Nichi Vendola: bandiera rosa. Voto 7+. Svolta (in ritardo) del leader “rosso” di Sel: “Dopo la Libia, neanche Cuba ha più alibi e giustificazioni”. Che Guevara, ultimo addio.
Roberto Maroni: bandiera bianca. Voto 5-. Il ministro degli Interni rassicura: “Piano B in caso di esodo di massa dalla Libia”. Tutti tranquilli. (Solito) gran caos annunciato.
Cuba, Fidel Castro: “Stavo per morire, ma sono resuscitato” Almeno così ha dichiarato ieri al quotidiano messicano di sinistra La Jornada, in una lunga intervista in cui l’ottantaquattrenne dittatore cubano ha parlato della malattia che, quattro anni fa, gli è costata il ritiro dalla guida del regime in favore del fratello Raul.
“Ero sulla soglia della morte” ha affermato Castro. L’ex lìder maximo ha aggiunto di essersi chiesto più volte se i dottori avevano intenzione di lasciarlo vivere nelle sue condizioni o, piuttosto, di permettergli di morire. Castro si è limitato a queste affermazioni, senza fornire dettagli sulla sua malattia.
Creduto addirittura morto, dopo la sua la sua scomparsa dalla scena pubblica nel 2006, l’ex guida del regime cubano si era nuovamente mostrato ai media lo scorso mese, chiedendo agli Stati Uniti di prevenire l’imminente rischio di una guerra nucleare contro l’Iran.
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Una delle principali carenze della classe politica del XXI secolo, oltre alle ben note questioni anagrafiche, giudiziarie e morali, riguarda l’assoluta mancanza di senso dell’umorismo. Basterebbe poco, a volte, per rendersi conto che si sta facendo una cazzata e di conseguenza riporre in un cassetto un’idea malsana.
E invece… Invece ecco che, grazie a Alessandro Chetta del Corriere del Mezzogiorno, una autentica perla dell’amministrazione Bassolino torna a brillare: La stessa regione che sconta un’eterna emergenza rifiuti, tipo fatica di Sisifo, sotto Bassolino ha stanziato 662mila euro di fondi europei per inviare consulenti in Centroamerica. Il loro compito, in sintesi, è spiegare le politiche di sostenibilità ambientale a cubani e haitiani.
Ebbene sì, la Giunta regionale della Campania, guidata dal mai abbastanza discusso Antonio Bassolino, decise di spendere oltre 600 mila euro pubblici per andare a insegnare a cubani, dominicani e haitiani come si fa la raccolta differenziata. In effetti ci hanno mandato quelli del Consorzio di Bacino Salerno 1, che riescono a differenziare il 45% dei rifiuti, ma la domanda rimane comunque aperta: perché non mandarli a fare da tutor ai colleghi degli altri Comuni della Campania? Il sole e il mare ce l’hanno pure lì, anche se, purtroppo, non è molto pulito…
Foto | Flickr

Barack Obama ha prorogato di un anno l’embargo commerciale contro Cuba, contenuto all’interno della Trade with enemy act, una consuetudine per tutti i presidenti dagli anni 60′. Niente di nuovo nell’atteggiamento rispetto all’America Latina, insomma.
Come sottolineato dal New York Times la decisione era prevedibile, nonostante le recenti anche se minime aperture.
Certo è che per chi si aspettava un cambio di rotta deciso dell’amministrazione Obama, la conferma dell’embargo unita all’atteggiamento ambiguo mostrato nel concreto verso il golpe in Honduras deludono non poco.
Continua a leggere: Obama rinnova per un altro anno l'embargo contro Cuba

Vi abbiamo illustrato sabato dell’inattesa stretta di mano tra Chavez e Obama, un evento più mediatico che di sostanza, almeno per il momento: ci sono infatti buoni segnali da entrambi per un possibile dialogo in futuro. Da una parte Barack Obama conferma la sua intenzione di voltare pagina nei rapporti con l’America Latina e dice: “Ho molto da imparare e da ascoltare”.
Chavez, dal canto suo, ha dichiarato di “non aver il benché minimo dubbio che con la nuova amministrazione Usa i rapporti con gli Stati Uniti miglioreranno”. A conferma del significato simbolico della stretta di mano, che ieri ha dominato i titoli di tutti i media al seguito del vertice, il presidente venezuelano ha anche regalato un libro a Obama, “Le vene aperte dell’America Latina”, di Edoardo Galeano.
Continua a leggere: Chavez, un libro di Galeano in regalo ad Obama

Al termine di una riunione dell’Alba (Alternativa bolivariana per le Americhe) a Cumana, in Venezuela, è stato firmato un trattato che istituisce un sistema unitario di compensazione regionale ed una nuova moneta, il Sucre.
L’Alba è un progetto di cooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi dell’America Latina ed i paesi caraibici, promossa dal Venezuela e da Cuba nel 2004 in alternativa all’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) voluta dagli Stati Uniti.
I paesi che fanno parte Alba, ovvero Bolivia, Cuba, Repubblica Dominicana, Honduras, Nicaragua e Venezuela più l’Ecuador, hanno raggiunto ieri l’accordo per la creazione di questa moneta unica regionale che funzionerà come una ‘moneta virtuale’ da utilizzare per l’interscambio tra gli stessi paesi dell’Alba.
Continua a leggere: Il Sucre, nuova moneta dell'America Latina e la stretta di mano Chavez-Obama

Sembrerebbe una di quelle scene da thrillerone americano che fanno sorridere o storcere il naso allo spettatore, invece è tutto vero. Un giovane ciadiano di 21 anni, Mohammed al Gharani, detenuto nel carcere di Guantanamo a Cuba, è riuscito con un trucco a telefonare all’emittente televisiva al Jazeera e a farsi intervistare.
Il testo dell’intervista è rintracciabile nel sito internet dell’emittente. Mohammed ha raccontato alle guardie di voler telefonare ad uno zio e invece è riuscito a contattare l’emittente denunciando gli abusi subiti. E’ la prima volta che un detenuto del carcere di massima sicurezza dove sono tenuti molti presunti terroristi riesce a parlare direttamente con i media. I giornalisti infatti sono ammessi nella base cubana solo dopo aver firmato un impegno scritto che li obbliga a non parlare con i detenuti.
Gharani ha dichiarato che durante il periodo di detenzione, che dura da quando aveva 14 anni, ha subito diversi pestaggi dai militari Usa. Inoltre ha denunciato che un gruppo di soldati statunitensi gli avrebbero sparato addosso gas lacrimogeni.
Dopo 50 anni di inutile aggressione e propaganda anti-cubana qualcosa si muove negli Stati Uniti in direzione di un cambio di strategia nei confronti della piccola grande isola caraibica. L’embargo nordamericano, da quasi vent’anni dichiarato criminale dall’Onu quasi all’unanimità (esclusi Israele, Palau, le isole Marshall e la Micronesia) è stato un fallimento su tutta la linea. Ad ammetterlo addirittura uno dei più autorevoli responsabili della politica estera del Partito Repubblicano ed esponente di spicco della commissione esteri, oggi all’opposizione, il senatore Richard Lugar.
“L’embargo è un fallimento, dobbiamo riconoscere l’inefficacia della nostra politica attuale”. Queste le parole di Lugar al ritorno da una missione a l’Avana in un rapporto intitolato “Cambiare la politica cubana nell’interesse degli Stati Uniti”. Di per sè il nome del rapporto non è incoraggiante o particolarmente solidale, però già l’ ammettere il fallimento storico è un fatto politico notevole e un’accelerazione insperatata in un dibattito statunitense fossilizzato da decenni e ulteriormente svilito dall’ideologia neoconservatrice dell’amministrazione Bush.
Continua a leggere: Stati Uniti - Cuba: è l'ora del disgelo?
Da sempre ci viene insegnato che nel mondo della comunicazione esistono molteplici criteri per la scelta dei temi e la loro notiziabilità (vedi alla voce Agenda setting). In un giornalismo non ideale ma minimamente serio questi sono la rilevanza e il grado di interesse e incidenza sulla realtà; oggi invece su quotidiani e televisioni la notiziabilità risponde ad un solo criterio: interesse, o convenienza.
Così dal sito di G.Carotenuto:
“La solidarietà è sovversiva, scandalosa e va censurata. Soprattutto se a mettere in campo da tre anni la più grande operazione medica di solidarietà nella storia sono due paesi piccoli, periferici e considerati membri dell’asse del male.
I grandi media congiurano per il silenzio ma attraverso l’ALBA, Cuba e Venezuela, con la Operación Milagro, dal 2005 ad oggi hanno permesso a 1.362.505 persone di 33 paesi del Sud del mondo di riacquistare la vista senza pagare un centesimo. Intanto il rapporto della OXFAM accusa: un cieco su quattro al mondo, quasi trenta milioni di persone, hanno perso la vista per la politica dei brevetti imposta dalle multinazionali farmaceutiche.”
Questo vuole essere un esempio, ma non solo. Qual’è il motivo per cui su quotidiani come Repubblica e Corriere leggiamo tutte le marachelle di Cuba e Venezuela e le storie degli “eroi” contrari ai presidenti e mai un’informazione seria sulle loro reali politiche? La paura di offrire un modello virtuoso che inizi ad avere il sostegno delle persone?
L’intervista qui sopra la capite abbastanza facilmente. In ogni caso: Gorki Aguila, punk cubano - e già qui ci sarebbe da scrivere un trattato solo sull’unione dei termini “punk” e “cubano” - leader dei “Porno Para Ricardo” è stato arrestato nell’isola caraibica. Motivo? Pre-crime, ovvero con la sua band, che osteggia decisamente il regime castrista, avrebbe registrato qualcosa di un pò troppo ostile al lider maximo. Oppure in futuro avrebbe potuto fare di peggio. E quindi ora rischia di beccarsi quattro anni di galera. La storia completa la leggete su La Repubblica, ma l’intervista qui sopra è forse meglio. Dopo un salto un video della band.
Continua a leggere: Gorki Aguila: processato perchè punk e contro il regime di Castro