
Se Morgan, su consiglio di molti esponenti politici, non fosse stato squalificato dal Festival di Sanremo per via delle dichiarazioni riguardanti il suo consumo di crack il risultato del test anti droga (sui 232 parlamentari uno è risultato positivo) promosso da Carlo Giovanardi ci avrebbe indignato.
Invece ci diverte. Davanti ad aspiranti ispettori Zenigata, che poi si rivelano essere Lupin, non si può fare. Con che faccia si può criticare un cantante, e un giornalista (Mario Luzzato Fegiz a Rolling Stone ha fatto dichiarazioni analoghe), avendo la coscienza sporca?
Ma si sa. In Italia funziona così. Predicare bene e razzolare male. Meglio se in un corteo. Come quello del Family Day a cui parteciparono esponenti politici con alle spalle famiglie non esattamente coincidenti a quelle del Mulino Bianco.

Come osservava giustamente Enrico Mentana (sull’ultimo numero di Vanity Fair) e Luca Telese (nell’intervista che ci ha rilasciato prima della ripresa di Tetris) al momento tradurre il progetto politico di Pierluigi Bersani è praticamente impossibile.
Per fortuna, in Italia, c’è la televisione a chiarirci gli obiettivi del Partito Democratico la cui emittente, youdem.tv, dovrebbe trasmettere il Dopofestival cancellato da RaiUno per contenere i costi della kermesse sanremese.
“Dove c’è la gente – ha dichiarato lo stesso Bersani, uscito dal suo silenzio catartico - ci siamo anche noi con il nostro modo di essere e il nostro punto di vista. In questo caso ovviamente ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, cercando di favorire una discussione su quello che succede”.
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