Tutti gli articoli con tag crisi economica

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Pier Luigi Bersani: zorro. Voto + 8. Il leader del Pd attacca il Governo: “Finalmente dopo 22 mesi di ciarle, si parla di crisi economica. Ma il governo è venuto in Aula a mani vuote”. Vuoto a perdere.

Silvio Berlusconi: latitante. Voto – 8. Il Premier brilla per le assenze ingiustificate. C’è sempre in Tv “pro domo sua”, ma mai nelle aule di giustizia e in parlamento. Premier virtuale e dalle “balle spaziali”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Ancora una bocciatura per la lista romana del Pdl da parte del Tar del Lazio. Adesso gli uomini del Cav faranno ricorso al Consiglio di Stato, poi alla Corte europea di giustizia, al Tribunale penale internazionale e quindi attenderanno il Giudizio Universale. Berlusconi intanto manda ArmaGheddin in avanscoperta da San Pietro. E coltiva segreti auspici. “Che il cialis ci protegga”

Secondo la profezia Maya a dicembre 2012 dovrebbe arrivare la fine del mondo. Il SuperCav protesta: “Impossibile. Chiederò una proroga al mio collega Dio. Nel 2013 devo diventare presidente della Repubblica”. Preoccupati soprattutto i ministri giovani, con più futuro e ambizioni ancora da soddisfare. Maya Stella Gelmini

Tremonti in Parlamento: “Il Paese non si può governare con il piccolo chimico”. Stronzio

La Turchia contro gli armeni. La Turchia che vessa le minoranze interne. La Turchia e il suo difficile cammino verso l’Europa. L’importante è guardare sempre avanti e non lasciarsi tentare da pericolose nostalgie. Amar-curd

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Ore 12 - Regionali: per Berlusconi, colpo di "striscio" o colpo "mortale"?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroChi l’ha visto? Dov’è il Governo? Dove sono i ministri? Chi guida questa Italia agitata, traballante, in preda a miasmi velenosi?

Con la coda di una crisi economica che sprofonda l’Italia nelle retroguardie fra i Paesi occidentali e spezza le reni a un popolo sempre più deluso, apatico e diviso, a dominare è il silenzio assoluto e assurdo dell’esecutivo nazionale.

Ministri, vice ministri, sottosegretari, l’infinita equipe del potere messa in piedi dal centrodestra, tutti tacciono: passivi, inutili, impietriti per le sorti del grande “capo”. Tutti trattengono il respiro e oramai sperano solo nel miracolo. Temono il “botto”. Berlusconi è su un piano inclinato: se cade, tutti a casa!

Mai come in questi giorni, l’alleanza voluta e guidata dal Cavaliere, dimostra la propria inconsistenza ideale, progettuale, politica. Adesso anche il partito del “predellino” appare per quello che è: una bolla d’aria, un bluff.

Da una facile e travolgente cavalcata, le imminenti elezioni regionali si stanno trasformando per il centro destra in un passaggio drammatico. Da un “cappotto” annunciato contro il centro sinistra, il Pdl teme ora di portare a casa un pugno di mosche.

La politicizzazione del voto imposta dal Premier si trasforma in un boomerang. Al di là dei risvolti penali delle ultime vicende sollevate dalla procura di Trani è oramai diffuso il senso di un Premier nella tenaglia di una arroganza e di un malcostume deprecabili e indifendibili.

L’astensionismo non punirà solo e tanto i “ras” locali del territorio, ma colpirà nel cuore l’impalcatura del potere berlusconiano. Per la prima volta il “popolo azzurro” ha perso la fiducia nell’Unto del Signore. . E la prova di forza di sabato prossimo a Roma non cambierà nulla. Un bidone di benzina sul falò. Una ammissione di impotenza politica.

A questo punto solo le urne diranno se il colpo, per Silvio Berlusconi, sarà di “striscio” o, invece, “mortale”.

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La (grave) crisi economica va in Parlamento e in diretta tv. Vittoria del Pd

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Mentre il Pdl del “saper fare” rischia per inefficienza e/o baruffe interne di perdere a “tavolino” le elezioni del 28 e 29 marzo in due regioni chiave quali Lazio e Lombardia, il Governo del “fare” deve subire la richiesta del Pd di presentarsi alle Camere sulla crisi economica e in diretta tv.

Il dibattito, il 9 o 10 marzo, è la prima vittoria del Pidì di Pier Luigi Bersani.

E’ un’occasione più unica che rara per mettere alle corde il ministro Tremonti e il governo Berlusconi. Che vale il … doppio perché si vota dopo meno di tre settimane.

Gli ultimi dati dell’ Istat fanno tremare i polsi: Pil a – 5% , disoccupazione che schizza all’8,6%, debito pubblico che vola a quota 115,8% (1.761,191 miliardi di euro!!!), la pressione fiscale che è aumentata di un decimo di punto toccando il 42,9 per cento.

Questo il quadro da … suicidio del Belpaese. Riuscirà il governo ad arrampicarsi sugli specchi? Le promesse di Silvio Berlusconi hanno prodotto questa realtà. Ancora qualche passo e c’è il … baratro.

Chissà se gli ascolti televisivi di questo dibattito/scontro in Parlamento saranno inferiori o superiori a quelli del Festival di Sanremo.

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Veritometro: Brunetta, 500 euro ai giovani e meno soldi alle pensioni

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Ma non aveva detto che? Renato Brunetta

“l’Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori”

Renato Brunetta

Scopri perchè dopo il salto

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Veritometro: Bonanni e i pensionati traditi dai governi della Seconda Repubblica

pubblicato da giulio in: Dichiarazioni Analisi e Dati E basta

“I governi, tutti i governi degli ultimi 15 anni, hanno tradito i pensionati”

Raffaele Bonanni

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Oliviero Diliberto (PDCI) a polisblog: "Alleanza anche col Diavolo per cacciare Berlusconi"

pubblicato da R.D. in: Dì qualcosa di sinistra Intervista con...

diliberto polisblog

Durante il No B Day della scorsa settimana si è avuta la prima apparizione pubblica della Federazione della Sinistra (nuova formazione politica che riunisce Rifondazione Comunista e Comunisti italiani), di cui Christian de Mattia ha già scritto su polisblog. Abbiamo incontrato per voi Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, con cui abbiamo parlato di crisi, di lavoro, di ambiente e delle possibili alleanze contro Berlusconi.

Diliberto, cosa rappresenta per la sinistra italiana questa nuova Federazione?

Innanzitutto la circostanza che per la prima volta si cerca di unirsi invece che dividersi. Si apre un percorso che può portare anche ad un ulteriore allargamento della federazione stessa. Per ora siamo, e non è poco, Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e due formazioni più piccole: una che fa riferimento alla sinistra della CGIL e l’altra che è Socialismo 2000, guidata da Cesare Salvi. La Federazione è la premessa indispensabile per tornare utili, nel senso che finché saremo frammentati in realtà così piccole non saremo utili. E’ la speranza di poter ricostruire, a sinistra del Partito Democratico, una formazione che conti qualche cosa.

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Se questa è la "classe operaia" ...

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

Gli operai tornano a fare notizia.

Fanno notizia i lavoratori del gigante Usa dell’alluminio, l’ Alcoa, manganellati dalla polizia perché protestano contro la chiusura degli stabilimenti italiani.

Fanno notizia quelli dell’ex Olivetti –Geotronics-Bull-Eutelia- perché l’amministratore delegato dell’azienda, in stile new Rambo, armato di piede di porco e alla testa di un manipolo di prezzolati (ma svogliati) vigilantes, ha fatto irruzione nella sede occupata di Agile, per “ripulirla” dagli operai occupanti.

Fanno soprattutto notizia i lavoratori della Yamaha di Gerno di Lesmo (a due passi dalla villa del Super Cav.) licenziati e che si affidano a … Valentino Rossi con un messaggio “da ultimo pane” affidato alla prima pagine de L’Unità di Concita De Gregorio.

C’è poco da ridere. C’è da piangere. Gli operai sono ridotti a giocare la carta della disperazione: cercano un appiglio (una pagina di giornale, un telecamera) per farsi sentire e vedere.

Quando i lavoratori sono ridotti così, non sono solo le fabbriche a chiudere i battenti, ma l’intero Paese.

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Il tasso di disoccupazione in Italia è in realtà molto più alto di quanto sembra?

pubblicato da giulio in: Analisi e Dati Big Picture: tutto su...


Perché in Italia non si istituisce un assegno di disoccupazione unico, sul modello di quasi tutti i paesi europei? Perché si insiste con l’ingiusto e inefficace sistema attuale di ammortizzatori sociali?

Le risposte a queste domande, a dire il vero, non sono mancate: il Presidente del Consiglio, ad esempio, aveva all’epoca sostenuto che una riforma di questo tipo (proposta dal PD) avrebbe prodotto un aumento della disoccupazione, perché i datori di lavoro ne avrebbero approfittato per licenziare.

L’argomento di Berlusconi toccava un problema reale, ma è apparso strumentale. In realtà, l’istituzione di una misura seria e universale di sostegno della disoccupazione rischia davvero di far schizzare alle stelle il relativo tasso, ma per un altro motivo: porterebbe allo scoperto una quota di popolazione alla ricerca di lavoro che attualmente sfugge alle statistiche. Vediamo come, dopo il salto.

Il tasso di disoccupazione in Italia
Il tasso di disoccupazione in Italia

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"L'Italia rischia l'isolamento in Europa" secondo un'analista del Gerson Lehrman Group

pubblicato da giulio in: Alle 5 della sera


Ai vibranti attacchi di Berlusconi all’Unione Europea di qualche settimana fa, in occasione della vicenda migranti, ho dedicato all’epoca una serie di post di analisi, sostenendo che si trattava di un processo di travasamento del conflitto verso l’esterno, determinato in parte da un continuo bisogno di nemici proprio del berlusconismo, e le cui conseguenze sono in gran parte imprevedibili.

Qualche giorno fa è comparsa sulla pagina web del Gerson Lehrman Group un interessante articolo che torna su quella vicenda, mettendo in luce i pericoli di una deriva anti-europea del nostro paese. Secondo quanto riporta Wikipedia, GLG gestisce “un network di oltre 200.000 esperti che forniscono servizi di consulenza alle imprese”. Uno di essi scrive per l’appunto:

E’ stato l’ultimo in una serie di scontri tra il governo Berlusconi e attori esterni come la Commissione Europea e la stampa straniera. Dal punto di vista di Berlusconi, i commenti dei funzionari UE vengono utilizzati in maniera scorretta dai partiti di opposizione a fini domestici. Da una prospettiva europea, il governo italiano sembra essere eccentrico rispetto alle pratiche ampiamente condivise ed accettate di dibattito e di libertà di parola in una società democratica. (..) Sta diventando sempre più chiaro che l’Italia rischia l’isolamento nell’UE (..).

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