiti. Il programma web si chiamerà Mentana Condicio (sarà voluto il richiamo al celebre Klaus condicio del Davi?) e prenderà il via alle 15,30.
Continua a leggere: Mentana Condicio: aggirata la legge sulla par condicio grazie al web

Rocco Buttiglione, Gianfranco Rotondi e Pierluigi Castagnetti si sono ritrovati ieri per una rimpatriata tra ex - post democristiani nell’Aula del Tribunale di Perugia, per testimoniare nell’ambito del processo sulla vendita del ricco patrimonio immobiliare della disciolta Dc. L’inchiesta parte dal fallimento della società a cui erano stati intestati tutti i beni immobiliari della Democrazia cristiana: un articolo del Corriere (del 2004) spiega che Parte degli edifici sono stati venduti per tappare i buchi lasciati dalla vecchia Balena bianca, ma una fetta della torta è «emigrata» nella vicina Croazia. Strane vendite, indirizzi fasulli, società che hanno sede in baracche: sul disfacimento del patrimonio ex scudocrociato la Procura ha aperto un’ inchiesta per bancarotta fraudolenta.
Dei 24 miliardi di lire che sarebbero dovuti uscire fuori dalla vendita dei 131 palazzi della Dc, solo 3 miliardi (e nemmeno tutti) sarebbero arrivati ai vari eredi del partito scudocrociato, il resto si sarebbe disperso tra debiti, i risparmi fiscali, le passività probabili future e i costi non contabilizzati. […] È iniziata, invece, una battaglia a colpi di carte bollate destinata a durare anni, forse decenni: cause civili, istanze di fallimento e, infine, anche l’ inchiesta penale.
Infatti… ieri è toccato a Buttiglione, Rotondi e Castagnetti ricostruire quei periodi e quelle scelte. Buttiglione ha spiegato “il fondamento della mia azione politica è stato di preservare lo scudo crociato ed evitare che cadesse nel fango, per consegnarlo a una fase nuova del cattolicesimo politico. Da ciò derivava la scelta di rinunciare al patrimonio per conservare il simbolo”. Il ministro Rotondi ha evidenziato di essere sempre stato molto affezionato al simbolo della Dc e che questo gli è costato “molte apprensioni, anche giudiziarie”. Castagnetti ha infine delineato una situazione complessa, in cui a lui parve inadeguato il prezzo di vendita degli immobili ma di non aver potuto fare nulla per impedire la cessione.
Comunque la si voglia girare, la scelta ormai pressoché definitiva di Alitalia di associarsi ad Air France ed abbandonare Malpensa (che da domani si ritrova con solo 3 collegamenti intercontinentali), costituisce una sconfitta di proporzioni inaudite per la Lega Nord. A voler essere diretti la si potrebbe definire anche in maniera molto più cruda.
Uno smacco tanto più epocale in quanto colpisce la Lega nelle sue principali ragion d’essere: la difesa del Nord, delle sue imprese e della sua competitività economica. Tuttavia del partito di Bossi in questi ultimi giorni si è parlato principalmente per altre ragioni, ovvero per la proposta (poi bocciata dal governo) di una tassa sui permessi di soggiorno e di una fideiussione obbligatoria per gli extracomunitari che vogliano aprire una partita IVA.
A prescindere dal merito degli emendamenti, il tempismo con cui la questione è giunta all’attenzione dell’opinione pubblica è ben più che sospetto, e rivela il genio politico (non ci sono altre parole per definirlo) di Umberto Bossi e compagni. Come afferma infatti Marco Cremonesi sul Corriere della Sera infatti, la tattica leghista è semplice ma efficacissima: lanciare proposte impossibili ma chiare - al limite provocatorie - più per massimizzare il proprio consenso presso l’elettorato che nella realistica speranza di vederle approvate.

Secondo la celebre legge di Murphy Se qualcosa può andare male, lo farà. E forse questo dovrebbe essere il motto da stampare, in bella vista, sotto il logo tricolore del Partito democratico, vista l’infausta catena di eventi che si stanno abbattendo su Walter Veltroni e la sua fragile creatura.
Qualche giorno fa avevamo citato la copertina dell’Espresso dedicata alle inchieste che coinvolgono gli uomini del Pd a tutte le latitudini, e già sembrava una situazione piuttosto grave.
Oggi, sfogliando le pagina virtuali dei principali siti di informazione, ci si rende conto che al peggio non c’è mai fine o, se preferite, che una volta toccato il fondo si può davvero iniziare a scavare.
Non credo esistano altri commenti alla catena di sventure collezionata dal partito erede di Ds e Margherita: ad una sconfitta epocale in Abruzzo (dopo aver subito l’onta di una Giunta caduta in seguito all’arresto del presidente) e all’arresto del segretario regionale nonché sindaco di Pescara si sono sommati la richiesta di arresti domiciliari per il deputato Pd Salvatore Margiotta e la disponibilità manifestata da Alba Parietti a candidarsi alle primarie.
Vediamo chi indovina quale sarà la prossima disgrazia (politica, ovviamente) che colpirà sui ragazzi del Loft….
Il fertile terreno centrista / cattolico / democristiano continua ad essere protagonista di una rigogliosa stagione di creatività: dopo il Partito dell’Alleanza e l’Alleanza di centro, ecco che, nel giro di poche settimane, il panorama politico si “arricchisce” di un nuovo soggetto politico, Protagonisti per l’Europa cristiana.
La creatura è figlia della decisione di Magdi Cristiano Allam (che Polisblog aveva già annunciato) di abbandonare il giornalismo per dedicarsi anima e corpo alla difesa della cristianità e agirà seguendo Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole.
A leggere il programma transitorio del partito sembra di essere ad un passo dal lancio della 5° Crociata: “considero il Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana una scelta personale e un dono del Signore”.
Nella consapevolezza che la nostra Europa è in preda ad una deriva etica - dice Magdi Allam dopo aver indossato elmo e armatura - che si alimenta di una concezione materialista e consumista della vita; così come è prigioniera di una malattia ideologica naufragata nel nichilismo, relativismo, islamicamente corretto, buonismo, laicismo, soggettivismo giuridico, autolesionismo, indifferentismo e, sul piano più ampio della gestione sociale, nel multiculturalismo […] il Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana si assume la storica missione di riscattarci sul piano personale e collettivo proclamando uno stato di emergenza etica, che consideri come priorità nazionale italiana e comunitaria europea la riscoperta, l’adesione e la difesa della nostra comune civiltà europea cristiana.
Spiegare questa abbondanza di etica e valori ai numerosi pregiudicati e ai collezionisti di famiglie che siedono in Parlamento sarà più impegnativo della conquista di Costantinopoli…

La tradizione popolare, ben sintetizzata dal detto “tale padre tale figlio”, trova una sua ulteriore conferma: il figlio del “ministro” Umberto Bossi, il delfino del senatur, o come dicean tutti Renzo, è stato bocciato per la terza volta agli esami di maturità.
Il Renzo non ha superato l’esame orale della maturità scientifica ripetuto da privatista dopo la bocciatura del luglio scorso presso il Collegio arcivescovile Bentivoglio di Tradate. Dopo l’ultimo esito negativo aveva cambiato anche il tema della sua tesina, abbandonando il federalismo per dedicarsi alla fisica (in questo caso sarebbe meglio se fosse il padre a seguire le orme del figlio..).
La disavventura dello sfortunato studente ripropone la questione della crisi della scuola italiana, che però in questo caso pare aver dato una buona prova di sé. Due sono le spiegazioni per l’infelice esito del rampollo lumbard: un accanimento politico dei professori, che come tutti sanno sono dei fannulloni sessantottini, o una effettiva carenza di materia grigia che impedisce il superamento di uno scoglio che non è esattamente l’Everest.
In ogni caso Bossi jr sembra avere le carte in regola per calcare degnamente le orme del padano genitore…
Via | Corriere.it
Nonostante l’assidua presenza in tutti i più seguiti telegiornali, scatta per il governo Berlusconi l’emergenza contraddittorio.
Ma non il contraddittorio Silvio Berlusconi, che rilascia dichiarazioni in diretta nazionale e dopo 2 ore le smentisce, piuttosto il contraddittorio che non sarebbe garantito agli esponenti del governo delle libertà durante la trasmissione Crozza Italia del comico omonimo.
Un argomento di un tale rilievo da essere affrontato durante un Consiglio dei ministri, un organo che, in tutta evidenza, dopo aver risolto il problema dei rifiuti, la crisi economica, gli effetti del mancato rispetto del protocollo di Kyoto, ora può ben dedicarsi a questioni di una certa importanza.
Ieri il premier Silvio III avrebbe espressamente richiesto ai suoi ministri di far scattare l’embargo contro Crozza, reo di tempestare di domande il politico di turno senza permettergli di riflettere sulle risposte e, quindi, senza assicurare un reale contraddittorio.
In effetti è comprensibilmente più semplice ed anche più appagante, per un ministro, partecipare a quelle trasmissioni dove si può dire di tutto, come ad esempio che si mandano gli aerei Tornado in Afghanistan solo per fare le riprese dall’alto, senza che nessuno faccia presente l’assurdità dell’affermazione o si permetta di fare domande imbarazzanti.

Il tema dei costi della politica, apparentemente andato fuori moda dopo le ultime elezioni, torna carsicamente di attualità, anche se quasi esclusivamente per iniziativa degli autori de La Casta, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.
Ed infatti sono proprio loro, sul Corriere, a riportare un’altra buona notizia sui costi della politica, ma di quella spagnola. Gli iberici hanno infatti deciso, come risposta alla crisi che colpisce anche l’economia di quel paese, di ridurre i fondi a disposizione dei partiti, tagliando 17 milioni di euro da quel capitolo di spesa. Di conseguenza lo stanziamento deciso dalla legge di bilancio per il 2009 sarà di 119 milioni di euro, contro i 295 che verranno devoluti alla causa in Italia.
Come se il confronto non fosse già abbastanza umiliante per il nostro Paese, Stella e Rizzo ricordano che ogni deputato spagnolo costa alla collettività, tra affitti e stipendio dei commessi, segreterie e spese di rappresentanza, 281 mila euro, mentre ogni italiano costa 1 milione e 630 mila. L’indennità dei parlamentari spagnoli è identica per tutti: 3.020,79 euro al mese. Cifra alla quale vanno sommati 1.762,18 euro mensili per i deputati con residenza fuori da Madrid ridotti a 841,12 per gli eletti nella capitale. A un collega italiano spetta una indennità di 11.703 euro lordi al mese più 4.003 euro di diaria più 4.190 euro per il «portaborse» (se vuole prenderne uno e pagarlo, sennò può mettersi il denaro in tasca) per un totale di 19.896 euro lordi al mese: netti sono 13.709,69 euro. Più 3.098 euro l’anno per le spese telefoniche.
Mentre gli spagnoli tagliano gli italiani continuano ad aumentare le spese: non dello 0.5% annunciato ma del 5.6%, che corrisponde circa a 100 milioni di euro.
Tutti numeri familiari a coloro che hanno letto La Casta e che sono stati ribaditi anche durante l’ultima puntata di Anno Zero. Numeri che però è sempre opportuno ripetere, visto che nessuno, a parte forse l’Italia dei valori, sembra avere interesse a modificare.
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