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Napolitano, ira e ultimatum! "Lo scontro è al limite della degenerazione"

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano prende carta e penna e scrive al vice presidente del CSM Michele Vietti annunciando la decisione di dedicare la celebrazione della Giornata delle vittime del terrorismo e delle stragi, prevista il 9 maggio prossimo al Quirinale, “in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane.

Tra loro - sottolinea Napolitano -, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche”.

Ma il capo dello Stato affronta con decisione l’attualità: “La scelta che oggi annunciamo per il prossimo Giorno della Memoria costituisce anche una risposta all’ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta «Associazione dalla parte della democrazia», per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non”.

C’è, infine, un durissimo monito politico, un vero e proprio ultimatum: “Essa indica - scrive Napolitano - come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti”.

Mai, il presidente della Repubblica si è pronunciato con toni tanto decisi e allarmati. L’autorevolezza del Presidente è una garanzia e la sua credibilità una risposta che sostiene quanti sono disorientati di fronte al degrado della situazione. Sarà sufficiente questo monito? Certamente no. Non sappiamo se aveva ragione Montanelli quando scriveva che “lui” (il Cavaliere ndr) non mente, lui è la bugia. Sappiamo però che è “lui” per primo ad esasperare ogni giorno il clima politico.

Mai, nella storia repubblicana, si era arrivati a tanto. Ancora un passo e l’articolo 88 (il potere del presidente della Repubblica di sciogliere le Camere) non deve essere agitato come spauracchio ma applicato per la salvezza delle Istituzioni e dell’Italia. Spetta poi agli italiani, nelle urne, decidere.

Il Consiglio dei ministri approva la relazione Alfano sulla riforma della giustizia

pubblicato da Alessandro

Alfano

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri la relazione del Ministro Alfano sulla riforma della giustizia. Tra i punti fondamentali degli interventi normativi in programma la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, la suddivisione in due corpi distinti del Consiglio Superiore della magistratura, il rafforzamento dei poteri del Ministro della Giustizia, la reintroduzione dell’autorizzazione a procedere per i parlamentari.

Separazione delle carriere. Il dibattito su tale riforma è ormai risalente. I fautori della separazione sostengono che soltanto distinguendo completamente gli ordini dei magistrati giudicanti e dei pubblici ministeri è possibile garantire l’imparzialità dei primi. I critici rilevano che così facendo si finirebbe con l’attentare all’indipendenza degli organi della pubblica accusa (dal momento che la separazione delle carriere, in genere, si accompagna all’assoggettamento dei p.m. al Governo), trasformando i p.m. stessi in superpoliziotti.

Riforma del Consiglio Superiore della magistratura. Nella stessa direzione sembrerebbe andare anche la proposta di articolazione dell’organo di autogoverno della magistratura. Secondo quanto prevede attualmente la Costituzione, tale organo adotta tutti i provvedimenti che incidono sullo status giuridico dei magistrati (assunzioni, promozioni, trasferimenti, sanzioni disciplinati, ecc.). Il CSM si occupa sia dei provvedimenti riguardanti i magistrati giudicanti che quelli del pubblico ministero.

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Il Csm ha eletto il suo nuovo Vicepresidente: è Michele Vietti

pubblicato da Alessandro

Vietti

Con 24 voti su 26 (e 2 schede bianche) il Consiglio Superiore della Magistratura ha eletto ieri il suo nuovo Vicepresidente: è l’on. Michele Vietti, avvocato cassazionista, vice-capogruppo alla Camera dell’Udc, ex sottosegretario alla Giustizia e già componente, in passato, dello stesso Csm.

Molto istituzionale il discorso di insediamento, nel quale il neoeletto ha posto in evidenza la necessità di recuperare il prestigio e la credibilità dell’ordine giudiziario (soprattutto dopo i recenti scandali che hanno coinvolto alcuni magistrati) ed ha invitato lo stesso Csm ad impegnarsi per porre fine alla “contrapposizione tra politica e giustizia”.

Il Presidente Napolitano, che - secondo consuetudine - ha presieduto la seduta senza votare, si è rallegrato del fatto che il Consiglio è riuscito ad eleggere il proprio vicepresidente quasi all’unanimità. La designazione, tuttavia, non è stata accolta positivamente da tutti.

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Napolitano al Csm: "regole deontologiche rigorose" contro "squallide consorterie"

pubblicato da Alessandro

csm

Questa mattina, alla cerimonia di insediamento dei nuovi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, svoltasi al Quirinale, il Presidente Napolitano ha ribadito la necessità di “rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio”. Regole che sarebbero necessarie a restituire al sistema giustizia e alla magistratura “prestigio e consenso tra i cittadini”.

Come aveva già detto, qualche giorno fa, nel corso dell’incontro con la stampa parlamentare, il Capo dello Stato ha fatto riferimento a “fenomeni di corruzione” e a “trame inquinanti che turbano e allarmano” e che appaiono come il prodotto dell’opera di “squallide consorterie”.

Napolitano ha anche evidenziato che le riforme in materia di giustizia dovranno garantire comunque “un corretto equilibrio istituzionale”. Quanto ai nuovi membri del Consiglio appena eletti dal Parlamento in seduta comune, ha, infine, ricordato che essi “non sono rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione”. Membri “togati” e membri “laici” formerebbero, infatti, “un tutto unitario”. Le considerazioni e gli inviti del Presidente sembrano ispirati, tuttavia, al più roseo ottimismo.

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Elezione dei componenti "laici" del Csm: Vietti si avvia a diventare il nuovo vice-presidente

pubblicato da Alessandro

toghe

Sembrerebbe essersi raggiunto l’accordo sul nome del nuovo vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Le elezioni degli otto nuovi membri dovrebbero raggiungere un esito positivo domani pomeriggio. Era questo, infatti, il nodo principale della questione.

Sarebbero caduti i veti incrociati degli opposti schiarimenti sui rispettivi candidati (e, in particolare, quelli su Annibale Marini, ex Presidente della Corte costituzionale, sponsorizzato da Gasparri). Marini dovrebbe essere eletto ugualmente e dovrebbe capeggiare la schiera di consiglieri di centro-destra, ma la carica di vice-presidente, che verrà eletto dal plenum del Consiglio, dovrebbe andare a Michele Vietti.

Il Csm è presieduto dal Capo dello Stato, il quale, tuttavia, per ragioni di opportunità istituzionale, si astiene dall’esercitare le funzioni di presidente dell’organo. La carica di vice-presidente (che viene affidata ad un membro “laico”, non togato, ovverosia ad un docente universitario ordinario in materie giuridiche o a un avvocato con almeno 15 anni di professione all’attivo) acquista, quindi, un’importanza decisiva. Ma di cosa si occupa esattamente il Consiglio?

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Intervista – polisblog incontra Luigi Tosti, il giudice anti-crocifisso

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il post pubblicato su polisblog.it riguardante la notizia della rimozione di Luigi Tosti, giudice italiano che da anni combatte pubblicamente affinché nelle aule giudiziarie non ci siano più simboli religiosi (il crocifisso in primis) è stato uno dei più commentati.

In molti, a margine di quell’articolo, hanno sostenuto che quanto deciso dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) era giusto poiché Luigi Tosti, rifiutandosi di lavorare nella aule in cui era presente un simbolo religioso, aveva sbagliato.

In democrazia deve essere garantito il diritto di replica. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare il giudice che a polisblog.it non racconta solo la sua storia. Con Luigi Tosti abbiamo ragionato anche della riforma della giustizia.

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Proposta dal Partito Democratico una legge pro crocifisso nelle scuole

pubblicato da Giovanni Molaschi



Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.

E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.

Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il SuperCav incontra Ali Zardari, che ringrazia l’Italia per il sostegno al suo Paese. Papistan

Corpo a corpo magistrati-Brunetta. Poi arriva il solito Mancino e cerca di gettare acqua sul fuoco. Il Coniglio superiore della magistratura

Bufera su Rai Tre: in particolare sul programma della Dandini e sulla nuova sit-com ambientata a Palazzo Grazioli. Ieri il fido Paolo Romani si chiedeva: “Cosa c’entra il WC con il servizio pubblico”. Rispondiamo: non sarà per caso che la Rai sta diventando molto servizio (igienico) e poco pubblico? Cessi…di esistere

Il Superpremier al limite del surrealismo. Consegna le case in Abruzzo e declama: “Questo è il governo che ha introdotto la moralità”. Ceci n’est pas un papi

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Why Not, lo scontro tra Procure, il Csm, i trasferimenti: Lo Zorro di Marco Travaglio su L'Unità

pubblicato da paganini


Lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sta fornendo un alibi eccezionale agli uomini del Popolo della libertà per procedere con l’agognata riforma della giustizia, fingendo così di voler affrontare una grave situazione istituzionale e mettendo nell’ombra altri, meno nobili, interessi.

La disputa ha però avuto un piccolo merito, quello di riportare l’attenzione sulle inchieste che furono tolte a Luigi De Magistris e che, se mai arriveranno al termine, promettono di far esplodere delle autentiche bombe, politicamente parlando.

Sul L’Unità di oggi, Marco Travaglio firma uno Zorro intitolato Csm: Ciechi, Sordi, Muti, in cui riassume l’ingarbugliata situazione calabrese e le varie incompatibilità…

L’altro giorno leggevo le famose 1700 pagine del decreto di sequestro della Procura di Salerno sugli atti negati da quella di Catanzaro, quando mi ha telefonato una gentile collega del Corriere. Voleva un commento sulle parentele di un magistrato legato a questo caso. Finalmente - mi son detto - un giornale che ha letto il decreto e vuoi parlare dei fatti. Cioè del letamaio in cui sguazza la giustizia calabrese. C’è solo l’imbarazzo della scelta: il procuratore Lombardi che toglie a De Magistris l’inchiesta Why Not quando viene indagato il forzista Pittelli, suo avvocato e socio del figlio della sua seconda moglie; l’aggiunto Murone, descritto da Salerno come legato a molti politici indagati da De Magistris (Saladino, Pittelli, Calati, Mastella, Chiaravalloti)…

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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Giustizia. Berlusconi contro Pd e Csm: “Colpa del Pd se in Parlamento ci sono frange giustizialiste. Presto il nuovo partito unico della libertà”. Veltroni: “Il premier parla solo di questo e non delle emergenze del Paese. Berlusconi c’è ma il berlusconismo è finito”. Gasparri: “Csm cloaca”. Di Pietro: Sono allibito!”

Il nostro commento. E’ sempre scontro aperto sulla giustizia. Stavolta si azzuffano Berlusconi e Gasparri da una parte e Veltroni e l’Anm dall’altra. Accuse e contro accuse. La giustizia italiana non va e va riformata. Ma la giustizia è un pretesto per lo scontro politico. Ricatti e contro ricatti su tutto. Piove sul bagnato. E gli italiani stanno a guardare. 12 euro per un panino in spiaggia. Prestiti per pagare le bollette. La casta sempre più miope, invadente, arrogante. Il berlusconismo è alle corde. Il veltronismo pure. Il Paese verso il precipizio. Berlusconi dice di sé che è come il Brunello di Montalcino, migliora con il tempo. Ma qui è l’Italia che peggiora. Serve aria nuova. Segnale negativo per il governo: in tre mesi ha già perso 10 punti!.

Silvio Berlusconi: “E’ colpa del Pd se in Parlamento ci sono frange giustizialiste che spesso ci fanno disperare. Ecco perché il dialogo è saltato, Nel gennaio 2009 nascerà il nuovo grande partito unico della libertà”.

Walter Veltroni: “Il premier pensa solo ai suoi problemi con la giustizia e non è in grado di far fronte alle drammatiche emergenze del paese. Occorre evitare commistioni indebite con la giustizia, altrimenti si ferma tutto anche sul federalismo”.

Maurizio Gasparri: “Basta con la cloaca del Csm correntizzato, paralizzato e parcellizzato: è uno scandalo che offende gli italiani”.

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