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Tutti gli articoli con tag crisi

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bossi sul nascente governo: “Sarà un’ammucchiata”. Ecco perché il Cav ci si fionda. E spera pure che nell’ammucchiata siano tutti un po’ svestiti. Full Monti

Come faremo con un esecutivo senza i pestoni ai giornalisti e la vocina lieve di La Russa? E la freschezza naturale e gentile della Santanchè? E la paziente tolleranza di Brunetta? Ci mancheranno. Che peccato che questo gruppo così affiatato non abbia potuto completare l’opera. E chissà come mai non ci è riuscito. Eravamo quattro amici al bar(atro)

Democrazia sospesa con l’avvento di Monti? Elettori esautorati? In realtà è l’ennesima figuraccia per questa classe politica. E ora tutti i membri della casta devono fare un passo indietro e farsi guidare da qualcun altro. Mario(nette)

L’ex commissario Ue ha un obiettivo fondamentale: suonare tutta un’altra musica rispetto a quella sentita finora. Goldman…sax

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

A Roma ci sono bianchi pennuti che volteggiano sui grandi monumenti. Da ieri sembrano avvoltoi che si muovono sui palazzi della politica e sulla carcassa del governo colpito dai “traditori”. I voltagabbiani

I fedelissimi del Cav gli chiedono da tempo uno scatto, un passo avanti. Le opposizioni gli chiedono un passo indietro. Bossi gli ha chiesto un passo di lato. Ma che ballo è? Il fla-monco

La pioggia mette in ginocchio l’Italia del nord, sepolta dalla melma. Anche il governo, però, in una giornata di pioggia romana, finisce nella melma. Berlusconi getta la spugna e la Lega insiste su una soluzione che ha poco spazio di praticabilità. Angelino Al-fango

Il Cav commentò la caduta di Gheddafi con il celebre “sic transit gloria mundi”. Nel suo caso la tragedia degenera in farsa o commedia degli equivoci. Dunque il commento va rivisto. “Sic transit gloria Bondi”

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Prodi, il ritorno del prof

pubblicato da il passator cortese

Arieccolo, Romano Prodi. Ma non Prodi il politico, bensì il professore. Da domani, martedì 11 ottobre, alle 23 su la7, Prodi torna in cattedra confrontandosi con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna. Tema: la situazione economica contemporanea e i possibili sviluppi futuri. Moderatrice del dibattito la giornalista e conduttrice Natasha Lusenti.

Sono tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e «il mondo che verrà» tenuti da Prodi alla sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio del Comune di Bologna. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla.

Il primo appuntamento con «il mondo che verrà» è dedicato alla cosiddetta ’sfida dei continenti’, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi. Partendo dall’ascesa dei grandi paesi emergenti, il professore analizza l’attuale instabilità del sistema economico occidentale, la crisi dei debiti sovrani e la strada che ha portato a questa situazione difficile.

Qualche ghiotta anticipazione. L’euro sopravviverà? L’ex premier risponde: «L’euro resisterà perchè nessuno ha interesse a buttarlo a mare, non certo la Grecia, non certo l’Italia, ma soprattutto non la Germania. Perchè oggi la Germania è di gran lunga il paese più potente e più forte dell’Europa grazie all’euro». E ancora: «non si può avere una moneta comune senza avere anche un bilancio, un politica finanziaria ed economica comune. (…) O noi stiamo assieme, o la battaglia soli non la vinciamo. Neanche la Germania può farcela da sola. E’ grande per l’Europa, è piccola per il mondo».

Oltre alla situazione finanziaria, Prodi esamina infine la crisi alimentare, l’espansione demografica e il futuro delle risorse energetiche. Un’analisi del quadro presente e dei possibili scenari futuri.

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Crisi, stangata bis: tappabuchi senza via d'uscita. E Berlusconi piange lacrime di coccodrillo

pubblicato da Massimo Falcioni

Chi si aspettava da Berlusconi la “mossa del cavallo” per la rinascita dell’Italia si trova ora con la “mossa della disperazione” di chi mena la scure sugli italiani laboriosi e onesti senza toccare le caste, a cominciare da quelle politica.

La manovra bis dell’ultimo Cdm di ieri sera è la dimostrazione della improvvisazione e della irresponsabilità di Silvio Berlusconi e del suo governo, passati in poco tempo dalla negazione della crisi al panico dello tsunami. Diviso e incapace di trovare una sintesi a salvaguardia degli interessi del Paese, il Governo ha scelto la vecchia strada di colpire chi già paga, in particolare le famiglie e il ceto medio, con più tasse e balzelli, con attacchi agli enti locali, quindi ai servizi dei cittadini.

L’elenco è lungo e non basta un annuncio positivo come quello dell’abolizione di 34 province (sarà vero?) o il “contributo di solidarietà” (un bluff) a ribaltare un giudizio assolutamente negativo sulla manovra da oltre 45 mld di tagli, senza uno straccio di progetto e di investimento per lo sviluppo e per la produzione di richezza.

In sintesi, è solo l’ennesimo tappabuchi per non fare affondare l’esecutivo di un centrodestra disastroso e disastrato, sparso nei luoghi di villeggiatura.

Mai nella storia repubblicana del nostro Paese è stato chiesto tanto per non ottenere nulla. La manovra era necessaria, ma quanto fatto dal governo dà il colpo di grazia ai cittadini e porta il Paese in fondo al pozzo. Ora il Premier piange lacrime di coccodrillo. C’è ancora chi è disposto a credergli?

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Crisi, Schifani scende da Marte e "scopre" i costi della politica

pubblicato da il passator cortese

La crisi incalza come lo tsunami dopo un terremoto, specie in Italia, dove davanti ai problemi economici sovrasta come un macigno il nodo politico. La questione politica è oggi il cuore del problema e non può essere separata dalla crisi.

Si chiede il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: “Come mai in Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, a modo loro, hanno cambiato il Governo? C’è un tema di fiducia a livello internazionale che riguarda la possibilità di chiamare il maggior numero di forze a contribuire”.

C’è un problema di leadership e c’è un problema di credibilità di tutta la politica, che non riguarda solo i costi, anche se adesso, con la fifa che sale, nel Palazzo si fa a gara nel volere usare la scure sugli sprechi ecc.

L’ultimo in ordine di apparizione è Renato Schifani per il quale: “L’intervento sui costi della politica è necessario per dare un segnale al Paese”. Dice il presidente del Senato: “Si è fatto e si può fare di più, si farà di più, riguardo non soltanto al palazzo e al Parlamento ma alla politica del territorio, alle partecipate, alle superconsulenze C’è molto da fare, secondo me, se si vuole, ed è giunto il momento di farlo”.

Schifani fa politica da decenni: dov’è stato fino ad oggi? Vergogna!

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti cerca di rifarsi un’immagine dopo lo scandalo Milanese. Ora a Roma vive in albergo, torna più spesso dalla moglie a Pavia e va pure a fare la spesa al supermercato. Anche spingendo un carrello si può ritrovare l’equilibrio interiore in stile Siddharta. Hesse-lunga

Per affrontare questa crisi ci vuole cervello e sangue freddo. Bossi non va a fare la spesa come l’amico Giulio e la sua rudezza da macho in pensione può creare problemi. Conad il barbaro

Gli indici di Milano soffrono, ma anche il Dax tedesco o il Cac francese ballano sotto i colpi della speculazione. In fondo, nemmeno Parigi è del tutto al riparo. E l’intraprendenza di Sarkozy lo dimostra. Nella Cac fino al collo

Il governo continua a incontrare imprese e sindacati sotto Ferragosto. Devono parlare della crisi, ma preferirebbero fare un cocktail a bordo piscina con la Camusso che fa gli scherzi a Bonanni e lo spinge in acqua vestito. Party sociali

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Crisi, Brunetta (arieccolo!) il ... marziano

pubblicato da il passator cortese

Da sempre, speculatori e intrallazzatori di ogni risma, sperano nelle guerre, nelle catastrofi economiche e naturali o nelle crisi politiche per incrementare il bottino.

Adesso, ricaricato dal recente matrimonio, ci prova anche il ministro “tascabile” Renato Brunetta a vedere il mezzo bicchiere pieno e in un’intervista al Messaggero dice: “La crisi puo’ essere un acceleratore delle riforme e dell’avvio a soluzione dei nostri mali strutturali: troppa economia pubblica, troppe corporazioni, regole vecchie per i servizi pubblici locali e per le professioni, gap nel funzionamento della pubblica amministrazione, carenza di infrastrutture”.

Per il ministro della Funzione pubblica: “E’ l’ora di un esame di coscienza collettivo. Il giudizio dei mercati, per quanto strumentale, è una fotografia dell’Italia e dell’Europa, e dunque di quello che non va nel nostro paese: fragilità, arretratezze, miopie, egoismi, vizi”. Bravo, Brunetta. Bentornato da Marte! Fai un salto dalle parti di Arcore …

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Alla fine degli anni ‘50 ‘Mister Volare’ cantava “Nel blu dipinto di blu” e in effetti l’Italia spiccava il volo. Oggi lui non c’è più e l’Italia è tristemente piantata a terra. Domenico Mugugno

L’Economist impietoso contro il Cav: “E’ come un coniglio pietrificato dalla paura di fronte ai fari di una macchina”. E invece ci vorrebbe il coraggio di un leone, altro che animali domestici e simili. Prenderla di…pet

Breivik ha risvegliato la tranquilla Norvegia dal suo ingenuo sogno. Adesso tutta l’Europa riscopre il virus dell’intolleranza di matrice nera e non sa che pesci pigliare. Sull’Oslo di una crisi di nervi

Il governo dice di voler affrontare l’emergenza economica a settembre e il Guardasigilli Nitto Palma decide di fare un mese di vacanza in Polinesia. Esecutivo sulla luna? Atollo 11

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ora il governo mobilita il Cipe e parla di nuove risorse (7 miliardi) per le infrastrutture. In realtà si tratta sempre degli stessi soldi che girano, girano, si spostano di qua e di là e non si sbloccano mai. Una finta, un fumetto. Cipe e Ciop

I mercati continuano a fibrillare, i rendimenti dei titoli si impennano e il governo si prepara a un cocktail alle Camere per poi fare l’ultimo aperitivo con le parti sociali. Quindi, finalmente, tutti in vacanzaaaa. Con spread del pericolo

Un giornalista “scomodo” ci lascia in età ancora giovane. Una voce in meno tra quelle che protestano sotto il balcone del potente che, da su, cerca di incantare una folla sempre più scettica. Il D’Avanzale

Il maggiore ostacolo istituzionale che poteva frapporsi tra il premier e la sua visita in Parlamento? E’ racchiuso in una frase che a Berlusconi hanno attribuito: “Se vado alla Camera, le signore d’Italia si accorgeranno che sono ingrassato”. Tutto grasso che crolla

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: golden boy. Voto 6. Il Terzo Polo insiste per un esecutivo di larghe intese dal centro-sinistra al centro-destra. “Premier politico, non tecnico”. Maroni, Monti, Schifani? Inutile ammucchiata o utile trovata?

Roberto Calderoli: boy scout. Voto 4. Il ministro leghista stanco delle sue ferie propone un “campus” estivo maggioranza-opposizione per discutere di crisi e sviluppo. Porcellum o porcellino allo spiedo? Burattini festival.

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