
La presentazione ha avuto luogo lo scorso 2 luglio a Roma, presso l’Hotel Michelangelo, nel corso dell’incontro “Nati sotto il segno della croce. il crocifisso: crocevia della storia”. Il segretario dell’associazione è l’architetto Roberto Mezzoroma, ma l’ispiratore - come spiega il Fatto Quotidiano - è il Venerabile Licio Gelli. E’ lui che ha scritto il codice etico e ha disegnato il simbolo del MEDIC (Movimento Etico per la Difesa Internazionale del Crocifisso).
Gelli non ha potuto presenziare alla conferenza stampa di presentazione, ma ha così spiegato al Fatto Quotidiano il significato del simbolo del movimento (una sfera tagliata da cerchi concentrici su sfondo azzurro, una croce nera avvolta in una stretta di mano e quattro frecce ai bordi): “il colore scelto per il simbolo rimanda al mare, al cielo e al grembiule della Madonna, il resto a San Francesco e le frecce rappresentano i punti cardinali”. Un mix di simboli non tutti propriamente cristiani.
Del resto, come ha spiegato Mezzaroma, lo scopo della nuova associazione è quello di “far emergere le radici giudaico-cristiane del mondo occidentale e promuovere il significato autentico del crocifisso quale simbolo condiviso di amore assoluto”. Il MEDIC “nasce con l’ambizione di essere un movimento trasversale, che raccoglie non solo cattolici…

Come ricorderete, nel novembre dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell’uomo si era pronunciata sulla questione dell’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane, sulla base del ricorso presentato dall’ormai celebre signora Lautsi.
Il giudice di Strasburgo, in quell’occasione, aveva affermato che l’esposizione obbligatoria del simbolo costituisce “una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni”, nonché della libertà di religione degli stessi alunni.
Il Governo ha chiesto ed ottenuto successivamente un riesame della pronuncia da parte della Grande Camera della Corte. Ieri si è svolta l’udienza, ma bisognerà attendere ancora un po’ per il verdetto finale. In udienza, da un lato, il giudice Nicola Lettieri, rappresentante dello Stato italiano, ha sostenuto che non vi sarebbe alcun pregiudizio per la cittadina ricorrente…
Il post pubblicato su polisblog.it riguardante la notizia della rimozione di Luigi Tosti, giudice italiano che da anni combatte pubblicamente affinché nelle aule giudiziarie non ci siano più simboli religiosi (il crocifisso in primis) è stato uno dei più commentati.
In molti, a margine di quell’articolo, hanno sostenuto che quanto deciso dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) era giusto poiché Luigi Tosti, rifiutandosi di lavorare nella aule in cui era presente un simbolo religioso, aveva sbagliato.
In democrazia deve essere garantito il diritto di replica. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare il giudice che a polisblog.it non racconta solo la sua storia. Con Luigi Tosti abbiamo ragionato anche della riforma della giustizia.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Luigi Tosti, il giudice anti-crocifisso
Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.
E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.
Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.
Continua a leggere: Proposta dal Partito Democratico una legge pro crocifisso nelle scuole
Che non si dica poi che la magistratura è in battaglia contro il Governo. A poche ore dalla presentazione del ricorso all’Unione Europea firmato da Gianni Letta, secondo il quale nelle aule italiane si deve trovare uno spazio per il crocefisso, il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) rimuove Luigi Tosti.
Il giudice di Camerino era arrivato agli onori della cronaca sostenendo, appunto, che il crocefisso non era un oggetto adatto agli uffici pubblici italiani.
“O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane – dichiarò lo stesso Tosti prima di essere allontano - oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura”.
Continua a leggere: Crocefisso nelle aule. Rimosso il giudice Luigi Tosti

Dopo la messa al bando dei minareti la Svizzera rischia ora di mettersi nei guai con alcune istituzioni internazionali. Una di queste è proprio quella Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di cui molto si è parlato recentemente per la sentenza sul crocifisso nelle aule italiane.
Ha scritto infatti il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung:
La messa al bando dei minareti costituisce anche una flagrante violazione della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo. Non ci vorrà molto prima che qualcuno colpito dalla proibizione porti il caso di fronte alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, causando un imbarazzante condanna e forse l’espulsione della Svizzera dal Consiglio d’Europa
Continua a leggere: Minareti: Corte Europea e ONU contro la Svizzera?

I segnali sono convergenti: dopo appena poco più di un mese dalla sua elezione a segretario, Pierluigi Bersani sembra già essere stato insignito della carica di “neo-disastro”, per parafrasare una celebre affermazione di Matteo Renzi.
L’Espresso, ad esempio, ha condotto un sondaggio tra i suoi elettori. Risultato? Il 67% lo valuta come “gravemente insufficiente”. Dal canto suo, Il Fatto Quotidiano titola oggi “Fini capo dell’opposizione” e accusa il PD di essere “pronto al superinciucio“.
Al di là dei titoli ad effetto, resta il fatto che la linea impressa al partito dal buon Pierluigi non può non lasciare perplessi: il PD oscilla infatti tra l’afasia e prese di posizioni suicide. Su tutte, quelle su No Berlusconi Day e crocifisso nelle aule scolastiche.
Proviamo però a dare un’ultima chance al Bersani: valutatelo nel nostro sondaggio.
Foto | Flickr.
La Lega vuole vietare i minareti in Italia come accaduto in Svizzera. Cantoni e cantonate vanno a braccetto in questo periodo. Poi l’illuminante Castelli se n’è uscito con il crocifisso sul Tricolore. Ma allora perché non mettere anche qualche illustrazione di Padre Pio nella Costituzione? Per fortuna la provocazione leghista non fa proseliti. Un pugno di mosche-e
Quelli del Carroccio d’altronde, si sa, sono tutti patria, dialetto e famiglia. Eh sì, viva la mamma. Imam-moni
I magistrati congelano il mega-risarcimento Mondadori. Intanto Fininvest firma una fideiussione che tranquillizza De Benedetti e fa incavolare Confalonieri. Il Cav non si fida, teme la decisione finale. Cir-cospetto
Il fuori onda galeotto di Fini e la stoccata di Gasparri: “Io sostengo il governo sia in onda che fuori onda“. Ma qui l’onda sta diventando uno tsunami che rischia di travolgere Palazzo Chigi. Si dice che Berlusconi stia facendo una fatica enorme a tenersi calmo. Surf control

Incredibile show del Ministro alla Difesa Ignazio La Russa nel pomeriggio di Raiuno. Invitato dal conduttore Lamberto Sposini a parlare del 4 novembre, festa delle Forze Armate e anniversario della vittoria nella Grande Guerra, il ministro si indigna per il precedente servizio mandato in onda sulla questione del crocifisso nelle scuole.
Dopo aver lamentato lo squilibrio delle posizioni in campo, che a suo dire lasciava intendere che la maggioranza degli italiani fosse d’accordo con la decisione della corte europea, La Russa si scalda sempre di più dribblando ogni tentativo di Sposini di riprendere in mano il pallino. E proprio quando la situazione sembra tornata sotto controllo sbotta in un “Possono morire, noi il crocifisso dalle scuole non lo leviamo!”
Imperdibile!
Questa storia del crocifisso messo al bando dalla Corte di Strasburgo, ha provocato la dura reazione della politica italiana che vede la decisione come un attacco alla nostra cultura e alle nostre tradizioni. L’Europa non si doveva permettere! INRIverenti
Con la vicenda della croce bandita dalle aule scolastiche, arrivano i primi impacci per Bersani alla guida del Pd. Il segretario resta prudente, predica buon senso. E pensare che la sede del partito si trova a via del Nazareno. Da quelle parti, l’unico messo in croce è stato Walter Veltroni. Poi la sua sindone è stata lavata, candeggiata e usata pure per San Franceschini. SuDario
E’ bello vedere i nostri politici che difendono a spada tratta quell’immagine sacra e profonda. Di giorno sul Golgota e di notte a far ‘via crucis’ a via Gradoli. Crocifessi
Dai veli alle croci, attorno ai simboli religiosi (o di tradizione religiosa) si accendono dibattiti infuocati sulla difesa delle identità e sulla crisi di valori. Eppure già l’antica Roma imperiale era un crogiolo di razze, riti e credenze. E non c’era un Bertus Calderolum a lamentarsene. Er burqarolo va controcorrenteeee…